Qualora non vi sia stato possibile vedere il videoclip del primo singolo della band, cercate di rintracciarlo, poiché potrete subito intuire il genere di questa ancora sconosciuta band.
Questo è un disco molto diretto che si fonda su un indubbio richiamo al punk fra gli anni ’70 e gli inizi degli anni ‘80, particolarmente per la voce e le strutture dei pezzi, con melodie e stacchi che gravitano attorno al “lavoro” del cantante-bassista Anthony Roman. Ma questa è solamente la prima metà del sound dei Radio 4, dove tutto il resto è pura dance da club newyorchese, musica dove a far ballare è il movimento delle canzoni suonate sostanzialmente da una classica formazione rock. L’impatto con Gotham, pubblicato già nel 2002, è perciò quello di una gradevole ruvidezza che ti porta a muovere sui battiti del basso gonfio e distorto su cui si appoggia il resto della band, lasciandoti trascinare dalle impennate funky della loro istintiva dimensione dance.
La formazione si presenta nutrita, con batteria e percussioni ( rispettivamente Greg Collins e PJ O’Connor), la chitarra di Tommy Williams (anche seconda voce), il cantante e bassista Anthony Roman e le keyboards di Gerard Garone. Questa line-up assicura alla band una particolare escursione di sonorità, sempre orientate in quell’eccentrico mix fra punk e disco di cui si è parlato.
I pezzi che principalmente provano questa singolare attitudine sono anzitutto i due singoli, di cui si può scaricare i videoclip dalla rete. “Eyes Wide Open” inizia con l’accattivante reef funkeggiante della chitarra di Williams, legandosi all’onda della semplice ma efficace linea melodica del cantato; è quindi nel ritornello che il pezzo dà il meglio di sé, sviluppandosi con un coro a due voci e una cadenza delle note del basso molto più “disco” che in altri pezzi, quasi ad ascoltare gruppi come Tower Of Power o Kool and The Gang.
Per non parlare della trascinante quarta traccia “Dance To The Underground”, un pezzo sapientemente diviso tra vari momenti, l’intro e la strofa, lo stacco dei quattro minuti con le tastiere in evidenza assieme alle percussioni, che portano alla fine della canzone; una canzone dall’inconfondibile groove che trascina l’ascoltatore in una atmosfera metropolitana e soffocante, dove il sudore è la via d’accesso allo sfogo della danza.
Per chiudere la triade dei pezzi più rappresentativi dello stile punk-disco dei Radio 4, la penultima traccia dell’album “Pipe Bombs”. A cavallo tra la musica dub, sullo stile degli Almamegretta e dei primi Subsonica, il sound di questo pezzo si gioca sulla ritmica sospesa di basso e batteria, ricordando qui soprattutto i grandi Police - altro gruppo che si può collocare alle radici dei Radio 4.
Come i Police hanno subito imparato a giocare tra musica afro-caraibica e il punk del primo periodo in cui si formarono, così anche i Radio 4 attingono a questo mix modernizzandolo con una venatura marcatamente disco; in “Pipe Bombs” è partire dai quattro minuti e quaranta secondi di musica che sfocia il più diretto disco-sound di questo album, con cassa e charleston che segnano un beat elettronico legato alle keyboards e alla voce filtrata. Infine, a chiusura dell’album, quasi a voler porgere ai fan il testimone delle loro più profonde radici, l’ultima traccia spiazza gli ascoltatori proponendo essenzialmente una corsa punk senza respiro con tanto di stacco centrale batteria-voce, come la migliore old punk school insegna, nonostante l’evasivo titolo “New Disco” possa far scivolare le aspettative verso sonorità in bilico tra la pura Dance Music e il Punk-Rock, il chiaro marchio sonoro dei Radio 4.
Questo secondo disco del gruppo di New York si dimostra perciò come un’interessante proposta musicale, certamente lontana da quelle sonorità concettuali e complesse che nell’ultimo periodo rappresentano l’avanguardia del rock (Radiohead o Blur), ma del resto non così vicina alla ricercata tradizionalità nei suoni e nella stesura delle canzoni di altri dischi di questi ultimi mesi (White Stripes).
Certo nel complesso non è un album “importante” i cui pezzi possano segnare la storia della musica, così come talvolta l’eccessiva omogeneità dei pezzi può distanziare dall’ascolto; eppure il pregio dei Radio 4 sta nell’aver optato per questa formula a cavallo tra tradizione e modernità, applicata in musica con lo scopo di suonare per ballare, ricreando in un album la stessa passione ed energia di un concerto live. Questo disco quindi è per chi stia cercando di ritrovare in una band la forza di un approccio “rock” alla composizione dei pezzi, dove all’ascolto non si slega il coinvolgimento fisico della danza. Quasi a sentire il vibrare delle corde del basso che spinge il ritmo di ogni pezzo, nella calca che ti spinge contro le transenne delle prime file.
BIODISCOGRAFIA ESSENZIALE
GOTHAM, Gern Blandsten / Extralabels Virgin 2002
NEW SONG AND DANCE, Gern Blansted 2000
I Radio 4 si formano nella primavera del 1999, dopo aver scelto il titolo di una canzone dei P.I.L. (Public Image Limited, il gruppo di John Lydon dopo i Sex Pistols) come nome del gruppo. Riescono in breve tempo a pubblicare un primo EP, seguito agli inizi del 2000 dal loro primo album “New Song and Dance”.
Dopo un lungo tour negli Stati Uniti, tornano in studio registrando nei primi del 2001 un secondo EP che sarà poi l’introduzione al loro ultimo album; l’EP “Dance To The Underground” contiene l’omonimo pezzo più una sua versione remigata, oltre che le altre “Sink So Low” e “Caroline”. Infine nel 2002 l’uscita del loro secondo album “Gotham”, mixato in studio dall’eccellente coppia del team di produzione Dfa, composto da Tim Goldsworthy e James Murphy, già producer di molti gruppi sia elettronici che rock (UNKLE, Turing Machine, Primal Scream), contribuendo ancor di più all’impronta dell’ultimo lavoro dei Radio 4.
FONTI in Rete: al momento non è facile trovare molto materiale riguardo questa band. In ogni caso esiste il sito del gruppo, da cui peraltro si è attinto per la parte biodiscografica, così come si sono scaricati i video dei singoli sopraccitati e l’immagine dal concerto di Tokyo: www.r4ny.com
Andrea Vergani.
Commenti
Incredibile: prima pubblicazione, lankelot.com
"Qualora non vi sia stato possibile vedere il videoclip del primo singolo della band, cercate di rintracciarlo, poiché potrete subito intuire il genere di questa ancora sconosciuta band." http://www.youtube.com/watch?v=asxIA2_BVBM
wow (e questo viene dall'ultimo disco...)
"Come i Police hanno subito imparato a giocare tra musica afro-caraibica e il punk del primo periodo in cui si formarono, così anche i Radio 4 attingono a questo mix modernizzandolo con una venatura marcatamente disco;"
> coraggiosissimo ad accostarli già nel 2003 ai Police:).
Gronde
http://www.youtube.com/watch?v=jyyu34WVZ4c&mode=related&search=
"Party Crashers": molto molto molto New Order-Happy Mondays d'antan
http://www.youtube.com/watch?v=iVHsWfE1aJg&mode=related&search=
"State of alert". Questa ha girato parecchio, negli ultimi anni. Vale il commento di poco fa:)
RADIO4: copertina!
RADIO4: copertina!