Esordio letterario di Ugo Mattone, alias Ugo Pirro (1920-2008), scrittore e sceneggiatore cinematografico, padre di “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” e di “La classe operaia va in Paradiso”, “Le soldatesse” (Feltrinelli, 1956; Bompiani, 1962; Sellerio, 2000) è un romanzo nato dalla sua esperienza di soldato al fronte, in Grecia. È una delle testimonianze letterarie più intense, crude e toccanti relative alla nostra scellerata occupazione d'una nazione libera, povera e culturalmente gemella, sin dagli albori della civiltà.
Nel 1975 Giorgio Manganelli si apprestava a prendere un aereo che lo avrebbe portato, quale inviato de “Il Mondo”, in un Paese che 14 anni prima aveva lasciato un forte segno nelle vite di Pier Paolo Pasolini e Alberto Moravia, entrambi autori di originali memorie di viaggio impresse su carta.
Due vite negate, due mondi distanti che confluiscono nel dolore della schiavitù e si perdono nel sogno d’un amore che è speranza di rinascita e riscatto. Marek e Aleya sono la favola che non conosce il lieto fine e "Bloody Mary" è un noir intriso di rosso: rosso come i pomodori che lui è venuto a raccogliere nella campagna pugliese. Rosso come il sangue di lei ogni volta che un nuovo padrone la pesta fino a farle perdere i sensi. Rosso come la copertina stessa di questo libro scritto a quattro mani da Vichi e Gori e che, coerentemente con la linea editoriale di VerdeNero, sceglie la letteratura come terreno di lotta, come strumento di denuncia.
Prima di accingermi a scrivere le note sul terzo libro di Murakami Ryū pubblicato in Italia, riflettevo sull’opportunità o meno di esprimere le mie personali considerazioni sulla scelta relativa alla traduzione del titolo originale e naturalmente sulla copertina. La risposta che mi sono data è che non riesco proprio ad esimermi quantomeno dal sottolineare l’impietosa scelta editoriale che si presenta, come al solito, una tipica operazione italiana. Il mio appunto va principalmente sul titolo certamente rispondente a logiche commerciali, ma mi pare che si finisca per svalutare il già esiguo riconoscimento a questo scrittore dall’ingegno prolifico e potente.

TARTARUGHE GEMELLE
Partono le prime inquadrature: una tartaruga si ritrova spaesata a girovagare, nella sua apparente fragilità, sull’asfalto di una città in movimento. Il cuore sobbalza ad ogni istante. I passi distratti degli umani la schivano miracolosamente e le lunghe ombre di morte che accompagnano le ruote delle automobili sembrano quasi volerla schiacciare. Il cuore sobbalza ancora, ad ogni istante. Non sa quale sorte il destino abbia scelto per la tartaruga, finché la mano delicata di una ragazza si avvicina a quel piccolo essere per riportarlo nel suo mondo naturale, l’acqua.
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