Sherman Alexie, nato nel 1966 nella riserva indiana di Spokane, Washington, è uno degli scrittori e artisti nativi più importanti e premiati attualmente in circolazione, con alle spalle ormai una vasta produzione narrativa e poetica e persino trasposizioni cinematografiche. Uno scrittore da sempre attento a descrivere nelle sue opere la condizione dei nativi dei giorni nostri (gli splendidi racconti di “Lone Ranger fa a pugni in paradiso” o le vicende di una rock band di soli nativi in “Reservation Blues”), con le loro contraddizioni, problematiche e aspirazioni, sempre con una scrittura delicata carica di critica sociale ma venata da una sottile vena ironica rivolta a 360°.
“No Senatore, qui siamo nel West, dove se la leggenda diventa realtà, vince la leggenda” si ascolta ne “L’uomo che uccise Liberty Valance” (1962) capolavoro western di John Ford, secondo a mio avviso solo a “Sentieri Selvaggi” (1956); ed è una frase che racchiude in poche parole tutta l'epopea del West e che si può tranquillamente utilizzare per uno dei personaggi più noti di quell’epoca, Buffalo Bill (al pari di Custer, Geronimo, Wyatt Earp, Toro Seduto, Wild Bill Hickock), conosciuto anche da chi non ha mai visto un film western o non apprezza particolarmente quel periodo storico, e alla cui figura ed in particolare al periodo del Wild West Show Mario Bussoni dedica “Buffalo Bill in Italia – L’epopea del Wild West Show” con la postfazione di Federico Cioni
"La dedica consta di due parti: A e Contro. Questo libro è dedicato a tutti i Canadesi passati e presenti, Gesuiti e Irochesi; Uroni, Francesi, Algonchini, Inglesi, Montagnais, Micmac, Inuit e altri. Possano insieme preservare la loro terra. Questo libro è dedicato contro tutti i dogmatici e i loro eserciti (nei quali alcuni dei sopra citati potrebbe essersi arruolati). Chiunque essi siano, auguro cordialmente loro una calda permanenza all’Inferno.”
“Sono un uomo di una razza vagante”
"Per definizione una caverna deve avere un'apertura grande a sufficienza da permettere a un uomo di entrare. La cavità può essere erosa dal vento o dall'acqua. Può essere profonda chilometri e chilometri. Ma deve permettere a una persona di entrare. Ed è questo che fa tanta paura di una caverna, che qualcuno possa entrarci."
Si apre con queste frasi il romanzo di Percival Everett "Ferito" ed in quelle frasi, nel buio che ci attende, è racchiuso tutto il senso del libro.
A) Mi piacerebbe sapere, per cominciare, una piccola tua presentazione e da dove è nato l'amore per i nativi americani.
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