Kotek Joel e Dan

L’affare Lyssenko

Autore: 
Kotek Joel e Dan

Mosca, 1948. La genetica è dichiarata fuori legge. Stalin decreta che l’insieme di questo fondamentale settore della biologia contemporanea è una scienza borghese, reazionaria e fascista. Insegnanti e ricercatori sono allontanati dal proprio lavoro, perseguitati, imprigionati e a volte assassinati. All’origine dello scisma, dalle conseguenze catastrofiche per la scienza e l’agricoltura sovietiche, un uomo: Trophim Lyssenko, fondatore del mitchourinismo, la «biologia proletaria», una «scienza di classe» (dalla quarta di copertina)

Questo in sintesi il contenuto di un saggio del 1986, in francese, firmato dai (congetturo) fratelli Kotek, ricercatori belgi. L’affare Lyssenko è una delle pagine più buie della storia – non certo rosea – del XX secolo. Accade in Russia, e comincia con l’ascesa al potere politico di T. Lyssenko, un mediocre agronomo russo, pieno di fervore rivoluzionario ma con poco talento scientifico. Lyssenko è un uomo che non si tira indietro ; mai. Circondato da “odiati accademici”, sempre intenti a correggerlo, da scienziati « borghesi », non tarda a capire che il modo migliore di scalare non è essere un bravo ricercatore ; molto meglio, e molto più facile, essere un bravo politico.

La prima scoperta di Lyssenko, la vernalizzazione, è esempio paradigmatico : si tratta di immergere in acqua molto fredda semi di piante « invernali » per poi piantarle in primavera. L’idea è di permettere la germinazione anticipata, e al contempo di « addormentare » le piante col freddo. Piantandole in primavera, Lyssenko spera di raddoppiare le raccolte annue. La tecnica, con suo disappunto, da pochissimi risultati, ed è altamente rischiosa (marcescenza delle sementi). Lyssenko non si scoraggia, e in assenza di risultati empirici, cerca di difendere la propria « rivoluzionaria » scoperta, decantando le lodi della sua nuova scienza proletaria, empirica, pragmatica, da contrapporre alla scienza borghese dei suoi colleghi universitari. Lyssenko riesce perfettamente nel suo intento, tanto più che è capace di inserirsi in modo abile nel contesto dell’epoca. È il periodo delle grandi purghe contro i contadini, e della conseguente perdita radicale di produttività dell’URSS ; niente di meglio di un caprio espiatorio, e Lyssenko ne fornisce uno splendido nella figura dell’universitario, in particolare del grande biologo russo N.I. Vavilov. È l'inizio dell'ascesa di Lyssenko, a scapito del collega.
Lyssenko non ha esaurito le sue idee rivoluzionarie, ed è ora il turno del mitchourismo. Mitchourin fu un biologo russo, morto nel 1935, e quindi estraneo ai fatti, profondamente convinto della teoria lamarckista dell’eredità del vissuto di piante e animali. Lyssenko riprenderà questa idea, accampognandola ad altre di stampo decisamente vitalista (ad esempio sosterrà l’importanza di piantare una decina di semi per volta, permettendo ad ognuna di germogliare, affinché le meno adatte all’ambiente posano poi sacrificarsi per il bene della specie).

Lyssenko accompagnerà i suoi argomenti scientifici ad una buona e sempre importante dose di politica. La scienza mitchouriniana è proletaria e pratica contrariamente a quella mendeliana (borghese). Non mancano argomenti diffamatori contro lo stesso Mendel (un monaco, quindi un nemico della rivoluzione), o accurati giochi di contrapposizione politica (siccome nello stesso periodo la Germania sfruttava alcune estrapolazioni improbabili del darwinismo per difendere la superiorità ariana, Lyssenko affermerà che la Russia deve contrapporre una scienza rivoluzionaria e proletaria, la sua).

Vavilov pagherà con la vita la sua ostinazione nel difendere la scienza mendeliana; privato del suo posto di prestigio, imprigionato, morirà di fame e di stenti. Insieme a lui saranno arrestati i suoi stretti collaboratori: Karpetchenko, Levitski, Govorov, Kovalev, Flyaksberger, prime vittime di Lyssenko. Eliminato Vavilov, Lyssenko è saldamente in testa all’accademia Lenin delle scienze agronome russe (1938).

La seconda guerra mondiale mette una sordina al confronto con i mendeliani, ma Lyssenko non ha finito la propria opera. Se infatti il lamarckismo era una posizione minoritaria ma difendibile al tempo di Mitchourin, improbabile al tempo di Vavilov, è ormai diventata decisamente insostenibile sul piano scientifico nel 1948. Il 31 luglio l’Accademia Lenin delle scienze agronome ha inizio, e Lyssenko invita i suoi avversari ad un confronto “scientifico”.

È una farsa: dopo aver ascoltato i dati e le esperienze della controparte, Lyssenko tiene un discorso in cui i nomi, di Marx, Lenin e Stalin, la fanno da padrone, a discapito di Darwin, Mendel o Lamarck. La scienza borghese e reazionaria deve piegarsi davanti al trionfo della rivoluzione. A nulla varrà l’abiura di certuni, le ammissioni di colpa, i tentativi di resistere di altri. Gli oppositori di Lyssenko saranno tutti arrestati e deportati, senza eccezioni. La genetica classica è morta. Viva il mitchourismo…

Occorreranno quasi vent’anni (1965), con le “dimissioni” di Krouchev, perché Lyssenko venga destituito e relegato ai margini della storia (morirà nel 1976, dimenticato da tutti). La biologia sovietica avrà accumulato un ventennio di ritardo, e Lyssenko avrà provocato miliardi di rubli di danni economici, e probabilmente migliaia di morti, tra purghe, e carestie provocate. Non pagherà mai per i suoi crimini.

Il libro è corredato di una breve analisi sociologica del Lyssenkismo e di una più lunga sulle reazioni dei partiti comunisti di Francia, Belgio e Inghilterra. Se in occidente nessuno pagherà con la vita, è pur vero che saranno numerosi gli intellettuali e scienziati comunisti che si troveranno implicati nell’affare: Monod (Nobel 1965), Mueller (Nobel 1946), Haldane, Brian, Brachet, Prenant, Chevalier, tenteranno di battersi per la scienza, e contro l’ideologia. Uno scontro contro i mulini a vento: dimissioneranno tutti dal partito, chi subito, chi dopo numerosi tentennamenti e tentativi di conciliazione.

Manca purtroppo un’analoga discussione sull’Italia. Resta il fatto inconcepibile e allucinante di un uomo, Lyssenko, capace di negare l’ovvio contro mare e monti, nel più perfetto degli incubi orwelliani.

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

Joel e Dan Kotek, saggisti belgi.
Joel e Dan Kotek “L'affaire Lyssenko”, Edition Complexe, Bruxelles, 1986.
Letto in lingua originale francese.  

Approfondimento in rete:
http://en.wikipedia.org/wiki/Trofim_Lysenko
http://en.wikipedia.org/wiki/Ivan_Vladimirovich_Michurin

Thomas Mueller per lankelot. 17 giugno 2010.

ISBN/EAN: 
2870271875

Commenti

[Lyssenko] A voi! (Continua

[Lyssenko] A voi! (Continua quel problema della prima pagina bianca che proprio non capisco...)

[lyssenko] adesso dovrebbe

[lyssenko] adesso dovrebbe essere tutto in ordine:). Il pezzo è di estremo interesse, bravo Thom.

 

[lyssenko] scrivi: "La

[lyssenko] scrivi: "La biologia sovietica avrà accumulato un ventennio di ritardo, e Lyssenko avrà provocato miliardi di rubli di danni economici, e probabilmente migliaia di morti, tra purghe, e carestie provocate. Non pagherà mai per i suoi crimini."

> Terribile. Grazie per tutte queste informazioni. Scheda puntuale e completa come sempre.

[Lyssenko] Mi ha molto

[Lyssenko] Mi ha molto colpito; ho scoperto Lyssenko qualche mese fa per vie traverse (tesi), ma ho scoperto questo libretto per caso, durante uno scavo archeologico in biblioteca. Non mi risulta ci sia niente di simile in italiano.

[lyssenko] wiki it propone

[lyssenko] wiki it propone questa bibliografia:  http://it.wikipedia.org/wiki/Trofim_Denisovi%C4%8D_Lysenko

 

  • Zores Aleksandrovic Medvedev. L'ascesa e la caduta di T. D. Lysenko. Milano, Mondadori, 1971.
  • Dominique Lecourt. Il caso Lysenko. Roma, Editori Riuniti, 1977.
  • Denis Buican. L'eterno ritorno di Lysenko, Roma, Armando Armando, 1983.
  • Julian S. Huxley. La genetica sovietica e la scienza. Il caso Lysenko: un dibattito che continua. Milano, Longanesi, 1977
  • David Joravsky. The Lysenko affair. Chicago, University of Chicago Press, 1986.
  • Ludovico Geymonat. I rapporti fra scienza e filosofia in URSS in Storia del pensiero filosofico e scientifico. Volume VI, Milano, Garzanti, 1988.
  • Valery N. Soyfer. Lisenko and the tragedy of soviet science. Rutger University Press, 1994.
  • Nils Rol-Hansen. The Lisenko effect - The politics of Science. Humanity Books, 2004, ISBN 9781591022626.
  • Roj A. Medvedev e Zores A. Medvedev. Stalin sconosciuto: alla luce degli archivi segreti sovietici. Capitolo IX Stalin e Lysenko. Milano, Feltrinelli, 2006. ISBN 88-07-17120-1.

[Lyssenko] Sono tutte

[Lyssenko]
Sono tutte traduzioni, tranne Geymonat. Medvedev è l'autore di riferimento, Lecourt è un epistemologo francese citato anche dai fratelli Kotek, Buican non so, gli altri sembrano russi.

[lyssenko]insomma, altra

[lyssenko]insomma, altra lacuna italiana. Peccato. Ma bravo ancor di più ad averne scritto su lanke, thom.

[Lyssenko] C'è Geymonat, che

[Lyssenko] C'è Geymonat, che però era un filosofo marxista, quindi non proprio indicato per un dibattito imparziale su questo tema, direi...

[thom] chissà... d'altra

[thom] chissà... d'altra parte c'è marxista e marxista. Magari è riuscito a essere straordinariamente equilibrato e giustamente critico. Mi piace sognare che sia andata così:)

[Lyssenko] Non voglio

[Lyssenko]
Non voglio togliere nulla a Geymonat, che è sempre stato uno storico serio da quel che so. Solo mi sembra che un'analisi sociologica sia più sana e più credibile se fatta da chi è esterno e estraneo ai fatti. Magari un giovane che non ha vissuto il caso lyssenko in prima persona e che non conoscesse le persone implicate.