C'è una libreria, a Roma, che lo scorso anno ha dedicato un evento a tutti i libri sul libro, e sui librai: è stata una metamostra, “autocelebrazione del libro e del libraio”, per commemorare (non festeggiare!) i 60 anni del proprietario, Archie R. Pavia, e la resistenza delle piccole librerie, e l'esistenza dei librai. Il tutto per “alleviare il peso del tempo che fugge”. Si trova in via Acqui, a una manciata di passi da piazza Re di Roma, e si dedica al modernariato di qualità, per andare incontro ai collezionisti, ai bibliofili, ai bibliomani; e poi, si pone come archivio del Novecento per andare incontro alle esigenze di studenti e studiosi, inclusi professori universitari di chiara fama.
“Purtroppo lottiamo in Italia non solamente contro alcune necessità, vere e presunte; ma contro il modernismo rozzo, il gusto della distruzione, la volgarità presuntuosa e volontaria. Vi è chi distrugge il bello per sentirsi meglio e per mettere il mondo in armonia con se medesimo; ognuno ritrova la pace della coscienza come può” (PIOVENE, “Viaggio in Italia”, 1953-1956. In “Bergamo”, p. 159 edizione Baldini Dalai, Milano 2003)
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BREVE MEDITAZIONE SULLA PROVINCIA
Incontriamo el Luis, il Luigi Balocchi autore dell’appena edito “Il diavolo custode” (Meridiano Zero, 2007). Per prima cosa, in considerazione della recensione appena pubblicata (qui), domando al Balocchi di evidenziare tutto quel che ha trovato sbagliato nel mio articolo: ti domando di bastonare eventuali fraintendimenti, di correggere errori e inesattezze, di integrare omissioni e lacune. Subito dopo cominciamo col fuoco delle domande.
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