Rice Damien

O

Rice Damien

Stanotte voglio raccontarti una fiaba.
O
Lasciarti a bocca aperta.
Stanotte. Voglio stupirti. Come non ho fatto mai.
O è un disco che gira.
O è un modo per farti entrare in un emozionante percorso sonoro.
O è arte.
Ascolta. Tra queste quattro mura. Questa è musica.
Suonata in un mixer da pochi canali. Dentro una stanza.
E ciò credimi, rende questo disco magico. Struggente, emozionante.
Colpisce forte dentro. Cuore, anima e cervello.

O è il primo disco di Damien Rice uscito nel 2004.
Rimasto nel dimenticatoio o quasi (distribuito in pochi paesi europei).
Esploso come colonna sonora nel 2006, nel film di Mike Nichols 'Closer'.

Damien Rice, irlandese, nato nel 1970 è un cantautore incredibilmente bravo.
Raffinato. Capace di incredibili esecuzioni vocali. Che con l'uso di pochi strumenti, è facile immaginarlo suonare con i suoi amici intorno ad un camino, è riuscito a creare un disco splendido e profondo. Semplicemente. Meraviglioso.

Spingi Play. E vedrai che.

'Delicate'
Chitarra acustica. In penombra. Malinconica.
Spazzole e il canto. Divino. Profondo. Intenso.
Un incipIt che è meraviglia.
"We might kiss when we are alone/When nobody's watching/We might take it home/We might make out when nobody's there/It's not that we're scared/It's just that it's delicate"
Ora che gli archi entrano delicati ad incastrarsi in questa magia sonora, chiudi gli occhi e abbracciami forte. E baciami, baciami soltanto.
Tenendomi per mano portami in questo intenso finale così pieno di archi e di canto.
D'amore e tristezza. E così che mi chiedo perché ora non canti più con me?
"So why do you fill my sorrow/With the words you've borrowed/From the only place you've know
And why do you sing Hallelujah/If it means nothing to you/Why do you sing with me at all?"
Non temere è solo poesia che nasce e fuoriesce copiosa da tutti i pori.
E solo l'inizio.

'Volcano'
Inizia tra viole, chitarra acustica basso e batteria che suona in levare.
Un jazzato, storto e oscuro. La voce, poi rimane sul basso e sui piatti. Poi le viole.
E' un inno a. Lo sapevo che non avrebbe funzionato. Credimi. Solo un sogno, durato niente.
Io lo sapevo che.
Lisa Hanningan e uno splendido arrangiamento di archi sono melodia speciale.
"What I am to you is not real/What I am to you you do not need/What I am to you is not what you mean to me/You give me miles and miles of mountains/And I'll ask for the sea".
E una goccia di ritornello da bere e gustare come un buon whisky stagionato.
La strofa cantata dalla Hanningan fa venire la pelle d'oca. E' uno squarcio di quiete.
"Don't throw yourself like that/In front of me/I kissed your mouth your back/Is that all you need?/Don't drag my love around volcanoes melt me down".
Ora segui questo duetto splendido tra Damien e Lisa. Tra sali e scendi pericolosi ma spettacolari da seguire. Tra sospiri e soffusi strumenti che si perdono. Si ritrovano. S'incrociano. Incantano.
Ecco.
Questo è puro incanto.
Questi sono petali di candore?
"Volcanoes melt me down/She's still too young/I kissed your mouth/You do not need me"
No. Forse non avevi bisogno di me.

'The Blower's Daughter'
(Il brano che faceva parte della colonna sonora di:'Closer')
Penso di aver pianto, almeno una volta, ascoltando questa canzone.
Penso di non aver mai visto così tante belle cose ascoltando questa canzone.
Penso di non aver mai sentito così tanto freddo ascoltando questa canzone.
Penso che tutti almeno una volta dovrebbero sentire questa canzone. E dire che.
E dire che. Ti penserò fino a quando non troverò qualcun'altra.
Tepore.
Una perfetta quiete.
Ma allo stesso momento una sensazione che ti scuote come una tempesta.
Il canto. La chitarra. Gli archi.
Un'interpretazione, a dir poco struggente.
"And so it is/Just like you said it would be/Life goes easy on me/Most of the time/And so it is/The shorter story/No love, no glory/No hero in her sky/I can't take my eyes off of you/I can't take my eyes off you".
E' di una poetica devastante questo momento che non riesco mai a capire se il mio volto diventa sorriso o pianto.
Quando il basso inizia a penetrarti. E il ritmo incalza, accarezzandoti. Lento ed inesorabile.
E la voce ti tocca nel profondo, cribbio, è incredibile.
"And so it is/Just like you said it should be/We'll both forget the breeze/Most of the time/And so it is/The colder water/The blower's daughter/The pupil in denial/I can't take my eyes off of you/I can't take my eyes off you".
Si, credo di essermi davvero emozionato. Quando sorprendente entra la voce della Hanningan, tra piccolissimi cristalli di chitarra elettrica soltanto accennata.
Ora sono sicuro che mi emozionerò ancora al sorridere di una donna.
"Did I say that I loathe you?/Did I say that I want to/Leave it all behind?/I can't take my mind off of you/I can't take my mind off you/I can't take my mind../My mind...my mind.../'Til I find somebody new".
Sarà ancora così. O forse. No.

'Cannonball'
E' un canto di chitarra incastonato nella più bella melodia.
Perfetta per il canto di Damien. Leggero. Pura meraviglia.
Il testo è poesia perfetta, ancora una volta sofferta e malinconica.
Profonda e li che ti guarda. E ti squarcia il petto. Ed il cuore è indeciso tra pietra, amore.
Vorrei solo. Morbida. Su di me.
"Still a little bit of your taste in my mouth/Still a little bit of you laced with my doubt/Still a little hard to say what's going on/Still a little bit of your ghost your witness/Still a little BIT of your face I haven't kissed/You step a little closer each day/Still I can't say what's going on".
Cammina, la musica e la voce. In questo bosco. Tra spine e petali di rose di incredibile bellezza.
E te che nuoti. Nella mia testa. A pelo d'aria. Sul velo che che separa l'aria dall'acqua. Ecco.
"Stones taught me to fly/Love taught me to lie/Life taught me to die/So it's not hard to fall/
When you float like a cannonball".
C'è ancora la tua voce, che mi percuote. Riverberi della tua risata. Immagini del tuo sorriso.
Se mi allungo un attimo posso addirittura toccarti. Accorciando queste distanze.
"Still a little bit of your song in my ear/Still a little bit of your words I long to hear/You step a little closer to me/So close that I can't see what's going on".
Chitarra e voce. Nient'altro. Non serve nient'altro. Per poter vedere questa notte.
Non servono stelle. Ci sei tu. Ed io m'incanto. Ora che sto sognando.
Perché non ci sei.
"So come on courage!/Teach me to be shy/'Cause it's not hard to fall/And I don't wanna scare her/
It's not hard to fall/And I don't wanna lose/It's not hard to grow/When you know that you just don't know".

'Older Chests'
La canzone di mezzo.
Un passaggio acustico.
Arricchito dagli archi e dalla solita, splendida interpretazione vocale di Damien.
"Like time, there's always time/On my mind/So pass me by, I'll be fine/Just give me time".
Che allunga e accorcia. Ammalia e incanta. Un canto che si perde nel vento. Cantato nel vento.
Purezza e raffinatezza nei raddoppi vocali di Lisa.
Che ancora una volta è emozione vera nel momento in cui sospirante si appoggia sugli archi.
"She broke down the other day, yeah you know/Some things in life may change/But some things they stay the same/Like time, there's always time/On my mind/So pass me by, I'll be fine/Just give me time/Time, there's always time/On my mind/Pass me by, I'll be fine/Just give me time".
Ed il tempo come vedi. Mi ha portato a. Dimenticare. Ed il bene mi è scivolato tra le mani.
Ed il bene ora. Non riesco più a darti. Ma un giorno vedrai. Io riuscirò.

'Amie'
Apri il cuore. Perché sarà ancor più facile farti trasportare.
Che dal cuore comunica. Il canto e la musica.
Ad occhi chiusi tra le folate degli archi. E la voce che è nebbia, trasognante, tra le note.
Scusami se questa canzone è un capolavoro e non te lo riesco a spiegare.
"Nothing unusual, nothing strange/Close to nothing at all/The same old scenario, the same old rain/And there's no explosions here/Then something unusual, something strange/Comes from nothing at all/I saw a spaceship fly by your window/Did you see it disappear?"
Scusami se piango note. E gli archi mi fanno tremare come se fossi. Acqua, pioggia.
Tutto, Niente.
"Amie come sit on my wall/And read me the story of O/And tell it like you still believe/That the end of the century/Brings a change for you and me".
Perdonami se ho creduto per un attimo che la tua bocca fosse un miracolo.
Che il tuo corpo fosse il miglior paradiso da esplorare.
Scusami se ho pensato per un solo istante che i tuoi occhi erano il cielo.
Il tuo naso un'opera d'arte.
"But I'm not a miracle/And you're not a saint/Just another soldier/On the road to nowhere".
Che canzone incredibile. Fidati di me.
Repeat. Repeat. Repeat.

'Cheers Darlin'
Clarino. A disegnare. Percussioni, forse bicchieri?
Chitarra o arpa?
Voce.
Un altro capolavoro che si sviluppa. Come una pellicola.
Piano, piano. Salendo. Prendendo corpo e forza.
Delizia.
"And I die when you mention his name/And I lied, I should have kissed you/When we were running the reins/What am I darlin'?/A whisper in your ear?/A piece of your cake?/What am I, darlin?/The boy you can fear?/Or your biggest mistake?"
Sussurri. E' stato solo un errore.
Prima o poi lo confesserai.
Un lasciarsi andare. Non lo dovevamo fare.
Esplodono in cascata gli archi con la voce nel finale.
E se poi cantano così? Con questo pianoforte.
Lasciati andare. E' solo musica. E le mie parole stanche.

'Cold Water'
E' un'altra pietra preziosa.
Una ballata intesa e malinconica.
Pianoforte che suona come un cuscino caldo. E la chitarra delicata e calda come una coperta.
Un quadro perfetto a cui si aggiungono le voci di Damien e Lisa.
Un letto caldo dove aspettarti, ancora. Donna, dove sei?
Coro. A nascondersi. Profondo.
"Don't you know i love you/And I Always have/Hallelujah/Will you come with me".
L'ingresso della voce di Rice, ora è da far drizzare i peli del corpo. Intero.
PoesiaMagiaSplendoreMeravigliaArteStupore.
Solo così si può descrivere la fusione delle due voci, adesso.
Amore.
"Lord, can you hear me now?/Or am I lost?".

'I Remember'
Il canto di Lisa. La chitarra arpeggiata di Rice.
"I remember it well/The first time that I saw/Your head around the door/'Cause mine stopped working/I remember it well/There was wet in your hair/I was stood in the stairs/And time stopped moving".
Un dialogo. Un riflesso. Uno specchio. Di luce immensa.
Il cuore che inizia a battere forte. Guardando. Innamorandosi.
"I want you here tonight/I want you here/'Cause I can't believe what I found/I want you here tonight/I want you here/Nothing is taking me down, down, down...".
Stanotte. Vorrei averti qui. Per guardarti imbambolato. Perché io. Io. Non ho mai visto una meraviglia come te.
"I remember it well/Taxied out of a storm/To watch you perform/And my ships were sailing/I remember it well/I was stood in your line/And your mouth, your mouth, your mouth...".
Ed ecco che cambia il ritmo. Entrando la voce di Damien. Rispondendo. Incalzando.
"Come all ye lost/Dive into moss/I hope that my sanity covers the cost/To remove the stain of my love/Paper maché".
Un capolavoro. Che disintegra. Prende in mano il cuore e l'accoltella.
Copioso ed intenso salire. Un canto lancinante.
"Come all ye reborn/Blow off my horn/I'm driving real hard/This is love, this is porn/God will forgive me/But I, I whip myself with scorn, scorn"
Straziante.Travolgente. Incredibilmente coinvolgente.
Portami sul baratro di questo finale, MAESTOSO.
Non ti chiedo altro. Solo dozzine di replay, della stessa scena.
"I wanna hear what you have to say about me/Hear if you're gonna live without me/I wanna hear what you want/I remember December/And I wanna hear what you have to say about me/
Hear if you're gonna live without me/I wanna hear what you want/What the hell do you want?".
Una crepa al posto del cuore. Un fiore. Un sorriso. Il tuo sapore.

'Eskimo'
La fine.
Tu diventavi luce per colmare il mio buio.
"Tiredness fuels empty thoughts/I find myself disposed/Brightness fills empty space/In search of inspiration".
Dopo la tempestosa traccia precedente un momento di rilassatezza.
Un modo per ricucire le ferite. Ritrovare il proprio cuore sano e salvo tra le note colorate dei cori e del canto. Tra gli archi e i piatti. Tra le armonie e le melodie da recuperare e trattenere.
"I look to my eskimo friend/When I'm down, down, down".
Un momento di freddo calore.
Alla ricerca della giusta destinazione.
Ora che. Sono salvo da te.
Adieu
Finisce.
Finito.

Damien Rice - O


Tomo - Batteria e percussioni
Vyvienne long - cello
Shane Fitzsimons - basso (track 1,8,9)
Lisa Hanningan - voce
Damien - voce, chitarra, piano, clarino.



Ed inoltre:
Jean Meunier - Piano
Caz baby - djambè
Marc Kelly - Chitarra in "The blower's Daughter"
Conor Donovan - Timpani e percussioni


All'interno dell'album sono contenute due ghost track.
-Prague
-Silent Night

Mele Fabio  Agosto2008

Questa recensione è apparsa il 07/06/2007 su ciao.it

Rice Damien - O di rapace
Rice Damien - O di matrivianico

ISBN/EAN: 
5050466478856

Commenti

Azz, mi sono scordato un po' di cose :)

arrivo:)
intanto inserisco le altre recensioni del disco. Deka min e sistemo tag e codicillo per ordini varii

Mi ero scordato di questo scritto. Mi sa un po' troppo onirico :D

Da paura:). Molto sentimentale e intensa. Ho inserito una copertin-ina e qualche utile tag per l'indicizzatio.
Gran ritorno del Caraffa!

ocio che sulla tua scheda non va il link ai Mug - c'è una virgola dentro -

Ah, nei Tag bisogna mettere la virgola :)

yez:)

5. Grazie. Hai notato che foto ahaha Festa della birra a Copertino(LE)

(è da paura:).)

Ancora non va anche se c'è il punto :-S

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