«Gli uomini sono un vero mistero per loro stessi» [Akira Kurosawa, Rashomon].
«Io è un altro» [Arthur Rimbaud, Lettera a Paul Demeny del 15 maggio 1871].
Paolo Volponi decise finalmente di pubblicare La strada per Roma nel tentativo di ridare speranza e fiducia alle capacità di intervento culturale e sociale, come disse lui nell’introduzione, dilaniate dalle convulsioni più irriflessive e contrastanti.
Il libro ha una lunga genesi, anzi se vogliamo, la storia di Guido, il protagonista, è una sorta di ombra che accompagnerà Volponi per decenni e decenni, fino a trovar ‘spazio’ solo nel 1991 quando le condizioni sembravano migliori per riconsiderare le possibilità del nostro futuro alla luce di una Repubblica inclinata verso, sempre parole dell’autore, una restaurazione moderata.
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