Accendo le luci dell’auto ed infilo la prima cassetta che mi capita tra le mani nello stereo. Inizia così “Rosemary Plexiglas”, chitarre pulite ed archi si rincorrono fino a quando la voce dolce di Sara riempie i miei timpani.
Le chitarre iniziano a giocare poi con il pianoforte mentre le voci di Sara e Paolo si sovrappongono deliziosamente in una crescita continua.
“Completo”, decisamente più aggressiva del brano precedente. Carino il riff di chitarra accompagnato all’inizio da un ritmo della batteria fatto quasi tutto sui timpani. La voce di Sara adesso è molto più isterica; bello il finale dopo le prime scariche chitarrifere di wha-wha.
“Loop 43” inizia proprio con un bel tappeto di wha-wha.
Adesso Paolo inizia a farla da padrone con la sua voce; troppo strana per poterla descrivere, troppo particolare. Quando la canzone prende forma c’è la bellissima miscela vocale tra Paolo e Sara; sicuramente uno dei pezzi forti di questo gruppo.
Meravigliose le due chitarre che danno un ambiente incredibile, soprattutto sulle strofe; il pezzo scivola via velocemente anche se mi piacerebbe durasse per ore.
Un riff allucinato di chitarra acustica prende forma ed inizia “Psw”, il piano e il basso intessono un folle tappeto sonoro. Anche in questa traccia, quando la canzone si apre nei ritornelli, ci sono degli interessantissimi intrecci vocali.
“Negligenza”, la voce di Sara di nuovo in primo piano, le chitarre, il basso, la batteria, il piano; tutto a regime massimo. Questa alchimia costruisce un muro sonoro incredibile, un bel pezzo davvero.
“Giro intorno, giro vorticosamente e poi ancora più in alto più su, niente da capire niente da spiegare e poi ancora un secondo di più” – il testo di “Centro” è uno dei miei preferiti. Questa canzone è bellissima, forse la migliore del disco; consiglio solo di ascoltarla.
Inizia “Svecchiamento”, la psichedelia incalza. Parole ripetute decine di volte accompagnate da un suono martellante di rullante scordato. Rumori di radio accese, il pianoforte impazzito scandisce il tempo, voci si rincorrono nell’oscurità imposta da un giro di basso che crea una voragine dove è facile precipitare. Ancora voci. La chitarra cerca di prendersi il suo spazio e poi tutto finisce, splendida. “Video ginnastica” è la canzone più commercialoide del disco. Solo carina senza infamia e senza lode ma il pianoforte ti entra in testa come un trapano. “L’autostrada” è un pezzo molto minimalista, percussioni, basso e chitarre e la voci sussurrate di Paolo e Sara. Un attimo ed inizia “L’equilibrio”, un’altra canzone che mi mette la pelle d’oca. Scivola dolcemente, un bel bassone alla Cure e un ritornello tutto da assaporare. “Nell’aria, trascendendo l’aria”. Una DolceAmaraMelodia si impenna nel finale, magnifica.
“84” mi spara addosso un riff di chitarra micidiale, la voce di Paolo è al limite, Sara interviene ogni tanto. PAUSA. Solo chitarra. Un crescere del piano e la canzone si apre dolcissima, incredibilmente, senza che te l’aspetti ti senti su un’altalena, ti senti cullare dalla musica e poi di nuovo un muro distorto e ancora PAUSA. Pronto per farti cullare da un finale in crescendo che ti porta via, ti porta dove vuole lei. “Rapidamente, fisicamente gravito più lontano di me / chimicamente elicoidale, supero piantagioni di tè”.
“Golf” respira e prende corpo su un riff tagliente di basso. Tutto questo mi incanta. Paolo sembra quasi stonato. Un pezzo che sembra molto semplice ma che regala diverse emozioni. Lentamente le prime note di “Nuovo”, un loop di wha-wha, la voce megafonata di Paolo, le note di piano sembrano gocce di pioggia. “Rimbalza, scivola su di me, rimbalza, scivoli su di me”. Dopo il vuoto ancora una crescita. Siamo quasi alla fine. “Poco incline ai R.F.”, un carillon, una ninnananna. Sottilissima la voce di Sara, pianoforte e rumori lontanissimi di chitarra.
Non mi resta che augurarvi buon ascolto.

Gli Scisma sono:
Sara Mazo: Voce / alcune chitarre
Paolo Benvegnù: Chitarre/ campionatore/ Voce
Michela Manfroi: Pianoforte/ tastiere/ campionatore
Giorgia Poli: Basso
Diego De Marco: Chitarre
Danilo Gallo: Batteria
Produzione Artistica Manuel Agnelli
Dario Ciffo: violino su “L’equilibrio”, “Loop 43”, “Rosemary plexiglas”.
Davide Rossi: violino su “Psw”, “Nuovo”.
Francesco Cellini: violoncello su “L’equilibrio”, “Loop 43”, “Rosemary plexiglas”.
DISCOGRAFIA ESSENZIALE e BREVI NOTE
Recensione originariamente pubblicata su ciao.com nel Maggio 2002 e su Lankelot.com
Commenti
Ma quanto ci mancano gli Scisma? Che peccato.
Troppo! :)
Che grandissimo discone diobono... e non ho altro da dire. (bello anche il "live in radio", e "Bombardano cortina"... che suoni, che luci di musica. Mancano sì, Scisma e Paoletto.
Io vorrei tanto leggere qualcosa di così bello anche su Armstrong... quel disco ha almeno quattro pezzi incredibili, a partire da Troppo poco intelligente.
Io sbrocco per "Umanità sconsolate". Che brano, cielo.
Se si vuole fare una recensione di quel disco bisogna essere bravi, per farla come gli dei comandano, dico...
e allora gli dei con te, quanto prima e come si conviene;).
troppo buono.. :)
ascolto "Bombardano Cortina" a palla dopo aver bevuto del vino rosso. Condivisione di un momento musico-scheletrico.
condivido con la mia birra belga, Malheur (10°). Brindo a voi ragazzi, agli Scisma, a quel che Ciao.com ci ha donato: questi fortunati incontri, e siti come questo, dove possiamo essere liberi di scrivere e confrontarci a proposito di qualsiasi cosa.