Dopo un avvio decisamente positivo delle teorie eugenetiche, che aveva portato alla loro diffusione in quasi tutta l'Europa, dalla scandinavia fino all'Italia, le tecniche eugenetiche hanno subito una nettissima battuta di arresto. Complici i regimi di inizio '900 e le loro pratiche efferate, il termine eugenetica è oggi contornato da un aura decisamente negativa:
La definizione di eugenetica è semplicemente “scienza che ha per fine il miglioramento genetico della specie umana “. Se avessi chiesto ad inizio articolo, “chi vorrebbe che fossimo migliori?” le risposte sarebbero (credo) state unanimi. Nel contesto in cui ci troviamo, sono pressoché certo che molti lettori già staranno esitando. Troppo recenti infatti sono le memorie degli stermini nazisti, del loro culto della razza superiore, o il ricordo delle sterilizzazioni di massa degli “inferiori” che ad inizio novecento si diffusero in tutta Europa.
Tutte queste tecniche si rifanno però all'eugenetica negativa, ovvero alla rimozione dei caratteri ritenuti nocivi alla specie umana. Il caso nazista presenta inoltre una singolarità, in quanto l'ideale di razza perseguito da questo regime non combacia più con l'ideale di uomo che abbiamo oggigiorno. Quindi, l'efferata politica nazista di selezione negativa, non solo ripugna per i metodi, ma anche per l'ideale da essa perseguita. Diverso invece il caso della sterilizzazione di persone handicappate. Se la sensibilità moderna si ribella a queste pratiche, va ricordato che a persone affette da gravi malattie genetiche comportanti un severo ritardo mentale, si negano in generale molti dei diritti garantiti ai normali cittadini. Ciò sottintende che l'uomo moderno, consideri negativo l'essere affetto da queste gravi patologie. In questo caso quindi, il disaccordo è principalmente sui mezzi, non sul fine perseguito (l'eradicazione di una patologia).
Esiste però, per contrapposizione alla eugenetica negativa (quella volta all'eliminazione dei caratteri negativi) anche un'eugenetica positiva, quella che si prefigge di selezionare nella popolazione i caratteri ritenuti desiderabili. Ancora una volta, il ricordo di metodi utilizzati in passato, sembra squalificare l'eugenetica positiva. Leggi razziali volte ad impedire il matrimonio fra persone di etnie diverse (con una delle due etnie ritenuta ovviamente “inferiore”) sono uno spettro troppo recente del nostro passato per poter essere ignorate.
Solo una breve digressione per attirare l'attenzione sull'idiozia di tali norme. Una legge razziale che vieti i matrimoni fra etnie, porterà al mantenimento dello stato attuale delle cose impedendo il normale flusso di geni (o meglio alleli) da una popolazione all'altra. Ovvero, si mantiene lo status quo (un nazista parlerebbe di “purezza”, un genetista di consanguineità) non si migliora in alcun modo l'etnia scelta. L'obiettivo, oltre che idiota, non è quello prefissato (il miglioramene della specie). Questi provvedimenti quindi, non sono da ritenere prettamente eugenetici.
Se anche questi provvedimenti sono però da scartare, non c'è posto per l'eugenetica nella società moderna?
Prima di affrontare questo problema vorrei mettere in risalto come siamo tutti leggermente ed inconsciamente eugenisti. Quando l'uomo moderno non ha la possibilità di filosofeggiare, ma deve scegliere rapidamente e concretamente si dimostra impeccabilmente eugenista. È il caso per esempio del trapianto di organi. Essere portatore di qualunque malattia genetica azzera automaticamente le chances del soggetto di ricevere un trapianto (salvo se il trapianto annulla l'effetto della malattia genetica, portando a piena guarigione, ovviamente). Mai nessuna voce si è levata per criticare questa pratica apertamente apparentata all'eugenetica positiva. Similmente si procede ogni volta che le risorse diventano limitanti e che una scelta concreta deve essere effettuata.
Dovremmo quindi rispolverare l'eugenetica?
Credo che la risposta sia molto più difficile di quanto si creda. In Europa la maggior parte della popolazione accetta le teorie darwiniste. Un conto però è accettare formalmente una teoria, un altro è comprendere pienamente le implicazioni di questa teoria.
La terra non è al centro dell'universo, quindi nemmeno l'uomo. La notizia non è di ieri e nemmeno del secolo scorso. Non sono nemmeno cento anni però, che l'antropocentrismo (fino ad allora dilagante) sta lentamente perdendo terreno. Cosa significa accettare pienamente le leggi darwiniste?
Ebbene l'evoluzione si regge su due colonne. La deriva genetica, ovvero il variare casuale della frequenza di certi caratteri nella popolazione, variabile su cui non si può avere per definizione nessun controllo, e la selezione. La selezione altro non è che l'interferenza dell'individuo con il suo ambiente (inteso in senso largo) e viceversa. Ora, fintanto che che esisteranno esseri umani, e fintanto che essi si troveranno in contatto con il loro ambiente, e stento ad immaginare come questo non possa accadere, ebbene, fintanto che questo continuerà a ripetersi, una pressione di selezione sarà applicata agli essere umani. Anche al momento attuale, una pressione di selezione si sta applicando agli esseri umani, e questo è un fatto. L'essere umano, inoltre, novità assoluta, ha un profondo influsso sul suo ambiente. Non solo, se ne rende anche conto, e può intervenire con cognizione di causa. Ne consegue che qualunque legge, qualunque innovazione sociale venga introdotta, ebbene le variazioni che questa legge introdurrà nella nostra società si ripercuoteranno su come la pressione di selezione agirà sulla popolazione. Ogni legge quindi ha il suo risvolto eugenetico. Ignorare questo fatto può sì sollevare le nostre coscienze da questioni oltremodo spinose ma non rende meno vero questo ineluttabile fatto. È mia personalissima opinione che sarebbe tempo di considerare le implicazioni eugenetiche delle leggi oggi in vigore, per quanto sgradevole possa risultare. Anche senza perseguire ideali eugenisti, ignorare la componente eugenetica intrinseca al nostro modello sociale, non è, e non può rappresentare una soluzione.
Un solo esempio: ho personalmente una forte stima per l'intelligenza, che reputo essere una buona qualità, questo punto di vista è ovviamente opinabile. Il sistema sociale oggi diffuso nel primo mondo, incoraggia, con incentivi di ordine sociale (prestigio) e finanziario, i giovani e perseguire un'istruzione superiore, per quanto sia loro possibile. È noto e generalmente accettato che perseguire questa istruzione richiede un alto livello di intelligenza (salvo eccezioni). Allo stesso tempo coloro che hanno conseguito questa istruzione sono spinti, sempre dalla nostra società, ad intraprendere una carriera lavorativa ad alto livello. I premi finanziari che la nostra società garantisce a questa élite tendono però a giungere molto tardivamente. Credo che fino a questo punto nessuno abbia molto da obiettare. La figura dell'universitario non è solitamente associata a quella del benessere finanziario. Questi sono fatti.
Ciò che ne deriva è ineluttabile. La scarsità di mezzi finanziari, e le costrizioni a livello di tempo e flessibilità, riducono drasticamente le possibilità di riproduzione di coloro che seguono questa via. Ora è un fatto noto e dimostrato che l'intelligenza è sostenuta da forti basi genetiche. Ne consegue che la nostra società sta attivamente contro-selezionando coloro che possiedono questo tipo di intelligenza. Badate, questa conclusione è scevra da qualunque connotazione etica. Non sto dicendo che questo sia un bene o un male. Però se abbiamo l'arroganza di pretendere che il nostro sia un buon sistema, e la speranza di poterlo globalizzare e mantenere nel tempo (molto tempo), ebbene a lunghissimo termine, c'è da aspettarsi dalla popolazione umana una sempre maggiore stupidità.
Giusto o sbagliato, bene e male, sono concetti che esulano dalla mia formazione di biologo e di cui non mi sento di discutere. Una piena accettazione della leggi di Darwin però, necessariamente conduce ad un cambiamento di prospettiva radicale su quelle che noi definiamo le questioni sociali. Ciò che è certo è che in questa nuova ottica, l'eugenetica non potrà essere considerata alla mera stregua di una follia del secolo passato.
mm
Commenti
Rompo il silenzio dopo 8 mesi senza post, sperando di essere spunto di riflessione, non per lanciare la polemica.
Data la natura estremamente delicata del soggetto trattato, sono pronto a ritirare il post se qualcuno si sentisse personalmente toccato, o offeso, da quanto scritto.
questo è il succo dell'articolo:
"Giusto o sbagliato, bene e male, sono concetti che esulano dalla mia formazione di biologo e di cui non mi sento di discutere. Una piena accettazione della leggi di Darwin però, necessariamente conduce ad un cambiamento di prospettiva radicale su quelle che noi definiamo le questioni sociali."
non propongo nulla, vorrei solo (e mi ripeto) essere spunto di riflessione.
buona lettura a tutti.
Semplicemente:
c'è un cataclisma: ci sono feriti più o meno gravi: i soccorritori sono un certo numero, inferiore ai feriti: chi verrà soccorso per primo?
"Troppo recenti infatti sono le memorie degli stermini nazisti, del loro culto della razza superiore, o il ricordo delle sterilizzazioni di massa degli ?inferiori? che ad inizio novecento si diffusero in tutta Europa".
Non è un privilegio del Novecento. Pur con modalità differenti, per tempo ed epoca, è dalla notte dei tempi che si sono praticati metodi di "scientifica" selezione della specie: basta pensare agli spartani, ad esempio.
"Il caso nazista presenta inoltre una singolarità, in quanto l?ideale di razza perseguito da questo regime non combacia più con l?ideale di uomo che abbiamo oggigiorno. Quindi, l?efferata politica nazista di selezione negativa, non solo ripugna per i metodi, ma anche per l?ideale da essa perseguita".
Ne sei così convinto, Mat? Spiegami meglio quale ideale di uomo credi avessero i tedeschi? Dal punto di vista fisico, ovviamente. Di quello stiamo parlando, no?
"Esiste però, per contrapposizione alla eugenetica negativa (quella volta all?eliminazione dei caratteri negativi) anche un?eugenetica positiva, quella che si prefigge di selezionare nella popolazione i caratteri ritenuti desiderabili. Ancora una volta, il ricordo di metodi utilizzati in passato, sembra squalificare l?eugenetica positiva".
Qui concordo. Inutile distinguere tra eugeneutica positiva e negativa. Io la considero sempre negativa, ma pur esulando da ciò non riesco ad aggettivarla in alcun modo. Certo che non so ancora l'evoluzione del pezzo. Ora leggo...
"Quando l?uomo moderno non ha la possibilità di filosofeggiare, ma deve scegliere rapidamente e concretamente si dimostra impeccabilmente eugenista. È il caso per esempio del trapianto di organi".
Non tutti, Mat. Io ad esempio sono contrario al trapianto d'organi. E non sono il solo. E non è un fatto religioso, tanto che la stessa Chiesa cattolica è favorevole. E io non sono religioso.
"Mai nessuna voce si è levata per criticare questa pratica apertamente apparentata all?eugenetica positiva".
Si levano le voci, eccome. Solo che non vanno di moda. Io ad esempio avvicinai medici contrari e organizzazioni contrarie, per intervistarli e avere uno spettro più ampio sull'argomento.
"La terra non è al centro dell?universo, quindi nemmeno l?uomo. La notizia non è di ieri e nemmeno del secolo scorso. Non sono nemmeno cento anni però, che l?antropocentrismo (fino ad allora dilagante) sta lentamente perdendo terreno".
Le società arcaiche e tradizionali erano cosmocentriche. L'antropocentrismo è relativamente recente, a ben guardare, se analizziamo la storia nella sua lunga durata. L'antropocentrismo è figlio delle religioni abramitiche (dell'idea del Cristo, in occidente), poi rielaborato nella modernità dalla scienza positiva.
"Ciò che è certo è che in questa nuova ottica, l?eugenetica non potrà essere considerata alla mera stregua di una follia del secolo passato".
Come ti ripeto, l'eugenetica - nei fatti - esiste da secoli. D'accordo con te che i suoi principi fanno parte del nostro vivere sociale e sono inestirpabili. Permettimi di dire che la cosa, dal mio punto di vista, è lontano dall'essere consolante e meno che mai gradita. Semplificando, per la comprensione di tutti: sono un anti darwinista radicale. E non, come immaginerai, per motivi legati a una qualsivoglia fede o a qualche dogma. é un fatto di sensibilità. Ciò non toglie che questo è un ottimo pezzo per dibattere. Pertanto, ti ringrazio di averlo postato;)
Ciao Léon. Aspettavo i tuoi commenti... in storia sei sicuramente più competente di me... non mi dilungo sull'ideale nazista. In ogni caso selezionare un uomo per il suo aspetto fisico mi pare un po' idiota...
un commento sull'eugenetica positiva e negativa. I termini si rifanno alle teorie di selezione e non hanno connotazione di giudizio morale. Negativa perché elimina, positiva perché amplifica. basta.
sulle questioni tipo trapianto di organo giustamente uso "uomo moderno" per indicare la corrente di pensiero dominante. Anche tu ti definisci un'eccezione.
Non credo si possa parlare di eugenetica prima di Darwin. La stratificazione sociale (in senso di flusso genetico, o matrimoni se preferisci) non è paragonabile alla selezione operata con cognizione di causa. Non si selezionava "per ottenere qualcosa".
Ti ringrazio per la precisazione sull'antropocentrismo. Le religioni abramitiche, come tu le definisci sono comunque piuttosto anziane. Quindi la mia osservazione resta valida anche se su un periodo di tempo più ridotto (un migliaio di anni quanto meno). L'importante è il concetto.
Infine non capisco come puoi definirti anti-darwinista ed ammettere allo stesso tempo che i principi dell'eugenetica fanno parte del nostro vivere sociale... probabilmente abbiamo un idea diversa di anti-darwinismo...
ah la cosa non deve essere gradita. anzi. solo ignorarla potrebbe non essere una soluzione.
Anti-darwinista in senso filosofico. E per sensibilità. Ovviamente vivo una società che ha perlopiù una sensibilità opposta, quindi ne prendo atto. E amen: in questo senso intendo che l'eugenetica fa parte del nostro vivere sociale. Ma se potessi scegliermi un mondo ideale, ovviamente cambierei il modo di vita sociale attuale. Ma non ho questa pretesa, pertanto il mio è un dissenso tutto filosofico, ideale, esistenziale. Intellettuale, e nulla più.
(Intanto bentornato Mat! Era ora.)
Grazie. Ho iniziato il dottorato esattamente un anno fa e sono stato piuttosto preso. Tra i buoni propositi 2009 avevo messo anche il sito. Spero di trovare il tempo di pubblicare presto nuovi articoli...
forza, fiore all'occhiello.
http://www.salute-medicina.com/2009/04/21/lankelot-%C2%BB-archivio-del-b...
linkato subito;)
ecce un articolo che dovrebbe interessarti, Mat:
http://www.corriere.it/cultura/09_aprile_28/stella_lombroso_catalogo_ass...
L'articolo è divertente...
certo che definire Lombroso il padre della fisiognomica... vabbé, hanno un buco di 2000 anni circa. Anche il legame col razzismo mi sembra decisamente un anacronismo.
è semplicemente un moderno che rilancia teorie medioevali (già presenti nell'antica grecia, mi pare). Anche se poi la fisiognomica non va scartata al 100%. Al 99% probabilmente sì, ma al 100% no. Ancora oggi si usa la forma delle orecchie per diagnosticare la sindrome di down nei neonati. Essere ambidestri è un fattore di rischio per la dislassia (e mi sembri correli anche con alcuni disturbi psicotici, nel caso lambroso ci avrebbe preso). Esistono delle correlazioni (scarse per altro, ma significative da un punto di vista statistico) tra la forma del lobo occipitale e l'essere psicopatici.
Poi, se l'indagine è fatta su persone adulte il metodo funziona mica male. Che avere le mani coperte di calli correli con una bassa istruzione non è una sorpresa per nessuno. Chi fa un lavoro manuale, in generale non ha un titolo di studio elevato. Nulla di genetico quindi, sono solo entrambi i frutti di un tipo di vita. Metà dei caratteri elencati da Lombroso (coscinetti adiposi, eccetra) sono di questo tipo. Giuste quindi le correlazioni.
L'800 inoltre non fu celebre per il rigore scientifico, si truccavano i dati a piacimento.
Le questioni sollevate da lombroso sono interessanti ed andavano affrontate al suo tempo. Ora sono superate, ma il tono di scherno dell'articolo mi pare eccessivo. Non che questo renda le ricerche di Lombroso di grande spessore.