“un poeta è difficile dire cos’è.
un poeta vede le cose.
un editore indipendente è un coraggioso.
un editore indipendente che pubblica poesia è un visionario.
i coraggiosi e i visionari servono a questo mondo molto più delle creme antirughe.
gli editori che pubblicano bei libri servono a questo mondo molto più delle creme antirughe.
io faccio uso di creme antirughe e scrivo poesie. a volte sono coraggiosa.
i bravi poeti servono a questo mondo più delle creme antirughe.
se io sono poeta e brava lo dovete decidere voi. io continuerò comunque a fare uso di creme antirughe” [Alessandra Racca].
Isabella Tramontano, eclettico ufficio stampa del giovane e grintoso piccolo editore abruzzese Neo, da Castel di Sangro, ha deciso un anno e mezzo fa di curare un'antologia di scritti dedicati al terremoto. L'ha deciso il 6 aprile pomeriggio. Quella notte il terremoto ha sconquassato l'Abruzzo. “Per quelli a cui fu chiaro, nel novembre dell'80, che quel dondolio non era la mamma pronta con una nenia per farli addormentare, be', la notte del 6 aprile 2009 è stato un brutto déjà-vu. Ero piccola durante il terremoto dell'Ottanta e ricordo cinque cose soltanto: corridoio in discesa, braccia di papà, notte in auto, pidocchi, nutella. Anzi sei: un bellissimo gilet bianco con cavallini ricamati made in Caritas” (p. 247).
Un libro di poesie d'un autore esordiente. Outsider, emigrato da poco a Barcelona. Un libro di poesie d'un autore esordiente, outsider, pubblicato da una piccola casa editrice, sostanzialmente neonata, naturalmente outsider, voce libera e coraggiosa della cittadina di Castel di Sangro, Neo Edizioni. Quanto basta per pensare che abbiamo per le mani o un atto di straordinario coraggio, o un suicidio spettacolare. Studiato con metodo: ben calibrato. Eppure. Eppure, a ben pensarci. Con la fame che c'è di vera piccola editoria di qualità e di progetto dedicata alla poesia, ci sta, come rischio. Perché magari Neo Edizioni pubblicheranno un libro di poesia l'anno – ma sarà pieno di vita, e di personalità, e di senso.
Una raccolta di racconti è sempre pericolosa. Non soltanto la vulgata editoriale vuole che abbia poco pubblico rispetto al resto del mondo narrativo, ma capita spesso che in quel poco pubblico s'aggirino creature cresciute leggendo i racconti di Borges, quelli di Landolfi, quelli di Calvino, di Pirandello, di Verga, oppure nutrite dai grandi narratori americani del Novecento, da Fitzgerald in avanti. Questi lettori sono creature cresciute bene, belle viziate, pretenziosette. Stavolta possono stare tranquille: l'esordio di Paolo Zardi, Antropometria (Neo Edizioni, 175 pp., € 15,00), è davvero intelligente e seduttivo, capace di scandagliare dinamiche e contrasti psichici in frangenti liminari.
La bellezza sa essere brutale. Sa essere brutale e magnifica quando s'accompagna alla denuncia. A una denuncia civile, a una denuncia politica, a una denuncia libertaria. La bellezza diventa brutale quando il linguaggio scende a patti con la verità: e allora si piega al male, per demistificare le menzogne della propaganda, e la distruzione della giustizia, e dell'innocenza di un popolo.
Apparentemente la vicenda di "Palace of the End", prima traduzione in italiano di Judith Thompson ad opera di Neo Edizioni, potrebbe essere un ottimo esempio di ciò che Hannah Arendt definì come banalità del male. Le tre voci narranti ci accompagnano in altrettanti monologhi, originariamente scritti per formare un trittico teatrale.
Storie di menti deviate, di vendetta, di violenza gratuita. Violenza malata, più che altro. Undici racconti accomunati più dal caso che da un rapporto reale (talvolta un'immagine che conclude una storia si ritrova in quella successiva, talvolta il cane ritorna come figura più violata che feroce). I racconti, rigorosamente in prima persona, saltano da un’anima a un’altra – il cacciatore di taglie contemporaneo, il figlio psicotico di una coppia separata, il quasi ingenuo maniaco sessuale, il magnaccia e così via – aprendosi in brevi sipari dove la conclusione è generalmente la sorpresa che vuole stuzzicare il lettore più curioso. La linea della giovane Neo Edizioni parla chiaro: visione del mondo attraverso l’arte dell’eccesso.
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