“Fabio, mi piace tanto la nuova canzone dei Verve!”, con molta fatica e stupore ho guardato mia madre esclamare questa frase. Conoscendo (con rispetto) i suoi gusti musicali, ho capito che il nuovo singolo di lancio (nel profondo degli abissi) del nuovissimo album del quartetto di Wigan, era affetto da qualche ‘peccatuccio’ artistico. In effetti mi sono ritrovato a guardare il video di:”Love is noise” con sostanziale disgusto. Una ‘canzonaccia’ pop di dubbio valore. Arrangiamenti fastidiosi e ascolto facilissimo, fin troppo. Una delusione.
Ovviamente, ho comprato il cd pochi giorni dopo. Un atto di fede. Speranze. Dopo alcuni ascolti si capiscono diverse cose, solari, estremamente lineari.
La prima è che in effetti la tanto decantata e altrettanto sbagliata ‘Love is noise’, è stata messa lì per non si sa quale assurdo motivo.
La seconda è che “Forth”, è un album che ha le sembianze di uno split artistico. Una parte di canzoni, le più rilassate e pop, sono strutturate in maniera classica, con strofa e ritornello e tutto quello che ne segue. L’altra metà del disco è costruita su una struttura molto libera, che sembra a volte addirittura improvvisata e lasciata completamente all’estro dei nostri 4 musicisti. Per certi versi più interessante, sicuramente più da viaggio psichedelico.
‘Sit and Wonder’ e non si poteva iniziare in maniera migliore. 6 minuti e 50 da applausi. Le chitarre di McCabe giostrano su di un muro di ritmo ben costruito dal basso e la batteria. La voce di Richard Ashcroft, è quella bella calda e alcolica dei tempi di “Verve Ep”. Mi ritrovo soddisfatto e sorridente sulle ‘schitarrate’ elettriche e sui bei momenti strumentali. Un pezzo che vive di ‘dinamica’ di alti e bassi, vortici e lavatrici, di eco e di tanto, tantissimo suono.
Saltando a piè pari ‘Love is noise’, si arriva tosti al secondo singolo. “Rathed Be”, sicuramente un passo in avanti . Ma rimane un po’ sotto lo standard dei pezzi più rilassati di “Urban Hymns”, album precedente a questo. Per carità, canzone costruita e suonata bene. Orchestrale e colma di bei suoni. Ma dai Verve ci si aspetta sempre qualcosa in più.
“Judas”, ricalca il pezzo precedente. Ma vola su una costruzione qualitativa più elevata. Partendo da un bel groove di batteria. E da spruzzate più incisive orchestrali e di chitarra che impreziosiscono e fanno salire assai i ritornelli che sono avvolgenti e colmi. La sensazione è di calore. E questo è un grandissimo pregio di questa traccia.
“Numbness”, spacca dal primo istante la morbidezza delle tre canzoni precedenti. Lo fa ricordando i Blues sotterranei e distorti che abbiamo ascoltato in ‘combo’ tipo Mad Season.
E’ in momenti tipo questi, che mi capita di tentennare nella scrittura. Di non saper bene esprimere cosa sto ascoltando. E’ la bellezza della chitarra che è culla per la voce è viceversa. Su di un piatto di batteria e basso che gira sempre uguale ma che si esalta e prende, cade nella dinamica. Un gusto incredibile di McCabe chitarristico impreziosisce , impenna tutti i 6 minuti e passa di questa traccia sghemba rotolante, alcolica e sorprendente. Decine di repeat.
“I see houses”, si riallaccia al filone:”a canzone classica”. E non è decisamente quella più riuscita. Un po’ stanca e già sentita. Scontata, pesante. Non si fa ascoltare più di tanto. Rimane un ascolto distratto, niente di più. Ma il livello s’impenna ai massimi livelli con le canzoni successive.


Si parte da “Noise Epic”, che incomincia tra Wha-wha e un poderoso “riff” di chitarra”. La traccia diventa poi un highway di otto minuti di puro suono e psicadelia sparsa che sfocia anche nel noise. Chitarra in spalla e pedali. Voce che scompare e appare come Rutger Hauer in “The Hitcher”, si impossessa della scena e inizia a guidare questo percorso sonoro. Fino ad un centrifugato sonoro acidissimo. Delirante e ossessiva s’insinua maestosa e non rimane altro che farsi travolgere.
“Valium Skies”, ricorda tanto le più belle canzoni introspettive di “Urban Hymns”. Appropriato l’arrangiamento generale ed il ritorno massiccio della chitarra acustica. Sentite e belle le inserzione chitarristiche ‘tremolanti’ di McCabe, che senz’ombra di dubbio lo troviamo decisamente in forma e ispirato su tutto il disco. Una traccia che nel suo incedere rilassante si lascia ascoltare. Ci si lascia tranquillamente cullare dal finale orchestrale che è ben strutturato, pieno di voci e suono.
“Colombo” è un altro gran pezzo. Si muove sinuoso, lento ed ‘effettato’. Tra cigolii chitarristici peccaminosamente geniali e un groove grandioso di basso e batteria. Il canto di Ashcroft è perfetto, quasi confidenziale. A metà viaggio, la trasformazione. C’è più incisività nel ritmo e nelle chitarre che ora strisciano come serpenti intorno alla voce, arpeggiando cosparse di tanto, tanto effetto. La sensazione che si ha è di ascoltare la musica in lontananza, magari sotto l’acqua, immerso nei ghiacciai. E’ talmente rarefatta la melodia che sembra sciogliersi a poco, a poco tra le mani, finendo bellissima.
“Appalachian Springs”, chiude. Lo fa a ritmi lenti, tra arpeggi chitarristici e il grande canto di Ashcroft. Una robusta e ancora una volta studiatissima struttura. Impreziosita da suoni d’incredibile bellezza. Una bella culla di melodia che fa dondolare. Soprattutto nei picchi alti lo scenario è davvero appagante e pieno. Un degno finale.
Un disco per certi versi sorprendente, date le premesse (il secondo scioglimento e il singolo di lancio) che ci fa sperare in un gran futuro per i Verve, se continueranno a seguire la loro ‘metà’ più psichedelica, sarà un piacere ascoltare altri 100 dischi di Ashcroft e soci.
Tracklist
1. Sit And Wonder
2. Love Is Noise
3. Rather Be
4. Judas
5. Numbness
6. I See Houses
7. Noise Epic
8. Valium Skies
9. Columbo
10. Appalachian Springs
Hanno suonato:
Richard Ashcroft - Voce
Nick McCabe - Chitarre
Simon Jones – Basso
Peter Salisbury - Batteria

Approfondimenti in rete: Sito Ufficiale / Myspace / Wikipedia
A proposito dei The Verve su Lankelot:
Mele Fabio, Gennaio 2009
Commenti
FABIONE!
Sto per rinunciare a capire come funziona l'impaginazione :-/
ci sto pensando io;)
Grazie fratè :)
fatta:)
grazie a te, Fa'!
Stanotte torno a papparmela con calma, intanto ho letto cose promettenti e belle:)
(quasi quasi oggi compro...)
Frà, almeno 6 canzoni su dieci valgono il prezzo del cd ;)
se a questo s'aggiunge il prepotente valore affettivo e simbolico... ho rinviato troppo a lungo:)
Allora prendilo ad occhi chiusi!!!
Peccato non poter cancellare Love is noise :D