L’epoca dello “spaghetti western” è stata non lunghissima ma intensa e prolifica, ha partorito opere che incontrarono il gusto degli italiani e non solo, andando a solleticare l’attenzione di altre cinematografie occidentali e orientando non poco il cinema orientale di genere degli ultimi venti-venticinque anni.
Enzo Girolami, alias Enzo G. Castellari, figlio d’arte d’una famiglia di cineasti e cinematografari autentici, è il protagonista di questa monografia firmata Lupi e Zanello.
Lucio Fulci, abile incursore tra i generi cinematografici più disparati, dopo essersi cimentato quasi esclusivamente in commedie, approda allo spaghetti western nel 1966, con Le colt cantarono la morte… e fu tempo di massacro. Fu un ottimo successo di pubblico, cui comunque fece seguire altre commedie, prima di accostarsi al genere per il quale è più noto: il thriller/ horror. Ma gli spaghetti western tornarono, a qualche anno di distanza, andando a vivificare un genere che andava inevitabilmente incontro al suo canto del cigno.
La biografia di Tomas Milian – narrata con passione da Lupi in questa sua seconda monografia cinematografica – mi ha impressionato.
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