Domenica. Mezzanotte o poco più. Un locale a Testaccio. In una Roma fredda e stranamente silenziosa. Pensavo di essere in clamoroso ritardo. Ma invece non era così. Anzi i The Mantra Above the spotless melt moon ancora dovevano iniziare a suonare. Il che mi fa pensare che era destino. Ero lì ed ero curioso. Una curiosità suscitata dall'ascolto del loro Ep Rooms con l'etichetta Rarenoise records. Quattro brani, da ascoltare in profonda apnea. Intensi, scuri, incredibilmente affascinanti.

Mi piace fin da subito sottolineare il notevole lavoro grafico del package del cd. Decisamente affascinante. Un piccolo capolavoro artistico di Helder Pedro Moreira che da il nome al primo brano inserito in questo EP.
Helder Pedro Moreira
Two hundred trees embraced in the wind/fearing of flames forging ahead/Two hundred brides in white dress/swear endless love/kisses smiles and sell grins.
Inizia così, con il canto di Adriana cosparso di suoni e voci in lontananza. Improvvisamente. Una scarica elettrica potente e corrosiva. Poi il groove di batteria, la voce, suoni e chitarre arpeggiate colorano questa parte del brano che poi si trasforma in synth, in voci in lontananza e in tanto ritmo, e l'intensità che esce è bellezza da ascoltare tra cascate di chitarre e suoni elettronici. Un crescendo emozionante e sorprendente.
Rooms
E' un gioiello. Intenso. Puro. Un brano di una profondità incredibile. Due minuti o poco più di voce, pianoforte e suoni. Il brano sembra un canto di una sirena o di una meravigliosa creatura nascosta in qualche ipotetico bosco. E in effetti è facile ritrovarsi con la mente, trascinati in fondo ad un oceano, in balia delle onde. O perso in una foresta senza nessuna speranza di ritorno ma con la sensazione di trovarsi a proprio agio e di non voler fuggire. Premo repeat e mi perdo ancora.
The fog
E' un brano strumentale. Costruito su diversi sali e scendi ritmici. Alternando ambienti calmi a repentine impennate sonore. Mostrando anche quì la bravura dei Mantra, che giocano con la struttura e con i suoni. Portando alcune spruzzate di synth nelle parti più calme e delicate. Intensi, malinconici e scuri sono gli arpeggi chitarristici che si trasformano in veri e propri muri sonori nei momenti più rumorosi. Davvero azzeccata tutta la sezione ritmica costruita da Salvio dietro la batteria e da Davide al basso che disegna bellissime melodie che s'incastrano perfettamente con le chitarre di Maurizio e Adriana.
A friend with the knife
Chiude questo Ep. Una canzone distruttiva, evocativa a tratti drammatica. Sorprendentemente emozionante. Resa ancor più clamorosa dall'interpretazione vocale di Eugene Robinson, voce degli americani OxBow. Una discesa negli inferi. Traghettati dalla voce sull'orlo di una crisi di nervi di Robinson. I Mantra rendono perfetto questo delirio vocale con una colonna sonora d'applausi.
Un'atmosfera scurissima e profonda tra intrecci di chitarre in caduta libera, tamburi, piatti, rullante e il basso, profondo. L'ascolto è una visione emozionante tra cadute e risalite in perfetta armonia. E così finisce e così incuriosisce per il disco che arriverà tra poco.
The Mantra above the spotless melt moon – Rooms ep
Hanno suonato:
David “Hope” Famularo: Basso, Synth, Piano Rhodes, Voce
Adriana Salomone:Voce, Chitarra
Maurizio Oliviero :Chitarra
Salvio Sibillo :Batteria
Eugene Robinson: Voce in “A friend with the knife”
Luigi Nobile: Effetti vari, Chitarre, Piano, Synth

Durante il concerto realizzo diversi pensieri e idee sparse.
I Mantra hanno un grandissimo talento. Ed è facilmente comprensibile, il buon successo ottenuto con l'ep precedente (800 copie vendute) e il passaparola sulle loro ottime potenzialità. Il suono che esce da questi 4 ragazzi di Napoli è micidiale. Un sound che risulta crudo, compatto e potente. Un suono ricercato con pochissimi effetti. Una trama che s'intreccia tra gli arpeggi di chitarra di Maurizio Oliviero e Adriana Salomone che colorano il muro ritmico costruito da Salvio Sibillo alla batteria e David "Hope" Famularo al basso.
Il canto di Adriana è per lunghissimi tratti molto intenso, sognante, incredibilmente affascinante. Un matrimonio vocale/strumentale capace di mostrarsi nella sua rara bellezza. La scaletta alterna i brani contenuti nell'Ep e quelli che andranno sul loro lavoro sulla lunga distanza. Lp che uscirà a Febbraio e che personalmente aspetto con molta curiosità. E' stato un piacere parlare e scambiare quattro chiacchiere con loro e scoprirli anche bravissimi ragazzi.
I Mantra meritano davvero. Questo è quanto. Sicuramente adatti per un mercato internazionale, probabilmente amati da un pubblico di nicchia in Italia. Il che, per questo momento storico, non sarebbe affatto un peccato.
Com'è è nato il vostro progetto, è stato difficile arrivare al suond che avete ora?
I Mantra sono nati quasi come una necessità. Siamo quattro amici sin dai tempi della scuola e suonavamo tutti in vari gruppi della zona, finché non abbiamo deciso di prendere una direzione comune, data l'affinità non soltanto musicale ma, per dirla con paroloni.. di spirito! :) Il sound del gruppo è una cosa che per noi è venuta fuori spontaneamente, nel tempo è cambiato, migliorato, cresciuto, anche grazie alle esperienze che abbiamo avuto la fortuna di fare. Fondamentalmente crediamo derivi soprattutto dall'empatia che si stabilisce quando prendiamo gli strumenti in mano, il cosiddetto “interplay”.
Qual'è il vostro pezzo preferito di Rooms?
Non è semplice scegliere un pezzo come preferito, ognuno per un motivo o per un altro ha la sua importanza. Diciamo che The Fog ha un forte valore affettivo, Helder Pedro Moreira rappresenta un importante momento di svolta, Rooms è la “prima pietra” che abbiamo posto per la costruzione del nostro disco, A friend with a Knife.. è speciale per ovvi motivi!
Musica live. Qual'è il vostro rapporto con i vostri concerti?
Amiamo molto suonare dal vivo, è un momento fondamentale di espressione, comunicazione con la gente, sfogo, liberazione. E' una dimensione privilegiata, dove tutto scompare, si diventa tutt'uno con la musica, ed è fantastico.
Che riscontro state avendo in Italia come critica e di pubblico ai vostri live e al vostro Ep?
E all'estero?
E' una domanda particolare, questo è un momento molto delicato, si tratta del nostro vero e proprio esordio. Consideriamo i live che stiamo facendo ora come preparatori a ciò che ci sarà dopo, un modo per rodare l'impatto del pubblico che non ci ha mai ascoltato, stiamo in questo momento conoscendo molte persone che credono in noi e che cercano di spingerci il piu' possibile e la cosa ci conforta molto. Crediamo che il nostro progetto possa essere sempre migliorato, tutto è occasione di crescita, quindi stiamo ancora facendoci le ossa per poter ottenere il nostro meglio. Abbiamo davvero tanti sogni...cerchiamo di guadagnarceli!
Quale disco o gruppo è stato fondamentale per la vostra crescita musicale?
I nomi sono molti e diversi per ognuno di noi... tre nomi in comune a tutti: Radiohead, Beatles, Pink Floyd.
Com'è il vostro rapporto con la sala prove, la sala di registrazione, e in generale nella costruzione dei pezzi. C'è qualcuno di voi che porta lo scheletro di un pezzo o è un lavoro di tutti gli elementi della band?
Sala prove e sala registrazione... andiamo con ordine. La sala prove è per noi fondamentale, sia per la fase di composizione che per la fase di perfezionamento nell'esecuzione. I nostri pezzi in effetti il più delle volte nascono proprio lì, c'è qualcuno che inizia a suonare un giro, un riff... e tutti lo seguiamo a ruota.
In sala di registrazione abbiamo trovato un ambiente creativo ottimale, anche grazie a Luigi Nobile, che ci guida egregiamente nella registrazione e nella produzione dei brani, spesso il suo apporto è davvero fondamentale.
Insomma i nostri brani non hanno uno schema compositivo fisso... possono nascere in due ore o in un mese e francamente è davvero perfetto, non ci si annoia mai!
Rooms non deve mancare nella collezione di quale ascoltatore?
Ovviamente non deve mancare nella collezione di nessuno! :) Beh, scherziamo.. Crediamo che Rooms sia un EP di durata breve, ma tuttavia articolato... diciamo che da parte nostra speriamo che l'ascoltatore attento possa trovare in Rooms un disco intrigante, che susciti curiosità, un piccolo anticipo di quello che sarà il nostro disco.
Domanda per Adriana. Il rapporto con tua voce. Anima, talento, studio, Istinto?
La mia voce... mi sono ritrovata a cantare quasi per necessità, dopo almeno 4-5 anni di stop... Non avevo assolutamente consapevolezza di quello che avrei potuto fare con la voce.. e tutt'ora credo che ci sia ancora molto terreno da esplorare. Per dirla con parole tue: adesso è anima ed istinto, cui sta aggiungendosi lo studio per migliorare. Per quanto riguarda il talento.. ovviamente crediamo in noi stessi, altrimenti non saremmo qui, ma il giudizio finale sta soprattutto a voi.
Per tutti e 4. Il rapporto che c'è tra voi e il vostro strumento?
I nostri strumenti sono i mezzi che ci permettono di raggiungere il suono che vogliamo e che abbiamo in mente, ci teniamo molto agli intrecci, tendiamo a creare delle armonie che facciano da trama ideale per poi appoggiarci le nostre melodie, che siano vocali o di qualunque altra natura. Il nostro obiettivo è quello di raggiungere un risultato che risponda pienamente alla nostra necessita' espressiva. Come ti abbiamo accennato prima non abbiamo un modo di comporre a “schema fisso”... in questo modo di operare rientra anche il modo di utilizzare gli strumenti.
Sogni, progetti, ambizioni dei Mantra. Cosa vi aspettate dal futuro?
I nostri sogni sono molti, e grandi... dal futuro non sappiamo precisamente cosa aspettarci, sappiamo piuttosto quello che faremo e quello che vogliamo. Noi continueremo a lavorare per raggiungere risultati sempre maggiori.. sai siamo degli eterni insoddisfatti, crediamo sempre di poter dare di più e ci impegneremo sempre per farlo. Se l'uomo è artefice del proprio destino...
Chi volete ringraziare in questo momento della vostra carriera?
Anche se siamo soltanto all'inizio vorremmo ringraziare... un sacco di gente! Tutti coloro che in un modo nell'altro ci supportano e ci aiutano, non solo in ambito musicale. In particolare le preziosissime persone conosciute in questo periodo e con cui lavoriamo più a stretto contatto, Giacomo di Rare Noise Records, Luigi di MonochromeStudio, Vincenzo “merc” che ci aiuta moltissimo...
Ringraziamo anche te per la bella intervista e le ottime domande ed infine chi ha avuto la pazienza di leggerci fino a qui. :)
Lasciamo i nostri contatti, ci fa molto piacere scriverci con chiunque sia interessato a dirci qualcosa. Risponderemo senz'altro:
The Mantra Above the Spotless Melt Moon - Rooms Ep di giovanni-di-benedett
The Mantra Above The Spotless Melt Moon - Rooms Ep, Live. Intervista con la band di dr-caraffa
Fabio Mele, novembre 2009
Commenti
fabione regala una superchicca!
questi ragazzi amano i Mogwai.
"I nomi sono molti e diversi per ognuno di noi? tre nomi in comune a tutti: Radiohead, Beatles, Pink Floyd."
> Buongustai:)
Intervista molto molto interessante, Fabio. Se questi ragazzi riusciranno a farsi conoscere, sarebbe bello che Lankelot sia stato tra i primi ad accorgesene del loro talento! :)
2. L'album sorprenderà. Ho avuto modo di ascoltare alcuni dei nuovi pezzi, ed è sorprendendente lo spessore e la varietà sonora che il disco saprà offrire. Come mi auguravo anche nel mio pezzo, spero (e credo che abbiano tutte le carte in regola per farlo) davvero possano fare il grande salto.
[MANTRA] segnalati qui:
[MANTRA] segnalati qui: [b]CRITICA LETTERARIA - INTERVISTA di SILVIA SURANO[/b]
http://criticaletteraria.blogspot.com/2010/02/il-salotto-intervista-gian...