Introduzione: Si faccia astrazione di una teoria scientifica, contemporanea o passata, attuale o decaduta che non richiami all’interno del proprio formalismo, concezione e significato profondo le nozioni di periodicità e simmetria. È ardua sfida.
Sono queste nozioni all’apparenza banali, ma impregnate di significato e straordinariamente feconde attraverso i secoli.
Pure esse tendono a non sopravvivere ad un’analisi profonda e dettagliata della natura. Sempre più incalzanti si inseriscono irreversibilità e dinamiche caotiche che si impongono come la descrizione – complessa ahimé – di un mondo fisico ben lontano dalla perfezione ideale dei modelli.
Appare allora come naturale l’interrogarsi sulle ragioni di simmetria e ciclicità. Sono esse nozioni necessarie (filosoficamente necessarie), naturali, sono esse parte di una realtà oggettiva, o piuttosto una mera mediazione tra l’infinita complessità del divenire e la limitata conoscibilità dell’osservatore? Sono insomma legge di natura o piuttosto invenzione umana?
Il percorso storico: Simmetria e ciclicità sono nel corso della storia della scoperta scientifica al centro del dibattito intellettuale. Basti pensare alla contrapposizione, già prearistotelica, dell’incorruttibile volta celeste, sede di rivoluzioni cicliche e perfette, e del mondo corruttibile del divenire, evoluzione irreversibile verso una meta finale. : Simmetria e ciclicità sono nel corso della storia della scoperta scientifica al centro del dibattito intellettuale. Basti pensare alla contrapposizione, già prearistotelica, dell’incorruttibile volta celeste, sede di rivoluzioni cicliche e perfette, e del mondo corruttibile del divenire, evoluzione irreversibile verso una meta finale.
Il dibattito concettuale: Ciclicità come antitesi di evoluzione. Un dibattito che vive e si attualizza a tutti i livelli del sapere, siano essi la dicotomia meccanica-termodinamica (e dunque simmetria rispetto alla reversibilità temporale o irreversibilità entropica), o i modelli cosmologici (Big Bang contro Big Crunch). : Ciclicità come antitesi di evoluzione. Un dibattito che vive e si attualizza a tutti i livelli del sapere, siano essi la dicotomia meccanica-termodinamica (e dunque simmetria rispetto alla reversibilità temporale o irreversibilità entropica), o i modelli cosmologici (Big Bang contro Big Crunch).
Un dibattito che si propaga a tutte le sfere della conoscenza portando con se gli a priori del caso. Religione orientale con la sua ciclicità onnipresente contro cristianesimo come percorso evolutivo. Ed è solo un esempio tra molti.
L’attualità: Se da un lato il fisico teorico e l’ingegnere possono essere tentati, dinanzi ai recenti sviluppi della termodinamica e della teoria dei processi fuori equilibrio di attribuire all’irreversibilità una vittoria sostanziale che lascerebbe al mondo delle simmetrie uno spazio ristretto unicamente al mondo dei modelli semplicistici, le attuali teorie sulla struttura elementare si ripropongono con teorie nuove, ma cariche di antichi simbolismi (pensiamo alla simmetria CPT, alle supersimmetrie) che conferiscono alla simmetria lo status di realtà oggettiva.
La confusione è grande.
Quale direzione prende, alla luce delle più recenti scoperte, l’interpretazione del mondo conoscibile? Essere o divenire ?
tm
Commenti
La realtà oggettiva non riesco a definirla nemmeno; credere che esista mi è quindi fondamentalmente impossibile. La simmetria è un'idea letteraria (e un'astrazione matematica) ma preferisco credere sia una categoria da adottare per confrontare, comparare, esaminare prodotti (creazioni): non riesco a immaginarla come pre-esistente.
Non vedo simmetrie notevoli in natura - diversamente, vedo simmetria nelle creazioni e nei prodotti dell'uomo.
Torniamo a monte: partiamo dalle definizioni.
Realtà oggettiva - pensaci su.
Cos'è reale? Quel che è percepito da x e y e z e w nello stesso momento: con gli stessi colori, lo stesso spessore, la stessa estensione e via dicendo (ma: non con gli stessi significati). Se io e altri tre ci raduniamo attorno a un tavolo e riconosciamo un oggetto, le parole di x y z w fonderanno una realtà oggettiva.
Appare e esiste. Pretende tuttavia d'essere nominata da un termine comune a un linguaggio condiviso; pretende d'essere riconosciuto.
Perfetto, no? Ma non è così semplice. Perché lo stesso meccanismo di riconoscimento e nomina pertiene alle idee, agli ideali e ai valori. Che - sino ad oggi - non hanno mai avuto estensione, spessore e colore. A scanso di metafore.
Quindi, l'ideale e la realtà oggettiva vengono definiti esattamente con le stesse dinamiche. E qui vado in crash.
ecce tag "scienze"
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