“Tecnica del colpo di Stato”, sorta di “manuale del perfetto rivoluzionario” d'ascendenza marxista (e di guida per il saggio democratico in cerca d'antidoti: è un testo bifronte, in piena schizofrenia malapartide), apparve originariamente in Francia nel 1931, per Grasset; per la prima edizione italiana (Bompiani) dovemmo attendere sino al 1948. “Proibito in Italia da Mussolini – scriveva Malaparte nella prefazione – costituisce oggi per il lettore italiano una novità, cui la situazione internazionale e quella interna del nostro paese aggiungono purtroppo un interesse di viva attualità.
“Non è un libro di guerra, questo. È il libro di un uomo che fin dai primi giorni è entrato, come volontario, nel cerchio della guerra, a capo chino, bestemmiando (non Dio), e che ne è uscito all'ultimo giorno, benedicendo Dio, a capo chino, come un francescano; di un uomo che ha lasciato la trincea assetato d'amore e di pace, ma avvelenato fin nelle radici d'odio e di disperazione. È il libro di un uomo, un uomo qualunque, che è andato in trincea, fante tra fanti, come altri va in chiesa o all'officina o al podere per la confessione o la fatica quotidiana.
Il viaggio orientale in Parise e Troisio, due modi opposti di vedere il mondo e di interpretare la realtà, la realtà fascinosa e degradata dell’Oriente, una realtà però vista in tempi diversi, la Cina della rivoluzione culturale per il primo, la Cina degli anni fine Ottanta-inizio Novanta per il secondo. Negli anni Sessanta, al pari degli intellettuali della sua generazione, come Pasolini e Calvino, Goffredo Parise attraversa un periodo di profonda crisi identitaria.
Prima edizione italiana delle “Questions de littérature légale” di Charles Nodier, “Crimini letterari” è stato intelligentemente ridotto e strutturato in sezioni di immediata accessibilità e facile consultazione. A circa duecento anni di distanza dall'originaria pubblicazione francese, scopriamo quella che secondo Speziale, Schifani e Carbone è “Un'opera-mondo”, in cui il mondo è l'universo della Repubblica delle Lettere. I Duepunti sostengono sia “un mondo strutturalmente criminale, dove l'appropriazione indebita, la rilettura scorretta, il plagio, il sovvertimento della regola sono motore generativo, ragione della fecondità stessa” (p. 7).
Domenico Vecchioni è un diplomatico con la passione della scrittura che ha già pubblicato interessanti saggi storici come I signori della truffa, Storia degli 007 dall’era moderna a oggi, Spie, Spie della seconda guerra mondiale e Le spie del fascismo, tutti editi da Olimpia. Adesso esce con il suo lavoro più interessante, scritto mentre svolgeva la delicata funzione di ambasciatore italiano a Cuba, terra ricca di insegnamenti per conoscere i dittatori. Il volume analizza la figura di alcune dittature africane dell’epoca post coloniale come Bokassa, l’imperatore nero ammiratore di Napolene, e Mswati III re dello Swaziland.
In principio era un sito web: www.calciobidoni.it era il punto di riferimento ineludibile per tutti gli appassionati del più goliardico amarcord dei tifosi di pallone, quello degli acquisti stranieri sbagliati. Finalmente, la fantastica idea di Cristian Vitali è diventata un libro: “Calciobidoni. Non comprate quello straniero” (PianoB, 2010) è un ricco archivio di vicissitudini calcistiche ed extracalcistiche, dagli anni Ottanta a oggi. Scheda per scheda, vi ritroverete quando di fronte a memorie polverose da vecchie figurine Panini, quando di fronte ad autentici carneadi che anche voi, ossessi della pelota, avevate – ammettiamolo – dimenticato.
Che succede quando un poeta e un narratore come Andrea Di Consoli, artista lucano classe 1976, decide di sperimentare la nuova strada del giornalismo d'inchiesta? Succedono fondamentalmente due cose. La prima, è che i suoi lettori e i suoi ammiratori rimangono disorientati e spiazzati: come, si chiedono, un integralista dell'arte letteraria, uno scrittore puro si concede al reportage su un fatto di cronaca nera di quasi venticinque anni fa? Man mano, sfogliando il libro, capiscono qualcosa. Capiscono che l'argomento trattato ha a che fare con la sua poetica, con l'essenza e i contrasti del suo territorio, con la sua fame antica di verità e giustizia.
Mosca, 1948. La genetica è dichiarata fuori legge. Stalin decreta che l’insieme di questo fondamentale settore della biologia contemporanea è una scienza borghese, reazionaria e fascista. Insegnanti e ricercatori sono allontanati dal proprio lavoro, perseguitati, imprigionati e a volte assassinati. All’origine dello scisma, dalle conseguenze catastrofiche per la scienza e l’agricoltura sovietiche, un uomo: Trophim Lyssenko, fondatore del mitchourinismo, la «biologia proletaria», una «scienza di classe» (dalla quarta di copertina)
Ecco un libro originale scritto da un giovane studioso di cose fantastiche, esperto salgariano e amante del pulp, degli orrori, della letteratura a base di mostri e stranezze che tanto andava di moda nel secolo scorso. Fabrizio Foni ci accompagna tra le pagine della Domenica del Corriere nel suo primo anno di vita, tra curiosità, bizzarrie, piccoli orrori quotidiani, realtà romanzesca, racconti dei lettori e romanzi a puntate scritti da grandi firme. Peccato che si fermi al primo anno di pubblicazione, perché fare una storia sintetica della Domenica del Corriere sarebbe stata un’esperienza esaltante, come redigere la storia popolare d’Italia attraverso le pagine di un periodico.
La sfida del transumanesimo può finalmente essere raccolta da chiunque, grazie alla chiara messa a punto di Riccardo Campa, professore di sociologia della scienza, presidente dell’Associazione Italiana Transumanisti, già direttore della World Transhumanist Association (WTA): Mutare o perire. La sfida del transumanesimo, pref. di Stefano Vaj (Sestante Edizioni 2010, pp. 310 euro 25,00 - www.sestanteedizioni.it ).
GLI STILI DELLA STAGNAZIONE
La poesia c’è ancora: interessa un settore piuttosto ampio di scrittori, non di lettori. Per limitarci al dominio linguistico italiano (ma non credo che il resto del mondo alfabetizzato stia molto meglio), una volta sconfitto il “baco del millennio” si sperava di assistere a novità. Come sappiamo, nei libri di storia la data d’inizio del XXI secolo e del III millennio riguarda ambiti nefandi e per nulla poetici. Dov’è finita quella tutto sommato cavalleresca Poetical Licence agognata negli anni Sessanta?
Le opere d'epoca fascista dell'architetto Moretti (1907-1973), "classico moderno" e non razionalista, ferite da una damnatiomemoriae tutta ideologica, sono tornate negli ultimi anni al centro del dibattito, complici la mostra "Spazio" presso il Museo delle Arti per il XXI secolo e il convegno "Luigi Moretti architetto del Novecento" tenuto presso Valle Giulia nel settembre scorso. Il saggio Luigi Moretti. Casa delle Armi nel Foro Mussolini a Roma.
C'è un altro sentiero per raccontare l'arte e l'intelligenza di Curzio Malaparte: parlare della storia della sua villa di Capri, “una delle più belle architetture italiane dell'era moderna” a dispetto dell'increscioso abuso edilizio originario. Una villa nata dalla creatività dell'architetto Libera e dal vulcanico contributo dello scrittore toscano, che chiamava quella casa “casa come me” e “ritratto di me stesso” (p. 17), e la considerava ideale monumento dei suoi anni di confino.
Non è una lettura facile, “La banalità del male”. Pretende concentrazione, lucidità, accortezza. La Arendt è minuziosa e solerte: elenca nomi, ricorda dettagli, spiega retroscena, introduce date e fatti innestandoli con maestria in quello che vuole essere un resoconto (anche se è molto di più) del processo a cui, nel 1961, fu sottoposto Otto Adolf Eichmann. Il libro è stato pubblicato nel 1963 assemblando i reportage che Hannah Arendt aveva redatto, seguendo il processo, come inviata del New Yorker a Gerusalemme.
“Logica del terrorismo” di Michel Bounan (“Logique du terrorisme”, 2003; IT, Duepunti, 2006) si fonda su un presupposto incontrovertibile: “L'esaltazione ideologica o il delirio pseudoreligioso possono condurre a ogni sorta di crimine, e l'eroismo individuale o l'omicidio di massa appartengono a tutte le società umane”. A partire da questa constatazione, l'intellettuale transalpino si impegna a stabilire cosa sia il terrorismo, quanti tipi di terrorismo esistano, quanto incidano lo Stato e i servizi segreti nel terrorismo e come fronteggiare questo “crimine contro l'umanità”, come lo definisce correttamente Giusto Catania (p. 74) nella sua nota.
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