Esordio letterario della scrittrice e femminista italo-svizzera Silvia Ricci Lempen, “Un homme tragique” (1991, Prix Michel-Dentan 1992) appare oggi in prima edizione italiana col titolo “Una famiglia perfetta” (Iacobelli, 2010). L'artista – racconta Silvia Rorato nella prefazione – nata a Roma nel 1951, è stata educata in ambiente francofono. Vive nella Svizzera romanda dal 1975, e si serve del francese come lingua di studio e di lavoro.
“Allora mi alzerò, una delle prossime notti, sicuramente mi alzerò. Metterò i miei soliti vestiti neri, ma anche una maglietta rossa. Il simbolo dell'effusione del sangue, il simbolo del martirio. E andrò dove tu, se sei ancora coscienza, sai che devo andare. E farò quanto tu, se sei ancora coscienza, sai che devo fare. Raddrizzerò ogni cosa, tutto farò diventare giusto. La mia pietà sarà perfetta nella misura della giustizia. Intanto, se sei ancora coscienza, ricordati che ti amo tanto, padre mio adorato, da tanto tempo. Io non so se la terra dà pace alle ossa che, per sottrazione, sei diventato. Aiutami ad amarti sempre di più, a non dimenticarti. Aiutami” (Tonon, “Il nemico”, p. 45). Ecco, è accaduto.
“Il principe Tristano davvero delirava quando diceva che la notte è più bella del giorno! Io, da quando sono nato, non ho aspettato che il giorno pieno, la perfezione della vita: ho sempre saputo che l'isola, e quella mia primitiva felicità, non erano altro che una imperfetta notte; anche gli anni deliziosi con mio padre, anche quelle sere là con lei! Erano ancora la notte della vita, in fondo l'ho sempre saputo. E adesso, lo so più che mai; e aspetto sempre che il mio giorno arrivi, simile a un fratello meraviglioso con cui ci si racconta, abbracciati, la lunga noia...” (Morante, “L'isola di Arturo”, IV, “Regina delle donne”, p. 187)
“Non voglio essere interrogato, e non voglio nemmeno spiegartene il perché. Ti dovrei parlare di me, spiegarti me stesso, e non voglio, soprattutto non so, forse non c’è materia”.
Ha smesso di ascoltare, il protagonista de “Le stelle fredde”, e non sente alcun desiderio di parlare. Ricerca una solitudine capace di mettere distanza. Abbandona il proprio lavoro di pubblicitario, la donna che ha amato, il padre. Si lascia alle spalle l’intera vita, arrivando ad allontanarsi persino da sé stesso. Le pagine iniziali riportano un’insolita visita medica, volta ad accertare una presunta ipoacusia.
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