Subsonica

Microchip Emozionale

Subsonica
Conosciuti ancor prima che uscisse il primo disco, l’omonimo “Subsonica”. Una sera. In concerto, a sorpresa. Folgorato dalla loro musica, che incrociava diversi stili tra cui reggae, rap, rock, jungle e il pop elettronico. Sorpreso dalle 2 cover fantastiche che proponevano dal vivo.
La canzone di “Daitan 3” e “Tu menti” dei compianti C.C.C.P.

Microchip emozionale, uscito nel 1999 per la Mescal, mi è piaciuto molto, ed è sicuramente un passo in avanti rispetto a “Subsonica”, più maturo come suoni e arrangiamenti.

Sonda è la canzone che apre il disco e forse la più complicata da assimilare. Belli i riff di chitarra di Max Casacci (ex Africa Unite), interessanti i saliscendi per tutta la durata del pezzo. Un treno distorto, il basso. Il testo parla dei satelliti e di come siamo guardati sempre di più dall’occhio lungo di questo “apparecchio”.

"Colpo di pistola" è il primo singolo uscito è una canzone per quelli che hanno due facce:una per ogni evenienza: “La muta del serpente / nasconde il tuo vero nome/ baciando la fiducia con un rasoio a due lame”. Il pezzo è uno dei più duri musicalmente con chitarre distorte e melodie taglienti di tastiera, da notare il ritmo di batteria scandito da Ninja (non conosco il nome di battesimo ma solo il soprannome) un “simil” jungle di una difficoltà assurda da eseguire da un umano.

"Aurora sogna" è la storia di un androide: “Sogna una carne sintetica nuova / nuovi attributi e un microchip emozionale. / Occhi bionici più adrenalina / Labbra cromate ricordi seriali emozioni e un nuovo impianto sensuale”.

La canzone parte abbastanza tranquilla, per poi trasformarsi pian piano ed esplodere in un crescendo di voci e campionamenti nel finale, diventando caotica e incredibilmente danzereccia. Molto bello il suono del basso quando la canzone prende quota.

"Lasciati" è uno dei pezzi lenti del disco, certo sempre in stile Subsonica, dove Samuel riesce a dilatare un poco la voce che per il resto del disco sembra quasi rappata, con strani arrangiamenti di tastiera e insoliti ritmi di batteria. Gradevole l’incrocio tra i due arrangiamenti di chitarra, una che arpeggia, l’altra che suona gli accordi in levare.

Bello il testo che parla dell’ultimo incontro di una coppia che ha deciso di lasciarsi: “Lasciati guardare un po’ più a fondo / senti come tremo perché sento che tutto finisce qui / Un ultimo saluto al nostro tempo / Tienimi la mano perché sento che tutto finisce qui”.

"Tutti i miei sbagli" è un brano depechemodiano,elettronico e trascinante. È un’ideale dichiarazione d’appartenenza e d’insofferenza: un amore che non dovrebbe esistere e tuttavia è, e lacera e ferisce e sgretola (ogni difesa), “nel giorno che sfugge / il tempo reale”. Tracima di consapevolezza e verità e infiamma: ritmo e testo convergono e pretendono di rappresentare uno stato d’animo universale: “a caduta libera / in cerca di uno schianto / ma fintanto che sei qui / posso dirmi vivo”.  

"Liberi tutti"
è il secondo singolo uscito, partecipa con una bella parte di canto Daniele Silvestri. È sicuramente uno dei pezzi più ballabili e ascoltabili del disco. 

Un classico hit danzante dei Subsonica. Che fa piacere ascoltare soprattutto quando si hanno i piedi su un dance floor con un bel cocktail in mano. Comunque s'apprezza sia per l’arrangiamento musicale che per il testo che parla di liberarsi da tutte quelle forme di “schiavismo” che cercano di incatenarci in un questa era: “Dai virus della mediocrità, dai dogmi e dalle televisioni dalle bugie, dai debiti, da gerarchie, dagli obblighi dai pulpiti squagliamocela”.

"Strade" è un pezzo che subito mi ha ricordato la dance anni ‘70 per l’introduzione e per la linea di basso, per poi imboccare una strada dove la musica diventa stranamente malinconica così come il testo che parla di strade, in senso logicamente simbolico, che si lasciano e si imboccano. “Forse / sta a pochi metri da me / quello che cerco e vorrei / trovare / la forza di fermarmi / perché sto già scappando / mentre non riesco / a stringere più a fondo / e ora che sto correndo / vorrei che fossi con me, che fossi qui”.

"Disco Labirinto" è il terzo singolo che vede la perversa partecipazione di Morgan dei Bluvertigo che ha partecipato, in effetti, alla stesura della canzone. Quello che ne è uscito fuori è un apprezzabile, pompatissimo pezzo ipnotico.

Il testo sussurrato su un tappeto di musica al limite della dance e della jungle, belli i campionamenti e le sciccherie di Boosta (tastierista e anima elettronica della band).
Bello anche il video in cui si è sperimentato, attraverso le immagini, i colori e con un testo sottotitolato più adatto, a far “sentire” la musica ai sordo/muti, non so comunque se l’esperimento sia riuscito.

"Il mio Dj" a parte una strana somiglianza iniziale ad un vecchio hit dei Daft Punk, questa traccia scorre via in maniera abbastanza gradevole. Naturalmente dance e pomposa. Carini basso e batteria durante lo strumentale. Bruttina la parte che serve a rilanciare l’ultimo ritornello.  Comunque la canzone meno riuscita dell’album.

"Il cielo su Torino" è un altro simil-lento in cui il testo viene sussurrato in un botta e risposta tra Samuel e Boosta (ricordando molto i cantati dei Massive Attack). Racconta di una storia d’amore che si svolge sotto il cielo di Torino. Luogo di nascita dei Subsonica. Belle le parti di chitarra di Max. Una delle canzoni che più mi ha preso di questo disco.

"Depre" è un pezzo dance a dir poco divertente. Da ballo scatenato. Il testo è un'infinita lista di farmaci antidepressivi.

"Perfezione" è l’ultima canzone “ufficiale” di questo disco. Molto strana. Curiosa la parte iniziale che vaga tra un mix nervosissimo di chitarra e tastiera. Il canto dondola solo sul fill di batteria. Esplosioni distorte sui ritornelli incazzatissimi. Il testo parla della perfezione chimica(?) in una persona: delle “catene sequenziali dei cromosomi di acidi nucleici”.  Davvero assurdo il finale.

Il brano nascosto è un remix de “Il mio d.j.” di Claudio Coccoluto, molto massiccia e davvero strana, rifà completamente la pelle alla versione “ufficiale” del gruppo. Molto bella.

In conclusione due parole per Pierfunk (bassista, e fondatore dei Motel Connection). Bravo, troppo bravo a livello tecnico. Sicuramente uno dei migliori in Italia nel suo genere. Devastante anche a livello sonoro.
Consiglio l’ascolto a tutti quelli che si vogliono divertire e ballare (magari dando un’occhiata ai testi) con un genere diverso dal solito. Visto che è musica italiana fuori dagli schemi italiani. Un pregio unico che merita solo per questo di essere ascoltata.



DISCOGRAFIA ESSENZIALE e BREVI NOTE

Terrestre, EMI Music, 2005.
Controllo del livello di rombo, Mescal, 2003.
Amorematico, Mescal, 2002.
Microchip Emozionale
, Mescal 1999.
Subsonica, Mescal 1997.

Torino, 1996. Nascono i Subsonica.

Approfondimento in rete: Sito ufficiale / Italica Rai / Ondarock / Kalporz



Fabio Mele. Gennaio 2005
Questo scritto è apparso precedentemente su ciao.com e su Lankelot.com



ISBN/EAN: 
0094638102021

Commenti

tutti i colori sbagliatiiiii aaaaaaah ...

bella! Ho inserito le virgole a separare i tag (mancava il nostro "musica", quello della macro-sezione) e ho un po' formattato la pagina, che è meglio:). Tra poco me la rileggo con gusto:)

Grazie Fraté ;)

er minimo:)

mi auguro per la tua salute ne abbia parlato bene, vado a leggere

"Sonda è la canzone che apre il disco e forse la più complicata da assimilare. Belli i riff di chitarra di Max Casacci (ex Africa Unite), interessanti i saliscendi per tutta la durata del pezzo. Un treno distorto, il basso. Il testo parla dei satelliti e di come siamo guardati sempre di più dall?occhio lungo di questo ?apparecchio?."

beh, parlare di Echelon in una canzone non è proprio il massimo, però è suggestiva

Logicamente io mi limito ai testi perché musicalmente non capisco un' h, e a riguardo "Colpo di pistola" mi pare da questo punto di vista un po' deboluccia, solo la musica la riesce a tenere un po' in piedi.

" "Aurora sogna" è la storia di un androide? dici? Ma a me non pareva proprio, ho sempre creduto fosse una ragazzina normale che aspirava a diventare qualcosa di 'più':

Si sveglia che fa buio ormai d'abitudine
La notte le regala un'aria più complice
Detesta il vuoto dei rumori della realtà (aurora sogna)
Ma col volume a stecca può sopravvivere (aurora sogna)
Sogna una carne sintetica
Nuovi attributi e un microchip emozionale
Sogna di un bisturi amico che faccia di lei
Qualcosa fuori dal normale
Qualche gelato al giorno forse la nutrirà
Non crede nell'amore in cio' è molto semplice
Come si chiama questa voglia di vivere (aurora sogna)
Che nel suo corpo ha bisogno di espandere (aurora sogna)
Sogna una carne sintetica
Nuovi attributi e un microchip emozionale
Occhi bionici più adrenalina
Sensori e ciberbenetica neurale
Sogna una carne sintetica
Nuovi attributi e un microchip emozionale
Labbra cromate ricordi seriali
Emozioni e un nuovo impianto sessuale

Lei senza più mangiare lei senza più dormire
Lei senza più mangiare lei senza più dormire

[...]
Le stesse facce che ogni giorno fanno male
Le stesse voci recitanti giudicare
Posa l'orecchio sul bicchiere e sente il mare
Ma non il suono della musica che piace a lei
La solitudine che indossa è più normale
Di una prudente saggia e isterica morale
Aurora sogna e nei suoi sogni sa cercare
Senza paura un'esclusiva felicità

[..]

Forse si. Ma non ce metterei na mano sul fuoco ne su una nè sull'altra..

Lasciando da parte 'Lasciati' (ahahah, che simpatico), vogliamo ricordare che 'Tutti i miei sbagli' è stata cantata a Sanremo? Per me però vale lo stesso discorso di 'Colpo di pistola', il testo si appoggia troppo alla musica che lo rende più digeribile.

Di 'Liberi tutti' ricorderei il ritornello "Da ciò che uccide te e tutto ciò che ho intorno? dall'uomo che non è padrone del suo giorno da tutti quelli che inquinano il mio campo io mi libererò perché ora sono stanco", anche se personalmente preferirei cantarla con una piccola variazione: "DI ciò che uccide te... DELL'uomo che non è... io mi libererò", ma credo diventi un mezzo inno alla sommossa armata, e ciò non è bello.

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