The Russos

Intervista a Ricky & Elisa Russo, anime rock di "In Orbita". Lato A

The Russos

Ricky Russo ed Elisa Russo sono due vere anime rock. Due anime rock capaci di plasmare, nel tempo, una delle poche esperienze radio-televisive indie di grande qualità e di respiro internazionale: “In Orbita”, appuntamento cult di Radio e Tv Capodistria. E intanto organizzano concerti, un bel po' di dj set, collaborano con quotidiani (come “Il Piccolo”) e riviste (“NTWK”, per parecchi anni). Esteticamente, qualcuno ha già scelto come ribattezzarli: sul Mucchio, Damir Ivic li ha chiamati “White Stripes Triestini”. Lo sguardo di Ricky, però, ricorda quello di John Malcovich.


GF: Com'è cominciata l'avventura di “In Orbita”? Genesi e struttura del progetto, sin dai primi passi. Soprattutto: raccontateci il passaggio dalla radio alla tv. È stato facile, naturale o invece ha richiesto qualche funambolismo e tanto spirito di adattamento?

RUSSOS: “In Orbita” (nome preso da una canzone degli Sciacalli) nasce nel 1997 come programma su Radio Fragola (emittente comunitaria triestina del circuito di Radio Popolare). Da quel momento, cominciamo a cimentarci con tutto ciò che si può fare attorno alla musica senza suonarla (eccetto roadie e groupie, in effetti!). Con la radio, si passa a Capodistria alla fine del 2004, dopo una breve esperienza a Radioattività. Comincia Ricky, pian piano si guadagna qualche spazio in più (occupandosi non solo di musica ma anche di libri e cinema, dando spazio ad ospiti, interviste e rubriche varie) e in un secondo momento coinvolge anche Elisa. Nel 2008 si comincia con la tv, in maniera piuttosto naturale. Si tratta, infatti, di un progetto bi-mediale: i live registrati nello studio di Tv Capodistria vengono utilizzati sia per confezionare un programma radio che una trasmissione televisiva. Dove c’è buona musica e possibilità di esprimersi con essa, noi Russos stiamo bene. Non importa che sia su carta, web, radio, tv, nei locali… ci basta nutrirci di essa. Non ci riteniamo addetti ai lavori o professionisti del settore: siamo mossi dalla passione e dall’amore. Forse senza tecnica (ma con preparazione e documentazione sugli artisti di cui ci occupiamo), ci buttiamo d’istinto. Nella speranza che il nostro entusiasmo possa contagiarne anche uno solo (ma se è più di uno è meglio!).

Ricky: Avevo già avuto esperienze tv con una trasmissione musicale che si chiamava “On Tv” (ideata e condotta assieme ad Andrea Rodriguez e Paolo Agostinelli) in onda sull’emittente locale Tele 4, tra il 1999 e il 2000. E poi ho lavorato, dal 2001 al 2004, nel settore dei videoclip, documentari, dvd, con la società triestina Pianeta Zero (sono stato uno dei soci fondatori e per un periodo il Presidente). Tra i clienti: Medusa, Yamato, Universal, De Agostini, Istituto Luce, Emi, Edel, DNC, Mediafilm... Abbiamo anche sviluppato diversi progetti musicali: la casa di produzione Soulest; management per Al Castellana, Trabant e Amari; DVD perSubsonica, Tre Allegri Ragazzi Morti, Africa Unite, Stadio, Nicola Arigliano, Niccolò Fabi; Videoclip per Derozer, Los Fastidios, Marsh Mallows, Al Castellana, Punx Crew.

Elisa: Ho sempre mandato Ricky in avanscoperta, in tutti i campi!Lo osservavo e prendevo a modello. È stato il mio Maestro. Quindi se sbaglio qualcosa prendetevela con lui.Nelle interviste di In Orbita tv, mi sono “buttata” con grande incoscienza, e mi sono divertita moltissimo.


 
GF: Vogliamo sapere tutto sulle “In Orbita Sessions”. Ideazione, sviluppo, tenuta... ed evoluzione. Dove possiamo ascoltarle?

Elisa: Le “In Orbita Sessions” nascono qualche anno fa da un’idea di Ricky. Il nome è un omaggio alle mitiche “John Peel Sessions” (storici i suoi mini-live alla BBC in cui ha ospitato, tra gli altri, T-Rex, David Bowie, The Faces, Sex Pistols, The Slits, Siouxsie and the Banshees, Pink Floyd, The Clash, Napalm Death, Carcass, Buzzcocks, Gary Numan, The Cure, Joy Division, Nirvana, The Wedding Present, Pulp, Orbital, The Smiths, The White Stripes e PJ Harvey). Grazie all’impegno di Ricky (ed in un secondo momento anche mio) si è sfruttato lo studio Hendrix di Radio Capodistria (talmente bello che Vinicio Capossela se n’è innamorato e di recente ha lavorato lì alla pre-produzione del suo prossimo album, assieme al produttore sloveno Andrea F).

RUSSOS: Lo studio Hendrix ha un fascino particolare, con tantissime apparecchiature vintage oggi rarissime accanto ad altre nuovissime ed ipertecnologiche, e con una sala di ripresa come quelle di una volta, grande, con l’acustica fatta dagli ingegneri americani della RCA negli anni 50 per farci suonare le big band, e con un bellissimo pianoforte a coda Steinway. Alcuni live sono stati registrati soltanto per la radio, proprio lì. Altri sono stati registrati nell’altrettanto vintage e attrezzatissimo studio di Tv Capodistria. Hanno suonato alle "In Orbita Sessions": The Niro, Jennifer Gentle, The Mojomatics, Paolo Benvegnù, Tre Allegri Ragazzi Morti, Beatrice Antolini, Sick Tamburo, Miss Xox, Samuel Katarro, Blake/e/e/e, Hoosh, Dorothy, Wet-Tones, Al Castellana + Soul Combo, Trabant, Dejligt, Fuel From Hell, Gonzales, Abba Zabba, FR Luzzi, Andrea Sambucco, Gael, Los Godfo'Saken, Cortex, Eryx, Franco Toro, Pow-Lean, Killjoy, Stop The Wheel, Banda Berimbau, Giuann Shadai, Carnicats, Tizla e Tubet, BR Stylers, Tide, Brown, Breakfast, Tillamook, Brown&The Leaves, W.I.N.D, Mariposa, Amari, Carnifull Trio, Il Cane, Max Arduini, Sin Story, Matteo E. Basta, Stefano Edda Rampoldi, Doppia Personalità, Tinkara, Butterfly Collectors, Iran Iran, Jade, Angelica Lubian, Louis Armato... Alcuni di loro hanno realizzato poi un cd della registrazione. Il primo è stato il cantautore triestino Abba Zabba e di recente il milanese Stefano Edda Rampoldi. L’11 settembre 2010 è uscito il cd “Edda in Orbita”: 5 brani registrati nello studio Hendrix di cui 4 tratti dall’esordio di Edda (“Semper Biot”, Niegazowana 2009) ed una cover di Moltheni, “Suprema”. I pezzi sono stati anche in ascolto in anteprima sul sito di XL di Repubblica. Le Sessions per il momento non sono disponibili in podcast. Quindi, l’unico modo per sentirle è sintonizzarsi su Radio Capodistria!
 

GF: Avete esordito giovanissimi in Radio Fragola, vecchia emittente triestina. Cosa vi è rimasto di quell'esperienza? Quanto ha contribuito nella vostra formazione? Qual è stato il momento più bello?

Elisa: Le prime volte che andavo a Radio Fragola ero così piccola da poter fare tutt’al più la mascotte. Ricky era minorenne e ricordo che ci accompagnava in macchina un nostro amico più grande, Fabio (che oggi vive a Torino). Ci portavamo dietro scatoloni pieni di vinile, pesantissimi. Ricordo un programma basato sulle richieste degli ascoltatori, io stavo al telefono ed arrivavano chiamate a fiume. Ma Ricky aveva talmente tanti dischi dietro da esaudire tutti! Andava tantissimo l’heavy metal e l’hard rock, la trasmissione si chiamava “Born To Be Wild” (condotta assieme a Massimo Barzelatto, che poi abbiamo richiamato per una rubrica metal a Radio Capodistria…). Più tardi ho cominciato anche io a fare i programmi, è stata una palestra unica: lì facevi tutto, dal parlato alla parte tecnica, quindi imparavi tantissimo. Era un ambiente molto libero e creativo. Poi mi piaceva tanto aggirarmi in un posto speciale come quello che ospita Radio Fragola: il parco dell’ex ospedale psichiatrico. Me ne appassionai talmente che all’esame di maturità portai una tesina su Basaglia.

RUSSOS: Sono stati anni belli e formativi. Radio Fragola d’estate organizzava anche delle splendide feste all’aperto nel parco dell’ex Opp.

Ricky: Proprio lì mi sono cimentato come dj per la prima volta. Ricordo ancora alcuni riempipista dell’epoca: “Smells Like Teen Spirit” dei Nirvana, “Give It Away” dei Red Hot Chili Peppers, “Been Caught Stealing” dei Jane’s Addiction, “Should I Stay Or Should I Go” dei Clash, “Fuecu” dei Sud Sound System, “Stop al Panico” degli Isola Posse All Stars, “Bring The Noise” degli Anthrax/Public Enemy, “Shiny Happy People” dei R.E.M., “100%” dei Sonic Youth, “King Kong Five” dei Mano Negra.

RUSSOS: Di quegli anni ricordiamo anche un incontro e un’intervista con una timidissima Sabina Guzzanti e un concerto memorabile dei bolognesi Isola Posse All Stars. E poi tanti volti, tante voci, tante idee, tanta nuova musica.

Ricky: A Radio Fragola ho capito cosa volevo fare nella vita: vivere a stretto contatto con la musica, divertirmi lavorando. A 16 anni, ho messo a fuoco chi ero. E soprattutto chi non volevo diventare: un ragioniere con un’esistenza piatta. La spinta di quella prima avventura radiofonica mi ha dato tanto, mi ha aperto la mente. Io che non studiavo mai a scuola, ho iniziato a leggere come un pazzo, di tutto. E poi è arrivata la passione bruciante per il cinema.
 

GF: E qual è – e perché - la radio dei vostri sogni? E la tv?

RUSSOS: La radio e la tv dei nostri sogni esistono appunto solo nella sfera onirica. L’Italia è messa proprio male da questo punto di vista. Soprattutto la tv. Per questo siamo migrati in Slovenia a lavorare. In Italia manca un programma tv che dia spazio alle esibizioni live (no playback/ no talent show!). Un tempo su Video Music succedevano delle belle cose: i programmi basati sui live e le interviste alle band di Red Ronnie, Attilio Grilloni o di Paola Maugeri, per esempio. Anche su Mtv c’erano trasmissioni interessanti come le prime edizioni di “Brand New”. Ora non c’è niente del genere. In radio seguivamo con entusiasmo Planet Rock, Stereodrome, Suoni e Ultrasuoni. Le radio e tv dei nostri sogni sono piene zeppe di musica dal vivo, libri, cinema, interviste agli artisti non mainstream. Di recente ci è piaciuto molto l’esperimento attuato da Beppe Grillo con il concerto Woodstock 5 Stelle a Cesena. Sul palco si sono esibiti Fabri Fibra, Il Teatro degli Orrori, i Tre Allegri Ragazzi Morti, Paolo Benvegnù, The Niro… Il meglio della musica italiana. Nomi che dovrebbero essere ogni giorno su radio, tv e stampa nazionale. Il Paese Reale di Manuel Agnelli e soci. La Tempesta Dischi. Trovarobato e Magazzeno Bis. La trasmissione tv/web “Pronti al Peggio”. I gruppi e i movimenti seguiti da portali come Rockit, Italian Embassy, Bunker Music o trattati da riviste come il Mucchio, Rumore, Blow Up… Questa è l’Italia che ci piace. I media dovrebbero essere in mano agli appassionati: l’unico criterio di selezione dovrebbe essere il gusto e l’affinità. Senza logiche commerciali. Con leggerezza e autoironia ma anche con qualità ed impegno.

GF: Ricky, collabori con Radio Ara, emittente lussemburghese. Ci racconti qualcosa di questo sodalizio? Com'è il clima rock da quelle parti?

Ricky: La collaborazione è nata in maniera molto spontanea e genuina: due anni fa, ho avuto il piacere di conoscere di persona a Capodistria il mitico Dj Raf, ideatore e conduttore, assieme a Berardo Staglianò, del programma di culto “Sentieri Sonori" su Radio Ara. Raf mentre lavorava, per un breve periodo, all’università di Koper ascoltava In Orbita! Mi contattò e mi raccontò della sua esperienza radiofonica in Lussemburgo, così simile alla mia: stava promuovendo, infatti, la nuova musica italiana attraverso un’emittente estera. E anche lui stava ospitando molti artisti italiani dal vivo in studio: Emidio Clementi, Cristina Donà, Paolo Benvegnù, Jennifer Gentle… A questo bisogna aggiungere, che in Lussemburgo, con l’appoggio di Radio Ara, si organizzano concerti di gruppi italiani di grande spessore come Afterhours, Vinicio Capossela, Marlene Kuntz, Calibro 35, Almamegretta… Il sodalizio, con collegamenti mensili e scambio di materiale, tra In Orbita e Berardo Staglianò di Sentieri Sonori prosegue durante la nuova stagione. Dj Raf è ritornato a Roma, la sua città d’origine. Siamo sempre in contatto e abbiamo deciso di inaugurare una nuova rubrica su Radio Capodistria, dedicata agli album classici della storia del Rock. E Dj Raf di Rock ne sa a pacchi!
 

GF: In questi anni avete avuto parecchi ospiti. Vi domando una carrellata completa sui vostri preferiti. E poi vi stuzzico. Vi chiedo se e quanti vi sono rimasti antipatici. Dev'essere mostruosamente imbarazzante. Che si fa in quei casi? La trasmissione dura un sacco...

RUSSOS: Non lo diciamo per piaggeria, ma siamo stati davvero fortunati: tutti ospiti simpaticissimi. Ma forse perché operavamo una selezione già nella scelta: se qualcuno ci stava antipatico non lo invitavamo in programma! Quando sei fan di chi inviti e dimostri di conoscerne il percorso artistico è difficile non andare d’accordo. La simpatia o comunque il “sentire comune” sono stati criteri di scelta.

Elisa: Senza nulla togliere agli altri, i miei ospiti preferiti sono stati: Edda, The Niro, Beatrice Antolini, Paolo Benvegnù, Matteo Dainese (Dejligt e Il Cane) e Miss XoX.
 
Ricky: Per quanto riguarda i live, sono d’accordo con Elisa. Ribadisco la mia stima infinita per un personaggio come Fabio Zigante in arte Miss Xox, musicista, ideologo e agitatore nel Great Complotto di Pordenone, un movimento situazionista che, alla fine degli anni ’70, innescò la miccia che fece esplodere il Punk in Italia. Miss Xox è un idolo! Intervistato per Il Piccolo mi disse: «Non mi interessa essere un riferimento musicale o sociale, non mi è mai interessato essere l’eroe da portare disegnato sulla maglietta. Mi piace semplicemente fare fatica per cercare di essere l’uomo migliore che riesco ad essere. Questo è l’unico invito che mi piace trasmettere. Il vero rock’n’roll è la vita normale! La suono in modo nervoso, ma mi piace suonarla…». Delle centinaia e centinaia di interviste telefoniche ricordo con piacere una con Manuel Agnelli: fu gentilissimo, nonostante lo chiamai con un ritardo imbarazzante, causato da un ingorgo al valico sloveno. E poi voglio spezzare una lancia a favore dei rapper italiani: Fabri Fibra, Marracash, Club Dogo, Vincenzo Da Via Anfossi, Frankie Hi Nrg, Dargen D’Amico, Two Fingerz, Truceklan, Co’Sang, Assalti Frontali, Tormento, Piotta… Ho avuto qualche problema, durante un live in TV, solo con un rapper goriziano, Giuann Shadai. Con lui lo scontro è stato abbastanza acceso, per via di un suo atteggiamento un po’ arrogante. Di recente però ci siamo riconciliati, si è scusato con me e naturalmente ho apprezzato molto questo gesto.
 
Elisa: Gianfranco, siccome tu vuoi proprio un nome “antipatico”, devo ampliare e pensare anche alle interviste per il Piccolo. L’unica intervista sgradevole è stata con Meg. Le ho fatto una domanda sui 99 Posse, solo perché mi pareva giusto farla e lei dal nulla mi ha accusata che “noi giornalisti strumentalizziamo il suo passato” e robe del genere. A quel punto ho cercato di sviare, ma niente lei ha continuato su quella linea dimostrando una diffidenza e un pregiudizio davvero gratuiti.
 
 
GF: Avete organizzato parecchi concerti: Subsonica e Verdena sono i primi nomi che mi vengono in mente. Volete raccontarci un po' di backstage? Vogliamo scoprire quanto è faticoso e quanto ci si sacrifica, e vorremmo provare a immaginare quante soddisfazioni possono arrivare...
 
Elisa: I Subsonica li ricordiamo con un piacere infinito. Era il 1999 quando li abbiamo portati all’Hip Hop di Trieste (lavoravamo assieme ad Andrea Rodriguez, oggi responsabile del Tetris). Organizzare i concerti è un lavoro mastodontico. All’epoca ci si occupava di tutto, dalla promozione all’accoglienza, al catering… praticamente andavi a prendere i gruppi all’arrivo e li mettevi a letto la sera. Anzi, per i Subsonica siamo andati addirittura a prenderli la mattina dopo il concerto per portarli alla stazione dei treni (stipati nella nostra 500!). Questo ci permetteva di passare molte ore con le band e sviluppare un rapporto di complicità e amicizia (molto simile a quello che si crea durante le session tv). Ricordo con piacere anche il concerto delle americane Donnas, sempre in quegli anni all’Hip Hop. Il concerto dei Verdena, però, è meglio non citarlo a Ricky. Io ero all’Hip Hop ma lui si trovava in ospedale operato d’urgenza di appendicite!

Ricky: Vero l’appendicite il giorno dei Verdena! Anche questo è molto rock’n’roll però! Tra le tante serate all’Hip Hop ci tengo sempre a menzionare anche i live dei Tre Allegri Ragazzi Morti, Bratmobile, Smith & Mighty, Royalize con Asia Argento, Punkreas, Botch, Maffia Sound System, Alessio Bertallot, Weekendance, Link Sound System, Derozer, Shandon, Moravagine, Statuto, Los Fastidios, Skarface, Yuppie Flu, Sofa Surfers, Earthlings?, Montefiori Cocktail, The Toasters, BeerBong, Motorama, Thee STP, The Embrooks, Soulest feat. Al Castellana, Amari, e tutti gli “eroi locali” che, nel bene e nel male, hanno calcato il mitico palco dell’Hip Hop, locale dell’Ippodromo di Trieste (che ora ha cambiato nome, gestione, stile). Per organizzare i concerti devi avere una passione per la musica assoluta. È davvero faticoso, i margini di guadagno sono bassi, i rischi altissimi. Le soddisfazioni ci sono, ma dopo qualche anno la vita notturna ti logora e brami un weekend fantozziano a casa, con pigiamone, birra ghiacciata, rutto libero, qualche buona lettura o visione di film e serie tv.



GF: Nella bella Capodistria, oggi slovena ed europea, un tempo italiana, c'è spazio per chi vuole fare le cose sul serio, nell'indie rock. Nella stupenda Trieste, un tempo austriaca e cosmopolita, oggi italiana e rabbiosetta, c'è uno spazio ben diverso per chi vuole fare le cose per bene, nell'indie rock. Almeno in tv, in radio e sui giornali. Sbaglio? Perché? Cosa cambia, in quei 25 chilometri di distanza?

Elisa: Forse sono i 25 chilometri del “no se pol”? A parte gli scherzi, Capodistria è un’oasi felice e non sappiamo spiegarci bene come mai. Ora sta un po’ cambiando, stanno costruendo un sacco di mega centri commerciali “costruiscono costruiscono ma le tolgono l’anima e la faranno diventare fredda come Spilimbergo” ci ha detto un operatore della tv. Vedremo che succede! C’è un’estrema libertà di contenuti: nessuno è mai intervenuto sulle scelte delle band che abbiamo deciso di ospitare, o sulle scalette dei brani radio. So che questo non accade alla Rai e in molte radio commerciali, dove tutto deve essere concordato e stabilito in anticipo. Linus di Radio Deejay, secondo quanto riportato da degli amici avrebbe estratto dall’autoradio il cd di Edda “Semper Biot” dicendo: “Questo è uno degli album che ascolto di più, ma non posso trasmetterlo perché non c’è il basso e la batteria”. All’Università frequentai un corso di linguaggi radio-tv tenuto da una docente che lavorava alla Rai regionale. Lei insisteva molto sul fatto che alla radio non si improvvisa nulla, i copioni devono essere scritti nel dettaglio. Noi Russos non lavoriamo così. Certo ci documentiamo e prepariamo, ma poi ci deve essere spontaneità ed improvvisazione. A volte nascono delle gag comiche, delle battute che non potrebbero mai essere pensate in anticipo. Anche per le interviste tv, cerchiamo sempre di improvvisare, tenendo presente un canovaccio indicativo. Poi bisogna adattarsi a chi si ha davanti. Trasmettiamo ciò che ci piace o che comunque riteniamo degno di segnalazione.
 
Ricky: aggiungo che i Russos non sono mai stati, nella vita come nel lavoro, opportunisti, mercenari, ruffiani. Siamo ribelli e siamo liberi. Ringrazio pubblicamente alcune persone di Radio/Tv Capodistria, perché ci hanno supportato, dimostrato stima e fiducia, permesso di lavorare “a modo nostro”: Fulvia Hocevar, Robert Apollonio, Aljoša Curavic, Edi Klemencic.

[continua...]

BREVI NOTE

Per approfondire:
il sito dei THE RUSSOS IN ORBITA, http://therussosinorbita.blogspot.com/
il sito di ELISA RUSSO: http://elisarusso.splinder.com
 
LE PUNTATE DI IN ORBITA RADIO http://fairtilizer.com/users/inorbita
 
LE PUNTATE DI IN ORBITA TV http://www.youtube.com/elisarusso76
 
Gianfranco Franchi, “Lankelot”. Ottobre 2010.
ISBN/EAN: 
000

Commenti

[the russos] tutto su di

[the russos] tutto su di loro. Intervista a cuore aperto. Lato A.

[grazie a ricky & elisa per la disponibilità...]

il pezzo continua qui: http://www.lankelot.eu/musica/russos-intervista-ricky-elisa-russo-anime-...

[the russos] per

[the russos] per approfondire:

il sito dei THE RUSSOS IN ORBITA, http://therussosinorbita.blogspot.com/
il sito di ELISA RUSSO: http://elisarusso.splinder.com
 
LE PUNTATE DI IN ORBITA RADIO http://fairtilizer.com/users/inorbita
LE PUNTATE DI IN ORBITA TV http://www.youtube.com/elisarusso76
 

[trieste] parola chiave

[trieste] parola chiave sempre più ricca. http://www.lankelot.eu/Trieste

[Trieste] Sono veramente dei

[Trieste] Sono veramente dei grandi loro, tanto di cappello. E' difficilissimo ormai trovare musica di qualità in radio per non parlare della tv (non avendo satelliti e robe così, rimane solo Mtv ed è inutile parlarne). In tv manca qualcosa come Videomusic.

[russos] pienamente

[russos] pienamente d'accordo, and. La cosa che mi stupisce è che sin qua proprio un canale come Mtv non se ne sia accorto - per rimediare al patchwork commerciale senza sangue che ha spazzato via videomusic. I Russos in edizione nazionale, nel contesto giusto, negli orari giusti, sarebbero spettacolari.

[russos] c'è una risposta che

[russos] c'è una risposta che dovrebbe far pensare tutti quanti. " La radio e la tv dei nostri sogni esistono appunto solo nella sfera onirica. L’Italia è messa proprio male da questo punto di vista. Soprattutto la tv. Per questo siamo migrati in Slovenia a lavorare."

 

[russos-media] e una

[russos-media] e una provocazione, questa sui media artistici, che a me piace da morire: "I media dovrebbero essere in mano agli appassionati: l’unico criterio di selezione dovrebbe essere il gusto e l’affinità. Senza logiche commerciali. Con leggerezza e autoironia ma anche con qualità ed impegno."

ecco fatto.

[russos] nuova sigla tv di In

[russos] nuova sigla tv di In Orbita! http://www.youtube.com/watch?v=WmSsEq3t3Pw

[russos] annunciati dal tg...

[russos] annunciati dal tg... http://www.youtube.com/watch?v=Ujv6KKzsKbY

[russos] e rilanciati dal

[russos] e rilanciati dal giornalista sportivo Tavcar http://www.youtube.com/watch?v=wQ2tCplwRBI

 

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