Inseguire Everett. Questo ormai faccio da un po’ di tempo, da quando mi sono appassionato a questo straordinario scrittore americano pubblicato in Italia dalla Nutrimenti. Nel 2009 è arrivato negli Stati Uniti al suo venticinquesimo libro. Da noi è al suo quarto romanzo. Musicista, pittore, insegnante, ha tutte le caratteristiche di un uomo difficile da digerire eppure incontrarlo smentisce ogni presentimento negativo. Unico ostacolo, per ora insormontabile, le sue lapidarie risposte. Intervisto Everett quando "Deserto Americano" è appena stato tradotto in Italia.
Leggendario redattore – ed editor – di una rivista di recensioni e critiche dei videogames come “Zzap!”, indistruttibile totem (per le stroncature, e non solo) della mia generazione, cresciuta (bene) leggendo ogni mese la sua edizione italiana e quindi la sua gemella (per l'Amiga) “K”, Gordon Houghton è diventato romanziere. Ce ne accorgiamo, con una discreta dozzina d'anni di differita, grazie alla traduzione del suo secondo romanzo, “L'apprendista”, pubblicato da Meridiano Zero nel 2010.
Un giorno Everett aveva una terribile emicrania e avrebbe desiderato tagliarsi via la testa dal collo. Ovviamente ha dovuto ricorrere a metodi meno cruenti, ma sembra che il Frankenstein del suo “Deserto americano” sia venuto fuori proprio da lì. Da quella voglia inappagata di ghigliottinarsi che pare abbia trovato trasposizione nella vicenda di Theodore Street.
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