“Io aspetto con ansia un'epoca in cui noi uomini non avremo più nulla da fare e ce ne staremo a letto fino a mezzogiorno, leggeremo due romanzi al giorno, ci ritroveremo tutti insieme per dei deliziosi tè delle cinque, e non ci affaticheremo il cervello con argomenti più ponderosi dello studio degli ultimi modelli di pantaloni e delle disquisizioni attorno alla giacca del signor Jones e sulla stoffa di cui era fatta e se gli stava bene o no. È una prospettiva gloriosa... per i pigri” (Jerome Klapka Jerome, “Pensieri oziosi di un ozioso”, capitolo “Sull'essere pigri”, p. 16).
In principio era un sito web: www.calciobidoni.it era il punto di riferimento ineludibile per tutti gli appassionati del più goliardico amarcord dei tifosi di pallone, quello degli acquisti stranieri sbagliati. Finalmente, la fantastica idea di Cristian Vitali è diventata un libro: “Calciobidoni. Non comprate quello straniero” (PianoB, 2010) è un ricco archivio di vicissitudini calcistiche ed extracalcistiche, dagli anni Ottanta a oggi. Scheda per scheda, vi ritroverete quando di fronte a memorie polverose da vecchie figurine Panini, quando di fronte ad autentici carneadi che anche voi, ossessi della pelota, avevate – ammettiamolo – dimenticato.
“È con sincero entusiasmo che accetto il motto: 'Il governo migliore è quello che governa meno', e mi piacerebbe vederlo messo in pratica il più rapidamente e sistematicamente possibile. Una volta attuato questo conduce a un'altra affermazione, di cui sono altrettanto convinto: 'Il miglior governo è quello che non governa affatto', e non appena gli uomini saranno pronti, sarà questo il tipo di governo che avranno […]. Ma per parlare chiaramente e da cittadino io, a differenza di coloro che si dichiarano anarchici, non chiedo un'immediata abolizione del governo, ma chiedo immediatamente un governo migliore”.
Raoul Vaneigem, scrittore belga classe 1934, già protagonista del movimento situazionista, è un intellettuale eretico, apocalittico, visionario. Nella nuova edizione del suo “Avviso agli studenti” (1995), completa del saggio breve “Terrorismo o rivoluzione” (1972), possiamo apprezzare l'intelligenza dissacrante di un pensatore che ha saputo spiegare – per dirla con le parole del curatore, Sergio Ghirardi - “Come reagiscono le nuove generazioni al consolidarsi dell'alienazione, aggravata dal ricatto economico che un capitalismo alla deriva fa pesare sulla sopravvivenza economica, ambientale e persino fisica degli esseri viventi” (p. 17).
Undici sassate di Mark Twain: “Libertà di stampa” (Piano B Edizioni, 2010) è un'antologia di scritti dedicati alla libertà d'espressione, all'ingiusta popolarità dell'opinione pubblica, alla demistifazione del mito degli eroi di guerra, alla demolizione della propaganda bellica, al culto del sempre più difficile libero pensiero.
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