Prima i fatti, poi le interpretazioni. Ha ragione Sergio Noto nella sua densa introduzione alla notevole ricostruzione della vicenda hayekiana scritta da Alan Ebenstein (Friedrich von Hayek. Una biografia, Rubbettino 2009, pp. 674, euro 40,00 ). Perché si può essere d’accordo o meno con Hayek, ma non va mai dimenticato che si tratta di uno dei massimi pensatori sociali (e dunque non solo “un economista”) del XX secolo. E che dunque va prima letto e poi eventualmente criticato.
Chi è Ernest Nagel? Nagel è il padre spirituale di un modo di fare filosofia ; ha contribuito al movimento noto come empirismo logico, con Carnap, Hempel, Reichenbach, Neurath, Wittgestein. In seguito si è interessato di scienza ; ha contribuito a creare la Filosofia delle Scienze così come la intendiamo oggi, una disciplina che negli Stati Uniti è ormai separata da, e paritaria con la Filosofia. Ha posto le basi dei grandi problemi moderni in filosofia (delle scienze e non) come il riduzionismo, il determinismo laplaciano, oltre a numerosi contributi in epistemologia. Questo è il suo libro più celebre; è estremamente complesso riassumere le seicento fittissime pagine di cui si compone.
Quante volte ci siamo disperati pensando a tutta la conoscenza andata perduta, nel corso dei millenni; a quante opere letterarie e filosofiche avremmo potuto tramandare e studiare, salvando l'eccezionale sapienza degli antichi. Quante volte abbiamo favoleggiato della Biblioteca di Alessandria, e di tutto il sapere che essa conteneva, maledendo la malvagità dell'uomo, e del fuoco, che di quei libri s'è nutrita. Quante volte ci siamo domandati quanto siano autentici i libri antichi e medievali che sono sopravvissuti sino al nostro tempo, sognando fossero miracolosamente fedeli alla stesura originale. Quante volte ci siamo chiesti cosa ne è stato delle stesure originarie dei Vangeli.
THE ONLY THING WE HAVE TO FEAR IS FEAR ITSELF. Il filosofo norvegese Lars Svendsen fonda questo suo nuovo, polemico e intelligente pamphlet su una prospettiva liberale: è convinto che l'indesiderata e insensata cultura odierna della paura vada indebolendo la nostra libertà. È una convinzione che non possiamo non condividere. In gioventù abbiamo letto “La scimmia e l'essenza” di Huxley e abbiamo imparato che il potere si regge su tre pilastri: paura, nemico, nazione. L'unico dei tre ad avere senso e futuro è il terzo. Gli altri due vanno disintegrati.
In «La struttura delle rivoluzioni scientifiche» Kuhn espone la sua celebre concezione epistemologica riguardo al metodo scientifico.
“Quello del bene del pianeta non è un vero problema. È un blocco di pietra, abitato da ammassi di molecole autoreplicanti che chiamiamo forme di vita, lo scopo delle quali è di invertire l'entropia per il periodo più lungo possibile, catturando l'energia dal sole o da altre forme di vita. L'ecosistema non è altro che il flusso dell'energia intrappolata da queste forme di vita. Non ha valori, non ha desideri, né richieste, non offre né riconosce la crudeltà o la gentilezza. Come le altre forme di vita, viviamo solo per riprodurci. Siamo diventati così complessi solo perché questo ci consente di sfruttare più energia. Un giorno, la selezione naturale ci bandirà dal pianeta” (Monbiot, “Apocalisse quotidiana” , p. 69)
Qualche lettore si lamenta perché spesso si preferisce alla descrizione lineare della trama l’aspetto valutativo dell’opera, influenzando quindi a priori l’eventuale libero arbitrio del lettore. Sacrosanto appunto. Ma mi chiedo: e che ci stiamo a fare? Preferite che raccontiam barzellette? Dal momento che la critica contemporanea, soprattutto in alcuni campi, ormai s’è estinta, come i dinosauri, facciam (che bello troncare i verbi) almeno che non s’estingua quel po’ di materia grigia (o cellule grigie come diceva il vecchio, caro, Poirot) che si sospetta ancora in ognuno di noi.
Andrea Libero Carbone, filosofo e intellettuale palermitano, cura una nuova antologia di scritti del fondatore dell'omeopatia: Christian Friedrich Samuel Hahnemann (Meissen, 1755 – Parigi, 1843).
In anni come questi in cui si dice che i migliori "cervelli" italiani siano costretti ad espatriare per trovare spazi e fondi che garantiscano loro un futuro lavorativo e privato migliore, mi è sembrata una buona occasione intervistare due di questi "cervelli", Anna Consonni e Tommaso Quirino (uno di questi è mia sorella) che invece continuano a rimanere sul suolo italiano e che per altro svolgono una delle professioni più affascinanti ma anche più idealizzate di tutte, l'Archeologo. Per cominciare mi piacerebbe che voi vi presentaste, spiegandomi come è nata la vostra passione per l'archeologia.
Pamphlet di un decano dell'Università di Padova, il Professor Longo, letterato e storico veneto classe 1930, “Galileo Galilei. L'uomo che contava le stelle” è strutturato in nove capitoli, da considerare – stando alle autoriali istruzioni per l'uso – un invito alla lettura degli scritti di GG: un percorso di lettura, non un trattato o un manuale, da seguire assecondando le proprie inclinazioni e le proprie curiosità, senza paura di saltare un capitolo o un altro: ogni capitolo è autosufficiente, assicura l'autore.
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