Non so praticamente niente di loro.
Solo i nomi.
Karen O. Voce.
Brian Chase. Batteria.
Nick Zinner. Chitarra e macchinari vari.
Manca il basso. Preoccupante. Newyorchesi. Interessante. Mi vengono in mente i Sonic Youth, il lo-fi, gli Interpol e un sacco di altre cose fondamentali nel panorama mondiale dell’alternative music.
Premetto che questo gruppo non potrebbe piacere al 90% delle persone che non gradiscono cocktail miscelati da lo-fi, punk, surf, buchi per terra di chitarra e batteria, noise, distorsioni, follia, voce stridula e del u tata u ta u tata u ta…
Rimane il fatto, personale, che quando li sento mi viene: a) Voglia di ballare fino a quando non mi cacciano dai locali b) Bere alcolici di vario genere c) Su e giù la testa per inerzia musicale.
Chitarra, come un giochetto elettronico in Loop. Tom e Timpani, pelle che viene sbattuta. La voce di Lei. I’m “Rich” parte e non ti fa stare fermo. Il motivetto ti entra subito in testa è poi il ritornello, un “capatone” esagerato, degno del miglior punk inglese anni ’70. La voce di lei è troppo tagliente. E poi eccitante quando nel finale ripete decine di volte Rich.
Ho conosciuto i YYY con questa canzone, “Date with the night”. Una chitarra esagerata e il charleston in sedicesimi, come i classiconi danzerecci. E via come un treno. La parte centrale di questa canzone sembra fatta dai migliori Subsonica, cassa in quattro tu tu tu tu e voce sussurrata. Micidiali le esplosioni di chitarra e vocali. Sinceramente uno dei pezzi più riusciti..
È una chicca di 3 minuti e mezzo da ascoltare. Soprattutto per il chiasso che riescono a fare in tre senza praticamente sopraincisioni…WOW….
“Man” sembra quasi nascere di riflesso dopo la traccia ascoltata prima. One two three go e si incomincia con le stesse intenzioni danzerecce. Ancora più pazzia musicale. Con diversi interventi di macchinari spara suoni strani, non identificabili tipo xilofoni tastiere, bicchieri suonati con le pentole e cose del genere. La quarta interessante sing song che il ciddì dei YYY ci propone si chiama “Tick”. L’inizio ricorda le canzoni rock’n’roll anni 60, poi pazzie varie si susseguono. Ad esempio in un frammento di canzone, la chitarra simula un orologio impazzito e lei ci canta sopra tick tick tick ed è incredibile poi l’energia che riescono a far uscire, ‘stì matti. Il tutto dura 2 minuti e mezzo circa. Siamo a “Black Tongue” . Qui si tratta di batteria tipo Beach Boys, scaricatoni di chitarra con un sacco di Overdrive e lei che canta delle “porcherie” (cioè senza che vi scrivo che dice: ehm, Bitch dick e compagnia bella…). Comunque mi rimane l’idea che questa sia la traccia meno folle di tutte ,diciamo la meno riuscita. Siamo “Pin”. RiffLopp di chitarra e accidenti un bel fill di batteria in levare. Bello assai, lei canta bene, non c’è dubbio. È perfetta per il genere. Mi esplode un ritornello nelle orecchie di una potenza niente male con una distorsione quasi fuzz. Questi termini, lo so, sono troppo tecnici. Però non so spiegarmi in altro modo. Perdono. Si dà il caso che siamo alla canzone numero sette. “Cold Light”. Si accende con “Cold light, Hard night” e chitarra e batteria in rumorosa alchimia. Belli gli stacchi e le riprese. E comunque il generale “casino” senza ritornelli che gioca appunto sul continuo saliscendi che voce chitarra e batteria mettono in scena. Molto interessante. Davvero. Fare musica con tre accordi ma renderla comunque bella da ascoltare, pensando soprattutto alla ritmica del pezzo è molto difficile. Li avevo sottovalutati molto sotto questo aspetto ma devo ammettere che sono davvero bravi a suonare. Non è solo rumore. Ma una serie di ritmiche e controtempi difficili. Ascolto con impazienza la numero otto. “No No No” iniziamo dalla fine visto che mi è sfuggito l’inizio per il mio dilungarmi di prima. C’è un reprise del pezzo quasi reggae ma con suoni del tutto psichedelici e giochetti vari elettronici su voci batteria e chitarre. Rimando dall’inizio. Rullate tipo circo anticipano la chitarra che entra con un altro riff vincente e la sua voce, troppo figa. Ritornello distorto. E poi un intermezzo di quello che è stato ripreso nel reprise. Reggae per intenderci e un incessante crescita fino ad un altro ritornello spaccatutto. “No No No” è un’altra chicca di questo disco. Davvero costruita con gusto.
Mi calo ancora nel reprise. Sono fatto di YYY. La nona traccia. Carillon di chitarra in Re. Arpeggio (in questo caso c’è una sovraincisione di chitarra ) che è stata invitato con la voce ad entrare sussurrando la strofa. Percussiva la batteria sui tamburi. Tribale. E poi il ritornello dolce. Come un onda che viene e che và. Ti culla e ti rilancia nella strofa. Ritornello questa volta ancora più lungo e boom lo strumentale distortissimo. Devastante. Rumorosissimo. E poi dolcezza ancora fino all’esplosione finale che mi annuncia. Ahimè, che il pezzo è terminato, riascolto in silenzio. Ancora. Si chiama “Maps” ed è il loro secondo singolo.
“Y Control” inizia ancora con un riff chitarrifero troppo bello. Un’altra canzone che veramente è gustosa da sentire. Nelle strofe e nel ritornello e nei strumentali Out of Control, tanto cari a questo trio. Non saranno certo canzoni che rimarranno negli annali della storia del Rock. Ma veramente ci sono tocchi di una genialità davvero folle che sono da ascoltare e da inglobare assolutamente. La fine. “Modern Romance”. L’unico lento o quasi del disco.
Un lento percussivo rincorrersi di chitarra e percussioni varie. Di un rullante che cade. Un dolce arrivederci. Magari al prossimo disco dei Yeah Yeah Yeahs. Che mi hanno tenuto compagnia in questa notte.
DISCOGRAFIA ESSENZIALE e BREVI NOTE
Fever to tell, Interscope, 2003.
Mini Album, 2 Ep, Japanese Import, 2003.
Recensione originariamente pubblicata su ciao.it e Lankelot.com
Commenti
"Manca il basso. Preoccupante. Newyorchesi. Interessante. Mi vengono in mente i Sonic Youth, il lo-fi, gli Interpol e un sacco di altre cose fondamentali nel panorama mondiale dell?alternative music.
Premetto che questo gruppo non potrebbe piacere al 90% delle persone che non gradiscono cocktail miscelati da lo-fi, punk, surf, buchi per terra di chitarra e batteria, noise, distorsioni, follia, voce stridula e del u tata u ta u tata u ta?
Rimane il fatto, personale, che quando li sento mi viene: a) Voglia di ballare fino a quando non mi cacciano dai locali b) Bere alcolici di vario genere c) Su e giù la testa per inerzia musicale."
> incipit immenso, una delle ragioni per cui sono felice di ritrovare questo testo. E di ascoltarlo in diretta. Pure se tengo presente che millanti solo la voglia di bere alcolici di vario genere (del resto, i sogni son desideri).
"Fare musica con tre accordi ma renderla comunque bella da ascoltare, pensando soprattutto alla ritmica del pezzo è molto difficile." > assolutamente. Ma hanno qualcosa da dire e si sente.
Ho giustificato il pezzo, se ti garba;).
"Pure se tengo presente che millanti solo la voglia di bere alcolici di vario genere (del resto, i sogni son desideri)".
Questa parte del commento è esilerante!! Troppo!!
Lo Sai benissimo che in quel campo ti sto sopra de 5 spanne, almeno!!
bada! ammazza, fa'. Ma senti qua. Te dico solo 'na cosa. Ti ricordi mica quella pinta mezza piena sopra una macchina, a San Lorenzo? Com'era? S'era riscaldata? Ahahaha...su, su...stacce...
2 i motivi. Faceva cagare quella birra, ed era calda!! :) posso giurarlo su qualsiasi cosa ! ahahahahahaha
ahhjahaaha
Il gruppo mi piace, e l'inizio della recensione del Caraffa è stupenda, ma non solo quella.
Che piacere ritrovarlo, qui.
Ma insomma, si può sapere chi è più una pippa a beve?
Io non credo che ci siano dubbi. Fabbione non regge e abbiamo una valanga di testimoni. Non ha nessuna resistenza, e tende a lasciare - come si ricordava poco fa - le pinte sui tetti della prima Opel che passa.
Date With The Night
I got a date with the night, burnin' down my finger
Gonna catch the kids dry, gonna walk on water
Buyin' out the fight, we're sweatin' in the winter
Both thighs squeeze tight
Choke, Choke, Choke, Choke, Choke, Choke, Choke, Choke, Choke, Choke, Choke, Choke, Choke, Choke, Choke, Choke
Don tell me to fix her, don tell me to fix her
Just take a bite, no hangin' no picture
Flyin out my sight, droppin' brides at the altar
Both Thighs squeeze tight
Choke, Choke, Choke, Choke, Choke, Choke, Choke, Choke, Choke, Choke, Choke, Choke, Choke, Choke, Choke, Choke
I'll set you, I'll set it off
I'll set you, I'll set it off
I'll set you, I'll set it off, off
I'll set you, I'll set it off
I'll set you, I'll set it off
I'll set you, I'll set it off
I'll set you, I'll set it off, off, off
Buyin' out the fight, gon walk on water
Gon catcha the kids dry, gonna bend my finger
Buyin' out my fight, we're sweatin in the winter
Both thighs squeeze tight, Both Thighs squeeze tight
questa mi fa impazzire! non riesco proprio a stare ferma. (me salta la sedia!!!)
"La parte centrale di questa canzone sembra fatta dai migliori Subsonica, cassa in quattro tu tu tu tu e voce sussurrata." dove? non l'ho sentita Subsonica. la devo risentì altre diciotto volte... ho capito. ; )
(sono un sassolino della valanga! ; ) so due pippe immense! non reggono manco l'acqua se gasata. difficile scegliere...)
eh, eh...seee, seeee...seeeee...