Prendi la rabbia e la passione rock di “Despero” di Morozzi, ibridale con un pizzico di sacrosanta sensibilità sociale e con una storia d'amore adolescenziale, ingiusta, bugiarda e sfortunata; shakera il tutto con l'incontro di un piccolo Jim Morrison con un produttore diverso da Paul Rothchild, proprio come succedeva nel film di Stone, e t'avvicini a un romanzo d'esordio che sembrerebbe giovanile e prevedibile. È qui che interviene il fattore Rotino.
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