Geymonat Mario

Il grande Archimede

Autore: 
Geymonat Mario

Il grande Archimede è un brevissimo trattato di storia delle scienze. Il tema, lo avrete indovinato, concerne la vita e le opere del famoso scienziato siracusano. Mario Geymonat (figlio del celebre filosofo italiano Ludovico) ci propone un ritratto minimalista, sia per estensione (69 pagine se si escludono indice, biografia e prefazione), sia per scelta stilistica.

Sorprende in modo piacevole il rigore espositivo; troppo spesso assente nella filosofia continentale, qui non fa certo difetto. Non si può per contro ascrivere alla corrente analitica questo lavoro; lo stile espositivo resta discorsivo, un compromesso probabilmente in un’ottica di apertura al lettore neofita nel campo della storia del pensiero scientifico.
 
Vagliamone insieme un estratto (apro il libro a caso; pg. 17):
 
Certo lo scienziato siracusano non si accontentava di dare l’ultima rifinitura a materie in tutto o in parte già note, ma si dedicava con passione a scoperte e invenzioni innovatrici. Le sue opere matematiche:
Non sono, come quelle di tanti altri geometri dell’antichità, compilazioni o raccolte: egli è principalmente e soprattutto uno scopritore e un inventore, ed i lavori da lui lasciati contengono cose nuove per la massima parte escogitate e trovate esclusivamente da lui (A. Favaro)
Una prefazione di Luciano Canfora e un’introduzione di Zhores Alferov sono seguite da dieci agili capitoletti, che ripercorrono i principali contributi di Archimede alle scienze esatte.
Dalla matematica pura, con la determinazione di π, le aree e i volumi di solidi (per gli amanti del calcio, una breve digressione sul pallone, la cui forma fu scoperta da Archimede), all’interesse per la dinamica dei fluidi, le leve, le macchine da guerra e gli specchi ustori.
Di Archimede ci viene svelato l’amore per la matematica pura, ma anche il metodo di approccio alla ricerca, pragmatico e ingegneristico.
 
Nel mezzo, alcuni capitoli raccolgono frammenti di opere, testimonianze, leggende, in cui la persona di Archimede è ritratta nella sua umanità e ingenuità, un uomo posseduto dalla propria sete di sapere, morto per mano di un soldato cui rifiutò di dire il nome, troppo preso dalle sue ricerche.
 
L’autore inframmezza brevi interventi personali a estratti di testi di storici e filosofi che con Archimede si sono confrontati nel passato.
Non mancano citazioni dotte di numerosi scrittori greci e  latini (si annoverano tra gli altri: Cicerone, Virgilio, Tito Livio, Plutarco, Vitruvio e molti altri) che il nostro ha la cortese grazia di fornire sia in lingua originale che in traduzione, rompendo così quella nobile tradizione che ha come caposcuola Heidegger (o i suoi traduttori?) e che si ostina a citare lunghi estratti di greco, nella pia illusione che tutti abbiano il privilegio di comprendere.
 
Alcune chicche per matematici attirano in particolare l’attenzione: Archimede fu un precursore del calcolo infinitesimale, e si annovera tra le sue scoperte un metodo astuto di approssimazione dell’area di solidi curvi che ricorda molto il concetto di limite. Non so quanto sia un caso, ma un problema analogo compare nella maturità di stato, scritto di matematica, di qualche anno or sono.
 
L’edizione è gradevolmente curata, sia per gli inserti (numerose figure e disegni esplicativi, oltre a alcune tavole con disegni a colori che caratterizzano Archimede) sia per l’attenzione in fase di rilettura. A onorare il lavoro va detto che ho scovato un solo errore di battitura in tutto il testo: unico risultato migliore ad oggi Disorder.
 
Sola vera nota di demerito, le appendici, in cui l’autore ha riproposto i dettagli di alcuni capitoli, talvolta aggiungendo frasi a paragrafi assolutamente identici al testo. Peccato: un paio d’ore di banale rielaborazione avrebbero tolto una nota stonata, che giungendo alla fine non può nemmeno essere dimenticata facilmente.
 
Forse questo libro avrebbe meritato una più ampia discussione, e qualche capitolo in più; a difesa di Geymonat va detto che mai scade nel gossip d’antan, restando sempre sobrio nel tratteggiare la vita di un matematico scomparso nell’assedio di Siracusa.
 
Noli turbare circulos meos
 
Disse al soldato che contro di lui levò la spada
 
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Mario Geymonat (dati biografici irreperibili), storico della scienza.
Mario Geymonat, “Il grande Archimede”, Sandro Teti Editore, Roma, 2008.
Prefazione di Luciano Canfora. Introduzione di Zhores Alferov.
 
Thomas Mueller per lankelot. Dicembre 2008.
ISBN/EAN: 
9788888249124

Commenti

NEO TM!

Già: questo è un extra, piccolo piccolo.
u conosci questa casa editrice, Sandro Teti?
Mi hanno spedito il libro per lettura, ma non li avevo mai sentiti prima. Son una piccola casa editrice romana? Dovresti saperne più di me

Preferisco sia tu - e, a breve, Marco Polverini - a presentarceli.
Io devo ancora studiare per bene il loro catalogo e il loro dna, la Fiera arriva al momento giusto. Sinché non ne saprò abbastanza non aprirò bocca;).

Intanto, danke.

Ocio:

"(dati biografici irrepreibili), "

> irreperibili

"L?edizione è gradevolmente curata, sia per gli inserti (numerose figure e disegni esplicativi, oltre a alcune tavole con disegni a colori che caratterizzano Archimede) sia per l?attenzione in fase di rilettura. A onorare il lavoro va detto che ho scovato un solo errore di battitura in tutto il testo: unico risultato migliore ad oggi Disorder."

> Danke amice:)

Noli turbare circulos meos

Disse al soldato che contro di lui levò la spada

> E' una morte emozionante, devo dire.

Mi piace questa idea di morire senza staccarsi dalla matematica
è romantica e molto retrò come gusto
Aggiunge un'aurea mistica al personaggio

Sai come è morto Petrarca?

Eh no, mi manca.

Ma so che Laura di congome faceva de Sade, per cui immagino avesse gusti forti

E' morto leggendo. Di notte.

Grande.
Una giusta morte, non credi?

Direi di sì.
Una delle migliori.

copertina!

copertina!