Indisciplinato, insofferente, eretico; eroico e goliardico, ribelle assoluto, su Montecitorio lanciò un pitale. Dandy e selvaggio; anarchico e nazionalista, patriota generoso e solitario, pilota di guerra cavalleresco, sfidava i nemici per il puro gusto della battaglia. Vinceva sempre. Coraggioso sino alla pazzia, mentre volava, per amore dell'arte e dell'insolenza, leggeva letteratura: Petrarca, Nietzsche, Ariosto, Leopardi. Avvistato il nemico, chiudeva il libro e diventava un demonio. Se invece aveva ospiti in cabina, offriva loro tè e biscotti. Come fossero in salotto.
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