Rome

Flowers from the exile

Rome

Rome. Niente a che vedere con il Colosseo. Rome è il moniker scelto da Jerome Reuter quattro anni fa, all'avvio di questa avventura cantautoriale proveniente dal Lussemburgo. Masse Mensch Material era stato nella playlist del sottoscritto l'album del 2008. Certamente un grande album, che ha avuto l'indubbio merito di aprire un piccolo spiraglio di luce in un panorama neo-folk abbrutito dagli anni. Giocando con tutti i cliché del genere voce-chitarra-campionamenti industriali, Reuter aveva messo soprattutto cuore e voce in un progetto solista che dimostrava già maturità e orgoglio.

Masse Mensch Material trasportava l'ascoltatore nel Novecento mitteleuropeo, tra nazisti ubriachi e atmosfere di ciottoli umidi e lampioni rotti. Forse non si poteva parlare di concept, ma quasi. Con Flowers from the Exile, Reuter conferma un insano interesse per i capitoli bui della storia europea, raccontando stavolta l'esilio e la fuga dalla Spagna sconvolta dalla guerra civile prefranchista.

Navi cariche di esuli. Poeti ed intellettuali che abbandonano il paese. La fucilazione di Federico Garcia Lorca. L'assassinio del collega Machado. Le atmosfere industriali ed alienanti di Masse Mensch Material lasciano spazio ad un suono nostalgico, più folk, grazie anche al contributo del talentuoso polistrumentista Patrick Damiani e del violinista Nikos Mavridis. Siamo quindi dalle parti di Leonard Cohen, di Nick Cave e degli Spiritual Front. Tuttavia è la vera verve artistica di Jerome Reuter che emerge da queste amare ballate, una voce grave ma suadente che abbraccia anche nei momenti più duri e commoventi dell'album. Finalmente il fantasma dei Death In June viene esorcizzato: To Die Among Strangers (The whores of Rome and the kings of France / Have tried to brave my fire / To find a little place in the grass / Tune up for the funeral march) è portata da un furioso arpeggio di classica, mentre in sottofondo, residuo industrial, urla in lingua spagnola rendono la tragedia vivida e dolente. The Accidents Of A Gesture (We shall stay in the shadows, in the meadows afire / As thieves for hire / and we shall remain invisible, for we travel light / For we do not rush toward the light) ci porta ancora nella clandestinità in patria, nel dramma fratricida partigiano, con una cadenza marziale che lentamente si apre alla melodia.

Seguono We Who Fell in Love with The Sea e la quasi pop Flowers frome The Exile, che in realtà nasconde tanto nei testi (Think of me as the one to remain unknown / For more than I you have been a face to hide / You have become a name to forget / Would you ever surrender?) quanto nelle melodie, omaggiando chi è andato perdendosi nell'oblio della storia. Unico rammarico, l'esclusione dalla scelta dei brani di Flowers from the Exile di Mourir a Madrid, b-side contenuto nel singolo To Die Among Strangers. Non avrebbe sfigurato in mezzo a questi gioielli.

Paolo Castronovo, Agosto 2009.

 

DISCOGRAFIA ESSENZIALE e BREVI NOTE

Flowers from the Exile (2009), Trisol Records

Masse Mensch Material (2008)

Confessions d'un Voleur d'Ames (2007)

Nera (2006)

 

Approfondimento in rete: www.romepage.eu - sito ufficiale della band - http://www.myspace.com/romecmi

 http://www.youtube.com/watch?v=YR4gVcFqFWM - The Accidents of gesture (unofficial video)

  

ISBN/EAN: 
00

Commenti

è sempre una gioia quando PAUL NEWFIELD parla di musica.

buona lettura

Ahahah Finora mi avevano solo rinominato NEWCASTLE!!! Grazie :)))

"Siamo quindi dalle parti di Leonard Cohen, di Nick Cave e degli Spiritual Front"

> Sbaglio o si tratta di tre dei tuoi riferimenti principe? ;)

"insano interesse per i capitoli bui della storia europea, raccontando stavolta l?esilio e la fuga dalla Spagna sconvolta dalla guerra civile prefranchista.

Navi cariche di esuli. Poeti ed intellettuali che abbandonano il paese. La fucilazione di Federico Garcia Lorca. L?assassinio del collega Machado"

> Coscienza civile o memoria politica? Qual è il senso profondo di una scelta come questa? A chi sta comunicando cosa?

(vado ad ascoltarmeli meglio. Le tue segnalazioni sono sempre molto preziose, paul;) )

4. Assolutamente non politica. Riflessione poetica, questo sì. Lo stato emozionale dell'esule, l'interesse per la decadenza europea del '900, credo sia una ricerca interiore che prende spunto da questi "momenti bui". In ogni caso, civile e non storica.

3. :) A parte Cohen, che ho ascoltato molto in passato, ormai Cave e gli SF fanno parte del mio Olimpo sonoro.

Cave si sente tantissimo, nei Rome...

(?It is no political album. Nothing is pure politics. If you sing about love between people and the fear of man, than this is nothing political. But at the same time there is nothing that could be more political?).

Jerome Reuter su FftE

Su ibs è irreperibile. Pare, invece, che qui si trovi:
http://www.deastore.com/cd/flowers-from-exile-rome/4260063943621.html?&r...

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