Müller Thomas

Cosmogonia

Autore: 
Müller Thomas

In principio non era.

 La cosmologia tratta quei fenomeni che riguardano la nascita e lo sviluppo dell'universo. Si parlava un tempo di cosmogonia, ma l'antipatia scientifica verso scelte linguistiche con richiami gnostici ha prevalso sulla precisione etimologica (e anche epistemologica, ma è altra diatriba). Questione di gusti.

L'idea stessa che l'universo debba nascere in qualche modo, ha faticato a superare la barriera intellettuale che separa scienza e religione. Se per la seconda non vi è mai stata esitazione nell'attribuire un inizio all'ordine delle cose, per la prima occorrono più forti ragioni che il semplice desiderio di uno scopo.

Cosmogonia, in barba al gusto lessicale vetusto, è scienza moderna, modernissima. Basti pensare che il padre fondatore, A. Einstein, credeva in un universo statico e immutabile. Ironia della sorte, furono proprio le sue equazioni a destare per prime l'ombra del dubbio.

 Nella teoria della relatività generale è infatti insita l'espansione dell'universo. È questo un concetto che abbisogna di spiegazioni dettagliate. Abbiamo già accennato parlando di relatività al concetto di spazio-tempo come di un tessuto su cui sono disposti gli oggetti che lo abitano, stelle pianeti e quant'altro.  Alla stregua di piccole biglie su di una tovaglia, gli oggetti deformano localmente lo spazio-tempo, adattandone la forma; in questo modo possono avvicinarsi gli uni agli altri esattamente come due biglie di diverso peso, deformando una tovaglia, si catturano vicendevolmente.

 A livello globale, lo spazio-tempo appare a chi vi risiede come piatto e uniforme, identico in tutte le direzioni, riempito di oggetti simili ovunque lo si osservi. Con questo intendiamo che non esiste una direzione privilegiata in cui osserviamo un maggior numero di galassie o di radiazione. Diciamo generalmente che l’universo ci appare omogeneo e isotropo.

Tuttavia la nostra storia ci mette in guardia: anche la terra sembra piatta, ma non lo è. L'illusione è creata dalla differenza enorme di dimensioni tra noi e il pianeta. In effetti alla nostra scala quotidiana, la terra è piatta, e non avrebbe davvero senso disegnare il pavimento della nostra casa o la scrivania come leggermente ricurvi. In modo analogo è possibile pensare all’universo come localmente piatto (l’osservazione impone) ma globalmente curvo.

Qualitativamente esistono tre possibili soluzioni. Lo spazio-tempo potrebbe davvero essere piatto come crediamo oppure potrebbe avere una curvatura positiva, una forma cioè analoga a quella di una sfera, chiusa su se stessa, in cui una persona che marciasse in linea retta (seguendo cioè il cammino più breve possibile) presto o tardi si ritroverebbe sui propri passi.

Possiamo pensare allo spazio piatto come ad un caso limite della curvatura positiva. Se pensiamo ad una sfera il cui raggio diviene sempre più grande trasformandosi gradualmente ci accorgiamo che essa viene "raddrizzata". Pensate a disegnare con un compasso sfere sempre più grandi su di un foglio: ad un certo momento non riuscirete più a disegnare tutta la sfera e dovrete limitarvi ad un arco di cerchio. Il più grande arco di cerchio che disegnerete sarà molto somigliante ad una linea retta. Se idealmente proseguiamo con cerchi sempre più ampi fino ad essere infiniti ci ritroveremmo con una retta; per analogia diremo che essa ha curvatura zero.

Questo è dunque il rapporto tra uno spazio curvo ed uno piatto.

L'idea di una curvatura positiva e nulla suggerì l'esistenza di una curvatura negativa. Si tratta del modello meno intuitivo da costruire, ma purtroppo anche del più importante. Per figurarvelo meglio vi propongo tre disegni.

Senza voler indulgere in inutile autoglorificazione di categoria, dirò che occorrono molti mesi di studio e di riflessione per capire appieno il funzionamento matematico di questi diversi modelli di geometria dello spazio. Sono fortemente controintuitivi rispetto a quello piatto cui siamo abituati e danno luogo a fenomeni insoliti, ad esempio l'area di un cerchio non si calcola nello stesso modo e i triangoli non hanno per forza tre lati ma possono averne anche due soltanto.

Per aiutare la vostra intuizione il nostro disegno è soltanto monodimensionale. Dunque se pensate a voi stessi seduti sulla palla di curvatura positiva vi accorgerete che nel nostro disegno siete su di una linea, una sola dimensione. Voi vivete sulla superficie dell’oggetto con il medesimo numero di dimensioni del disegno scelto, una nel nostro caso. Per poter disegnare però occorre un foglio, due dimensioni. Non lasciatevi ingannare. La dimensione supplementare che occorre alla grafica non vi appartiene. Non potete abbandonare la superficie dello spazio tempo, qualsiasi tipo di movimento tentiate.

Se volessimo rappresentare le diverse curvature con due dimensioni dovremmo ruotare su se stessi gli oggetti. Il cerchio diventerebbe una sfera, la linea retta diventerebbe un piano, la terza curva (si chiama iperbole) diventerebbe una sorta di bozzolo di rosa (si chiama iperboloide). Ovviamente per disegnarli occorrerebbero un "foglio" con tre dimensioni.

Il nostro universo ha (almeno) quattro dimensioni e per disegnarlo ne occorrerebbero cinque. È un’impresa impossibile. Per cercare di costruirci un modello di pensiero efficace ci limiteremo sempre a modelli con soltanto due dimensioni spaziali. Mi riferirò al modello a curvatura positiva come ad un pallone, a quello a curvatura nulla come ad una tovaglia ed a quello a curvatura negativa come ad un bozzolo. Le ragioni saranno chiare più avanti.

Ora abbiamo costruito i tre possibili modelli di universo, quello di forma sferica, quello “a tovaglia” e quello in forma di bozzolo. Il Big Bang sarà il nome con cui indicheremo l’inizio dell’universo. Sappiamo inoltre che l’universo è in espansione. Cerchiamo ora di capire meglio come avviene questa espansione  e quali legami esistono con la curvatura dello spazio.

Espansione significa che osservando ciò che ci circonda, tutto deve sembrarci fuggire da noi. Questo è naturalmente ciò che accade se siamo al centro di un’esplosione. Tuttavia non esiste nessuna ragione per credere di essere “il centro” di qualcosa. Esiste una diversa dinamica dei fatti. Pensiamo al nostro esempio con curvatura positiva, la sfera.

Se sulla superficie della sfera, lo spazio-tempo, incolliamo dei pallini rappresentanti le diverse galassie ci accorgiamo che gonfiando il palloncino le galassie sembrano allontanarsi una dall’altra. Se potessimo appiattirci e vivere in una di queste “galassie” è chiaro che avremmo l’impressione di una fuga generale delle altre, e questo in qualsiasi punto del palloncino. Abbiamo dunque costruito un modello che preserva l’omogeneità e l’isotropia, e che permette l’espansione dell’universo.

Il caso con curvatura nulla è assimilabile ad una tovaglia che viene “stirata” uniformemente da tutte le direzioni. Anche in questa situazione ci accorgiamo che l’espansione appare la stessa in ogni punto dello spazio.

Infine il caso con curvatura negativa può essere pensato come il bozzolo di una rosa che si schiude e cresce. La lunghezza del petalo è infinita, ma questo non deve disturbare la vostra immaginazione. Pensate a due api che riposino su di un immenso bozzolo che “si schiude” e “cresce”. Ognuna vedrebbe la compagna allontanarsi.

Dei tre modelli solo la sfera è chiusa e finita. L’universo sferico ha una dimensione limitata (dunque una massa totale). Invece, l’universo in forma di bozzolo e quella a tovaglia sono infiniti. Una domanda che viene sollevata spesso, soprattutto nel caso sferico è: cosa c’è oltre l’universo se questo non è infinito? È un buon esempio di come un disegno sia ingannevole. Quando disegnate la sfera lo fate su di un foglio, dunque vedete la superficie della sfera e pensate che tutto il resto del foglio rappresenti il potenziale “restante universo”. Naturalmente non è così: la superficie della sfera è l’universo; chiuso su se stesso in modo da essere finito, ma anche privo della necessità di avere qualcosa attorno. La risposta alla domanda “cosa c’è alla fine dell’universo finito?”  è ovviamente “l’universo finito”. È come chiedere “se seguo il perimetro di un cerchio cosa trovo alla fine?”.

Infine cosa pensare del principio, il famoso Big Bang? I tre casi sono analoghi. Se ricostruiamo la storia a ritroso ci accorgiamo che la sfera, sempre più piccola si riduce ad un punto. La tovaglia ed il bozzolo sono analoghi casi.

Cosa succede a ciò che si trova sulla superficie? Tornando indietro si riavvicinano gli oggetti. La densità sale vertiginosamente. Sappiamo bene che un oggetto molto denso come il nucleo di una stella diventa anche molto caldo. Dunque riavvolgendo il nastro del nostro universo, esso diventa sempre più caldo, denso e piccolo. Attenzione! Nel caso della tovaglia e del bozzolo “piccolo” significa comunque infinito.

La figura seguente mostra il caso del bozzolo durante l’espansione. Il primo è “adesso” l’ultimo e più piccolo è “tanto tempo fa”.

Dovete pensare ai due bracci come di lunghezza infinita, ma in riavvicinamento e in decrescita.

Cosa accade al momento cruciale dell’inizio? La densità è infinita così come la temperatura. L’universo si è contratto in un solo punto. Non esiste nessun tipo di fisica in grado di descrivere un fenomeno del genere. Tuttavia l’universo ridotto ad un punto soltanto è la fine dello spazio tempo: forse questa è davvero la più grande novità della cosmogonia moderna. Non “in principio era” ma “in principio non era”. 

Ricapitolando la situazione, abbiamo fin'ora costruito tre diversi modelli di universo, corrispondenti a tre diverse forme geometriche. Ognuno di questi modelli prevede la possibilità di essere in espansione ed ha all'origine un fenomeno di tipo Big Bang. Per arrivare a questi modelli è necessario risolvere le equazioni della relatività di Einstein, supponendo un universo riempito di polvere in modo omogeneo e isotropo.

I tre modelli storicamente non conobbero vita facile. Lo stesso Einstein davanti alla soluzione delle sue equazioni rifiutò categoricamente di accettare un universo in espansione. Fedele sostenitore della staticità dell'universo inventò una "costante cosmologica", un artificio matematico ad hoc che restituisse staticità all'universo.

Questa densità di energia è conosciuta anche come energia oscura. Infatti è possibile interpretare l'aggiunta di Einstein come una sorta di energia che pervade l'universo nel suo insieme. Ne riparleremo.

L'universo statico "alla Einstein" presenta un grave difetto. È immutabile, così come lo osserviamo dai tempi dei tempi, ma la più piccola oscillazione del valore della costante cosmologica romperebbe la stabilità. L'analogia è quella di una grossa palla sulla punta della tour Eiffel. È immobile certo, ma basterebbe un piccollissimo colpo di vento, il battito d'ali di una farfalla, per farla cadere. Questo tipo di equilibrio è detto instabile e tutti sappiamo che in natura non si realizza mai.

Fortunatamente non tutti accettarono l'idea di Einstein di un universo stabile e negli anni a venire l'abate Lemaître, il fisico russo Gamov e soprattutto il suo connazionale Alexander Friedmann, svilupparono le conseguenze della relatività senza costante cosmologica. Il risultato principale, è la constatazione già discussa che l'universo doveva aver avuto luogo da un unico evento iniziale, un primo istante in cui la temperatura era infinita, l'energia concentrata tutta in un medesimo punto e che a partire da quel momento l'universo si era espanso e raffreddato. L'analogia ridicola con un "grande Bang" fu sfruttata da Fred Hoyle per denigrare questa teoria che prenderà appunto il nome di Big Bang.

In conclusione restano aperte le questioni inerenti il futuro dell'universo. Appurato che è in espansione, l'unica forza in grado di arrestarlo è la gravità. La situazione è analoga a quella di un proiettile sparato dalla terra. Se la sua velocità è piccola il proiettile ricade sulla superficie. Se è molto sostenuta, sfuggirà nello spazio siderale. Infine se è esattamente al limite del necessario, continuerà a rallentare senza pero tornare mai indietro. L'espansione dell'universo non è mera predizione teorica. Alcuni anni dopo le teorie di Lemaître, Hubble constatò il famoso "red shift", l'allontanamento delle galassie rispetto a noi, confermando così la teoria.

Il nostro universo omogeneo e isotropo può essere paragonato ad uno spazio riempito di polvere. La densità complessiva di questa polvere (la massa per metro cubo di tutto l'universo) è il fattore che decide del futuro dell'universo stesso. Tre casi si presentano:

- Nel primo caso la massa dell'universo è sufficientemente grande da compensare la tendenza all'allontanamento delle galassie. In questo caso in un futuro lontano (quanto lontano dipende da quanto è denso l'universo) l'espansione si arresterà e l'universo comincerà a rimpicciolirsi e tornare ad addensarsi. Il risultato finale sarà un Big Crunch, un ritorno alle origini. In seguito potrebbe verificarsi un nuovo Big Bang, oppure l'universo potrebbe trasformarsi in un gigantesco buco nero. La soluzione delle equazioni di Einstein per questo tipo di densità è un universo a geometria sferica. È l'unico caso di universo con dimensione finita. Dunque il primo caso è un pallone che si gonfia e si sgonfia periodicamente. L'idea di un Big Crunch fornisce una certa ciclicità all'esistenza stessa di spazio e tempo e piace molto ai filosofi orientali.

- Nel secondo caso l'universo continuerà ad espandersi sempre più lentamente fino ad una velocità prossima allo zero. La gravità compensa in questo caso esattamente il moto espansivo. La soluzione delle equazioni di Einstein per una densità limite è un universo con curvatura zero, piatto, il nostro modello a tovaglia. Si tratta di un caso limite, più un cavillo matematico che un vero modello fisico, poiché prevede un precisissimo valore della densità dell'universo. Questo modello può piacere ad alcuni fautori dell'intelligence design.

- infine il terzo modello prevede una densità dell'universo troppo bassa per compensare la gravità. L'universo dunque sfuggirebbe al proprio peso continuando eternamente la sua espansione e diventando sempre più freddo e vuoto. La soluzione delle equazioni di Einstein per questo tipo di universo implica una geometria a curvatura negativa, il nostro bozzolo di rosa. Il bozzolo si schiuderà sempre più senza fermarsi mai. È un universo infinitamente grande, senza limiti. Questo modello piace ai fautori di una filosofia evolutiva ed alle religioni occidentali.

I tre modelli presentati sono detti modelli "senza costante cosmologica". Prevedono di riempire l'universo soltanto di "polvere" e non di densità di energia. Sull'onda dell'iniziale idea einsteniana (errata) alcuni recenti sviluppi hanno cominciato a reintegrare la costante cosmologica sotto forma di "energia oscura". Le osservazioni più recenti hanno evidenziato l'effettiva presenza di energia oscura, anche se per valori molto inferiori a quelli che permetterebbero di stabilizzare l'universo.

La presenza di energia oscura rappresenta un elemento di spinta all'espansione per l'universo, una sorta di "antigravità". L'aggiunta di questo parametro invalida i precedenti modelli e permette ad esempio un universo con geometria sferica ma senza Big Crunch.

Al momento tutte le osservazioni sembrano indicare che il nostro universo ha una costante cosmologica e che si espanderà per sempre. Non vi è reale consenso su queste ulteriori questioni; i modelli aggiuntivi sono molto interessanti, ricchi in argomenti e faranno l'oggetto di un secondo articolo.

Per intanto fermiamoci qui e sogniamo.

E ricordate: spatium-tempus fugit.

ISBN/EAN: 
00000

Commenti

Allora amici: questo è il mio regalo natalizio a Lankelot.
Ora stampo e domani rileggo ancora. È stata una faticaccia di una settimana e non sono affatto sicuro che tutto sia comprensibile.
La cosmologia è il mio settore, dunque posso rimediare.
Aspetto domande, commenti e dibattito.
L'impaginazione dovrebbe essere impeccabile, questa volta.
Saluto e omaggio.
P.S.: è un articolone da sei chili ma mi dispiaceva spezzarlo in due. Mi sa che ho battuto Marina.

Questa o me la leggo di mattina quando ancora c'è un po' di lucidità residua o niente.
Farò in fretta, ho molto lavoro, ma non dubito che l'ampliamento delle conoscenze faccia parte del mio contratto, in quella tacita parte dove al bibliotecario (soprattutto di università) si chiede comunque di sapere tanto di tutto specie quando deve poi orientare lo studente (lavoro delicatissimo atque difficilerrimo).

Comincio subito

"Senza voler indulgere in inutile autoglorificazione di categoria, dirò che occorrono molti mesi di studio e di riflessione per capire appieno il funzionamento matematico di questi diversi modelli di geometria dello spazio. Sono fortemente controintuitivi rispetto a quello piatto cui siamo abituati e danno luogo a fenomeni insoliti, ad esempio l?area di un cerchio non si calcola nello stesso modo e i triangoli non hanno per forza tre lati ma possono averne anche due soltanto."

Sì, sono controintuitivi però tu hai l'indubbio merito di saper parlare di queste cose facendoti capire. Perché non ho avuto te come professore di fisica al liceo invece di quel simpatico giovine che raccontava molte barzellette ma poi si impappinava alla lavagna e diceva "beh, comunque è così"?...

>

Oh, ma che bello capire finalmente tutte queste cose!!!!

Non ?in principio era? ma ?in principio non era?.

Fa pensare...moltissimo!

"E ricordate: spatium-tempus fugit."

Interessantissimo. Penso che lo stamperò e me lo rileggerò con calma. Non sono in grado di fornire commenti di tipo fisico o filosofico, ma da "ignorante" ti dico che la tua dissertazione è inannzitutto chiarissima. E poi molto bella.
Davvero un bel regalo per noi di Lankelot!!!

Grazie Ilde.
Il problema è: si fa ricerca su queste cose, perché non si fanno conoscere in modo adeguato?

Caspita, complimenti! Un articolone di tutto rispetto e chiaro su un argomento davvero difficile.
Come Ilde mi colpisce questo:
"Non ?in principio era? ma ?in principio non era?." Poichè di solito siamo abituati a pensare che qualcosa "ci fosse" comunque".
*
"cosa c?è oltre l?universo se questo non è infinito?" Anche questa è una bella domanda....
Del discorso dei modelli antintuitivi mi parlavi a Trieste, me ne ricordo.
*
"Per intanto fermiamoci qui e sogniamo."
Appunto, io non saprei come argomentare, leggo e ammiro, per il resto credo che Arpa ad esempio avrà buoni argomenti di dibattito.
Grazie mille per il " regalo di Natale"!

Thomas, ho visto solo ora, più tardi o domani leggo per intero e lascio commenti;)

Sono ammirata e stupita dalla bellezza e dalla complessità del tuo scritto, Thomas.
Complimenti vivissimi, davvero.

Conosco solo due cose:
1.la prima teoria cosmogonia scientifica fu ideata da Cartesio, secondo il quale, dal caos - In principio non era ? meglio, da una materia primordiale fatta di aria, terra e fuoco, causa movimenti vorticosi si sarebbero formati il sole e i pianeti.
2.nel duomo di Monreale in Sicilia esiste un mosaico, in cui un particolare chiamato Cosmogonia raffigura la creazione degli astri secondo il racconto biblico.

Rileggerò più volte il tuo scritto.
Grazie e buon natale anche a te.

Raffaella

Reduce da un'idiozia con Epicentro oggi sono derelitto. Domani leggo e rifletto. Grazie a partire dall'ottimo argomento.

Allora, Thomas, l'ho letto tutto, con molto interesse, proprio in questi minuti (lo so, teoricamente avrei dovuto farlo a mente più lucida, ma tant'è...). Ti dirò, nonostante la mia ignoranza in materia, sono riuscito a calarmi negli argomenti, sia per il modo scorrevole e chiaro con cui sono presentati, sia perchè sono veramente interessanti. Il punto che è a me caro, come potrai immaginare, è se questi processi hanno, o meglio avranno, un iter ciclico o lineare. Tu presenti tutti i punti di vista, dici giustamente che la teoria di Einstein, pur molto importante, è fallace sul tema della staticità. Da uomo non di scienza, io mi baso, nel mio piccolo, su suggestioni intuitive e immagino, pur senza certezze empiriche, che la dimensione spazio-tempo, l'origine e la fine dell'universo, debbano essere inquadrate in un'ottica ciclica e mai lineare. Semplificando, l'universo, qualsiasi sia la sua origine, pur espandendo e dilatanto a dismisura la sua dimensione spazio temporale, sempre a quell'origine, alla fine, dovrà tornare. Ripeto, è una suggestione, una convinzione filosofica basata anche sul mio modo di "leggere" la vita che mi circonda, sulla mia vita fisica, animica e spirituale. Ad ogni modo, se dovessi sbilanciarti, anche solo in base alla tua sensibilità (non solo) scientifica, saresti orientato più su una "evoluzione" (parola da mettere necessariamentre tra le virgolette) lineare o ciclica?

Grazie a tutti per il sostegno.
Cominciamo da 9> Raffaella.

Non sapevo del Mosaico e di Cartesio ho letto troppo poco.
Posso dirti che esiste una cosmogonia indiana antichissima e ricca di suggestioni interessanti. Tra l'altro sono stati la prima civiltà a inventare il concetto di atomo, con largo anticipo su Democrito.
Cosmogonie notevoli ci sono anche nell'antico Egitto, in Mesopotamia e in Cina. Uno degli argomenti di storia delle scienze più appassionanti è seguire i miti e le leggende sulla nascita dell'universo. Ad esempio Marina potrebbe adorare la lettura delle diverse versioni della Genesi, con la graduale evoluzione del testo, dai più primitivi che ricalcando i mesopotamici immaginano Dio separare "le acque dalle acque" (quelle del cielo da quelle del mare) fino alla più recente in cui si parla di "fu la luce"; notevole soprattutto la presa di coscenza della necessità della luce per dare forma e senso al creato. Le priorità cambiano.

11> Federico
Io proporrei la seguente suggestione: come avviene spesso in filosofia orientale, Cinese soprattutto, il fluire delle cose è identificato nella spirale che non è né ciclica né lineare. Sia come movimento verso il centro (ma senza mai davvero arrivarci), sia come espansione per cicli progressivi, il movimento a spirale è centrale nel modo di pensare il fluire degli eventi.
In questo primo articolo ho presnetato tre modelli molto semplici di universo, senza davero entrare nel vivo del soggetto. È un primo passo; parlerò durante il prossimo anno di materia ed energia oscura, di entropia dell'universo, di formazione di strutture, di modelli di universo inflazionistico, di fisica quantistica e di moltissime altre cose.

Se dovessi sbilanciarmi su di una questione di estetica ti dirò che mi piaccino molto gli argomenti di simmetria, meno quelli di ciclicità. Troppo semplici. Il ritorno alle origini non mi convince, mi sembra invalidi qualsiasi valore di progresso e di miglioramento. Due spunti dalla filosofia orientale:
- se domani dovessi morire, oggi pianterei ancora un albero (Cina)
- il destino si trova davanti alla lama della tua spada (Giappone)

Le priorità in fatto di estetica sulle quali mi arrocco sono di solito il non-determinismo e il realismo. Il resto mi è abbastanza indifferente; i tre modelli hanno una notevole eleganza, soprattutto matematica.
Al momento il modello più probabile è quello in espansione continua con geometria iperbolica. Mi piace più degli altri due, penso perché è quello più difficile matematicamente e intuitivamente.
Non significa per forza sacrificare la ciclicità: un universo in esansione eterna evolverebbe naturalmente verso uno spazio vuoto riempito di sporadici buchi neri. Cosa succede in un buco nero? Qualcuno potrebbe dirti che reappresenta un universo a se stante.

Ci sono anche una serie di domande in sospeso. Ad esempio: da dove vengono la massa e l'energia dell'universo?
Come mai l'universo (che evolve per termodinamica verso uno stato di "disordine") si è trovato in passato in uno stato "d'ordine"? Prigogine ha scandalizzato con una risposta in tal senso, qualche anno fa.
Infine non ho parlato dei recenti sviluppi della teoria delle corde che permettono un universo senza Big Bang. Anche qui, una certa ciclicità ma non per forza.

Sì, nella genesi so che s'intrecciano due tradizioni di diversa epoca, quella Jahvista e quella Elohista, se non ricordo male. Non è facile districarvisi, ma sono assai interessanti.

Io ricordo male, dunque hai ragione d'ufficio. :-)

Prima o poi mi leggo "Adamo,dove sei?" Il commento esegetico-spirituale di Enzo Bianchi ai primi undici capitoli della Genesi....lì dovrebbero esser ben spiegate varie cosette.

E poi un articolo! Qui, nella sezione scienze.
Io ti appoggio con un pezzo su "religione e scienza", commento Whitehead.
(Se abbiamo successo fondiamo un nuovo culto.)
Dai che non hai mai scritto in questa sezione. Storia delle scienze e delle religioni. Grande

Ti ringrazio, ma non è molto semplice.
A parte che devo ancora comperarmi il libro, temo sia troppo complesso per me recensirlo, Bianchi è il priore della comunità monastica di Bose, non è un autore qualunque e in genere i suoi libri servono per riflettere a livello personale, oltre che per informarsi sulle Scritture. Temo che sconfinerei e non sarebbe rispettoso verso gli altri. É tutto da vedere, insomma.

"La cosmologia tratta quei fenomeni che riguardano la nascita e lo sviluppo dell?universo. Si parlava un tempo di cosmogonia, ma l?antipatia scientifica verso scelte linguistiche con richiami gnostici ha prevalso sulla precisione etimologica (e anche epistemologica, ma è altra diatriba). Questione di gusti." + Cosmogonia non presente in tutte le società, Mito Cosmogonico invece direi di sì, in tutte quelle primitive. Mito, però.

"Tuttavia la nostra storia ci mette in guardia: anche la terra sembra piatta, ma non lo è." + Giorni fa vedo un piccolo amico di seconda media e per caso vengo a sapere che è convinto la terra sia piatta. Insiste che se così non fosse cadremmo tutti per aria ecc. Esilarante e preoccupante (seconda media!).

"Dei tre modelli solo la sfera è chiusa e finita. L?universo sferico ha una dimensione limitata (dunque una massa totale)." + se ho capito è quindi il volume del nulla che aumenta?

"La figura seguente mostra il caso del bozzolo durante l?espansione. Il primo è ?adesso? l?ultimo e più piccolo è ?tanto tempo fa?." + Tende verso il piano? Ma non lo raggiunge mai, o no? Quindi, in questo modello iperbolico, al momento del Big Bang la materia era addensata in un punto, ma lo "spazio disponibile" era già infinito? Mentre nella struttura a sfera e piano lo spazio disponibile cresce in linea, circa, con l'eterogeneità della materia? E' corretto?

"Cosa accade al momento cruciale dell’inizio? La densità è infinita così come la temperatura. L’universo si è contratto in un solo punto. Non esiste nessun tipo di fisica in grado di descrivere un fenomeno del genere. Tuttavia l’universo ridotto ad un punto soltanto è la fine dello spazio tempo: forse questa è davvero la più grande novità della cosmogonia moderna. Non “in principio era” ma “in principio non era”." + In qualsiasi modello? Una materia non infinita in espansione può avere comunque una densità infinita in addensamento? Uno spazio infinito di restringimento?

Poi: tempo inesistente? Fine (non inizio) del tempo? Il dilemma filosofico della causa prima risolto, se non altro annullato?

Ma la domanda cruciale è: cosa ha fatto sì che dal luogo di "non tempo" si sia passati a quello di tempo? Cosa può innescare una rivoluzione di questo genere? Un fenomeno possibilmente ciclico? Una "implosione" futura dell'universo, un Big Bang al contrario, esaurita la spinta esplosiva, se probabile, riporterebbe allo stato di "non tempo", per poi riprendere il ciclo all'infinito, o quasi?

"Questa densità di energia è conosciuta anche come energia oscura. Infatti è possibile interpretare l?aggiunta di Einstein come una sorta di energia che pervade l?universo nel suo insieme. Ne riparleremo." + Mi limito ad aggiungere che questo mistero ha alimentato montagne di libri di fantascienza, negli ultimi decenni. Sono convinto che la soluzione giusta sia già contemplata nelle migliaia di fantasie della letteratura di genere già inventata. La fantasia rimane, a parer mio, utile serbatoio di realtà credibile.

"un primo istante in cui la temperatura era infinita, l?energia concentrata tutta in un medesimo punto e che a partire da quel momento l?universo si era espanso e raffreddato." qui mi ricollego al punto 23.: se l'energia e densità sono infinite (temperatura infinita non equivale a energia media intra-atomo infinita?), ma la materia no, cosa significa ancora uguaglianza materia-energia? Sto sbagliando qualcosa e ho dei sospetti, confermami dove, per piacere ;)

"L?idea di un Big Crunch fornisce una certa ciclicità all?esistenza stessa di spazio e tempo e piace molto ai filosofi orientali." Ecco toccato il punto 24. (non avevo ancora letto ;)

Articolo molto bello e fondamentale. Trattare del principio obbliga anche a parlare della possibile fine, è elegante e rigoroso. Ho un gozzovigliare di reminescenze che sono del tutto inopportune, mi limito a sommare qualche altro punto: l'universo a forma di Toro? ne avevo sentito, insieme ad altre geometrie bislacche e strane; superate?
I fattori enigmatici delle numerose dimensioni del subatomico, sulla scia della Teoria delle Stringhe (dieci, undici dimensioni), possono avere un analogo nell'infinitamente grande? Formule ci indicano definizioni in merito?
Non hai affrontato una convergenza tra quantistica e equazioni einteiniane, mi rendo conto dello spazio e tempo para-infinito opportuno per una adeguata divulgazione, ma potresti accennare qualche argomento? Per la mia e d'altri gioia ;)

Di nuovo al lavoro dopo Natale; e di nuovo in lankelot di straforo.
21 e 22> La natura aborrisce il vuoto (ipse dixit). Dunque non è il nulla che si espande.
È il tessuto dello spazio tempo che si dilata. Immagina di disegnare le coordinate cartesiane (la griglia), adattandole ad essere su una sfera o su un'iperboloide. È la griglia che si espande, mentre gli oggetti che ci sono appoggiati restano identici. Lo spazio tempo però non è "nulla", è una struttura che esiste a causa della presenza di oggetti su di esso.
Se ritorni verso il Big Bang, vedrai la griglia contrarsi e le linee riavvicinarsi. Al momento del Big Bang la griglia è ridotta ad un unico punto (per tutti e tre i modelli); nell'istante immediatamente successivo esiste nella sua totalità e comincia a dilatarsi. Nel caso piatto e iperbolico l'universo è infinito.

Densità=massa/volume dunque densità infinita se massa infinita, ma anche se volume zero.
Dunque una massa finita in un volume zero è effettivamente una densità infinita.
Tempo e spazio esistono se esiste qualcosa che li abita. Sono definiti e psnati in quei termini. Dunque se il tutto si riduce ad un punto (in altre parole a un volume nullo) tempo e spazio cessano di esistere. Quello è davvero il momento iniziale.
Anche pensando a periodiche fasi di espansione/contrazione, ogni volta che si transita da un Big Bang, lo spazio tempo cessa di esistere per almeno un istante; significa tra l'altro che non può essere trasmessa nessuna informazione da un eventuale prima ad un eventuale dopo.
Dilemma della causa prima risolto? Se ne riparla, comunque non proprio.

25> Merita un articolo a parte. Considera che la proposta di energia e materia oscura non è l'unica spiegazione possibile.
Si è detto molto e ci sono stati candidati numerosi per la materia oscura. Meno per l'energia.
Si aspettano i risultati del LHC a Ginevra. Si sospettano modifiche alla relatività generale. Si parla di Brain models, Claude Becker magari proporra un articolo in inglese su questo soggetto.
E c'è ancora la teoria delle stringhe, allo stato embrionale.

Infine 28> Geometrie toroidali. Mai sentito in merito alla forma dell'universo, ma a pensarci non dissimili da quella sferica.
Esistono congetture e teoremi in topologia sulle geometrie toroidali. Esistono delle soluzioni delle equazioni di Einstein "ad anello" proposte da Kurt Goedel, ma mai uscite dal contesto della pura teoria.
Altre geometrie? Non saprei. Altre topologie? Interessanti sono quelle come bottiglie di Klein, rubin de Moebius. Ti interessa la topologia? Posso scrivere qualcosa. Vuoi leggere? Il testo di riferimento è Nakahara, "Geometry, topology and physics", minimo livello terzo anno universitario in matematica; non so se te la cavi.
Divulgare la topologia è interessante, ma molto complicato.

Dimensioni extra: ne esstono di due tipi. Quelle alla "Kaluza&Klein" che come dici tu introducono dimensioni microsocpiche con topologie chiuse (arrotolate su se stesse). Esistono anche di tipo macroscopico alla Rubakov-Shaposhnikov, modello mondo-membrana. Si costruiscono due membrane spazio tempo in 4D e le si proietta in un mondo 5D facendole interagire per gravità. Shaposhnikov che ha co-inventato questo modello era il mio direttore di tesi, conosco gente che ci lavora in questo momento. Chiederò un articolo.

Perfetto, grazie per la chiarezza. Matematica terzo anno universitario: no, siamo lontani; il tuo filtro in questi casi sarà più che adeguato ;)

La topologia mi affascina, sì. Se otterrai un articolo sarò contento di affrontarne le cortine. A presto.

Quantistica e relatività: è un'altra storia. Al momento non esiste una teoria quantistica che includa la relatività. La relatività sembra essere la teoria più vulnerabile, nei prossimi anni sapremo se sopravviverà. I problemi in merito sono numerosi; tra l'altro alcune modifiche della relatività potrebbero togliere l'imbarazzo della materia oscura.
Cosa manca? Diverse risposte: manca una quantizzazione (il famoso gravitone) delöla teoria della relatività. Manca una comprensione dell'enorme differenza di intensità tra gravità e le altre tre forze. Manca una teoria che le unifichi. Manca una teoria quantistica che abbia un senso logico. Manca un sistema di calcolo che funzioni con uno spazio tempo distorto come quello dei primi istanti dell'universo.

Mi dici quindi che dopo un decennio, da quando seguivo regolarmente il dibattito divulgativo, ancora rimane oscura la compresenza di relatività e quantistica. Mmm, è il turno della tua generazione ;)

36, e arpa pensa.