Conrad F. Mayer, grande scrittore svizzero dell'Ottocento, praticamente ignorato in Italia, perlomeno negli ultimi decenni, è sicuramente una delle figure più fulgide della letteratura in lingua tedesca del suo secolo. La produzione assai vasta ci consente comunque di soffermarci con facilità, o non troppa difficoltà sulle sue opere maggiori, parlo delle lunghe novelle degli ultimi anni, Angela Borgia, e sopratutto: La tentazione del Marchese di Pescara, raccolte dalla Utet negli anni Sessanta.
Giocosa raccolta di aforismi e paradossi curata dal maestro Giordano Bruno Guerri, "Pensieri scorretti" (Utet, 2007) è un intelligente e gradevole divertissement nato per "mettere in torto chi ha sempre ragione grazie al proprio pensiero corretto". Lo storico senese è convinto che il politicamente corretto si sia esteso all'intero scibile umano: e non ha dubbi che si tratti di un approccio, per dirla con Ida Magli, perlomeno stupido e antiscientifico. D'altra parte, "Gli uomini comuni frequentano luoghi comuni", chiosa il curatore. Quei luoghi comuni non sono quelli battuti dall'artista padre delle biografie di Bottai, Ciano, Malaparte, Maria Goretti e Balbo. E meno male.
Ernesto Buonaiuti (Roma, 1881 – Roma, 1946), prete spretato dal Vaticano, “pastore del pensiero e non del popolo”, sognava un ritorno del cristianesimo alle origini: una revisione dei dogmi inventati dalla Romana Chiesa nel corso dei secoli, e un cristianesimo che fosse capace di sintetizzare socialismo moderato e spiritualità: “Antifascista per i fascisti, anticattolico per i cattolici, anticomunista per i comunisti, Buonaiuti non poteva essere accettato nell'Italia di allora – scrive Guerri – né lo sarebbe in quella di oggi, sempre impegnata a considerare stravagante e nemico chiunque cerchi di vivere fuori dagli schieramenti,
“Le prime e leggendarie parole di Alexander Graham Bell al telefono, 'Signor Watson, venga qui, ho bisogno di lei', forse non erano così sensazionali come quelle trasmesse da Samuel Morse durante la prima importante dimostrazione pubblica del telegrafo: 'Ciò che Dio ha creato': nondimeno, gli albori della telefonia furono all'insegna del sensazionale” (p. 43).
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