Un anno e mezzo dopo “Kalooki Nights”, Cargo porta in Italia il secondo romanzo di Howard Jacobson, in realtà scritto nel 1999. Ed è importante sottolinearlo, perché non conoscendo la vicenda editoriale si potrebbe pensare ad una battuta d'arresto, ad un tentativo di attenuare quell'ironia caustica che era stata il perno su cui poggiava l'intera architettura del libro letto in precedenza.
La copertina in perfetto stile Guanda, strilla che siamo di fronte ad un libro da non sottovalutare e snocciola grandi nomi spendendosi in prodighi parallelismi che iscrivono Auslander nell’ambito di quell’illuminata schiera di ebrei illustri, da Roth a Groucho Marx, passando per Woody Allen non senza trascurare Richler e la recente scoperta del Jacobson di Kalooki Nights, ch
INTRODUZIONE
Al numero ventotto della ricca filmografia del genio dell’humour troviamo una pellicola che, dopo anni bui, riporta Woody Allen ai suoi consueti canoni di dissacrante maestria. “Harry a pezzi” è un ritorno alle origini, una riconquista dell’ironia amara infarcita di quel prezioso witz ebraico capace di colorare i film del newyorkese, che bene dipingono la sua visione del mondo comica e malinconica insieme.
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