Terzo e ultimo capitolo della Trilogia della montagna. Il ciclo di romanzi che racconta le vicende degli stagionali del cotone in Turchia. Interi villaggi di montagna che, all'affacciarsi dell'autunno, scendono verso le pianure per far da manodopera (spesso con retribuzioni schiavistiche) nella raccolta del bianco fiore, di cui le nostre t-shirt immemori poco sanno o vogliono sapere. Yashar Kemal, con la sua affabulazione fluviale, trascina il lettore dentro questo mondo a sé, con la maestria dello sciamano, del cantore epico e del narratore socialista.
I sei reportages asiatici del giornalista tedesco Wolfgang Büscher sono di piacevole lettura non solo per l’ambientazione, che ci conduce verso paesi lontani e culture diverse dalla nostra, ma per il modo di viaggiare. Büscher infatti predilige la lentezza ed è in controtendenza in quest’epoca di viaggi-flash e di turismo pecoreccio, pilotato dai tour operator. Il nostro autore si sposta a piedi, in barca sul fiume, in auto con i ritmi orientali e su strade pessime, a bordo di una petroliera.
Del resto Büscher non è nuovo a esperienze di questo tipo, come attestano altre due sue pubblicazioni “Berlino-Mosca. Un viaggio a piedi” (2008) e “Germania, un viaggio” (2009) editi sempre da Voland.
“Mai la morte....”
“Le mandrie al ritorno sollevano polvere e sabbia, nuvole grigie o marroni che il vento porta su, in mulinelli di sordi bramiti e nervosi belati, sopra le punte di acacie e baobab, verso i recinti sicuri di spine, dove le ombre dei corpi animali si accovacciano scure, in attesa che l’alba ritorni a macinare uomini e cose” (p 129)
Dili, 21 luglio 2011. La Madre Superiora prof. Guilhermina Marçol, persona d’alto rango sempre occupatissima, mi ha gentilmente concesso vari colloqui. Inoltre sono sempre stato alla sua destra in refettorio, e quindi ho potuto farle molte domande cui lei ha risposto puntualmente e molto sobriamente in italiano/portoghese/inglese. È una donna che parla pochissimo, come tutti i timoresi. I quali hanno un carattere molto fiero, semplice, di profondissima fede cattolica. A Timor Leste non esiste nessuna minoranza religiosa (ma questa compattezza è inficiata da profonde rivalità etnico-politiche).
20 Luglio 2011. Stamattina mi sono alzato presto, la colazione era la solita, pronta, accurata e coperta con una candida tovaglia: uovo, wurstel, marmellata di arachidi, la tremenda margarina, caffè, due banane, due kiwi, una grossa ciambella di papaia ancora con buccia e semi, due pagnottini, una grossa fetta di pane dall’aspetto di torta, ma è pancarré. Mangio le banane, bevo il caffè, appaiono due suorine gentilissime che mi salutano, una si siede. Spiego che devo andarmene subito all’ambasciata perché l’ufficio chiude alle dodici e molta gente resta inascoltata da quei miserabili beduini e deve tornare il giorno dopo.
... il padre l’ascoltava in silenzio tenendo la testa alta e fissandola in viso. A un certo punto ha estratto una specie di borsellino e io ho distolto lo sguardo. Siccome in camera mi hanno fornito di tè e chicchere, e zucchero, e bicchieri col coperchietto anti insetti, e il tutto coperto da un candido tessuto tutto ricamato all’uncinetto, e ho non solo un frigorifero pieno di bottiglie, ma anche una di quelle damigiane di plastica celeste capovolta, fonte di acqua gelida e bollente, mi sono fatto un tè timorese, piuttosto buono. Sentivo dalla finestrella del bagno, dove una passera ha fatto il nido, che gli uccellini sono nati. Il loro verso è più simile allo zirlare di insetti. Poi sono uscito.
Dili, 18 luglio 2011. Stamattina la madre superiora mi ha dato un passaggio fino in centro, piuttosto vicino. È scesa a un palazzo amministrativo, ridipinto da poco e ha ordinato al conducente di accompagnarmi prima all’ufficio della compagnia Merpati, poi all’Ambasciata Indonesiana. Prima, per errore siamo finiti in un altro ufficio, l’autista mi ha seguito, come se non sapessi spiegarmi. Già questo mi ha dato fastidio: un banale di 25 anni disoccupato che fa l’autista per le suore. Forse un buon posto. Le suore cercano di aiutare gli emarginati e così si vedono nel loro terreno ortolani spastici, inservienti emiplegici, povere minorate mentali, come all’Università di Padova (che li assume per legge).
Fulvio Tomizza ha scritto un libro intitolato: "Dove tornare". Ispirandomi a lui potrei intitolare queste note: "Dove non tornare". Il paese è piccolo e dai molti nomi: Timor Timur, Timor Est, Este, Leste. In lingua Tètun, che è quella parlata da sempre dai timoresi (e ignorata dai portoghesi): Timor Lerosa’e. Il lemma Timur, già citato da Pigafetta, significa in malese: Est.
Tutti almeno una volta nella propria vita hanno sognato di poter incontrare un giorno il proprio idolo o eroe o personaggio di riferimento, chiamatelo come volete, uno scrittore, un regista, una cantante, un’attrice, un giocatore di calcio, un astronauta, un personaggio che vive nei libri o nei film o nei cartoni animati e qualcuno ha avuto persino la fortuna di coronarlo quel sogno, di potergli stringere la mano, di scambiarci due chiacchiere, di farsi autografare un libro o un disco, di berci un caffè insieme, qualcun altro rimpiange anche il giorno di averlo incontrato l'uomo dei proprio sogni per la delusione scaturita da quell’incontro, perché quell’uomo o quella donna non corrispondevano per niente all’idea che ci si era fatti di loro.
Tenuta a battesimo da Mino Maccari nelle stanze del “Mondo” di Pannunzio, “L'Italia dei poveri” è un'appassionata raccolta di racconti-inchiesta firmati dal giornalista salernitano Giovanni Russo. Si tratta di scritti composti tra 1950 e 1957, senza pensare ad una futura pubblicazione in volume: sono pagine che erano rimaste, tendenzialmente, al di fuori dell'articolo commissionato dal giornale o dalla rivista.
Sappiamo veramente poco della Russia contemporanea: quel poco che sappiamo spesso ci scandalizza, e a ragione. Il reportage della giornalista austriaca Susanne Scholl, “Russia senz'anima?”, può servire per orientarci a dovere e per sensibilizzarci, per quanto possibile, alle condizioni di vita dei cittadini, moscoviti in particolare, e al mood di un popolo dominato e governato da un regime ingombrante e prepotente. Le sofferenze del popolo russo e dei popoli feriti da quasi un secolo di sovietizzazione non sono affatto terminate, al limite si sono attenuate e diluite.
Gran bel libro, "Nel silenzio un canto" di Nevio Casadio. Storie di ingiustizie, dolori e riscatti, questo il sottotitolo esplicativo, edito per Marsilio, è un volume di reportage giornalistici scritti da un inviato di quelli veri, che vedono la professione come una missione; che osservano con attenzione il mondo e la società che ci sta intorno, riflettono e poi scrivono Reportage con la R maiuscola.
Spiegare ai tedeschi che le mafie hanno messo radici da anni nella loro terra è un compito arduo. Soprattutto se la stragrande maggioranza dei tedeschi continua a ritenere che la mafia sia lontana anni luce dalla Germania. Ecco perché la missione di Petra Reski non è affatto semplice. E' più che evidente che l'intraprendente ed acuta giornalista e scrittrice, corrispondente culturale per diverse testate, abbia scritto questo libro per illuminare i suoi connazionali.
“Il tai e l'arte di girovagare in motocicletta. Friuli on the road” è un singolare ibrido tra un memoir, un reportage, un'antiguida e un omaggio pieno di sentimento alla propria terra, al proprio fiume, il Tagliamento, e al proprio popolo. L'artista friulano Flavio Santi, classe 1973, racconta cosa significa essere friulani: quali sono i talenti della sua gente, quale l'indole, quale lo spirito.
“Frontiera cambogiana – La sua testa penzola sulle mie spalle come un vaso vuoto. Il suo braccio pieno di pustole sbatte sul mio petto come un ramo spezzato. Ma è viva perché sul collo continuo a sentire il suo respiro leggero. Non la conosco; è solo un orribile pacco di ossa che ho raccolto nel bosco ormai diventato un cimitero” (pag.202, La Repubblica, 3 novembre 1979).
Commenti recenti
1 min 8 sec fa
1 min 17 sec fa
41 min 8 sec fa
1 ora 26 min fa
1 ora 32 min fa
1 ora 36 min fa
2 ore 8 min fa
2 ore 59 min fa
3 ore 53 min fa
4 ore 19 min fa