Appare da subito una sorta di quadro, essenziale ma carico di una presenza forte.
Il gioco delle proporzioni tra i quattro uomini della cover di “Marquee Moon” fa risaltare la figura di Tom Verlaine, al secolo Thom Miller; una presenza che lascia interdetti, nella distanza dello sguardo e fra quelle mani nervose posate in atto ieratico.
Sullo sfondo gli altri dei Television, Richard Lloyd, Fred Smith e Billy Ficca, legati a Verlaine come i colori della copertina dell’album sfumano l’uno nell’altro, caricando l’essenziale minimalismo della cornice nera verso l’attesa di un suono nuovo. “Marquee Moon” collega i fili di molta musica odierna, e nello scenario rock è uno degli imperdibili, anche se purtroppo uno dei meno conosciuti al grande pubblico.
Idealmente, il percorso per arrivare a questa importante formazione parte dall’ascolto a ritroso delle radici della musica che oggi compone il “core” del rock odierno.
Chitarre che spezzano le linee melodiche in movimenti complessi, i testi legati ad una visionarietà fatta di immagini metropolitane, le atmosfere imponenti ed avvolgenti – Radiohead alla “Ok Computer” e nelle loro successive evoluzioni post-elettroniche, la nuova ondata di gruppi-revival come gli Strokes, i Kings of Leon, l’imponenza del seguito della New Wave per tramite degli originali Placebo e poi per gruppi che talvolta risuonano di richiami troppo marcati, come gli Interpol. Dichiarare di ammirare il sound di questi ultimi gruppi obbliga necessariamente alla ricerca di questo primo album dei Television.
Cosa ha il loro suono?
Siamo in presenza del rock in uno dei suoi momenti massimi, quando non consisteva solo nella vivace leggerezza di interminabili schitarrate distorte, eppure ancora prima che la sua energia venisse accelerata e compressa nelle strettoie della strumentalità e delle atmosfere distanti dalla “canzone”.
Qui il rock dei Television ci richiama al ribollire di un periodo musicale acceso, che sorgeva dalla rivoluzione avviata dal rock’n’roll e dai suoi degni successori di fine ’60, proponendo la nuova identità che fremeva nei circoli de “l’underground musicale”; pulsioni nuove, segnate da rottura e nuovo linguaggio, i primi moti di quella Onda Nuova che esploderà successivamente.
I Television nascono nei suoni più d’avanguardia della New York d’inizio anni Settanta, un ambiente recettivo dove i molti club esistenti davano respiro alle nuove idee, generando le onde della musica di Patti Smith e dei Velvet Underground. In particolare da questi ultimi i loro ispirati ammiratori Television hanno generato il loro gusto, soprattutto nella voce e nell’approccio alle canzoni. Ma oltre a questa diretta influenza, i Television esprimono molto di più; la voce di Tom Verlaine è potente ma tagliente, le canzoni sono complesse e incrinate nelle mille sollecitazioni che le chitarre tessono sul cantato.
Sono infatti le chitarre a dominare, fornendo una musica terribilmente dinamica e carica di giri melodici; ipnotica e maestosa, la capacità strumentale dei Television avviluppa l’ascolto in un’atmosfera profonda.
Considerare poi l’anno di uscita del disco, il 1977, lascia sbalorditi per la complessità tecnica dell’uso della 6 corde elettrica. Non è punk, eppure ne conserva la carica, arricchendola delle sfumature rock alla Rolling Stones e psichedeliche alla Velvet e alla Pink Floyd.
Ampio spazio alla ricerca strumentale ma assolutamente legata alla costruzioni di pezzi “canzone”, in cui il testo si serve delle capacità musicali della band per rappresentare sé stesso.
I testi delle canzoni completano il nervoso equilibrio delle composizioni musicali, assecondandone il senso di disorientamento e la scomposizione della percezione dell’andamento della canzone; sono parole di forte intensità che giocano nel loro significato, cariche di una particolare visionarietà. Nella sua musica “Marquee Moon” concede poi alcuni passaggi che evidenziano le sue caratteristiche principali, sia a livello strumentale che di composizione dei testi; l’ampiezza dei passaggi sonori della track “ Venus” fra i 2 minuti e i 2 e 40, la magnificenza della title track “Marquee Moon”, con il suo inizio spezzato e progressivo –gli Interpol di “Obstacle 1” sapranno ammirare la bellezza di questo pezzo. Ancora il contrasti geniale tra la apparente tradizionalità della penultima traccia “Prove It” e la processione monumentale dell’ultimo pezzo dell’album, “Torn Curtain”.
Questo album trasmette la più pura sincerità ed un forte carisma musicale, e non stupisce quindi che pur inconsapevolmente molti gruppi ritrovino alcune delle loro radici nella musica dei Television.
Classificati come i precursori delle New Wave, almeno nella storiografia musicale ufficiale, i Television si muovono nella storia del rock come una gemma rara, che già al primo sbocciare riempie gli occhi del suo colore: poliedrici seppur non prolifici – in realtà la loro discografia conta solo due album, considerando l’unità della prima formazione – i Television sono da considerare dei precursori che hanno creato una propria identità precisa.
Un capitolo a parte, la testa di una linea che si è dipanata fino ad oggi fra psichedelia, rock, fascino e concetto.
BIODISCOGRAFIA
Television, Capitol 1992
Adventure, Elektra 1978
Marquee Moon, Elektra 1977
I Television si formano a New York fra il 1972 ed il 1973 e debutteranno nel 1974 con un concerto dal vivo al CBGB’S. Alla voce e chitarre Tom Verlaine, alla batteria Billy Ficca; gli altri componenti si alterneranno, fino alla formazione definitiva del primo album, con Richard Lloyd alla chitarra e Fred Smith al basso.
La pubblicazione del primo album verrà accolta con molto favore dalla critica, già precedentemente attirata dalla qualità del lavoro dal vivo nei gigs newyorchesi; il 1977 sarà l’anno del successo, soprattutto in Gran Bretagna e Francia. L’anno successivo la band produrrà il secondo disco, “Adventure”, un buonissimo disco che nella eterna querelle del confronto con il primo verrà di volta in volta additato come commerciale o più efficace.
La fine del gruppo si svilupperà a partire dagli attriti interni del gruppo, tra il dispotismo di Verlaine ed i problemi di droga di Lloyd. In seguito solo questi ultimi proseguiranno una carriera fortunata, il secondo dedicandosi alla carriera come solista, Verlaine proseguendo l’attività di musicista e proponendo nei primi anni ’90 un tentativo di riunione della band, che pur toccando buoni picchi di vendite, non darà frutti importanti, se non la lunga attività di concerti che terminerà nel giugno del 1993.
FONTI in rete: cfr. commenti in calce
Andrea Vergani.
Television in Lankelot
Commenti
Prima pubblicazione: lankelot.com
"Considerare poi l?anno di uscita del disco, il 1977, lascia sbalorditi per la complessità tecnica dell?uso della 6 corde elettrica. Non è punk, eppure ne conserva la carica, arricchendola delle sfumature rock alla Rolling Stones e psichedeliche alla Velvet e alla Pink Floyd."
> questo è un grandissimo passo. Bella osservazione davvero.
"Questo album trasmette la più pura sincerità ed un forte carisma musicale, e non stupisce quindi che pur inconsapevolmente molti gruppi ritrovino alcune delle loro radici nella musica dei Television.
Classificati come i precursori delle New Wave"
> dici bene: precursori con - inevitabilmente - una forte, fortissima identità. Ho comprato e ascoltato anche il secondo disco, che trovo prevedibile rispetto al primo, probabilmente più elegante ma meno "sincero", come dici tu. "Marquee moon" è probabilmente uno dei pezzi più saccheggiati del decennio recente.
FONTI in rete: per questa recensione ci si è riferiti al sito.
Quale sito?
http://it.wikipedia.org/wiki/Television
http://www.ondarock.it/rockedintorni/television.htm
http://www.ondarock.it/pietremiliari/television_marquee.htm
più che fonti erano voci della serie "approfondimento in rete", direi:)