Angela Piero

Ti amerò per sempre

Autore: 
Angela Piero
Faccio parte di quel genere di lettori che conservano un atteggiamento poco elastico nei testi riguardanti materie psicologiche last-minute o, che dio ce ne liberi, manuali d’amore o corteggiamento; di luoghi comuni la quotidianità ci assale, e questo genere di scritti, salvo sconosciute eccezioni, sembrano esserne i contenitori naturali, meccanismi editoriali pedestri approntati al lucro truffaldino della speculazione sui disagi delle persone insicure, o inesperte. Non esistono “trucchi” per avere successo con l’altro sesso, né formule magiche perché l’oggetto del desiderio caschi come pera cotta sul selciato della nostra disponibilità.
È quindi inutile darsi la pena di capire nella complessità illimitata delle faccende sentimentali umane? Non del tutto, almeno quel che con la ragione è concesso approfondire, nel limite dell’originalità analitica dei nostri esperimenti a disposizione, può fornire una onesta quantità di osservazioni raffrontabili che, se non svelare o sancire, perlomeno risolvono in una proficua riflessione per ognuno, che ci faccia sciacquare pregiudizi o pericolosi stereotipi sessisti in gioco.
 
Piero Angela sembra aver inteso la sintesi che non esistono, in questo settore, regole oggettive intercambiabili nella soggettività di ognuno, ma che, partendo dalla comparazione tra comportamenti animali, rilevazione dei tracciati elettrici nel cervello, evoluzione, antropologia e una buona base di buon senso delle linee comuni, statistiche e biologiche esistono; emergono per indirizzare, guidare e dirigere verso una caratterizzazione poi, solamente in secondo momento, interpretabile e applicabile alle diversità personali dell’individuo. Insomma la scienza non mette mano, ne sembra poter arrivare a decodificare l’estremo intrico di componenti in atto nelle fasi contorte dell’amore umano, e questo è un gran sospiro di sollievo per tutti. Salvo materialisti partigiani e seguaci di scientismi meccanicistici. Il metodo scientifico, mai come in questo campo d’indagine osserva, ed esita prudentemente prima di qualsiasi decreto.
 
Il saggio è, come al solito con Angela, una elaborazione riassuntiva composita e organica di pubblicazioni scientifiche differenti, sufficientemente affidabili e apparse nei circuiti ufficiali della comunità scientifica. Nessuno spazio hanno fonti equivoche o con difficile verifica di attendibilità. A monte una metodica disamina ad opera dell’autore del materiale scientifico diffuso dagli specialisti, per poi essere filtrato e reso divulgativo in una formula fedele, chiara e piacevole. L’intenzione di una forte ricettività per qualsiasi fascia di lettore è raggiunta con successo, difatti le parti tecniche sono nella totalità scremate di gergo e prerequisiti professionistici. A tutti gli effetti una gradevole lettura non esente da interessanti spunti e tendenze all’approfondimento. Peccato per l’assenza della bibliografia in un testo di questo tipo, fortemente stringato ed essenziale, integrazione che avrebbe permesso il proseguo della ricerca ai più stuzzicati.
 
Gli argomenti presi in esame sono parecchi e non è mio proposito presentare il libro oltre i suoi punti focali principali.
La prima parte è dedicata all’innamoramento, discorrendo sulle varie imperfette e non sempre convincenti teorie evoluzionistiche note da decenni, secondo le quali esistono coincidenze tra simmetria e sanità organica, e così tutte le associazioni tra estetica e vantaggio evolutivo. Poi un capitolo sull’esame di ciò che accade nel cervello a livello neuroelettrico. Da più parti sorge la riflessione chiave, quella che maggiormente può turbare il lettore appassionato: ma le prerogative evolutive e i meccanismi biologici sono il motore dell’innamoramento, o piuttosto la conseguenza, la sua espressione fisica? Questo credo possa divenire sfumatamente dilemma opinabile e privato, anche perché a seconda di come si decide di vedere la questione, questa assume diverse conseguenze filosofiche profonde.
 
I capitolo dedicati prettamente al sesso svolgono la classica funzione pedagogica: differenze tra eccitamento, attrazione, orgasmo tra i due sessi, anatomia specifica (il leggendario Punto G!), il ruolo sotterraneo degli ormoni e molto altro ancora. Si passa poi alle strutture antropologiche e le loro specificità: monogamia, poligamia e infiniti casi intermedi.
 
Darwin stesso distingueva tra “evoluzione del più forte” ed “evoluzione del più fertile”; infatti, anche se il vincente nelle lotte di corteggiamento risulta il più sano e robusto, se questo è incapace o sfortunato nel riprodursi, non avrà discendenza, e quindi il suo patrimonio genetico andrà dissolto; invece, gli individui non solo dotati di aggressività e capacità di prevaricazione, ma anche di gentilezza e attitudine all’allevamento dei figli fino alla loro età riproduttiva, risulteranno i favoriti per l’ingranaggio evolutivo, e perciò i loro geni persevereranno nelle generazioni. Da qui attente considerazioni sul periodo storico che ci riguarda, dove i problemi della sopravvivenza non sono più la lotta con la natura selvaggia, ma piuttosto è preferita una personalità maschile più “effeminata”, considerata affidabile nella cura della prole e coerente con una società diversamente orientata al successo esistenziale. Numerosi studi hanno dimostrato come un viso con forti caratteri femminei, come per esempio quello di Leonardo Di Caprio, è preferito da larga parte delle donne, cosa che in altro contesto storico sarebbe stato prevedibilmente differente. Altre donne preferiscono l’uomo “macho” con conseguenti spie di cospicue quantità di testosterone in circolo, vale a dire pelurie abbondanti, aggressività, prorompenza muscolare e mascella quadrata. Questo perché c’è un continuo conflitto, a seconda delle personalità soggettive della donna, tra inclinazioni istintive risalenti a economie riproduttive passate e nuove convenienze evolutive odierne. Discorso specularmente valido per l’uomo, dove è prediletta una compagna “dolce” e “gentile”, sintomi caratteriali che presagiscono una disponibilità alla sottomissione e alla fedeltà al monopolio fecondativo del maschio Alfa (quello dominante), nonché alla sensibilità solidale necessaria nell’allevamento dei piccoli.
In queste righe è approfondito in modo eccellente il perché della prerogativa (non ineccepibile, sempre statistica) dell’uomo tendente alla poligamia, piuttosto che la donna alla monogamia. Infatti l’uomo ha vantaggio nella diffusione “a tappeto” del suo seme, la donna invece ha limiti fisiologici dovuti alla sua capacità di gestazione che la inducono a prediligere relazioni stabili, a causa del ridotto numero di figli possibili. Quindi, all’interno delle tre fondamentali spinte sessuali (attrazione sessuale, innamoramento cieco, attaccamento duraturo e più “tiepido”, necessario per l’allevamento congiunto della prole), il sistema monogamico è quello che nella specie umana ha finito col prevalere, per il vantaggio di tutte e due le parti, con eventuali e prevedibili tradimenti e diversificazioni all’infuori del rapporto di coppia, perché anche qui la soggettività, e le storiche invenzioni tecnologiche (pillola anticoncezionale, preservativo, spirale ecc.) impone difformità.
 
Farà la felicità dei fidanzati persecutori la parte dedicata alla gelosia, dove viene in qualche maniera giustificata, e rivalutata come vantaggioso meccanismo inconscio, al contrario delle tendenze a considerarla motivo di immaturità del partner (salvo esasperazioni, ovviamente).
Si conclude con un panorama sulle nuove opportunità di incontro e innamoramento nella civiltà emancipata e tecnologica, dove si prefigura la formula della “monogamia a tempo determinato” e della sempre più ecumenica e spregiudicata liberta del mondo femminile dal gioco dell’oppressione sessuale, situazione dove in molti paesi riversa una sopraffazione indegna e inumana, da ogni punto di vista.
 
Questo saggio riesce con agilità nel non trasformarsi in vademecum del conquistatore o del perfetto compagno, scandendo un po’ ovunque desiderio di sapere che non serva a distruggere l’encomio del mistero, con abilità di sintesi e senza la diffusissima volgarità dell’indiscrezione a tutti i costi.
Per gli amanti delle sfide impossibili della ragione.
 
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
 
Piero Angela, (Torino, 1928), giornalista e divulgatore scientifico italiano.
 
Piero Angela, “Ti amerò per sempre”, I Miti Mondadori, Milano, 2005.
 
Arpaeolia
ISBN/EAN: 
9788804563983

Commenti

Contributo rampante per la sezione scienze. Eccome.

credo di aver sentito a uno dei numerosi Quark le varie teorie riassunte da Angela in questo libro. Di lui apprezzo soprattutto la capacità divulgativa, il rendere accessibili concetti altrimenti riservati a specialisti.
"Per gli amanti delle sfide impossibili della ragione."
Credo che effettivamente qui tu abbia ragione, alla fin fine l'amore resta sempre un mistero.
*
"In queste righe è approfondito in modo eccellente il perché della prerogativa (non ineccepibile, sempre statistica) dell?uomo tendente alla poligamia, piuttosto che la donna alla monogamia. Infatti l?uomo ha vantaggio nella diffusione ?a tappeto? del suo seme, la donna invece ha limiti fisiologici dovuti alla sua capacità di gestazione che la inducono a prediligere relazioni stabili, a causa del ridotto numero di figli possibili"
Qui resto piuttosto perplessa, parleranno le statistiche, ma il discorso non mi convince del tutto. Mah!

Angela (Piero) è un personaggio che trovo insopportabile: lo reputo dispensatore di una mentalità cosidetta scientifica (cosiddetta) che alla Scienza ha fatto e fa solo male (la famosa questione scienza-scientismo che richiederebbe più di due righe di commento).
Ricordo solo il suo aver messo nello stesso calderone lo yoga con le pratiche di "magia".
Una confusione voluta e tanto più colpevole.
Per non parlare di ben altro.
Comunque sia, a parte questa mia repulsione per il personaggio, posso concordare sulla sua capacità divulgativa (i contenuti sono altra cosa).
Anzi dirò di più: magari è proprio un bel libro.

2. Per ora rimane mistero, e spero che ci rimanga per sempre, anche se non è detto. Il discorso poligamia maschile-monogamia femminile è molto lungo, e va preso comunque con le pinze. Nel senso che esistono motivazioni evoluzionistiche e statistiche che. Ma una tendenza non è la realtà soggettiva. Magari tu ti senti altrettanto incline alla poligamia quanto gli uomini che conosci, e hai altrettante amiche che sentono come te, ma questo è comunque un campione infinitamente basso. Nei grandi numeri, le donne sono quelle che insistono per la "istituzionalizzazione" del rapporto, della stabilità monogamica, perché conviene con le proprie caratteristiche biologiche. Qua è una questione di contare i casi e interrogare i campioni: i numeri non mentono. Poi io stesso conosco ragazze altrettanto libere e estroverse quanto amici maschi, ma sono visioni parziali. Aggiungi che a ogni generazione gli svantaggi evolutivi delle donne poligame diventano obsoleti, nel senso che esistono anticoncezionali che lasciano al rapporto sessuale il ruolo fondamentale del piacere, e secondario della riproduzione. Tuttavia nel profondo del cervello sembrerebbe ci siano dei meccanismi tendenziali che differenziano i due sessi in quest'ambito. Anche se non sono stati osservati direttamente, ma teoria e statistica sembrano propendere per questa fondatezza genetica.

3. Confesso che attendevo prima di ogni altro il tuo commento, Lupus, perché già ricordavo la tua repellenza per Angela e Cicap tutti. Non conosco approfonditamente il lavoro di Angela in molti campi, anche perché si è occupato un po' di tutto. Comunque ho seguito quello che lo spettatore medio ha visionato in televisione negli anni passati, e ho notato una non comune professionalità e una apparente integrità intellettuale. Poi non voglio entrare in merito alle tue ragioni, non ho il materiale per fare il difensore d'ufficio di Angela, né sono convinto della sua innocenza, comunque ho letto altri testi nei quali avevo già un'istruzione e non ho trovato inesattezze sostanziali con le altre fonti che mi avevano formato. Per molti anni ha comunque rappresentato l'unica voce nei media principali, e credo che un suo errore sia stato in potenza un errore enorme, e comprendo le critiche, anche feroci. Comunque a me pare una persona onesta, e in assenza di un giusto contraddittorio mi affido al principio di innocenza presunta, anche se magari non avendo capito niente del personaggio.
Grazie per l'attenzione, apprezzo e rimango in ascolto.

Diciamo ha un po' lo stesso approccio che poteva avere la Gatto Trocchi.
Eccellenti nel loro ramo divulgativo, ma quando volevano andare un po' oltre, oltretutto usando metri di giudizio assolutamente incongreuenti e sbagliati verso pratiche che necessitano di studi e verifiche, allora sbarellavano e sbarellano alla grande.
Però come ho già detto e ridetto una cosa è verificare e tentare di capire il perchè di fenomeni (vedi quanto accade in chi pratica yoga) usando metodo scientifico, altro è negare a priori perchè in merito non ci sono stati (dicono loro, a torto) studi sperimentali, scientifici.
Queste posizioni aprioristiche, visto oltretutto che non sono rivolte verso maghi alla Do Nascimiento (anche senza sperimentazioni il senso comune in questi casi sorregge ed orienta), non mi pare proprio abbiano nulla di scientifico.
L'idea che mi sono fatto è che anche insigni studiosi, sotto la cappa di certa scientificità tanto sbandierata, si nascondano invece interessi accademici, professionali, legati al loro prestigio, alla sensazione che possa in qualche modo essere leso.
Ripeto ancora la frase polemica che disse Giorgio Celli proprio rivolto a Piero Angela: "non buttiamoci il cervello sui piedi ma almeno teniamocelo in mano". (n.d.r. : per non tenerlo chiuso nella scatola cranica a doppia mandata).
Quel minimo di umiltà che porta a voler conoscere (e poi magari verificare senza intenti poco limpidi) prima di emanare sentenze inappellabili non è affatto alieno da un corretto comportamento scientifico, anzi.
Saluti.

Grazie ancora per il messaggio e per la cautela. Quello che dici non è sbagliato affatto, anch'io ho avuto a che fare con presunzioni di molti accademici o professionisti, cosiddetti autorevoli. E in particolare in quello scientifico si tenta di sminuire, di aprire bocca senza serietà di analisi, libera e disinibita, in molti ambiti nuovi e diversi, dove invece lo studio e la sperimentazione dovrebbe essere affrontati con meno sarcasmo e più osservazione. La diffidenza però la credo ancora sentimento utile, in un esame scientifico. Esistono molti scienziati (la larga maggioranza) estremamente prepararti e anche propensi a nuove scoperte e rivalutazioni di dati già acquisiti, e di solito storco il naso quando sento attaccare la categoria. Però la mano sul fuoco su Angela non ce la metto, proprio no. Speculare senza dati sufficienti comunque non è scienza, e nemmeno sincerità intellettuale di nessuna utilità. Angela è un volgarizzatore, partirà sempre inevitabilmente da una posizione critica e delicata. Spero che almeno in questo libro non si sia lasciato andare troppo irragionevolmente all'istrionismo, o peggio alla creatività spregiudicata; per quanto sapevo abbastanza già di quello letto, non mi pare abbia azzardato grosse novità o conclusioni. Mi auguro di non sbagliare.

Arpa, su questo argomento attenderei Mat. Se si scatena soprattutto.
Posso dirti che esistono effettivamente ottime ragioni che spingono la donna a creare una coppia stabile, soprattutto per la protezione del cucciolo. Che l'uomo abbia comportamenti diversi è discutibile. Homo sapiens è specie mediamente promiscua.
Invece è certo che a parole il maschio di ns è molto più intraprendente della femmina.
Basti pensare a quel test psicologico in cui avevano chiesto ad un campione statistico il numero di partners avuti. Se la media maschile era 7-8 quella femminile era meno di tre! Curioso, la statistica che si contraddice.
In realtà il test evidenzia come per abitudine, persino in un test anonimo, l'uomo affermi le proprie abitudini promiscue, mentre la donna cerca di nasconderle. Costume sociale però, nulla a che vedere con Darwin.

E' questione di equlibrio e di onestà intellettuale.
C'è da dire che molti critici di Piero Angela sono dei praticoni e personaggi sicuramente inaffidabili.
Il fatto che abbia giustamente attaccato maghi e affini qualche effetto l'ha avuto e questo andrebbe a suo onore.
L'aspetto negativo è che nel mazzo c'ha messo di tutto un po', usando quel fare a mio avviso a-scientifico di cui ho voluto brevemente dare conto.
La vita è costitutita anche dal mistero.
Un Mistero che la Scienza deve quanto possibile lacerare, ma che in certi contesti non può negare a priori, pena il venire meno della sua stessa funzione.
Ripeto: è un equlibrio difficile quello da tenere tra l'interesse per quello che ancora non si conosce e che è giusto affrontare con spirito scientifico sperimentale (se la cosa è possibile) e il rifiuto di quello che è palesemente un coacervo di bufale.
Come dire: tra il voler affrontare questioni come l'agopuntura, l'erboristeria, lo hata-yoga, le terapie termali e quanto afferma Giucas Casella o il Mago di Arcella, c'è una bella differenza.
Differenza che viene data solo dal puro buon senso (ammetto di non saper dare una definizione di "buonsenso").
Equlibrio che non si può definire a priori ma che da persone di scienza e di ingegno è lecito aspettarsi.
Però non sempre accade.
Purtroppo.
Cia'.

Concordo con Lupo su Angela (e non sapevo avesse paragonato con molta ignoranza yoga e pratiche di magia, il che aggrava), stesso discorso per quella insopportabile antropologa (per me è anche antropofaga) della Gatto Trocchi. E mi domando, Arpa. Com'è che te sei sorbito sta polpetta?

Oddio pace all'anima della Gatto Trocchi che è scomparsa tragicamente non troppo tempo fa.
La studiosa effettivamente si fece prendere la mano e dai suoi studi, peraltro di successo, sul satanismo, i tarocchi etc etc ha voluto continuare questa sua sorta di battaglia proseguendo con lo stesso approccio con le medicine cosiddette "alternative".
In questo modo, dimostrando peraltro anche un buona dose di ignoranza (o di malafede) ha messo sullo stesso piano le millenarie pratiche cinesi di agopuntura, che pure si studiano all'università (non italiane) e che sono presenti negli ospedali, con le pratiche "magiche" tipo Mamma Orsola.
Quando parlavo di buonsenso mi riferivo a questo.

Certo, poraccia, dispensava una sicumera terrificante.
Pace all'anima sua.

"Faccio parte di quel genere di lettori che conservano un atteggiamento poco elastico nei testi riguardanti materie psicologiche last-minute o, che dio ce ne liberi, manuali d?amore o corteggiamento; di luoghi comuni la quotidianità ci assale, e questo genere di scritti, salvo sconosciute eccezioni, sembrano esserne i contenitori naturali, meccanismi editoriali pedestri approntati al lucro truffaldino della speculazione sui disagi delle persone insicure, o inesperte".

L'incipit è da sottoscrivere. Assolutamente.
Pagina chiara, interessante.

formula della ?monogamia a tempo determinato? Eh...

10. Non mi è sembrato affatto un polpettone, è stato un succinto riassunto di molta scienza comportamentale letta neglia anni in diverse riviste e ritrovata puntualmente anche in alcuni testi. A volte Angela si fa prendere dall'entusiasmo, dalla "certezza" e dalla "inoppugnabilità" di alcune applicazioni teoriche, ma nel complesso una divulgazione fedele alle linee guida della scienza accettata ormai da anni. La questione del paragone, indubbiamente azzardato e improprio, tra Yoga e pratiche magiche non meglio identificate andrebbe contestualizzato nel discorso, al di là della frase in sé. Magari si riferiva a certi risvolti non sperimentati di deviazioni nel paranormale di molte tradizioni orientali, cosa non esente anche nel buddismo. Forse voleva appuntare che la levitazione magari non è proprio credibile senza osservazione adatta ed empirica, o qualcosa del genere. Non mi sembra un argomento per screditare categoricamente un Angela. Ribadisco: non ho le informazioni per difendere il giornalista, magari è perfettamente veridico e in buona fede, come invece potrebbe essere fazioso a chissà quali interessi elitari o economici. Non mi riguarda più di tanto in questo contesto. Ho letto il libro e l'ho ritenuto abbastanza credibile e ben organizzato, con un linguaggio appropriato, considerazione figlia del fatto che molto già lo sapevo e letto in altri ambiti. Sei curioso di come mi sia capitato in mano? L'ho visto in libreria a cinque euro e non mi è sembrato un brutto affare. Anche ora lo penso.

8. Certo, so anch'io che statistiche basate su questionari sono molto suscettibili al tema in ballo e quale tipo di vanità e mendacità vanno a toccare. Angela però parla di test anonimi e incrociati, in varie culture e in varie disposizioni sociali. Insomma si cerca nel possibile di isolare queste difficoltà. Test che comunque confermano, se non altro indiziariamente, le teorie evoluzionistiche della convenienza di questo o quell'altro sistema di organizzazione sessuale a seconda della parte.

Mat lo aspetto, integrerà e smentirà Angela o la mia eventuale sbagliata lettura. Ne ha la capacità e le conoscenze. Sollecita, sii leva.

13. Sì Angela (la nostra, l'unica ;) la monogamia a tempo determinato sembrerebbe un giusto compromesso. Se non fosse che siamo tutti diversi, e non ci andrebbe bene così come nella ragionevolezza della migliore disposizione e intenzione, perché siamo terribilmente umani, volubili e incoerenti.

9. Mi associo decisamente con le tue considerazioni, salvo ciò già espresso sopra. Integrerei che culture di medicine tradizionali non sono necessariamente distinguibili da bufale e fandonie solo con il buon senso. Si dovrebbero rilevare miglioramenti e variazioni anche con mezzi scientifici, e molto si sta facendo in varie parti del mondo. Inoltre lì dove la scienza non arriva a una conclusione non significa che abbia ragione in positivo o negativo. Semplicemente esiste la verità del dubbio, superabile sì o no col tempo e con migliore ricerca.

Si è una posizione che mi trova d'accordo.
Mi riferivo al "buon senso" non certo quale sostituto della ricerca ma come modo di porsi e di primo approccio per selezionare gli argomenti da studiare.
Se deve essere fatta una verifica con mezzi scientifici, nel senso di sperimentali, va da sè che oggetto delle attenzioni saranno pratiche ancora non "scientifiche" a tutti gli effetti, come quelle citate, magari tenendo conto che anni e anni di applicazioni non sempre possono essere spiegate con l'effetto placebo.
Parimenti il "buon senso" non ci porterà a studiare scientificamente Mamma Orsola e i suoi filtri d'amore.
(Mamma Orsola è un personaggio leggendario nelle tv toscane, insieme all'altrettanto mitico Mago Anubi, un livornese nei panni di antico egizio)

http://www.magoanubi.com/main.html

http://www.mammaorsola.it/chi_sono.htm

Mostruosi ed esilaranti.

Lo yoga, pur con tutto il contorno simbolico, è altra cosa.
Così come anche altre terapie "alternative", più o meno efficaci o con più o meno solide basi scientifiche.
Ma questo credo lo si capisca!

Solo una cosa, Arpa: io sono rigorosamente monogamica da quasi 20 anni, dunque rientrerei nelle statistiche, idem per buona parte delle mie amiche, solo in giro vedo posizioni diverse, tutto qua. Le mie motivazioni consapevoli sono altre però, non sapevo fossero scritte anche nella genetica. Oltre non mi addentro, perché non ho preparazione sufficiente!
Verissimo questo:
"Aggiungi che a ogni generazione gli svantaggi evolutivi delle donne poligame diventano obsoleti, nel senso che esistono anticoncezionali che lasciano al rapporto sessuale il ruolo fondamentale del piacere, e secondario della riproduzione"

Bé, Marina, ci sono buoni motivi per credere che la genetica sia implicata. Anche se non mi risulta che siano stati indiviaduati i geni direttamente. Nello specifico anche io per carattere mi sento più monogamico, contrariamente alle statistiche, ma siamo persone, non grafici. Alla prox ;)

Mamma Orsola e Mago Anumi... interessante...

>1 Innanzi tutto complimenti per il prezioso contributo, scevro da errori (ego te absolvo :-)) e molto chiaro. Complimenti ancora per la classe domostrata nel limare prematuramente gli angoli spinosi rimandandoli alla coscienza di ognuno.

>2 la storia dell'uomo poligamo e della donna monogama è ormai datata. Bisogna notare innanzi tutto che la poligamia è vantaggiosa nei due sensi. Se all'uomo permette di massimizzare il suo potenziale riproduttore (in giovane età anche i più scarsini potrebbero fare un centro al giorno e non ogni nove mesi), la poligamia (o meglio ancora il tradimento) permette alla donna di mischiare i suoi geni con il maggior numero di partner possibili ciò che rafforza la sua discendenza. In tal caso la soluzione ideale è trovare l'uomo dolce e fesso che li allevi e quello macho e duro che li generi forti. Se vi ricorda qualcosa preoccupatevi.
Infine gli studi (seri) su questo soggetto non sono MAI condotti sulle popolazioni occidentali. In effetti bisogna ricordare i tempi necessari all'evoluzione. Le popolazioni cosiddette "primitive" fungono dunque da modello, ed è lampante che la poligamia, allorché praticata, è pressoché sempre maschile. Bisogna notare che essa correla bene con l'attitudine bellica delle popolazioni studiate: essendo la guerra un appannaggio maschile, ciò crea un difetto in potenziali mariti complementato dalla poligamia. Poco a vedere quindi con l'evoluzione, deliri sessisti a parte.
Il tradimento è tutta un'altra storia, la scienza del tradimento mostra una forte tendenza da entrambe le parti a una pratuca piuttosto assiudua...

>3 "la famosa questione scienza-scientismo che richiederebbe più di due righe di commento".
vero richiederebbe un articolo. E tu (spero)ti sei appena offerto volontario per scriverlo... :-P

Detto così sembrerebbe però che il cornificatore o la cornificatrice siano dei benefattori dell'umanità (ed effettivamente ho conosciuto signore, peraltro molto "pie", che quasi si consideravano tali).
Però concordo che l'indole in questi casi la faccia da padrone; anche se poi non so se debba essere imputata ai geni, alla cultura o a un virtuoso mix tra i due.

?la famosa questione scienza-scientismo che richiederebbe più di due righe di commento?.
Mio Dio, volete proprio farmi lavorare!!!
A tempo e luogo, dirò la mia con più di due righe.
Magari 3, 4, 5, 6................

>6 non per fare l'avvocato del diavolo. Studi scientifici sulla beneficità di yoga e agopuntura (soprattutto agopuntura) ci sono stati. L'effetto benefico esiste e sembra esse statisticamente superiore all'effetto placebo (stare meglio solo perché si ha la sensazione di fare qualcosa per sé) che si attesta attorno ad un notevolissimo 25%.
Quello che la scienza critica (a ragione) sono i retroscena le cosiddette "teorie" (e non pratiche) alternative. I flussi di energia dell'agopuntura valgono meno del sistema tolemaico a parimerito (ma perdono ai rigori) con harry potter. Idem per molte altre discipline. Su questo punto yoga, agopuntura, omeopatia (e qui mi tengo se no ne sparo di tutti i colori) sono magia pura e dura. Il rifiuto degli specialisti di questo settore di cercare una spiegazione scientifica per attaccarsi ai loro manuali necromantici è assolutamente digustosa.

Infine per tutti voi (ma soprattutto per te Arpa) un libro maiuscolo per quanto riguarda la divulgazione scientifica su evoluzione e simili.
"Il terzo scimpanzè. Ascesa e caduta del primate homo sapiens", Diamond Jared.
Libro bellissimo, molto abbordabile, scevro da tecnicismi (salvo forse il primo capitolo), divertente e, se ricordo bene, con una bilbiografia dettagliata.
Disgraziatamente venduto a prezzo esorbitante (attorno ai 30 euro temo).
Lettura che consiglio vivamente a tutti, se qualcuno lo recensisce mi fa un piacere in quanto amerei conoscere l'opinione di una mente non satura di biologia sulla qualità di questo volume.

> 8 è crudele che tu mi faccia sempre fare la prima linea!

"Il rifiuto degli specialisti di questo settore di cercare una spiegazione scientifica per attaccarsi ai loro manuali necromantici è assolutamente digustosa."

Ripeto: ricerche sono state fatte e sono tutt'ora in essere, perciò la questione della "negromanzia" è meno facile di quanto si possa pensare, non fosse altro che 25% mi pare percentuale molto bassa.
Riguardo la "spiegazione" scientifica bisogna essere in due a volerla, come bisogna essere messi nelle condizione per sperimentare.
Se, come è successo, vengono date, ad esempio dagli esponenti del CICAP, opportunità risibili che non hanno nulla di serio, è impossibile vi possa essere fiducia reciproca.
Dipende se si vuole verificare o se si vuole a priori costruire un trappolone ad hoc.
E comunque a demerito dei presunti "maghi" va detto che anche le pratiche "alternative" sono a rischio lobby e la non-regolamentazione, come l'approccio da iniziati, può fare sicuramente comodo.
Nessuno è santo.
Basta non citare la Scienza (e la Magia) a sproposito, quando il motivo del contendere è ben altro e molto meno nobile di quanto si voglia far credere.
Detto da persona che di queste "pratiche" ha fatto, fa uso, credo senza particolari illusioni, evitando di mandare il cervello all'ammasso e per ora senza riceverne alcun disgusto; anzi.

>31 e fai bene a farne pratica. In svizzera un semplice test statistico è bastato a far inserire le pratiche di agopuntura fra quelle pagate dalla cassa malati. La scienza dice che funziona. Solo non per le ragioni che dicono gli agopunturisti.

Vorrà dire che allora il motivo della sua efficacia ce lo spiegheranno per bene i non-agopunturisti.
Attendiamo con fiducia (si dice sempre così).
Non credo però possano contribuire alla spiegazione i seguaci della Gatto Trocchi, visto che, senza sperimentazioni, senza statistiche, sicuramente con approccio un po' particolare per il suo essere "scienziata", ci diceva che l'agopuntura non ha alcun effetto ed è una pura baggianata.

> 26 la genetica giuoca sicuramente un ruolo. In tutti i primati la promiscuità della specie correla molto bene (ma molto bene) con la lunghezza media del pene.
La promiscuità nell'uomo è stata stimata con il più rigoroso dei metodi cioè il numero di figli aventi un padre putativo (all'oscuro del padre ovviamente). Per assicurarsi una quantità massiccia di dati si sono comparati i gruppi sanguinei dei genitori con quello dei figli. e... sorpresa un bambino su venti era una variante sul tema, madre a-, padre 0-, bimbo AB+. Da cui si deduce che alle elementari quando a voi 20 bambini la maestra a chiesto il nome della mamma e del papà, uno dei vostri compagni, senza saperlo, mentiva. Che gioia.
Insomma stimata la notevole promiscuità umana ecco che, nel grafico dei primati, pene/promiscuità l'uomo si inserisce perfettamente nella retta. Da cui si deduce che l'attitudine al tradiemento ha origini genetiche (o che tradire te lo fa diventare grosso se vogliamo essere lamarkiani).
Per l'aneddotica aggiungo che i possenti gorilloni, formando coppie stabili (ad harem, ma sempre stabili) ce l'hanno piccolissimo (sui 5cm). Se qualcuna di voi (o qualcuno non discriminiamo) si fosse fatto dei sogni strani, spiacente di deludervi.

>33 c'è gente così.. consolati comunque non c'è solo l'Italia. sembra che l'agopuntura vada a influenzare i potenziali d'azione del reticolo sarcoplasmatico. Se così fosse si spera di sviluppare terapie più efficaci a medio termine.

Bè ovvio che chi si avvicina alla pratica citata non prende alla lettera lo "yin" e lo "yang"!

Lupus, Yin e Yang sono filosofia, non scienza e nemmeno metafisica. Filosofia speculativa, con chiaro gusto e tendenza al trascendente.
Possono essere (stati) linguaggio adatto nel contesto sociale e culturale orientale e possono ancora essere spunto di riflessione per creare innovazione e scosse browniane nel tessuto scientifico.
Difettano di una qualità essenziale che è l'aspetto quantitativo, nel momento in cui vogliono inserirsi di forza in un contesto scienza-applicazione.
Un discorso simile si applica a buona parte della filosofia speculativa; è uno slancio che può e deve fornire nuovi spunti di riflessione, ma al momento di concretizzare occorre saper razionalizzare. Yin e Yang non cureranno mai la gotta la sifilide o il cancro al polmone.

Forse il contesto in cui lavoravano i medici cinesi era altro, forse in quella società, per quanto mi permetto di restare scettico in merito, parlare in termini di Yin e Yang di un paziente malato poteva avere qualche significato.
La nostra società e il nostro metodo di studio è diverso. In questo contesto un medico che ti parla di flussi di energia nel corpo o della giusta disposizione dei mobili per l'armonia della tua casa è farncamente ridicolo e anche un tantino disonesto. Soprattutto quando in piena coscienza di causa ti propina un misto di termini prestati alla fisica (come energia, flussi, vibrazione) e dopo averli impiastrati di ciarloneria li rifila a te a me o altri approffittando della nostra ignoranza in materia di scienze. È facile da fare, lui è medico, noi No. Però è disonesto e vergognoso.

Non confondiamo, per favore. Lo Yoga non c'entra nulla con l'agopuntura, è una disciplina che attiene al campo della metafisica e del panteismo indù. Che serva anche - e in una paricolare fattispecie - al riequilibrio psicofisico è altra questione. Anzi, l'equlibrio psicofisico è, in questa pratica, indissolubilmente legato ad un riequilibrio animico, spirituale. é più una forma di d'ascesi che una cura. Se è cura è cura dello spirito più che del corpo o, casomai, del corpo attraverso lo spirito. é un contesto lievemente (per usare un eufemismo) più alto di quello qui trattato da Angela.

"Lupus, Yin e Yang sono filosofia, non scienza e nemmeno metafisica. Filosofia speculativa, con chiaro gusto e tendenza al trascendente."

Mai detto che siano "scienza" come dai noi intesa, altrimenti non avrei postato quell'inciso.
Ad essere indulgente potrei parlare di semplificazioni ad uso dei pazienti e di sè stessi, riguardo una medicina che non è propriamente "scientifica".
Sì, perchè quando ho fatto uso di queste "terapie" (vogliamo usare le virgolette o le eliminiamo?) il mio medico è stato onesto: "sono medicine "pratiche" e non scientifiche, perchè se sappiamo che funzionano, e la pratica di millenni e di centinaia d'anni lo dimostra, ancora non ne conosciamo il perchè".
A meno che non si voglia dire che, siccome non si capiscono certi meccanismi, in tutto od in parte, allora non esistono (tradotto: non hanno alcuna efficacia).

Mi pare oltretutto debole usare soltanto l'argomento dell'effetto placebo, anche perchè è troppo facile replicare riguardo l'uso che ne viene fatto nei confronti dei neonati e in veterinaria.
Se ne discuta pure (anzi è doveroso farlo), ma senza pensare di chiudere la questione con fare sbrigativo.
La carenza di studi (peraltro esistenti), o le difficoltà di riproduzione in laboratorio, ammesso vi sia mai stata una vera volontà in tal senso, non credo giustifichino chiusure aprioristiche.

"Yin e Yang non cureranno mai la gotta la sifilide o il cancro al polmone".
Medicine (vogliamo chiamarle così?) che hanno virtù ed evidenti limiti.
In Cina mi risulta che i malati di cancro abbondanp, considerando che i cinesi sono ciminiere ambulanti.
Conoscenza e consapevolezza dei limiti ci possono aiutare a non prendere cantonate.
Ovvio che se mi ritrovo con un "colpo della strega" che mi lascia immobile a letto, potrò pure rivolgermi ad un chiropratico (l'unico, qui da me a Firenze, dopo mesi di inutili massaggi e ionoforesi, che è stato risolutivo, visto che era un problema meramente "meccanico" - vertebre - che nessuno fino ad allora si era degnato di valutare).
Se mi beccassi un cancro (mi sto grattando intensamente) mi rivolgerei ovviamente (ripeto: ovviamente) alla medicina scientifica.
Salvo magari, come hanno fatto con successo alcune persone di mia conoscenza, fare uso di terapie complementari (notare l'uso di "complementari") per limitare gli effetti indesiderati della chemio.
Mi pare in merito ci possano essere meno problemi di quanto si voglia pensare.
E' che noi siamo molto bravi a crearceli da soli.

Passo di qui per ribadire quanto sia splendente il tono avorio dei capelli di Piero Angela. Un minuto di silenzio, in adorazione delle sue sette lauree.

42 quoto 42 perché ho un debole per i visionari isolani

["ti amerò per sempre"]

Se ne parla, anni dopo, tra i commenti in calce a Zaltron: http://www.lankelot.eu/letteratura/zaltron-alessandro-manuale-infelici-a...