Lakatos Imre

La metodologia dei programmi di ricerca scientifici

Autore: 
Lakatos Imre

Nota disambigua: questa recensione si riferisce all’opera di Imre Lakatos intitolata “The metodology of scientific research programmes”; l’autore della recensione ha letto e fa riferimento alla traduzione francese “histoire et métodologie des sciences”. L’ambiguità del titolo è accresciuta dall’apparente esistenza di una seconda traduzione italiana dal titolo “La falsificazione e la metodologia dei programmi di ricerca scientifici”.

Il saggio di Imre Lakatos, forse il testo più famoso del filosofo ungherese, prende spunto e vigore da una contraddizione lasciata irrisolta in filosofia delle scienze, in merito allo statuto e alla definizione del metodo scientifico.
Per Popper la scienza è un continuo proporsi di nuove teorie, passate al vaglio dell’esperienza e temporaneamente accettate, oppure definitamene confutate dai risultati ottenuti. Il progresso scientifico che se ne deduce è continuo e guidato dalla logica; la scienza è in continua evoluzione.
Per Kuhn, il progresso scientifico avviene per salti, per rivoluzioni scientifiche. Costellato da lunghi periodi di stagnazione, il progresso scientifico sarebbe caratterizzato da sporadici salti concettuali; i salti in questione sono dettati dall’ambiente sociale, dalla situazione, dal contesto storico o dal caso.
 
Lakatos evidenzia come le due posizioni siano inconciliabili e contraddittorie. La posizione di Kuhn appare chiaramente insostenibile; la scienza ne risulterebbe irrimediabilmente condizionata dalla sorte, unico giudice del suo avanzare. L’attacco ai paradigmi di Kuhn sulle rivoluzioni scientifiche è particolarmente efficace nell’evidenziare come, in diversi periodi storici, più teorie siano convissute e siano restate concorrenziali. L’esempio principalmente analizzato è la rivoluzione copernicana:
secondo Kuhn, la teoria eliocentrica avrebbe vinto per una sua manifesta ed intrinseca semplicità, soppiantando la teoria tolemaica. Lakatos evidenzia come la presunta semplicità della teoria di Copernico sia una mera propaganda dei suoi sostenitori. All’epoca di Copernico il metodo eliocentrico consentiva un’”immagine ingenua” più semplice, ma ai fini di un calcolo preciso richiedeva l’introduzione ad hoc di numerose correzioni che rendevano la teoria copernicana altrettanto complessa e articolata di quella tolemaica, altrettanto imprecisa e complessa. Proprio per questo Tycho Brahe e Keplero dovranno introdurre l’ipotesi di traiettorie ellittiche invece di movimenti circolari, per ovviare alla manifesta incompatibilità tra il sistema copernicano e l’osservazione.
 
La teoria di Popper è soltanto in apparenza più stabile; Lakatos le riserva una maggiore stima (fu amico di Popper), ma anche un’indagine più accurata.
Attacca il falsificazionismo con alcune esplorazioni circostanziali:
-          le osservazioni che confutano una teoria non sono mai delle “pure esperienze”, ma riposano a loro volta sull’uso di strumenti, dunque sulla teoria scientifica che ne descrive il funzionamento. Ad esempio l’osservazione delle orbite planetarie di Galileo richiedeva l’uso del binocolo, quindi la fiducia nelle leggi dell’ottica, all’epoca tutt’altro che comprovate. Quindi la confutazione della teoria tolemaica è una scelta; l’osservazione di Galileo sarebbe benissimo potuta essere stata una confutazione delle leggi dell’ottica. Se ne deduce che le proposizioni di una teoria non possono essere falsificate, ma soltanto essere messe in situazione di incompatibilità con un fatto empirico, a sua volta ottenuto sulla base di fiducia accordata ad un’altra teoria.
-          Una teoria “forte” come quella di Newton (o come oggi la relatività o l’evoluzione) non sarà mai confutata da un’osservazione. Verrà piuttosto aggiunta un’ipotesi ad hoc in grado di modificare qualche problema corollario alla teoria, oppure includente una modifica secondaria della teoria. Ad esempio l’osservazione di un’anomalia nella rotazione di un pianeta non verrà mai considerata come una confutazione della teoria di Newton, ma piuttosto come la prova dell’esistenza di un nuovo asteroide, ancora inosservato. Se l’indagine successiva conferma l’esistenza dell’oggetto, la scienza trasformerà la confutazione in un brillante successo, ma se questo non avviene, sarà l’ipotesi del pianeta ad essere confutata e rimpiazzata con una nuova ipotesi ad hoc a sua volta suscettibile di verifica.
 
Una versione del falsificazionismo meno ingenua (e sostenuta da Popper) prevede che una teoria sia falsificata dall’esperienza, soltanto se l’esperienza è in contraddizione con la teoria T, ma al tempo stesso esiste una teoria T’ in grado di soppiantarla, capace di prevedere tutto quello che prevedeva T e al tempo stesso di includere nuovi fatti inediti, almeno in parte corroborati dall’esperienza (tra cui possibilmente l’esperienza che falsifica T).
Lakatos contraddice anche questo falsificazionismo elaborato; evidenzia in particolare come le teorie scientifiche nascenti siano spesso in vistosa contraddizione con alcune esperienze, e pienamente coscienti di esserlo.
L’idea di Lakatos è quella di soppiantare il costrutto logico di teoria scientifica con quello di programma di ricerca. Un programma di ricerca è un nucleo di idee metafisiche intaccabile, a partire dal quale si sviluppa una teoria.
Un esempio è la teoria di Newton, che prevede i tre postulati (l’inerzia, il principio di azione e reazione, la somma delle forze uguale al cambiamento della quantità di moto) che tutti abbiamo studiato a scuola. Questo nucleo non è confutabile.
Al suo fianco la teoria costruisce un guscio protettore di ipotesi ausiliarie; le ipotesi in questione evolvono nel tempo e sono attaccabili; sono proprio gli attacchi a queste ipotesi che invalidano la teoria, obbligando una nuova ipotesi protettrice a soppiantare una vecchia idea.
In questo senso ad esempio, l’idea di Copernico di mettere il sole al centro era il nucleo metafisico, mentre l’idea del movimento circolare era un’ipotesi protettrice, soppiantata dal movimento ellittico.
Un programma di ricerca è caratterizzato dal progressivo cambio di ipotesi ausiliarie che vanno raffinandosi nel tempo; fintanto che il nucleo metafisico di un programma di ricerca resta proficuo e genera nuove teorie con il semplice evolvere delle ipotesi ausiliarie, il nucleo è inattaccabile. Quando invece la teoria comincia a perdere forza e le ipotesi ad hoc non sono più in grado di prevedere nuovi fatti, ma cominciano a diventare unicamente ipotesi scudo, a posteriori rispetto a confutazione empiriche, la teoria traballa e a volte accade che il suo nucleo metafisico venga abbandonato in favore di una nuova teoria.
Lakatos illustra con diversi esempi situazioni storiche diverse, in cui un nucleo metafisico è riuscito ad affermarsi (Newton) e in cui più programmi di ricerca sono stati per lunghi periodi concorrenziali.
L’idea di Lakatos si difende bene dalle difficoltà che incontra quella di Popper; Lakatos mette infatti in evidenza come un programma di ricerca possa sostanzialmente ignorare, e in genere lo faccia in modo esplicito e cosciente, un buon numero di osservazioni confutanti, purché sia in grado di produrre nuove idee e di predire nuovi fatti in parte confermati dall’esperienza.
In genere una teoria ha sempre qualche esperienza confutante che ne disturba la crescita, ma ne rinvia l’analisi nella speranza di riuscire a includerla nel proprio successivo sviluppo; la capacità di prevedere nuove future osservazioni è ragione sufficiente per ignorare eventuali situazioni di conflitto.
 
In questo senso gli esempi storici forniti da Lakatos (Newton e la meccanica, Bohr e la fisica quantistica) illustrano molto bene lo sviluppo di programmi di ricerca che ottennero un successo eccezionale ben prima di saper rendere conto di tutti i fatti invalidanti, o di aver ottenuto i risultati definitivi in grado di eliminare l’ipotesi rivale; a renderli vincenti hanno contribuito una vitalità straordinaria, atta a renderli altamente predittivi, e un contemporaneo declino della teoria rivale.
La fondamentale critica popperiana, sulla necessità di proporre delle esperienze confutanti resta centrale, in quanto un programma di ricerca non è mai una tautologia che dimostra a posteriori come l’esperienza possa essere spiegata da un nucleo metafisico, ma è sempre in grado di proporre nuove misure e predirne i risultati prima della conferma sperimentale.
 
In questo senso possiamo interpretare due tra le teorie più conclamate di oggi, la relatività e l’evoluzione darwiniana.
L’evoluzione darwiniana ha un nucleo metafisico (intaccabile) nell’ipotesi che il meccanismo di innesco di un cambiamento della specie sia casuale, mentre quello di selezione tra cambiamenti sia ambientale. La teoria è datata, ma ha subito nel corso degli anni diverse modifiche che ne hanno migliorato il contenuto e le capacità predittive; in questo senso ad esempio vanno annoverate le novità nell’introduzione della genetica, sconosciuta al tempo di Darwin. Il nucleo della teoria resta invariato, ma alcune ipotesi protettive nascono e muoiono e altre ne raffinano il contenuto rendendolo più efficace e più solido.
È bene notare che la teoria di Darwin, all’epoca della sua nascita, non poteva certo vantare la solidità o le dimostrazioni che la supportano oggi; il motivo della sua affermazione e della sua (relativamente) rapida accettazione, è da individuarsi nei risultati esplicativi ottenuti.
Allo stesso tempo delle confutazioni potenziali (ad esempio l’epigenetica) non invalidano la teoria, ma piuttosto obbligano all’introduzione di un’”ipotesi scudo” aggiuntiva. Se la nuova ipotesi scudo (che genera una nuova teoria nel programma di ricerca) permette di ottenere nuovo potere predittivo, verrà inclusa nella teoria; un’ipotesi che non conduce a nessun sostanziale progresso predittivo verrà invece scartata.
 
La relatività generale ci fornisce forse un esempio ancora più lampante; nel corso degli anni ha subito radicali modifiche (costante cosmologica, onde gravitazionali, inflazione), alcune delle quali hanno trovato brillante conferma sperimentale. La teoria ha avuto fasi altalenanti; temporaneamente ha arrancato dietro alle osservazioni, cercando di salvare il proprio nucleo metafisico (tessuto spaziotemporale). In seguito a brillanti aggiunte ha ripreso vigore, ottenendo nuovi notevoli risultati.
Se dovessimo interpretare Popper in modo letterale, l’osservazione che ha condotto all’introduzione di materia oscura, dovrebbe essere intesa come una confutazione della teoria. Al momento però l’ipotesi ad hoc di un anello di materia sconosciuta che circonda la galassia, è foriero di numerose e brillanti speculazioni, che fungono da autentico trattore per la ricerca scientifica. L’euristica positiva della relatività è quindi quella di incitare l’introduzione di ipotesi ad hoc per salvarne il nucleo metafisico. Se le osservazioni dei prossimi anni confermeranno le speculazioni attuali, la teoria ne uscirà corroborata. Al contrario se nessuna materia oscura verrà scoperta, dovremo ricorrere a nuove ipotesi scudo, e un eventuale nuovo programma di ricerca avrà spazio vitale in cui imporsi.
 
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

Imre Lakatos (1922 – 1974), epistemologo ungherese di origini ebree, fu attivista comunista durante la seconda guerra mondiale. In seguito entrato in rotta col regime comunista ungherese fuggì in Inghilterra, dove conobbe Popper e Feyerabend. Ha influenzato il pensiero scientifico e filosofico del novecento, in particolare grazie ai suoi lavori sui meccanismi della scoperta scientifica.

 

Imre Lakatos, “Histoire et métodologie des sciences, Presses Universitaires de France, Paris, 1994. Tradotto da C. Malamoud e J.F. Spitz. Prefazione di L. Giard 
Prima edizione: “The methodology of scientific research”, Cambridge, 1986.   

Thomas Mueller                         
Prima pubblicazione lankelot, ottobre 2007
ISBN/EAN: 
8842809225

Commenti

Nuovo articolo di Thomas!

"Nota disambigua: questa recensione si riferisce all?opera di Imre Lakatos intitolata ?The metodology of scientific research programmes?; l?autore della recensione ha letto e fa riferimento alla traduzione francese ?histoire et métodologie des sciences?. L?ambiguità del titolo è accresciuta dall?apparente esistenza di una seconda traduzione italiana dal titolo ?La falsificazione e la metodologia dei programmi di ricerca scientifici?."

> Bel cappello.

Profezia facile: gran dibattito con Arpa Eolia.

ottimo lavoro;)

ave, 'notte.

gf

Che è questo silenzio?
Compari! Avanti! E' un gran pezzo!

Appena possibile lettura dettagliata. Ora degusto mirto e mi godo la Magnani. Scusatemi ma il cazzeggio ha la priorità su tutto, è imperativo. Scarponciello.

Hai ragione.
Arpa, sei sano. Sei sano. Questo è un approccio sano.

"in questo senso ad esempio vanno annoverate le novità nell?introduzione della genetica"
ho l'impressione che confondi genetica e biologia molecolare. il padre della genetica è mendel, contemporaneo di Darwin. Se è vero che la genetica è stata riscoperta negli anni trenta, il vero aggiornamento della teoria dell'evoluzione è stato fatto negli anni settanta con i progressi tecnici in biologia molecolare (sequenziamento del DNA).

"Allo stesso tempo delle confutazioni potenziali (ad esempio l?epigenetica) non invalidano la teoria, ma piuttosto obbligano all?introduzione di un??ipotesi scudo? aggiuntiva."
he he io sono un appassionato dell'epigenetica. Però l'ultima volta che mi sono battuto con un vero evoluzionista questo ha negato che una cosa del genere potesse mai esistere..

bellissimo pezzo comunque. molto chiaro anche per chi come me è digiuno di folosofia

5. Forse era il caso di non dare sfogo qui a deliri alcolici. Il Mirto fa brutti scherzi. E poi cos'è sta storia dello Scarponciello? Bah, scostumato.

"secondo Kuhn, la teoria eliocentrica avrebbe vinto per una sua manifesta ed intrinseca semplicità, soppiantando la teoria tolemaica. Lakatos evidenzia come la presunta semplicità della teoria di Copernico sia una mera propaganda dei suoi sostenitori. All’epoca di Copernico il metodo eliocentrico consentiva un’”immagine ingenua” più semplice, ma ai fini di un calcolo preciso richiedeva l’introduzione ad hoc di numerose correzioni che rendevano la teoria copernicana altrettanto complessa e articolata di quella tolemaica, altrettanto imprecisa e complessa. Proprio per questo Tycho Brahe e Keplero dovranno introdurre l’ipotesi di traiettorie ellittiche invece di movimenti circolari, per ovviare alla manifesta incompatibilità tra il sistema copernicano e l’osservazione."

Ecco, classico guasto nel considerare la storia, anche la storia delle idee. In un singolare film "Rosencrantz e Guildenstern sono morti" viene dispiegata la teoria secondo la quale la verità è sempre stata davanti ai nostri occhi, ma sempre si situa oltre il liminale, ai lati del campo visivo, dove non si concentra il pensiero sulla visuale. E nel mentre giriamo lo sguardo, lei resta sempre lì, poco prima del consapevole. Molti strumenti e tecniche erano a disposizione della ricerca umana fin dai tempi di Talete, eppure Galileo c'è arrivato millenni dopo. I protagonisti, nel film, si imbattono casualmente nella dimostrazione casuale dei principali fenomeni fisici, ma non ci fanno caso. Passano oltre.

A volte le verità scientifiche sono semplici, ma mancano le domande giuste. A volte sono complicate e principiano pur sempre dalla domanda opportuna. Il problema è sempre il punto di partenza. E il problema è sempre contestuale storicizzato, influenzato e influenzante il costume e l'etica contingente. Keplero non rispondeva alla domanda giusta: c'era la Bibbia che la rendeva inadatta. Galileo nemmeno. Ma il medioevo era finito.

"La teoria di Popper è soltanto in apparenza più stabile; Lakatos le riserva una maggiore stima (fu amico di Popper), ma anche un?indagine più accurata.
Attacca il falsificazionismo con alcune esplorazioni circostanziali:
- le osservazioni che confutano una teoria non sono mai delle ?pure esperienze?, ma riposano a loro volta sull?uso di strumenti, dunque sulla teoria scientifica che ne descrive il funzionamento. Ad esempio l?osservazione delle orbite planetarie di Galileo richiedeva l?uso del binocolo, quindi la fiducia nelle leggi dell?ottica, all?epoca tutt?altro che comprovate. Quindi la confutazione della teoria tolemaica è una scelta; l?osservazione di Galileo sarebbe benissimo potuta essere stata una confutazione delle leggi dell?ottica. Se ne deduce che le proposizioni di una teoria non possono essere falsificate, ma soltanto essere messe in situazione di incompatibilità con un fatto empirico, a sua volta ottenuto sulla base di fiducia accordata ad un?altra teoria.
- Una teoria ?forte? come quella di Newton (o come oggi la relatività o l?evoluzione) non sarà mai confutata da un?osservazione. Verrà piuttosto aggiunta un?ipotesi ad hoc in grado di modificare qualche problema corollario alla teoria, oppure includente una modifica secondaria della teoria. Ad esempio l?osservazione di un?anomalia nella rotazione di un pianeta non verrà mai considerata come una confutazione della teoria di Newton, ma piuttosto come la prova dell?esistenza di un nuovo asteroide, ancora inosservato. Se l?indagine successiva conferma l?esistenza dell?oggetto, la scienza trasformerà la confutazione in un brillante successo, ma se questo non avviene, sarà l?ipotesi del pianeta ad essere confutata e rimpiazzata con una nuova ipotesi ad hoc a sua volta suscettibile di verifica."

Va bé, è sempre il caso della probabilità maggiore. Probabilità maggiore di razionale. Che poi, nel sottinteso percepito come intuitivo, buon senso. Il razionale è sempre un edificio dalle fondamenta intuitive del cosiddetto buon senso.

"Al suo fianco la teoria costruisce un guscio protettore di ipotesi ausiliarie; le ipotesi in questione evolvono nel tempo e sono attaccabili; sono proprio gli attacchi a queste ipotesi che invalidano la teoria, obbligando una nuova ipotesi protettrice a soppiantare una vecchia idea."

E' sensato commentare che tutti i recenti attacchi alla teoria darwiniana avvengano a questo livello, e quindi meno fondante; e che invece il suo nucleo metafisico sia decisamente davvero poco attaccabile?

"L?evoluzione darwiniana ha un nucleo metafisico (intaccabile) nell?ipotesi che il meccanismo di innesco di un cambiamento della specie sia casuale, mentre quello di selezione tra cambiamenti sia ambientale. La teoria è datata, ma ha subito nel corso degli anni diverse modifiche che ne hanno migliorato il contenuto e le capacità predittive; in questo senso ad esempio vanno annoverate le novità nell?introduzione della genetica, sconosciuta al tempo di Darwin. Il nucleo della teoria resta invariato, ma alcune ipotesi protettive nascono e muoiono e altre ne raffinano il contenuto rendendolo più efficace e più solido."

Ah, ecco, spieghi perfettamente dopo.

"Al contrario se nessuna materia oscura verrà scoperta, dovremo ricorrere a nuove ipotesi scudo, e un eventuale nuovo programma di ricerca avrà spazio vitale in cui imporsi."

Tutto molto chiaro e ben organico nelle idee. Vedo una crescita costante delle tue doti divulgative. E' un articolo più complesso di quello che sembri, così come le difficoltà descritte. E' un campo di ricerca pieno di insidie. Comunque personalmente penso che il metodo scientifico sia ancora troppo giovane per sapere, con assoluta certezza, ad esempio, quanto di evolutivo "progressista" ci sia in esso. Chissà che per qualche scherzo epistemologico imprevedibile dovremo in futuro rivedere parte dei nostri nuclei metafisici. Sarebbe esaltante sconfitta, che ne pensi?

7> Si giusto. Intendevo scoperta del DNA
14> Il problema dell'abbandono di un nucleo metafisico si è già presentato in passato, penso a Newton, ma un nucleo metafisico è inconfutabile, proprio perché non scientifico.
Il suo abbandono avviene quando se ne trova uno migliore e al tempo stesso quello vecchio da segni di atrofizzazione. Quando da un lato non scopri più nulla, dall'altro haiun nuovo programma di ricerca che tira.
Credo che con la relatività non siamo lontani. Vedremo.

foto!

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