Collocato d'ufficio in congedo nel 2004, pensionato in ossequio a un decreto legislativo poco noto dopo trentacinque anni di servizio, Ennio Di Francesco racconta la sua storia in questo “Un commissario scomodo”, autobiografia nient'affatto romanzata ma, per dirla con Bobbio, “raccontata con vivacità, con tanti particolari riguardanti fatti, luoghi, persone, e con la passione di chi s'è dedicato con serietà e convinzione al proprio lavoro”. È stato un piccolo Serpico, per la nostra Polizia. Non ha combattuto la corruzione interna, ma la scarsa democrazia d'una struttura che non conosceva sindacato e non garantiva adeguati e dignitosi diritti ai suoi lavoratori.
Saggio sul mondo periferico, curato da due accademici di chiara fama come Franco Ferrarotti e Maria Immacolata Macioti, il primo da anni protagonista di studi sulla marginalità urbana (cfr. Ferrarotti: “La sociologia come partecipazione”, “Vite di baraccati”, “Roma da capitale a periferia”, “Vite di periferia”), la seconda, docente di Scienze della Comunicazione, al suo fianco per un anno di ricerche sul campo, “Periferie” nasce per approfondire gli aspetti controversi e problematici di queste metà oscure delle grandi città: al centro dello sguardo dei ricercatori, in primis, Roma.
Il titolo originale dell’opera di Leonid Mlecin presenta un punto interrogativo in più rispetto alla versione italiana del testo. Tuttavia le intenzioni dell’autore vengono comunque conservate in questa formula, anzi, a lettura ultimata potremmo dire che rispetta ancor di più il senso dell’opera nel suo insieme. Perché Stalin creò Israele non vuole costruire un processo interrogativo sulle ragioni della nascita dello stato d’Israele. Perché Stalin creò Israele è infatti un titolo che rivela la matrice giornalistica dell’opera. La rivela perché pone come già dato ciò che per l’opinione pubblica non è, ed enfatizza fin da subito, con linguaggio categorico, l’univocità delle cause nel processo di costituzione di Israele.
Il grande Archimede è un brevissimo trattato di storia delle scienze. Il tema, lo avrete indovinato, concerne la vita e le opere del famoso scienziato siracusano. Mario Geymonat (figlio del celebre filosofo italiano Ludovico) ci propone un ritratto minimalista, sia per estensione (69 pagine se si escludono indice, biografia e prefazione), sia per scelta stilistica.
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