R.E.M.

Chronic Town

R.E.M.

“Abbiamo fatto questo LP per divertirci e per imparare” (Peter Buck).

Un esegeta del rock, uno strambo ragazzo con voglie artistiche, un batterista donnaiolo che contende a Elio delle Storie Tese il primato delle più folte sopracciglia del rock e un musicista completo dall’eterna faccia da bambino. I primi due, Peter Buck e Michael Stipe, sono quanto di più speculare si possa immaginare a livello caratteriale e forse proprio per questo sono sempre andati d’accordo; la sezione ritmica, Bill Berry e Mike Mills, è passata dall’insofferenza reciproca all’intesa perfetta. Le vicende iniziali dei quattro ragazzi si svolgono nella città universitaria di Athens, Georgia, sud degli Stati Uniti, una specie di isola felice nel mare della mentalità tradizionale chiusa tipica degli ex stati confederati. Da Athens esplosero a livello mondiale i B-52’s e su scala più limitata i Pylon, ma i gruppi, alla fine degli anni ’70, nascevano uno dopo l’altro: Tone-Tones (uno dei preferiti di Peter Buck) e Method Actors tra i più interessanti. Spinti dalla frenesia e dalla freschezza della scena musicale, i quattro decisero di formare un gruppo e affittarono una vecchia chiesa sconsacrata come abitazione e sala prove. Il debutto dal vivo avvenne ad una festa di compleanno di una loro amica, Kathleen O’Brien; in effetti, fu la stessa amica a chiedere un’esibizione come regalo. In seguito a quello che fu definito dai presenti “un evento” (giudizio influenzato, probabilmente, anche dalle massicce dosi di birra e barbiturici presenti alla festa), il gruppo decise di continuare, però serviva un nome. Dopo aver scartato varie possibilità (Twisted Kites, Cans of Piss e Slut Bank), scelsero la sigla R.E.M., dall’ovvio significato (Rapid Eye Movement, il movimento velocissimo delle palpebre durante il sonno, collegato ai momenti in cui si sogna), ma dalla possibile interpretazione libera.

Dopo il primo singolo “Radio free Europe” (primavera del 1981), che fece scalpore presso i critici e le radio, al contrario delle loro aspettative (“Ha un suono confuso. Nel passaggio dal master alla stampa è diventato uno schifo” [Peter Buck]), i quattro ragazzi registrarono il loro esordio sulla media distanza, un mini-LP dal titolo “Chronic Town”.

Il disco venne inciso con questo spirito: “Non è così che si dovrebbe fare, perciò facciamolo”. È Mitch Easter che parla, il produttore dei dischi della prima fase della carriera dei R.E.M. Al gruppo un atteggiamento simile andava benissimo. Michael Stipe, per fare un esempio, cantava in un angolo, rivolto verso il muro, lontano dagli altri tre; i testi delle canzoni, poi, assolutamente incomprensibili, erano biascicati da Stipe in relazione al suono delle parole, senza nessuna attenzione al loro significato. La caratteristica principale di quelle canzoni, era la chitarra arpeggiata di Peter Buck, un chitarrista dilettante che si riteneva talmente modesto, che quando sentì suonare Mike Mills, intimidito dalle sue grande capacità, si dichiarò disposto a passare al basso, offerta rifiutata solo perché la sezione ritmica Mills-Berry, anche all’inizio, funzionava già alla perfezione.

“Chronic town” si apre con “Wolves, lower” e con un arpeggio della chitarra di Peter Buck che diventerà una caratteristica fondamentale della prima fase della carriera del gruppo. Il ritornello si districa tra la magnifica voce di Michael Stipe e i cori e controcanti di Mike Mills. Una chitarra profondamente folkeggiante introduce la splendida “Gardening at night”, una canzone dove la voce sembra indistinguibile rispetto agli strumenti e alla linea melodica. Il primo lato si conclude sul “tiro” deciso di “Carnival of sort (box cars)”, dal ritmo spezzettato da una chitarra quasi funky; il ritornello, con il controcanto di Mike Mills, è uno di quei colpi di genio che abbondano nella produzione primordiale dei R.E.M.

Il secondo lato offre due sole canzoni, molto più inusuali delle loro compagne del primo lato. “1,000,000” insiste sul timbro funky della chitarra di Buck, sullo splendido lavoro di basso di Mills e sulla voce grintosa di Stipe. La chiusura di “Stumble” è affidata quasi completamente agli stacchi della batteria di Berry, protagonista quasi assoluta del brano. La voce, come sempre, recita testi incomprensibili e diventa uno strumento aggiunto: “Avvolta in una coltre di nebbia, aveva un tono spiritato che non si sentiva da anni”, scriveva Tony Fletcher nella sua biografia.

Un esordio più che positivo per un gruppo che registrò questo mini-LP a ruota libera, sperimentando e provando soluzioni che vanno dallo strano, al geniale, fino all’incomprensibile, ma che ebbe l’accortezza di non ripetere in uno studio di registrazione ciò che suonava solitamente dal vivo. Questa, probabilmente, fu la mossa che riuscì a distinguerli fin da subito dalla massa di nuovi gruppi che tentano la scalata verso la notorietà.

DISCOGRAFIA ESSENZIALE e GENESI DEL GRUPPO.

Reveal (Warner Bros, 2001), Up (Warner Bros, 1998), New adventures in hi-fi (Warner Bros, 1995), Monster (Warner Bros, 1994), Automatic for the people (Warner Bros, 1992), Out of time (Warner Bros, 1991), Green (Warner Bros, 1988), Document - N° 5 (IRS, 1987), Dead letter office (IRS, 1987), Lifes rich pageant (IRS, 1986), Fables of the reconstruction/Reconstruction of the fables (IRS, 1985), Reckoning (IRS, 1984), Murmur (IRS, 1983), Chronic town (IRS, 1982)

I R.E.M. si formano nella città universitaria di Athens, Georgia, alla fine degli anni ’70, con un nucleo che rimarrà invariato per più di quindici anni: Peter Buck (chitarra), Michael Stipe (voce), Mike Mills (basso) e Bill Berry (batteria). Quest’ultimo lascerà il gruppo nel 1997, portando i R.E.M. vicini allo scioglimento; la decisione fu quella di continuare in tre, senza un sostituto fisso alla batteria.

Il debutto su 45 giri, inciso per la piccola etichetta Hib Tone, è datato luglio 1981: “Radio free Europe” ottiene un inaspettato e lusinghiero successo presso le college radio. Dopo la firma con IRS di Miles Copeland, è la volta del mini-LP “Chronic Town” (agosto 1982) e del primo album vero e proprio, “Murmur” (aprile 1983). Nel 1988 il gruppo abbandona la semi-indipendente IRS e firma per la major Warner Bros.

La carriera dei R.E.M. è un continuo crescendo: sino al successo stratosferico di “Out of time”, del 1991, ogni disco del gruppo vende più del precedente. Con il successivo “Automatic for the people” si apre una nuova fase, caratterizzata dai cambi di umore e dalle sterzate stilistiche, sino ai recenti “Up” e “Reveal”.

Caio - Recensione pubblicata sul sito www.it.ciao.com in data 15 ottobre 2003, salvo alcune piccole modifiche; quindi, Lankelot.com

Riferimenti principali:

R.E.M. – Vecchie storie, nuove avventure”, di Tony Fletcher – Gianni Sibilla, Arcana Editrice 1997

R.E.M. – Manuali rock”, Arcana Editrice, 1992

ISBN/EAN: 
00

Commenti

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Caio la racconta.

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