Solisti dell'Accademia di Santa Cecilia

Quintetto in mi bemolle

Solisti dell'Accademia di Santa Cecilia

I solisti dell’Accademia di Santa Cecilia allo sperimentale di Ancona  

Michele Campanella accompagnato dai solisti dell’Accademia di Santa Cecilia delizia il pubblico del Teatro Sperimentale di Ancona riproducendo Mozart e Beethoven nell’ambito della stagione concertistica attualmente in corso.

Stella di prima grandezza del pianismo mondiale, Michele Campanella è unanimemente riconosciuto come uno dei più virtuosi benemeriti della musica lisztiana. E pur tuttavia domenica 30 marzo 2008 si è confrontato con ardito cimento con il Quintetto in mi bemolle maggiore per pianoforte e fiati KV 452, l'opera che lo stesso Mozart in una missiva inviata al padre Leopold nell’aprile del 1784 riteneva la migliore in assoluto del suo vasto ed ineguagliato repertorio, e con quello realizzato nell’omonima tonalità da Beethoven nell’opera 16. Accanto a lui, ospiti dell’Associazione Amici della Musica di Ancona, i solisti dell’Accademia di Santa Cecilia Paolo Pollastri all’oboe, Stefano Novelli al clarinetto, Arcangelo Lo savio al corno e Francesco Bossone al fagotto.  L’esecuzione è stata davvero geniale ed i musicisti hanno portato a livelli di raffinatezza inconsueta la lettura di due opere che pur nella compresenza di elementi eterogenei rimandano a finalità lontane.  

Nella prima parte del programma il suono fluido e scorrevole, che Campanella ricava dallo Steinway di fine ottocento costruito ad Amburgo su telaio americano, solca l’aria con impagabile grazia mentre le note provenienti dagli altri strumenti si compenetrano in un amalgama sonoro di largo fascino d’ascolto. Pur senza ricorrere ad artificiose sollecitazioni, tutti e tre i movimenti previsti consentono agli strumenti a fiato di poter liberare la propria vitalità espressiva, lasciando a Campanella il compito di creare un delicato ripiano di tenera serenità di fondo. Il punto più elevato della composizione viene raggiunto nella parte centrale del Laghetto là dove la concertante gamma di sfumature cromatiche riprodotte dai cinque accademici culmina in un vertice di compenetrazione di sublime e raffinato valore.  

La seconda parte del concerto invece, in conformità alla versione del titano di Bonn, riproduce un impasto timbrico più articolato e meno omogeneo, che torna a vedere protagonista lo strumento a tastiera. I componenti della famiglia dei fiati si alternano in un dialogo scandito frase per frase da una disarticolata armonia cromatica che privilegia al contrario la potenza del suono. Un effetto concertante audace ed agitato che guarda più alle forme orchestrali delle future opere sinfoniche che non alla realizzazione di un equilibrio armonico intimo e delicato.  Non a caso l’opera 16 si colloca in quel percorso artistico contrassegnato da una fase sperimentale, e gli artisti dell’Accademia di Santa Cecilia non hanno mancato di metterlo in evidenza cercando di far convivere le inevitabili reminiscenze dell’atmosfera mozartiana con il respiro di una lirica trasognata, nostalgica e preromantica.

Gian Paolo Grattarola

www.teatroteatro.it

EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE : 

SOLISTI DELL’ACCADEMIA DI SANTA CECILIA

Michele Campanella, pianoforte
Paolo Pollastri, oboe
Stefano Novelli, clarinetto
Arcangelo Lo savio, corno
Francesco Bossone, fagotto

W. Amadeus Mozart Quintetto in Mi Bemolle K452

L. W. Beethoven Quintetto in Mi Bemolle op. 16

Teatro Sperimentale di Ancoma

Domenica 30.III.2008
Stagione concertistica 2007/2008
Associazione Amici della Musica
Teatro Sperimentale di Ancona
10.II.2008

ISBN/EAN: 
0000

Commenti

nuovo contributo di gpg.
buona lettura (e buoni ascolti)
gf

feci una masterclass con Campanella. Ne conservo un buon ricordo di grande professionista

Ho qualche vecchia incisione litziana di Campanell per la Philips ma francamente in altra veste non lo conosco.
Un buon incentivo ad approfondire.

tecnica granitica. ricordo le gare (immodesto io) a chi faceva le scale di ottave più rapide. Ha mani piccole e un suono potentissimo. Il teatro del Conservatorio era pieno di suono fino all'ultima fila. Un buon Carnaval in repertorio. Con lui preparai la sonata di Liszt per il mio diploma.

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