Leggere un libro come “L’ascensione di Roberto Baggio” a firma di Matteo Salimbeni (drammaturgo e autore di due e-book su Ibrahimovic e Pazzini) Vanni Santoni (autore del bel “Se fossi fuoco arderei Firenze”) in giorni come questi di calcio scommesse, calciatori arrestati e conti cifrati in Svizzera fa un certo effetto. Si fa davvero fatica a credere allo spettacolino messo in scena da ragazzini viziati su un rettangolo di gioco da cui un giorno scomparirà anche l’erba vera e propria.
Sull'identità vicentina e altro - 1
Nel 1953 quando scrive “Il prete bello”, Parise è un letterato che si trova a Milano per lavorare presso la casa editrice Garzanti. Sebbene sia contento della sua nuova attività, vive “ore di vuoto, di tristezza, di solitudine” nella grande città, specie la sera.
Quella che segue è la trascrizione dell'intervista curata da Aurora Dal Maso lo scorso 5 marzo, nel corso dell'incontro di presentazione del romanzo di Franco Stelzer Matematici nel sole (Il Maestrale, 2009; 2° classificato come libro dell'anno 2009 a Fahrenheit di Rai radio 3) presso la libreria Mondadori Quarto Potere di Vicenza, in collaborazione con CaRtaCaNta.
Patrizia Garofalo: La ricerca del protagonista indulge spesso a riflessioni che traggono spunto dall’arte; quale la valenza della cultura, a tuo avviso, come viatico al percorso umano?
Meridiano Zero pubblica un nuovo piccolo tesoro, sin qua segreto e famigliare, della Grande Guerra. Si tratta di un insolito carteggio d'amore, esteso per tre anni, composto da circa 500 lettere: 270 – qualcuna in più della metà – spedite dalla moglie al marito. La novità è proprio questa; sin qua, abbiamo avuto la fortuna di poter archiviare molte lettere scritte dai soldati, quasi mai le risposte scritte dai famigliari. Colpa, come scrive il curatore Havis Marchetto nella prefazione, di varie cause: dai blocchi della censura alla mancata consegna, dallo smarrimento durante le marce alla morte del povero soldato. “Un uomo, una donna” (pp.
Vicenza, 13 febbraio. Nutrita affluenza di pubblico all'inaugurazione della nuova sede della libreria Mondadori “Quarto potere”, in Ponte Pusterla. Ospite d'eccezione Gian Mario Villalta, col suo Padroni a casa nostra. Perché a Nordest siamo tutti antipatici (Mondadori, 2009), che ha aperto le danze degli eventi CaRtaCaNta per il 2010. Ha dialogato con lui il gran cerimoniere Alberto della Rovere. In questa sede il mio intento è stato quello di condensare e offrire al lettore alcuni tra i vari spunti di riflessione e di analisi che l'autore ha rivolto alla platea.
Silvio Perrella è il curatore d'eccezione di questa scelta di quarantatre scritti saggistici di Goffredo Parise, pubblicata da Adelphi nel 2005. Criterio principe, al di là dell'ordine cronologico (1957-1986, eccetto l'ultimo articolo), è questo: “Ho tenuto al centro la letteratura, con qualche puntata verso la musica e l'arte figurativa. Mi ha guidato il saggio che conclude il volume e che gli dà il titolo. Si tratta del discorso che Parise tenne a Padova nel 1986, l'anno della sua morte, in occasione del conferimento della laurea ad honorem. È come se fosse il suo testamento culturale” (p. 227). Sì, ha quel respiro. Ma è tutto questo libro che ha quel respiro, forse inconsciamente.
“Purtroppo lottiamo in Italia non solamente contro alcune necessità, vere e presunte; ma contro il modernismo rozzo, il gusto della distruzione, la volgarità presuntuosa e volontaria. Vi è chi distrugge il bello per sentirsi meglio e per mettere il mondo in armonia con se medesimo; ognuno ritrova la pace della coscienza come può” (PIOVENE, “Viaggio in Italia”, 1953-1956. In “Bergamo”, p. 159 edizione Baldini Dalai, Milano 2003)
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