L’idea di partenza della curatrice di questa raccolta di racconti, Katharine Schmidt, appariva interessante: riunire nove scrittori attorno ad una notte, lasciandoli liberi di descrivere un’ora precisa dalle 21 alle 6.00. Peccato che questa idea resti solo un’intenzione e viva di pochi momenti davvero interessanti. D’altra parte l’idea di un’antologia di racconti è già di per sé qualcosa di molto problematico e rischioso, dando spesso l’impressione più di un accumulo di racconti, di un’esperienza estemporanea che non lascia tracce.
Un poeta nei mari del cinema
“Purtroppo lottiamo in Italia non solamente contro alcune necessità, vere e presunte; ma contro il modernismo rozzo, il gusto della distruzione, la volgarità presuntuosa e volontaria. Vi è chi distrugge il bello per sentirsi meglio e per mettere il mondo in armonia con se medesimo; ognuno ritrova la pace della coscienza come può” (PIOVENE, “Viaggio in Italia”, 1953-1956. In “Bergamo”, p. 159 edizione Baldini Dalai, Milano 2003)
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Tobias Jones incontra un'italiana in Grecia, se ne innamora, si dimette dall'Independent e si trasferisce a Parma. Impara l'italiano frequentando la Curva Nord del Tardini, si mantiene come corrispondente dall'estero per la stampa britannica. Un bel giorno, si ritrova un libro commissionato: una lettura dell'Italia contemporanea, impossibile per chi l'aveva preceduto. Fatica molto a scrivere (“nessuno in Gran Bretagna, pensavo, crederebbe a certe cose”), e spiega ragionevolmente perché:
Scrivere di questo libro è inaspettatamente difficile. Coinvolgente, spietato, a tratti comico. È tante cose insieme, ma soprattutto è un libro che scuote. Che fa affiorare ricordi, scene vissute o intraviste e sensazioni provate quando eravamo piccoli. Quando, in quel limbo ovattato dell’infanzia, a volte vedevamo succedere cose che non riuscivamo a capire in pieno, e su cui i grandi ci davano spiegazioni che lì per lì ci zittivano, ma che non ci convincevano mai del tutto.
Nel febbraio 2005 mi hanno commissionato una ricerca sulle relazioni tra il poeta Attilio Bertolucci e il quartiere romano di Monteverde, dov'era vissuto. Credevo, prima di esaminare l’opera omnia dell’artista, di poter raccontare una storia ben diversa… è stato spiazzante scoprire la verità (testuale).
Ve la ripropongo, nella speranza che l’articolo in ogni caso serva – presto – come pezza d’appoggio per le schede dedicate ai suoi libri di poesia. Questo studio dovrebbe essere apparso in volume qualche anno fa: nell’attesa che l’amica committente recapiti l’attesa copia, ometto puntualmente i riferimenti bibliografici.
IL MESTIERE DEL BLUFF
Ritorna quel briccone di Learco Ferrari. E potrei, in sostanza, anche fermarmi qui, considerando la narrativa di Paolo Nori. Learco Ferrari: scrittore, traduttore, trentacinquenne, vive a Parma, prosegue nella sua atarassica esistenza. Paolo Nori: traduttore, scrittore (bolognese), quaranta e qualcosa, prosegue con il suo infinito flusso di coscienza, una valanga di considerazioni, riflessioni, irrilevanza mista a qualche raro momento di lucidità, come ci ha abituato già da diversi romanzi.
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