
I primi suoni degli Ustmamò risalgono al 1991, anno in cui questa band sforna il primo disco dal titolo omonimo, ricco di interessanti sonorità e magicamente sospeso tra punk, rock e pop. Nel corso degli anni il gruppo cresce e matura, sotto l’ala protettrice del poliedrico guru della musica indipendente italiana, Giovanni Lindo Ferretti, conquista grazie alla originalità dei testi e alla voglia di sorprendere con album sempre a cavallo tra i generi e pronti a sperimentare. La band emiliana regala un paio di ottimi album di rock-pop d’autore, nel 1991 e nel 1993 e con “Üst”, del 1996, trova definitiva consacrazione nel grande pubblico che inizia ad apprezzare la dolcezza e le magiche suggestioni delle loro canzoni. Dopo un lungo periodo di incubazione, durato tre anni, vede la luce il terzo album degli Ustmamò, album celeste, come il colore del mare e del cielo in copertina. L’album della maturità. Il booklet è curato nei particolari, interessanti le foto dei membri della band e quelle tra le pareti domestiche, emblema della vita passata in comune per la creazione del disco: c’è un tavolo con un tagliere, briciole, tazze e fette biscottate; c’è il lavandino, lo specchio nel bagno, ci sono i fornelli e le pentole che hanno cucinato i tanti pasti che hanno nutrito le menti e gli stomaci della cantante Mara Redeghieri e degli altri componenti della band; ci sono i testi, chiari e leggibili; e altre foto delle chitarre e dello studio di registrazione casalingo, la vera sorgente dalla quale è sgorgato il fiume di parole che bagna le sponde sonore dell’album.
“Amore/cuore” sembra essere la più classica delle rime presenti nelle canzoni, ma rivela la profondità di una donna divisa tra razionalità e irrazionalità, mente e corpo, tormentata da un amore irrealizzabile e dalla paura di sbagliare comportamento: “donna di verde acerba, non ancora cresciuta, donna di vaghe attese, sono di notte fonda...”. La musica è leggera e delicata, come la voce di Mara, per una canzone pop venata di dolore. “Baby Dull” è una canzone dall’impatto sonoro più forte, rabbiosa nel testo e nella ritmica accattivante. Descrive la donna omologata alla massa, figlia di shopping selvaggio e di futili apparenze: una donna di plastica che sorride, ammicca, è brava bambina e puttana, arrampicatrice sociale in un mondo falso e bugiardo.
“Memobox” inizia con la composizione di un numero di telefono, in un periodo influenzato dalle onnipresenti chat line, ironizza sul “fremito nell’etere”, tra massaggi antistress, voci sensuali e frustate. Sensuale la voce di Mara, il testo è graffiante e quasi comico nella sua triste realtà, la canzone un divertente inno alternativo.
“Canto nel vuoto” è una canzone triste, lo si sente già dalle prime note, lente e basate su una batteria pesante, mescola trip-hop e rap, il testo è una toccante poesia che costeggia il bordo del precipizio dell’angoscia e della solitudine.
Con “Indice di borsa” torna la pungente ironia, la sperimentazione, voci robotiche, vibrazioni e elettronica, parole ossessive si ripetono all’infinito: “Soldi - Tempo - Soldi - Saldi - Tempo Stringe - Libero mercato”. Il ritmo si trasforma in reggae-ska che fa da base ad un divertente ritornello in dialetto: “Fininvest invest invest ki lu (chape lì)”. Alla fine restano i soldi, i tristi uomini del libero mercato.
“Schermo splendente” è una canzone mattutina e solare, rock dal ritmo cadenzato e dall’orecchiabile ritornello.
“Biguldun”, reggae-funky stile Red Hot Chili Peppers, basso efficace e ritornello gridato, necessita della traduzione per rendere chiaro il testo riferito ad un bighellone capace di tutto “buono a niente e mammalucco”.
“Onde sulle onde” è la canzone con più personalità dell’album, forte e intensa, nelle liriche e nella musica, un crescendo ricco di pathos, Mara canta: “Onde sulle onde trepido sognare fremito che assale parte e poi ritorna...” e riempie l’animo di vibrazioni intense, il ritornello urlato è da brividi: “Semplici formalità, casi di necessità, vecchie terre, nuove guerre, tutto che torna, fragore indistinto, rumore di folla che va”. Dopo l’acuto esplosivo finale, la chitarre acustica prende il posto della batteria violenta, il ritornello viene ora sussurrato con grazia e armonia unica.
Un tuono apre “Piano con l’affetto” profonda cantilena dall’arrangiamento essenziale e dalle leggere atmosfere: bei violini, voce sensuale della cantante, la canzone più intima e delicata dell’album. A chiudere il disco una versione nuova e originale di "Siamo i ribelli della montagna", rivisitazione di un canto partigiano.
Questo è “Üst” degli Ustmamò, del 1996, album rock, pop, elettronico, ska, semplice e diretto. Un disco probabilmente semisconosciuto, ma proprio per questo motivo una scoperta inaspettata.
Gli Ustmamò si sono sciolti nel 2002, dopo 12 anni di attività, all’improvviso e inaspettatamente, per incomprensioni artistiche: fine di una bella avventura, ma soprattutto di una delle migliori band italiane degli ultimi 15 anni.
DISCOGRAFIA ESSENZIALE
Ustmamò (Virgin, 1991)
Ustmamò (Virgin, 1993)
Üst (Virgin, 1996)
Live & Plastic (Virgin, 1996)
Stard’Ust (Virgin, 1998)
Tutto bene (Virgin, 2001)
BREVI NOTE BIODISCOGRAFICHE
Gli Ustmamò iniziano a suonare nei primi anni novanta, facendosi subito notare per la particolarità dei loro testi e delle loro musiche. Gli Ustmamò (Mara Redeghieri, Luca Rossi, Simone Filippi e Ezio Bonicelli) colpiscono anche Giovanni Lindo Ferretti (Ex CCCP e CSI, ora PGR), che li aiuta ad emergere e a fare incidere il loro primo album, nel 1991. La mescolanza tra rock e pop, italiano e dialetto, e la voglia di sperimentare sonorità bizzarre e di mescolare i generi sono le caratteristiche principali della band, che dà alla luce altri album, tra cui si ricordano, soprattutto, “Ust”, del 1996 e “Stard’ust”, uscito due anni dopo. Improvvisamente, a pochi mesi dall’uscita di “Tutto bene”, nell’autunno 2002, Mara Redeghieri ha annunciato a fine degli Ustmamò, una delle più interessanti realtà musicali italiane degli ultimi quindici anni.
Antonio Benforte, 2 aprile 2005.
Recensione apparsa originariamente sul sito www.ciao.it.
Commenti
Antonio ci restituisce un gran bel ricordo:
i fu USTMAMO.
"el corso degli anni il gruppo cresce e matura, sotto l?ala protettrice del poliedrico guru della musica indipendente italiana, Giovanni Lindo Ferretti, conquista grazie alla originalità dei testi e alla voglia di sorprendere con album sempre a cavallo tra i generi e pronti a sperimentare. La band emiliana regala un paio di ottimi album di rock-pop d?autore, nel 1991 e nel 1993 e con ?Üst?, del 1996, trova definitiva consacrazione nel grande pubblico"
> Rimane un mistero - o forse no: solo questione di soldi, al di là delle incomprensioni artistiche? - lo scioglimento della band. Avevano qualcosa da dire e hanno saputo farlo con stile e personalità.
"Questo è ?Üst? degli Ustmamò, del 1996, album rock, pop, elettronico, ska, semplice e diretto. Un disco probabilmente semisconosciu
Gli Ustmamò si sono sciolti nel 2002, dopo 12 anni "
> Ocio che forse è saltata qualche parola;)
dopo ci cerchiamo gli Ust in youtube...
3 - corretto
Gli Ustmamo' si sciolgono! 28/11/2002
Dal sito ufficiale della band (www.urs.it/ustmamo/pagine/saluti/saluti.html) riportiamo la notizia dello scioglimento del gruppo emiliano.
"MARA:
non so in che carattere scrivere, che son cose difficili da spiegare,e l'imbarazzo è tanto e dovuto
per ora mi fermo, ho dei problemi con l'essere cantante, coi luoghi coi loghi, io che cosa debbo rappresentare soprattutto a me stessa
tutte pippe la realtà è anche che non so più che dire mi sembra davvero di avere detto tutto bene a modo non voglio ripetermi in brutta copia
mi piacerebbe frequentare altri spazi forse recitare fare un bambino
e andare a vivere a New York
ecco tutto
grazie di cuore
non si sa mai chissà come e dove ci rivedremo?
EZIO:
Ustmamò, parola tramandata dai nostri padri, esce da un piccolo bar di un paese di montagna per raggiungere migliaia di persone che cantano " siamo i ribelli della montagna", "voglio 100 pecore e un montone" e tanti altri canti d'amore, protesta, tradizione, lavoro, musica per 12 anni in tutta Italia.
Una parola che racchiude una storia importante per me e tanti altri.
Una parola che ora ha deciso di tornare in quel piccolo bar salutando calorosamente tutto il suo pubblico.
SIMONE:
Ragazzi??.. Difficile salutarsi, soprattutto in questo modo.
Non so davvero cosa dire se non che e' stato bello; la cosa più importante per me negli ultimi dodici lunghi anni!
Le ragioni?.... Magari fra qualche mese??... a mente fredda?..
Di sicuro gli ustmamo' hanno tracciato una rotta chiara:... sentirete altra musica scendere dagli appennini!
Grazie di cuore e a presto, Simone.
LUCA:
Cari ascoltatori, che tristezza salutarci cosi, avrei preferito un cd o un tour! ma non c'è stato tempo.
Difficile spiegare perché si finisce proprio adesso e in questo modo, ognuno ha il suo punto di vista e la verità non è molto poetica, di sicuro non come la immaginate.
Comunque, io sono felice di continuare con la musica, che mi fa ancora bene e lo studio, un punto fermo che rende possibili altri progetti.
E' stato bello ??.. fino a un certo punto.
Arrivederci."
http://www.rockit.it/magazine/news.php?x=3147
"anche che non so più che dire mi sembra davvero di avere detto tutto bene a modo non voglio ripetermi in brutta copia
mi piacerebbe frequentare altri spazi forse recitare fare un bambino"
Questa di Mara è la spiegazione più bella.
Quella di Luca, "la verità non è molto poetica, di sicuro non come la immaginate", più vicina a quanto immaginavo.
http://it.youtube.com/watch?v=ZHCSFzeay5c
MEMOBOX - Ustmamo.
"Marte pulsante di vita nuova ti chiama...":).
Tecnicamente tiene ancora, "Memobox".
Qua "Cosa conta", da StardUst, 1998
http://it.youtube.com/watch?v=zBw9paXlVgA
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