Verdena

Solo un grande sasso

Verdena
Non avrei scommesso una lira su questo disco, non avrei mai pensato che invece potesse in qualsiasi modo piacermi.
Perché loro devo dire che non mi stanno molto simpatici a “pelle”, mi sembrano 3 esaltati che si danno tante arie pur non avendo fatto praticamente nulla; ed invece mi ritrovo sommerso dal loro suono, già dal primo ascolto, una vera e propria “sassata” al cuore.
Un disco che si scopre piano piano in tutta la sua malinconica bellezza.
Una serie di canzoni, dalla struttura stranissima; nessun ritornello.
Lunghissime parti strumentali davvero accattivanti.
Il canto di Alberto è simile in tutte le canzoni, aspro e al limite della stonatura ma perfetto per lo stile musicale dei Verdena.
Forte e diretto, poche parole, piccoli versi ma molto profondi.
La produzione artistica di Manuel Agnelli, piccolo genio della musica Italiana, si sente in tutte le tracce, le sue “mani d’oro” diffondono un suono super, quasi di livello inglese o americano.
Il primo singolo estratto (Nel mio letto) è effettivamente l’unica traccia dove si può intuire una sorta di struttura normale di canzone “strofa-ritornello-ponte”.
Eccellente il pianoforte che aleggia dolcemente per tutta la canzone suonato da Agnelli e lo strano effetto sulla voce di Alberto che la rende quasi aliena. “E non ho più fretta perchè ho paura e qui starò meglio che mai avvolto di me”.
Sulla stessa falsa riga è il brano d’apertura (
La tua Fretta).
Voce, chitarra acustica e mellotron quasi un pezzo beatlesiano.
Poi la prima scarica, potente e melodica.
(Spaceman) è stato estratto come secondo singolo.
Quando sento questo pezzo, mi vengono in mente per forza di cose echi marleniani.
La cura dei suoni delle chitarre innanzitutto è micidiale, sono davvero tutte molto belle e anche se sembrano piuttosto ruvide nascondono una dolce rumorosità davvero affascinante. Le linee di basso di Roberta non sono un granché impegnative ma sono comunque molto belle sia melodicamente che come suoni.
Luca, il più piccino del gruppo è un mostro che serpeggia dietro la batteria; colpisce forte, ripetutamente, quando serve dolcemente, tanta tecnica e tanta fantasia. Spaceman si muove su pochissime note.
Bella la parte centrale dove Alberto ripete all’infinito: “Ogni io che sei”, dove la canzone sembra che stia per precipitare ma che riprende quota piano piano per poi esplodere in un splendido finale, dove si incrociano un “solo” di chitarra e la voce di Alberto che dice: “Spaceman, la fine è qui e ti cullerà, io temo di vincerti…La vertigine in volo respira in vene lisce e questo è bene…Dovrò concluderti...Concluderti”.
Nova è un pezzo “gioiello”, senza mezzi termini.
Dopo un intro piuttosto massiccio inizia la strofa lunghissima dove la batteria sembra disegnare delle rullate circensi, leggeri i riff di chitarra e come cristalli i “suoni” di pianoforte e PianoRhodes a colorare il tutto.
Il pezzo poi si apre, prima in bel solo di chitarra e poi in un lungo, inesorabile, drammatico e malinconico finale in cui tutto viene portato alla saturazione, dove tutto sembra devastato e devastante e poi di nuovo la calma “apparente”, una batteria tribale, una linea di basso, un arpeggio di chitarra ed inizia (Cara Prudenza).
Quello che subito l’orecchio percepisce è il suono perfetto che esce da questo brano, delizioso anche l’effetto lavatrice che si sente a chiusura della canzone.
Che rimane senza infamia e senza lode. Sinceramente il pezzo che ha lasciato in me meno sensazioni positive. Da notare che in questa traccia partecipa anche Xabier Iriondo (ex chitarrista degli Afterhours), mi verrebbe da dire: “I Verdena si trattano male,vero?”.
 
(Onan), parte tranquillamente e sembra camminare lenta ed elettrica. Riesce a farti sognare.
Il basso gira che è una bellezza, incastrato, raggirato da un arpeggio di chitarra pulita. Così lenta esplode rabbiosa. Belli, molto belli gli accordi. Ancora calma.
Un bel “solo” bagnato da un po’ di distorsione gocciola fino alla nuova apertura sonora finale che colpisce ancora forte.
(Starless) è, senza dubbio, la mia canzone preferita dell’album.
Si muove su un solo riff di basso e chitarra per quasi tutto il pezzo.
Su questo riff la chitarra gioca un ruolo fondamentale, nel momento sonoro di “collasso” devasta in maniera sublime e melodica con un arpeggio a dir poco psichedelico, il basso è enorme e distortissimo nella lunghissima parte centrale, una meraviglia incredibile. 
Potente, emozionante, delirante incredibilmente melodioso il finale.
Da applausi il lavoro di Luca alla Batteria, davvero notevole.
(Miami Safari) è con (Cara Prudenza) la canzone che meno mi ha convinto. Rumorosa, con i soliti sali e scendi. Ma non colpisce forte al cuore. Lascia poco dentro.
(1.000 anni con Elide
), inizia piano, l’atmosfera creata da un bel giro di basso e da un bell’arpeggio di chitarra è decisamente di ottimo gusto.
Il cambio inizia morbido per poi inacidirsi.
Onirico e Delirante lo strumentale, che sembra trascinarti dentro una lavatrice (pazzesco, quanto hanno fatto scuola i Sonic Youth…). Il finale è splendido, soprattutto per la chitarra che è a dir poco bella.
(Buona Risposta) è il pezzo più punkettoso dell’album.
Comunque sempre ordinato come sonorità, scrupolosamente e melodiosamente in perfetto stile Verdena.
Davvero bello l’effetto Bacchetta/ferro del rullante durante il pezzo.
Elettrica.
(
Centrifuga) è un pezzo di circa 9 minuti, davvero molto bello.
La solita calma apparente, suonata benissimo e poi le aperture arrabbiate/rumorose che sembrano stranamente malinconiche e drammatiche.
Dal quarto minuto, ritorna ancora una sorta di effetto centrifuga.
Che inizia leggero, mordendosi la coda. Esplode incredibilmente poi minuto dopo minuto portandoti allo stordimento acustico.

 


(Meduse e Tappeti), chiude il disco in maniera talmente naturale che sembra sia stata scritta apposta. Chitarra acustica, archi e tranquillità. “Infine tu sei ovunque”. Repeat all e lanciamolo un’altra volta tanto è: “Solo un grande Sasso”, cioè scusate è: “Solo un grande disco”. 

 

 
Alberto: Voce e chitarre
Roberta: Basso
Luca: Batteria
 
 
 
Innumerevoli gli ospiti tra cui Manuel Agnelli, Xabier Iriondo, Dario Citto e altri.
Produzione artistica di Manuel Agnelli.
Buon ascolto…
 
DISCOGRAFIA ESSENZIALE e BREVI NOTE
 
Il suicidio del samurai, Black Out / Universal, 2004.
Solo un grande sasso, Black Out / Universal 2001.
Verdena, Black Out / Universal 1999.
 
 

Fabio Mele, novembre 2004. Apparsa in precedenza su Lankelot.com

ISBN/EAN: 
0731458637820

Commenti

Play...a distanza di tempo dal tuo dono, ecco la mia top 5 del disco.

Spaceman > che adesso non mi fa più pensare al singolo dei Babylon Zoo, che pure a suo tempo aveva il suo perché. E' davvero marleniana, hai ragione.
Nova > che è praticamente prog rock, a certi livelli. Ne scrivi alla grande, come sempre. .. (segue)

Onan > che non è il solito barbaro. Questo è un pezzo da vecchi Smashing Pumpkins di Siamese Dreams, è seriamente al limite del godimento puro.

Starless > spieghi tu alla grande. Più Smashing che Marlene. Ma in generale, reminiscenze a parte, è un pezzone rabbioso e intenso, bello ossessivo. Per teeeee.

(segue)

Centrifuga > che vorrei riuscire a sentire dal vivo per interiorizzare tutte quelle simpatiche distorsioni. Dico sul serio.

Grazie Fabione.

Beh, probabilmente è anche la mia top 5. I verdena dal vivo spaccano malamente. Ormai hanno una propria identità e una forza sul palco davvero notevole. Questo è sicuramente il disco più sperimentale, per certi versi il più interessante.

Appena ripassano da queste parti non perdiamo il treno:).
A pro-a pro-a proposito, Mogwai a Ostia giovedì 7. Biglietto sui 22 a cranio. Closer dice che si tratta di esperienza micidiale. Si va?

Ci stavo pensando seriamente. Io dico di si. Se vuoi ci studiamo anche il gruppo spalla. I Tv on the radio. Comprato il disco l'altro giorno 13?uretti e passa la paura. Solo che ancora non l'ho ascoltato. Sto ascoltando gli altri, aspettando il 21/10 :D eh eh eh

Per me si va... :)

E allora andiamo...

Tv on The Radio? Non li conosco. Dicci dicci. 13 euretti è prezzo buono e giusto. Ma dimmi meglio 'sta cosa del 21/10 (nuovo dei Radiohead?)

(lunedì prendo il biglietto dei mogwai da feltrinelli)

se lo prendi pure per me te ringrazio poi ti do soldi.. ;)

Il 21/10 si va al circolo degli artisti. non per il nuovo dei Radiohead ma per quel cd che ti ho detto ieri ;)

bada. e siamo alla seconda segnalazione sottotraccia:).
*
per i biglietti ci penso io, nessun problema.
*
Piuttosto, bisognerà pure parlare a breve dell'eventino per l'uscita del libro. Sarebbe bello che veniste a suonare. Ma di questo ne parliamo meglio a voce. Due amiche stanno puntando i locali adatti..;)

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