So:Ho

So:Ho

So:Ho

L'esordio di una band torinese di cui sentiremo sicuramente parlare in futuro. Questo è “So:Ho”, primo disco del gruppo omonimo, autore di un pop cantautoriale interessante che mescola l’elettronica ed il rock, la sperimentazione e la lineare forma canzone, con semplice strofa e ritornello orecchiabile. Il sound di questa giovane band riceve e rielabora le influenze più disparate del pop-rock italiano: risentiamo i Tiromancino degli ultimi dischi in alcuni brani (“In Picchiata”, “Verso di me” e “Nessun Posto”), e non mancano tracce dei Subsonica, di Cristina Donà e degli Ustmamò (“Cadrai”, “Quima”) in molti altri pezzi del disco.
La giovane band è nata nel 2000 nel capoluogo piemontese e con questo incoraggiante esordio conferma di avere davvero delle ottime potenzialità. Il risultato è un disco che si situa a metà tra pop commerciale e canzone sperimentale, in bilico tra le atmosfere ricercate di un certo sound elettronico e la semplicità della canzone d’autore italiana, nel quale l’interessante voce di Lara Pagin interpreta con originalità ed eleganza i dieci brani che compongono il cd. 
Fortemente melodico e diretto lo schema musicale delle varie canzoni, a partire dalla traccia iniziale, “Sotto gli occhi”, dal ritmo orecchiabile e coinvolgente e dal testo rabbioso e pieno di grinta. Lara canta: “Non è così difficile capire che non capirete mai / la logica di farsi pilotare e rimanere lontano dai guai”, mentre si ripete ossessivo un riff di chitarra elettrica accompagnato da campionamenti elettronici originali, in una canzone che ricorda, in certi punti, “Triathlon” di Cristina Donà, con Samuel e Max Casacci dei Subsonica.
La seconda traccia è la malinconica ed evocativa “Cadrai”, molto melodica, che fa della delicatezza del canto, del testo profondo e dell’arpeggio di chitarra i suoi punti di forza.
Il pop malinconico ed elegante di “In picchiata” si ispira al sound e ai ritornelli che ricordano le sonorità dei Tiromancino, rielaborati in modo originale ed autonomo, per un pezzo che potenzialmente potrebbe essere un eccellente singolo radiofonico: “Vieni qui e fammi vedere le ferite / ti curerò all’istante / ti mostrerò il mio modo di tenere le distanze”. Uno dei pezzi più sofferti e intensi del disco.
“Verso di Me” si caratterizza per l’atmosfera sofisticata e l’intenso crescendo sonoro di pianoforte, chitarra e voce, con splendido acuto finale: “Non avrei potuto mai / concederti anche solo un passo in più verso di me”.
Ritorna il ritmo elettronico ed un sound tipicamente metropolitano nella bellissima “Nessun Posto”, primo singolo estratto dal disco, anch’essa in stile Tiromancino, ma ugualmente elegante nel testo (“tutto sparisce troppo in fretta e non rimane nessun posto dove andare / tutto sparisce troppo in fretta e non rimane nessun posto dove andare / tutti appoggiati l’uno all’altro e non rimane che mettersi ad urlare / io non sento niente”) e semplicemente eccezionale quando dà ampio spazio alla sperimentazione sonora.
“Fragole Infinite”, già nel titolo, sembra una delle classiche ballate straniante di Cristina Donà. Nel testo si susseguono immagini vivide e insolite, in un testo particolarmente ispirato: “Tu sei profumo di rosa / e il fiume mi parlerà / di te conosce ogni cosa / e sa […] tu sei profumo di rosa / e il mare mi parlerà / di te conosce ogni cosa e un giorno ti chiederà / dove volerai”.
Sperimentale è anche la successiva “Quima”, che evoca sin dalle prime note atmosfere futuristiche su una base di ritmi ossessivi, grazie ai campionamenti originali e alla magnetica voce di Lara. Un ritmo metropolitano, grezzo e allo stesso tempo originale, mentre Lara canta: “trova una pulsazione costante / cerca una espressione importante / da ripetere quando non senti niente / per resistere almeno provvisoriamente”.
Le sonorità tornano delicate e malinconiche in “Fragilmente”, che ha una melodia molto interessante e originale, un morbido fluido nel quale immergersi ad occhi chiusi (“Se mi vedrai cadere mi raccoglierai / mi raccoglierai / lo so…”).
“A volte l’alba” inizia con un semplice accordo di chitarra, al quale si aggiunge progressivamente una base originale e incalzante. La voce di Lara è distorta e alterata nel ritornello gridato e viaggia a fasi alterne sulle note di un pezzo solo a tratti originale.
“Memorie” fa dell’atmosfera onirica e delle sonorità underground le sue qualità principali. Vaghe reminiscenze dei Massive Attack, breve intermezzo skratchato in inglese, mentre Lara ripete: “col tempo si collegano le cose le vecchie dissonanze si trasformano in percorsi più precisi…”.
Al termine dell’ascolto non si può che restare soddisfatti: l’album è ben scritto e suonato, elegante nella veste grafica – molto bella la foto di copertina che ritrae Time Square affollata in pieno giorno, immagine che contrasta apertamente con quella sul retro, scattata alla stessa piazza ma di notte e da un’altra prospettiva.
 Il disco spazia con sicurezza da un genere all’altro, regalando tracce dall’immediato impatto sonoro che, pur ricordando alle volte il pop dei Tiromancino e le atmosfere della Donà, riescono sempre ad essere originali e orecchiabili.
Merito soprattutto dell’accuratezza musicale delle basi e della voce della cantante. È soprattutto per questi motivi che il loro caratteristico sound frutto dell’incontro/scontro tra il pop sofisticato, il rock leggero e l’elettronica ci ha subito conquistato.
Un album molto vario ed eterogeneo, dunque, che alterna atmosfere soffuse e ballate velate di tristezza a tracce più complesse e sperimentali, ricche di spunti interessanti e ritornelli ricercati.

Tracklist
1. Sotto gli occhi
2. Cadrai
3. In Picchiata
4. Verso di Me
5. Nessun Posto
6. Fragole Infinite
7. Quima
8. Fragilmente
9. A volte l’alba
10. Memorie

***

INTERVISTA AI SO:HO
- risponde Lara Pagin. 

“Come e quando è cominciata la vostra avventura musicale?”

SO:HO è nato nel 2000 da un’idea di Greg, Fabrizio e Sandro, amici di vecchia data, che hanno iniziato a comporre alcuni brani assieme…per fortuna mia, durante lo sviluppo del progetto, è nata l’esigenza di una voce femminile (ma non troppo!) e nel 2003 sono entrata a far parte della band. 

“In che modo ha influito la vostra città, Torino, sul vostro sound?”

Il suono di SO:HO è il suono della città e in particolare di Torino, città molto proiettata, non solo geograficamente, verso l’Europa. Forse proprio questo spesso ci accostano ad atmosfere di Londra o Bristol, così come di New York e di Washington, altra due grandi metropoli. Il suono oscuro riflette lo stile di vita di una città che non è fatta solo do cocktail ai Murazzi…

“Quali sono le difficoltà principali che una band giovane e originale come la vostra ha incontrato prima di riuscire ad incidere il primo album? Quali sono le caratteristiche che un gruppo deve possedere per riuscire ad emergere e conquistare il pubblico?”

Le difficoltà per i gruppi emergenti sono solitamente date dalla scarsità di spazi per proporre la propria musica, mi riferisco sia agli spazi fisici (purtroppo sono pochi i locali disposti a dare credito a chi non propone cover, almeno a Torino) sia alla crisi del mercato discografico in generale, notoriamente poco propenso a far salti nel buio…noi però siamo stati (FINORA!!!) baciati dalla fortuna: abbiamo potuto beneficiare delle amorevoli attenzioni delle nostre mamme discografiche, Cosmonote e V2, che hanno creduto in noi fin dall’esordio e che ci sostengono attivamente, e della Wayout Eventi che con impegno costante e ottimi risultati gestisce la nostra attività live.
Per quanto riguarda la seconda domanda…Magari ci fossero delle regole precise!!! In realtà credo sia fondamentale far musica che piaccia innanzitutto a noi, suona scontato ma è l’unico modo di trasmettere qualcosa: che ti appartenga…

“Definite in tre aggettivi la vostra musica”

Emotiva, scura, intima.

“Qual è la canzone alla quale siete maggiormente legati e perché?”

Difficilissimo! Le canzoni sono un po’ come delle figlie, come si fa a scegliere? Potrei dirti “Nessun posto” perché ha segnato il nostro debutto, come “A volte l’alba” perché è quella in cui emerge maggiormente la nostra anima rock…oppure “Verso di me” per la sua emotività, “Quima” perché è stata la prima ad essere registrata (sul disco abbiamo tenuto la traccia di voce originale del mio provino), “Inpicchiata” perché adoro canticchiarmela sotto la doccia… 

“Ascoltando il vostro disco i primi tre nomi che mi sono saltati in mente sono stati: Tiromancino, Cristina Donà e Ustmamò. Quanto c’è di ognuno di loro nel vostro percorso musicale?”

Più che altro credo che noi e gli artisti che hai menzionato abbiamo diversi ascolti in comune…probabilmente è da questo che nascono certe affinità e assonanze.

“Quali sono i vostri artisti italiani preferiti? E gli stranieri?”

Sparo a raffica: Pearl Jam, Nirvana, Stone Temple Pilots (cui tra l’altro rendiamo omaggio nei live eseguendo “Plush”), Massive Attack, Tricky, Portishead, RHCP, Led Zeppelin, Fugazi, Husker Dü, PJ Harvey, Ben Harper, The Pixies, Rolling Stones.
Tra gli italiani Afterhours, Subsonica, Almamegretta, CCCP/CSI in tutte le loro incarnazioni, Casino Royale, Tiromancino, Carmen Consoli, Moltheni, Max Gazzè, Paolo Conte, Ivano Fossati…non dimentichiamo poi Vasco, se no chi lo sente Sandro…

“L’ultimo cd acquistato?”

Per quanto mi riguarda “Ballate per piccole iene” degli Afterhours.

“A quando il prossimo disco? Avete già pronte delle nuove canzoni? Ci saranno delle differenze stilistiche o musicali rispetto a questo cd?”

Il prossimo disco è previsto per l’anno prossimo; stiamo componendo i nuovi brani che inizieranno a prendere una forma definitiva in autunno ma che già promettono bene…ci saranno sicuramente differenze da questo disco, sia a livello compositivo che di produzione, perché noi per primi siamo in continua evoluzione e sarà naturale che i nuovi pezzi rispecchino uno stato emotivo differente, sempre però fedeli al nostro stile. Insomma un po’ uguali un po’ diversi, come tutti…  (Il disco poi è uscito, si tratta di Immobile, del 2007 n.d.r)

I So:Ho sono:
Fabrizio Presta. Chitarrista.
Sandro Serra. Batterista.
Greg Ferro. Bassista.
Lara Pagin. Voce. 

DISCOGRAFIA ESSENZIALE e BREVI NOTE 
So:Ho, V2 / Cosmonote, 2005. 
I So:Ho nascono a Torino nel 2000. “So:Ho” è il loro primo disco. 

Antonio Benforte, 27 giugno ’05.

ISBN/EAN: 
000

Commenti

ripescato un vecchio esordio interessante di una band italiana, con intervista.

risentiamo i Tiromancino degli ultimi dischi in alcuni brani (?In Picchiata?, ?Verso di me? e ?Nessun Posto?), e non mancano tracce dei Subsonica, di Cristina Donà e degli Ustmamò (?Cadrai?, ?Quima?) in molti altri pezzi del disco.

bravo Ant.
Mi spiace siano un po' spariti anche loro, credo che la crisi dell'industria discografica abbia picchiato duro soprattutto sulle nuove leve. Le influenze-base dei So:Ho erano più che dignitose, e così la realizzazione di questo disco.

C'era anche l'intervista! Favoloso. Aggiungo il tag.
(la scena di Torino, negli ultimi anni, è stata seriamente magmatica)

sì un bel dischetto davvero. Curioso di ascoltare il secondo lavoro...

http://it.youtube.com/watch?v=2XBcS1JgXzc So:Ho, "Fragole infinite".

6, è in uscita?
(2007, "Immobile": 2009, "?")

no, è del 2007 come ho scritto in una nota (ho dovuto integrare una risposta)

?A quando il prossimo disco? Avete già pronte delle nuove canzoni? Ci saranno delle differenze stilistiche o musicali rispetto a questo cd??

Il prossimo disco è previsto per l?anno prossimo; stiamo componendo i nuovi brani che inizieranno a prendere una forma definitiva in autunno ma che già promettono bene?ci saranno sicuramente differenze da questo disco, sia a livello compositivo che di produzione, perché noi per primi siamo in continua evoluzione e sarà naturale che i nuovi pezzi rispecchino uno stato emotivo differente, sempre però fedeli al nostro stile. Insomma un po? uguali un po? diversi, come tutti? (Il disco poi è uscito, si tratta di Immobile, del 2007 n.d.r)

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