The Cure

Pornography

The Cure
 1982.

Colori rosso. Nero. Robert Smith.
Amava cerchiarsi gli occhi di rosso prima di salire sul palco per suonare. Così, con le luci, il calore, l'adrenalina, quel rosso colava. Giù. Sembrava piangesse sangue. Ed era perfetto per la musica che suonava quel periodo.
Eravamo completamente dentro l'era della "New Wave" del "Dark Wave" di Joy division, Bauhaus, Sisters of mercy.

The Cure. Pornography.
Il perfetto album "dark" dei Cure.
Robert Smith, Simon Gallup e Laurence tolhurst.
E che la musica abbia inizio.

L'incipt del disco è devastante.
Un intenso e ossessivo ritmo di batteria elettronica, tastiere come cori spettrali. Poi la chitarra lancia rasoiate e colpisce forte e "Pallettoni" di basso come macigni a colorare ancor più di nero il tutto.
Drammatica l'entrata del canto che esclama in piena crisi nervosa:"It doesn't matter if we all die"(Non importa se muoriamo tutti).
Un brano che ha nel testo dei piccolissimi anneddoti che spaziano dal macabro, alla sofferenza.
Di amori svaniti, di morte.
Il tutto con una colonna sonora che veramente è incredibile per intensità chitarristica e vocale. Prezioso, davvero, il lavoro di Robert Smith. Che colpisce come vuole con la sua voce, che strazia, incanta. Ammalia.
"One Hundred Years".

Ancora batteria e strane melodie di tastiera. Che poi lasciano spazio a un bel giro di basso e ad un "oscuro" arpeggio di chitarra.
La voce entra e ad ogni fine verso sembra cadere in un baratro, facendo eco con altre voci e synth. Un effetto particolarissimo.
"Movimento. Nessun movimento. Solo un uccello che cade freddo mentre colpisce la terra sanguinante, ha vissuto ed è morto…Cattura l'immagine, Coprimi con la terra vestito di nero. Un suono bianco e immobile" e ancora:"Un giorno senza sostanza. Un cambio di pensiero. Un'atmosfera che marcisce col tempo. Colori che si agitano nell'acqua. Un effetto a breve termine".
Non ci sono particolari cambi. Un gioco di voci, nascoste nel buio, di campionamenti che appaiono e scompaiono. Di piccolissime chitarre che avvolgono.
Un atmosfera tipicamente dark. Incredibilmente affascinante.
"Short Term Effect"

"Creatures kissing in the rain, shapeless, in the dark again" popolano il giardino di Smith e soci.
Ballano queste creature a ritmo tribale. Solo timpani. Solo pelle. non ci sono piatti, ne charleston, ne cassa. Il basso urla, frenetico, impressionante.
Tutto è cosparso di "Flanger"(Pensate al suono del flanger come al passaggio di un aereo), e ancora di tanto nero, nel canto e nel testo.
"Cado, cado, cado, cado. Contro le mura. Salto salto fuori dal tempo. Cado, cado, cado, cado. Fuori dal cielo. Copro la mia faccia mentre gli animali piangono".
Brevi ma incisivi gli interventi di chitarra. "Sfiziose" le basi elettroniche delle tastiere e dei rumori, suoni che suonano, scompaiono. Deliziosa la rincorsa Voce/chitarra nel finale.
"The hanging Garden"

Balla storta la batteria insieme al basso. La chitarra suona un arpeggio ipnotico, lasciando poi spazio alla voce. Una perfetta ballata "Darkettona", totalmente rarefatta e
fascinosa.
La lirica di Smith è pazzesca. Sono dei piccoli gioielli di scrittura, messi in musica. I primi versi sono onirici, spettrali, visionari, quasi quanto quelli del Buon Jim Morrison
Ho scelto un'eternità di tutto questo. Come angeli che cadono. Il mondo è scomparso. Ridendo nel fuoco. È sempre così? Carne sangue e il primo bacio, I primi colori, Una perfetta "suite" noir. Con pochissime aperture melodiche ma talmente bella che si rimane fermi. Ad ascoltare, ancora una volta stupiti.
"Siamese Twins"

Un'altra incredibile "Perla" di rara bellezza.
Ancora una volta l'entrata è un incessante ritmo di batteria che oscilla tra l'acustica e l'elettronica. La chitarra spazzola, bella e piena di effetto, i momenti strumentali. Il basso è grosso. Potente e di una bellezza inquietante. E' mille serpenti che si aggrovigliano formando un muro in movimento, sbrillentato e sfrerragliante. Che spettacolo.
La lirica è ancor più visionaria e senza speranza. Un atro scritto, di rara bellezza oscura.
"Posso perdermi nell'arte cinese e nelle ragazze americane, per tutto il tempo. Perdermi nell'oscurità. Ti prego fa' che vada bene. Cori nella notte. Domani mi perderò. Dolore purpureo, il mio cuore esplode, la mia memoria in fiamme. E qualcuno ascolterà, almeno per poco…Non posso mai dire di no a nessun altro che te.
Troppi segreti, troppe bugie. Contorcendosi con odio. Troppi segreti. Ti prego fa' che vada bene stanotte…Ma la stessa immagine mi perseguita, in sequenza, nella disperazione del tempo. Non sarò mai più pulito di nuovo. Ho toccato i suoi occhi. Premuto la mia faccia macchiata. Non sarò mai più pulito di nuovo. Tocco i suoi occhi. Premo la mia faccia macchiata. Non sarò mai più pulito di nuovo".
L'alchimia perfetta tra voce e chitarra è arte allo stato puro. Splendidi tutti e 6 i minuti che corrono e che hanno bisogno di essere riascoltati, con pazienza. ancora e ancora.
"The Figurehead"

Ora.
Sembra che l'atmosfera sia più rilassante.
Ancora basso e batteria. Note nelle note. Smith canta e accarezza la chitarra.
Allucinante il primi due versi del testo.
"Dammi i tuoi occhi. Perché io possa vedere l'uomo cieco che bacia le mie mani. Il sole sta picchiando/La mia testa diventa polvere mentre lui gioca sulle sue ginocchia".
Smith ci regala dei piccolissimi "solo" di chitarra davvero azzeccati, incorniciando ancora di più il continuo del suo scritto.
Che spazia nella più completa immaginazione.
"E la sabbia e il mare cresce. Chiudo i miei occhi, mi muovo lentamente attraverso onde che annegano. Andando via in uno strano giorno. E rido mentre vengo trascinato dal vento, cieco. Danzando su una spiaggia di pietre accarezzo le facce mentre aspettano la fine. Un improvviso silenzio sull'acqua. E siamo ancora qui…".
Splendida la seconda parte. Con la chitarra che apre perfettamente la melodia insinuandosi pian, piano. Crescendo d'intesità. Per poi rimanere magnificamente da sola, emozionando. E poi ancora rincorre la voce nel bellissimo finale.
"A Strange Day"

Organo. Batteria. Organo, suoni elettronici e tastiere. Ora va in scena il momento più gotico del disco. Una drammatica discesa nel nero più totale.
Poi basso. E la sua voce che come non mai incanta. E' delizia. Spettacolare.
"Aspetto, aspetto il prossimo respiro. Il tuo nome come ghiaccio nel mio cuore. Una fossa poco profonda, un monumento all'età rovinata. Ghiaccio nei miei occhi e gli occhi come il ghiaccio non si muovono. Urlando alla luna. Un altro tempo perso. Il tuo nome. Come ghiaccio nel mio cuore".
Sono 4 volte che ascolto questo incanto. 4 volte che perdo le parole tra le dita. Che si spezzano tra la pelle e la tastiera.
Non mi rimane altro che ascoltare. In silenzio. Nessun ticchettio. Solo vento fuori. Solo musica dentro.
Immobile, tra mille sospiri e una sigaretta invernale.
"Cold"

Voci. Pornografia? Cori. Spettri che s'intrecciano.
Il ritmo tribale danza, ed esce poco, a poco dalla luce. Diventa ombra. Rumore. Distorsioni, ingabbiano queste voci. Delirio. Rumori, distorsioni, Delirio.
Ultimo atto. Una decisa discesa negli inferi.
"Una mano nella mia bocca, una vita si riversa nei fiori. Sembriamo tutti così perfetti. Mentre tutti cadiamo, in un bagliore elettrico/Un altro giorno come oggi e ti ucciderò. Un desiderio di carne e vero sangue. E ti guarderò annegare nella doccia. Spingendo la mia vita attraverso tuoi occhi aperti".
La voce di Smith si sente in lontananza, malatissima. E tira via tutte le paure e la decadenza di questa stranissima canzone.
La chiusura del testo è una risposta, positiva, alla prima frase del brano d'apertura. O così sembra.
"Devo combattere questa malattia. Trovare una cura. Devo combattere questa malattia".
Tutto finisce. Tra mille voci, distorte.
"Pornography"

Robert Smith - Voce/Chitarre/Tastiere/synth
Simon Gallup - Basso/Tastiere
Laurence Tolhurst - Batteria


THE CURE - PORNOGRAPHY

1. One Hundred Years
2. A Short Term Effect
3. The Hanging Garden
4. Siamese Twins
5. The Figurehead
6. A Strange Day
7. Cold
8. Pornography
 
 

Mele Fabio, recensione apparsa su ciao.it a firma di Dr Caraffa

THE CURE in LANKELOT:

ISBN/EAN: 
0602498218372

Commenti

"(...)The pain
And the creeping feeling
A little black haired girl
Waiting for Saturday
The death of her father pushing her
Pushing her white face into the mirror
Aching inside me
And turn me round
Just like the old days
Just like the old days
Just like the old days
Just like the old days..."

(One Hundred Years)

Fà, devi sistemare la pagina personale con foto e tutto quanto...daje;)

Oggi dopo aver recuperato un po' di sonno(mi sono svegliato alle 5) mi ci metto.. ;)

recupera, che domani si ricomincia:).

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