Il giorno seguente il gruppo di amici viene condotto dal Mago di Oz. Per arrivare dal mago i quattro devono passare attraverso una sala che è gremita di uomini e donne della corte che non hanno mai niente da fare tranne che parlare tra di loro (forse un riferimento all’apparato burocratico della capitale americana). Attraversata la sala i quattro accedono ad una grande stanza tonda (la stanza ovale?) dove si trova il mago.
Ognuno dei protagonisti vede il mago in maniera differente rispetto agli altri. Dorothy vede una grande testa, lo spaventapasseri vede una bellissima donna, l’uomo di latta vede un mostro, il leone una palla di fuoco. Il grande Oz assicura loro di poterli aiutare, ma prima devono fare qualcosa per lui.
«In this country, everyone must pay for everything he gets». Precisa il mago.
A questo punto i revisionisti del testo si interrogano su chi possa essere questa figura mutevole che ha una visione del mondo così repubblicana. Secondo i populisti, il mago altri non è che Marcus Alonzo Hanna. Costui era uno stretto consigliere di McKinley, Presidente del partito repubblicano, abile procacciatore di finanziamenti e secondo molti il vero cervello dietro la campagna elettorale del 1896.
I quattro sono incaricati di dirigersi ad Ovest per distruggere la strega cattiva dell’Ovest.Questa richiesta viene ricondotta all’invito che Hanna fece ai giornalisti di visitare McKinley nella sua casa in Ohio.
C’è da dire che Baum dipinge il mago di Oz come un individuo abbastanza bugiardo, per cui rimane il dubbio se questo sia solo un espediente per sbarazzarsi dei quattro e sul fatto che la strega sia veramente sua nemica.
Arrivati dalla strega i quattro affrontano con successo una serie di scontri, con i lupi, api, e corvi. Per cui per sconfiggerli la strega è costretta a ricorrere ad un potente oggetto magico: Il cappello dorato (un altro riferimento al sistema aureo). Il cappello dorato permette al suo possessore di esprimere tre desideri. Due di questi erano stati già utilizzati dalla strega, uno quando aveva condotto il mago di Oz fuori dall’Ovest e l’altro per rendere schiavi i Winkies gialli.
Chi sono i Winkies gialli? Esistono due interpretazioni:
1. C’è da sapere che in quegli anni gli Stati Uniti avevano concluso con successo la Guerra Spagnolo-Americana per la conquista delle Filippine (fu proprio questo evento a far abbandonare a Bryam la sua idea del sistema bimetallico per abbracciare quella dell’anti-imperialismo). Per prendere l’effettivo controllo delle isole, comunque gli americani dovettero reprimere nel sangue la ribellione dei filippini. I Winkies gialli sarebbero dunque i filippini e il desiderio espresso dalla strega corrisponderebbe al diniego espresso da McKinley all’indipendenza delle isole del Pacifico.
2. I Winkies gialli potrebbero altresì essere i lavoratori asiatici immigrati negli Stati Uniti e impiegati nei lavori più umili e faticosi.
La strega usa il cappello per invocare l’intervento delle scimmie alate. Le scimmie alate sono degli spiriti liberi portati via dalla loro terra dall’inesorabile marcia della frontiera verso Ovest. Anche loro piegate all’immenso potere dell’oro. Alcuni rivedono in questi personaggi gli Indiani d’America.
Le scimmie alate attaccano l’allegra compagnia di Dorothy con effetti disastrosi. Tutti vengono messi fuori combattimento e Dorothy viene catturata e condannata a fare la serva nel castello della strega. La strega brama le scarpe d’argento di Dorothy, di cui conosce bene il potere.
Con un trappola la megera riesce ad impadronirsi di una delle scarpette. La strega gioisce perché in questo modo Dorothy non può più sfruttare il potere magico delle scarpe. Questo episodio si riferirebbe alla posizione Repubblicana in merito all’argento. Fondamentalmente McKinley pensava che il sistema bimetallico fosse attuabile ma non immediatamente e solo a seguito di opportuni accordi internazionali. Questo perché se anche altri Paesi avessero adottato l’argento per coniare moneta, la sua domanda globale sarebbe aumentata impedendo così un’eccessiva invasione del metallo prezioso nel mercato americano e quindi un’ulteriore svalutazione della moneta (insomma la solita pratica americana di rivolgersi alla comunità internazionale solo quando gli conviene) .
Dorothy è così arrabbiata con la strega che le butta addosso un secchio d’acqua. Con grande sorpresa la strega evapora.
Questo dovrebbe essere un altro riferimento alla situazione dei contadini dell’Ovest. Quest’ultimi infatti oltre che a risentire della depressione economica che aveva spinto verso il basso i prezzi dei prodotti agricoli, erano flagellati da annate agricole siccitose. L’unico rimedio per uscire dai loro debiti era la pioggia (ovvero l’inflazione che li svalutasse).
Sconfitta la strega, Dorothy libera e rimette in sesto ,tutti i suoi amici. L’uomo di latta viene riparato e riceve due regali, una nuova ascia col manico d’oro e la lama che scintilla come l’argento (riferimento al sistema bimettalico), e un nuovo oliatore fatto d’argento e tempestato d’oro e di pietre preziose (come sopra). Il cane Toto e il Leone ricevono invece due collari d’oro, mentre lo spaventapasseri un bastone con manico d’oro. Alcuni interpretano questi doni, come i gadgets che spesso Bryam riceveva nella sua campagna per sostenere il sistema bimetallico.
La compagnia torna quindi nella città di smeraldo dove sperano che il grande mago possa esaudire i lori desideri. In realtà il mago si rileva essere un truffatore, che non ha nessun potere magico e che imbroglia gli abitanti della città.
Nonostante questo il mago risolve i loro problemi con l’ingegno. Allo spaventapasseri viene dato un cervello sottoforma di un impasto di semola, all’uomo di latta viene dato il cuore con un simile espediente, e il leone riceve il coraggio attraverso un liquido verde. Rimane da aiutare Dorothy. Il Mago le promette di portarla in Kansas grazie ad un pallone aerostatico. Al momento di partire il filo che lega il pallone si spezza, e il mago viene portato via dal vento. Le promesse del mago di Oz sono bolle di sapone così come la promessa dei Repubblicani di adottare il sistema bimetallico in un secondo momento. Dorothy non può tornare a casa.
Il rimedio che la bambina escogita è quello di rivolgersi alla strega buona del Sud (si ricorda che gli abitanti degli stati del Sud erano grandi sostenitori di Bryam). Tutti i suoi amici decidono di accompagnarla nel viaggio verso la strega.
Una tappa dell’ennesimo viaggio di Dorothy secondo alcuni interpreti avrebbe un preciso significato anti-imperialistico. Il gruppo infatti si imbatte nel Paese chiamato da Baum “The Dainty China Country”, i cui abitanti sono statuette di ceramica (se non sbaglio in inglese China dovrebbe significare appunto ceramica o comunque vasellame).
Per entrare nello strano paese, il gruppo è costretto a scavalcare un muro altissimo (secondo gli interpreti la grande muraglia). Una volta dentro, gli amici danneggiano accidentalmente alcune statuette. La Principessa del paese spiega ai visitatori che le statue sono delicatissime, per cui Dorothy preoccupata di cagionare altri danni agli abitanti del paese decide di andarsene. La principessa dovrebbe rappresentare l’imperatrice cinese Tzu Hsi, e questo episodio dovrebbe essere una metafora della resistenza cinese all’influenza occidentale culminata nel 1900 con la Boxer Rebellion, e anche del fatto che i maggiori danni che questo paese ha subito nella storia (fino ai primi del novecento) sono sempre stati dovuti all’invasione degli stranieri.
Dopo altre avventure, Dorothy arriva dalla Strega buona del Sud che risolverà tutti i problemi della bambina. Lo spaventapasseri viene nominato governatore della città di smeraldo e rimandato lì, l’uomo di latta diventa governatore degli Winkies e il leone diventa re della jungla. Il sogno dei populisti di ottenere il potere politico grazie all’appoggio degli stati del Sud è quindi realizzato.
In ultimo la strega rivela a Dorothy come tornare a casa. La soluzione era sempre stata con lei, ed era naturalmente l’argento, o meglio le scarpe d’argento. Dorothy sbatte tra loro le scarpette per tre volte e magicamente si risveglia in Kansas. Le scarpette spariscono dai piedi della protagonista così come il bimetallismo dal programma politico di Bryam ma tutti son felici lo stesso perché i populisti ottennero comunque la tanto agognata inflazione grazie all’incremento nella produzione di oro di cui alla parte I di questo articolo.
Ultimi commenti
Baum non lasciò scritti o appunti in cui spiegasse la sua opera o in cui attribuiva significati a quello che aveva scritto per cui non si può ne confermare ne smentire la teoria. Il continuo riferimento che lui fa all’oro e all’argento qualche dubbio me lo mette. A rafforzare i dubbi c’è tra l’altro il fatto che i produttori di Hollywood si affrettarono a cancellare alcuni di tali riferimenti (come quello delle scarpe) nella realizzazione della fortunata versione cinematogratica. La metafora degli Yellow Winkies personalmente mi piace, però non mi sento di affermare che questa rivisitazione sia la verità assoluta. Forse solo l’autore avrebbe potuto svelare l’arcano. Forse (ma è una mia ipotesi) ha voluto giocare con i doppi sensi, al fine di stimolare sia la fantasia dei più piccoli che dei più grandi. In fondo, ognuno da un significato proprio a quello che legge.
Non c’è dubbio, che raccontare il Mago di Oz agli studenti di economia per spiegare la politica monetaria sia un buon strumento pedagogico al contempo però non mi piace che venga tolta la magia ad una favola.
Bibliografia
N.G. Mankiw, Macroeconomia, Zanichelli, p.127
H.M. Littlefield, The Wizard of Oz: Parable on Populism, American Quarterly, Vol.16, No.1, pp. 47-58
H. Rockoff, The Wizard of Oz as a Monetary Allegory, The Journal of Political economy, Vol. 98, N0.4,pp 739-60
In Lankelot:
Littlefield Henry - I significati nascosti del mago di Oz [Parte II] - redgabriel
Littlefield Henry - I significati nascosti del mago di Oz [Parte I] - redgabriel
Commenti
Impaginazione e archivio.
Impaginazione e archivio.
AVVISO AI LETTORI
non leggere la seconda parte senza aver letto la prima. Oltre al fatto che il presente articolo inizia esattamente dal punto in cui finisce l'altro, per cui già questo può generare smarrimento, per capire meglio il testo occorrono dei riferimenti dati nella prima parte.
Ecco a voi la seconda parte dell'articolo dedicato ai retroscena (non vi preoccupate non porno) del meraviglioso mago di Oz. Se qualcuno volesse allegare una critica letteraria al testo sarei ben lieto di leggerla. Spero di aver risposto ad alcune perplessità emerse dai commenti alla prima parte nel paragrafo intitolato: Ultimi commenti. Comunque sono sempre in attesa di ulteriori opinioni.
Grazie
"Forse (ma è una mia ipotesi) ha voluto giocare con i doppi sensi, al fine di stimolare sia la fantasia dei più piccoli che dei più grandi. In fondo, ognuno da un significato proprio a quello che legge.
Non c?è dubbio, che raccontare il Mago di Oz agli studenti di economia per spiegare la politica monetaria sia un buon strumento pedagogico al contempo però non mi piace che venga tolta la magia ad una favola."
> Potrebbe aver giocato con i doppi sensi; non conosco abbastanza la sua biografia (formazione in primis) per poter avallare questa ipotesi. L'impressione è che le forzature siano notevoli: e che quindi possa essere altrettanto divertente stabilire allegorie economiche per qualsiasi opera fantasy.
A me sembra che la rilettura in chiave economica sia piuttosto un utile strumento didattico per allievi in cerca di diverse fonti di apprendimento/divertimento.
Prendo a campione questo passo:
"i maggiori danni che questo paese ha subito nella storia (fino ai primi del novecento) sono sempre stati dovuti all?invasione degli stranieri."
> beh, esistono Paesi felici di essere invasi? Esistono Nazioni che non subiscono danni dalle invasioni? Esistono infine Stati capaci di non auto-infliggersi un male? Pensa che quella gente vive da oltre mezzo secolo sotto un regime comunista...
interessanti appunti da WIKIPEDIA
http://it.wikipedia.org/wiki/Lyman_Frank_Baum
"Politica: Durante gli eventi che condussero al Massacro di Wounded Knee, Baum scrisse un editoriale razzista per il Saturday Pioneer, definendo "cani piagnucolosi" i nativi americani e auspicando che fossero sterminati. Dopo il massacro, Baum rincarò la dose in un secondo editoriale, in cui criticò il governo degli Stati Uniti per essere stato troppo blando e insistendo che gli indigeni fossero "spazzati via dalla faccia della Terra". Entrambi gli editoriali furono scritti da Baum nel periodo in cui la sua fortuna era in declino. Alcuni dei libri di Baum, inclusi due della serie di Oz, sono stati criticati per l'utilizzo di stereotipi razzisti nella reappresentazione degli afroamericani. Un errore comune nell'interpretazione del Meraviglioso Mago di Oz consiste nel leggerlo come parabola sul populismo (in particolare con riferimento al bimetallismo). Nulla nella biografia di Baum suffraga questa interpretazione, sebbene esistano alcuni curiosi paralleli fra certi passaggi del libro e certi personaggi storici."
Ed ecco la prova che si tratta di un gioco: (Fonte: WIKI ENG)
Since 1964 many scholars, economists and historians have expanded on Littlefield's interpretation, pointing to multiple similarities between the characters (especially as depicted in Denslow's illustrations) and stock figures from editorial cartoons of the period. Littlefield himself wrote the New York Times letters to the editor section spelling out that his theory had no basis in fact, but was developed simply as a tool to help bored summer school students remember their history lesson.
Morale: è un tool, per aiutare studenti annoiati. Peraltro dovresti spiegarmi come chi era morto nel 1919 poteva confutare una teoria esposta nel 1964. Se hai delle prove per l'affermazione "Baum non confermò mai ne d’altronde smentì che la sua storia avesse tali significati nascosti" scrivile, altrimenti cancella quella frase, per favore.
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perplesso. Meccanica l'interpretazione. Però ovviamente dovrei confrontarmi con le citazioni.
Morale: è un tool, per aiutare studenti annoiati. Peraltro dovresti spiegarmi come chi era morto nel 1919 poteva confutare una teoria esposta nel 1964. Se hai delle prove per l?affermazione "Baum non confermò mai ne d?altronde smentì che la sua storia avesse tali significati nascosti" scrivile, altrimenti cancella quella frase, per favore.
In effetti la frase è espressa male. Non intendevo dire esattamente che Baum doveva confermare questa teoria, In realtà dovrebbe essere : Baum non lasciò scritti o appunti in cui spiegasse la sua opera o in cui attribuiva significati a quello che aveva scritto per cui non si può ne confermare ne smentire la teoria....
Il regime comunista si è comunque affermato dopo questi avvenimenti. L'impero cinese prima dell'invasione mongola era bello prospero (anche se no ci metterei la mano sul fuoco su questa affermazione perchè di storia cinese ne conosco proprio poco).
Grazie per le informazioni su Baum e sul razzismo.
Littlefield himself wrote the New York Times letters to the editor section spelling out that his theory had no basis in fact, but was developed simply as a tool to help bored summer school students remember their history lesson.
Ti copio pari pari una frase di chiusura dell'articolo di Littlefield :
"[...]. Once discoved, the allegorical intent seems clear...The relationships and analogies outlined above are admittedly theorical, but they are far too consistent to be coincidental, and they furnish a teaching mechanism which guaranteed to reach any level of student"
Lui ammette che le analogie sono teoriche perchè Baum appunto non ha mai detto niente in proposito però non ammette che le sue riflessioni sono solamente uno strumento pedagogico sembra dire piuttosto : per me le relazioni ci sono, naturalmente non si possono provare, per cui comunque rimangono uno strumento per insegnare la storia
Comunque Lewis (quello di Narnia) secondo me aveva letto OZ :)))))
A parte tutto, gioco o no, resta una bella fiaba. Quanto alle interpretazioni postume, ribadisco che a un libro si può far dire ciò che si vuole... Poi l'interpretazione del 1964, concordo con Franco, può essere un ottimo strumento per far ricordare agli studenti determinate situazioni... Sono sicura che si possano trarre "parabole" da un sacco di romanzi :)))
7. "Baum non lasciò scritti o appunti in cui spiegasse la sua opera o in cui attribuiva significati a quello che aveva scritto per cui non si può ne confermare ne smentire la teoria"
> D'accordo, allora sostituisci questa frase con l'altra. Altrimenti, leggendo, qualcuno penserà che abbia potuto esaminare l'interpretazione di Littlefield mentre era in vita.
La teoria mi sembra - "admittedly theorical" già dalle parole di Littlefield...
10. Ilde, se consideri che c'è chi ha cercato il Graal sulla base delle "indicazioni segrete" nascoste nel Parzifal di von Esc....:)
La lettura allegorica - e tornano alla memoria varie stravaganze dei filologi e degli interpreti danteschi - gioca strani scherzi, assieme al desiderio di stabilire combinazioni e incastri efficaci...
In questo caso, da vecchio studioso della menzogna, era il titolo "I significati nascosti" a suggerirmi l'anomalia. Non so perché ma la cicatrice delle bugie è sempre la prima a saltare agli occhi...
Sono andato su Wikipedia a leggermi la biografia di Baum, in particolare le sue opinioni razziste sugli indiani. Certo però che quella volpe di Littlefield, nelle note biografiche lo dipinge come un difensore dei lavoratori e degli oppressi.
Due son le possibilità:
1)Lo stesso Littlefield non conosceva questa infamia
2) Littlefield è stato molto disonesto (da un punto di vista intellettuale) omettendo questa macchia nella vita del giornalista.
Beh, direi che Littlefield voleva educare e divertire i suoi allievi. Pensa se ogni volta che s'insegna Seneca si va a ricordare agli studenti che era un usuraio...