Placebo

Without You I'm Nothing

Placebo

Pure Morning.

Mi piace pensare a una bella mattinata. A un inizio di giornata spettacolare.
Prima di andare a dormire. Dopo una notte di alcool, rock, amore e decine di altre belle sensazioni. Di vedere accanto ad una ragazza un’alba meravigliosa. Con questo disco nello stereo. Il secondo, di questa band dall’immagine ambigua e dark: Without you I’m nothing; il secondo, clamoroso LP dei Placebo.
Le migliorie a livello artistico, rispetto al primo omonimo cd, sono numerose.
Steve Hewitt sostituisce alla batteria Robert Shulzberg ed è assolutamente un salto di qualità sonoro e tecnico. Il songwriting della band è sicuramente migliore. Nessuna delle canzoni presenti nel disco stona in confronto alle altre. E questo è sicuramente un gran punto a favore.
L’incipit è appunto Pure Morning, che diventerà in pochissimo tempo uno degli inni della band di Brian Molko, protagonista tra le altre cose del bellissimo video di questo brano.
È un martellante pulsare elettronico, elettrico e distorto che stordisce e incanta. È una filastrocca ambigua, colorata di smalto nero, il canto: “Day’s dawning, skins crawling / Pure Morning”. Accompagnano la voce le chitarre (decisamente interessanti. Per la ricerca dei suoni e delle accordature) distorte e pulite che si incastrano splendidamente, un grandissimo lavoro di piatti che colorano il tutto con gusto e classe.
Brick Shithouse entra violenta e distorta. Dopo un impasto distorto voce/chitarra. È una canzone che gioca sugli stop. Sui continui saliscendi. Su un basso enorme che corre veloce armonizzando in maniera esemplare le chitarre e la voce. Spettacolare il lavoro di batteria, che corre come un treno, dalle sembianze quasi punk.
You Don’t Care About Us è una di quelle canzoni che ti ricordi per sempre.
Incredibile l’armonizzazione chitarre/basso all’inizio. Che ricordano qualcosa dei Cure di “Kiss me Kiss me Kiss me” e di “
Disintegration”. Bella, bella nel complesso tutta la canzone. Arricchita da un grandissimo arrangiamento sonoro sui ritornelli e sullo special prima del finale, dove le voci di Molko si susseguono formando una bellissima melodia.
Ask for Answers è il primo lento. Pulito. Tutta melodia. Basso, chitarra e voce che spesso rimangono a cantare da soli con una spazzolata di piatti. La batteria entra ed esce a colorare magnificamente. Splendida la sorta di reprise dove il basso la fa da padrone assoluto.
Without You I’m Nothing è la canzone che dà il titolo all’album.
Una pugnalata al cuore. Un piccolo gioiello musicale. Per testo e musica. Straordinari gli arrangiamenti chitarristici. Bellissimo il suono del basso che oscuro si contorce e poco a poco ti strappa, ti agguanta, ti succhia via l’anima. Di una bellezza unica l’interpretazione di Molko che incanta veramente.
Straordinario il testo. Poesia cristallina che bacia grande musica.
Da ascoltare in loop, infinite volte.
Allergic (To thoughts of mother earth) è un altro lavorone di basso. Che stavolta è distorto ed enorme. Le chitarre sono ancora assai presenti e come sempre colpiscono per bellezza e sperimentazione. Potente il momento strumentale dove esplodono gli armonici che innescano il corposo finale tra distorsioni e feedback.
The Crawl è un altro momento di quiete. Le spazzole sul rullante accompagnano una triste melodia, supportata da grossi arpeggi di basso. Da pianoforte e synth. L’interpretazione di Molko è triste e molto profonda.
Un altro splendido esempio di arrangiamento sonoro fatto con gran classe.
Every You Every Me inizia con una chitarra che grida solo da una cassa.
Poi tutto entra, a pieno ritmo. Una canzone semplicissima. Che gira su tre, quattro accordi ma che è resa davvero molto bella dal gusto incredibile dei tre Placebo. Dal cuore della ritmica che pompa incredibilmente, dalle pennellate armoniche che ammaliano colorando in testa decine si sensazioni e suggestioni. Interessante ancora il testo. Amore. Facile. Prestato.
My Sweet Prince è un tappeto percussivo elettronico che scompare quando entra, lenta e delicata la batteria ed il resto della band. Tra squarci di pianoforte. Tra chitarre sfiorate, che sussurrano al basso la strada da percorrere. Soffocando ancora nella voce di Molko.
Che mai avrebbe pensato che il suo dolce principe fosse in grado di scopare con il suo cervello.
“You are the one”. In loop, fino alla fine, inseguendo praterie sonore dove il piano gocciola note che sembrano cadere dal cielo. Alta classe, complimenti.
Summer’s Gone entra meravigliosamente (batteria in levare) in tre. One – two – three. One – two – three. E la sensazione è ottima. La chitarra è morbida. La batteria deliziosa, l’atmosfera intorno è godibile. Ancora synth e piano. Ancora suggestive melodie. Che colorano dentro. Sì. Dritto all’anima.
Scared of Girl è l’ultima scaricona distorta. Interessante ancora la ritmica batteria/basso, che lanciano e pennellano le strofe e i ritornelli. Rumorosa ma sempre assai melodiosa la chitarra. Fichissimi i suoni nascosti sotto l’impasto power trio. Sinceramente il pezzo che lascia meno il segno. Godibile, comunque, ma niente di più.
Burger Queen parla di un travestito lussemburghese, malato di aids. E ciò che dalla musica scaturisce è un concentrato d’emozioni diverse tra loro ma legato da uno splendido filo conduttore. Placebo. Sì. Un colpo forte. Un incredibile momento sonoro che si lascia ascoltare a bocca aperta, senza fiatare. Emozionandosi, sì. Pelle d’oca. Che la chitarra ricama, con le sue più belle melodie. Che il basso accompagna arpeggiando e sussurrando mentre la batteria esplora tra spazzolate e piatti. Tra tristezza e pianto. 

Vuoto. 
Ghost.

Assalti sonori, distorsioni. Feedback.

Da scoprire e ascoltare. Evil Dildo.

PLACEBO

Brian Molko. Cantante, chitarrista.
Stefan Olsdal. Bassista.
Steve Hewitt. Batterista.

DISCOGRAFIA ESSENZIALE e BREVI NOTE

Sleeping With Ghosts, 2003.
Black Market Music, 2000.
Without You I’m Nothing, 1998.
Placebo, 1996.

London, England, 1994. Nascono gli Ashtray Heart, quindi Placebo.



Fabio Mele, Agosto 2005.

ISBN/EAN: 
0724384653125

Commenti

occhio che non ha preso un'immagine...

io le vedo tutte e due :)

Ah. Play. A friend in need is a friend indeed. Quanto pestava quel video. You don't care about us. Us. E poi la malinconia micidiale di Without You I'm Nothing. Che è un pezzo quasi da Wish, tipo The Crawl. Ma io continuo a reagire alla grande quando...

Sucker love is heaven sent
You pucker up, our passion's spent
My hearts a tart, your body's rent
My body's broken, yours is spent

Carve your name into my arm
Instead of stressed, I lie here charmed
Cuz there's nothing else to do
Every me and every you

Sucker love, a box I choose
No other box I choose to use
Another love I would abuse
No circumstances could excuse

In the shape of things to come
Too much poison come undone
Cuz there's nothing else to do
Every me and every you
Every me and every you
Every Me...

Sucker love is known to swing
Prone to cling and waste these things
Pucker up for heavens sake
There's never been so much at stake

I serve my head up on a plate
It's only comfort, calling late
Cuz there's nothing else to do
Every me and every you
Every me and every you
Every Me...

Every me and every you
Every Me...

Like the naked leads the blind
I know I'm selfish, I'm unkind
Sucker love I always find
Someone to bruise and leave behind

All alone in space and time
There's nothing here but what here's here's mine
Something borrowed, something blue
Every me and every you
Every me and every you
Every Me...

Every me and every you
Every Me...

Allora, mini-recensione del concerto che ho appena visto. Capannelle, Luglio 2007. I Placebo, stanca ripetizione di se stessi da cinque album (più un sesto solo su iTunes, composto di cover tendenzialmente in circolazione da anni), si sono confermati piacevole ed energico intrattenimento, ormai copia di se stessi.

Manco a dirlo, qualche ragazzetto era emozionato per i pezzi del nuovo pessimo album, e addirittura per le cover (di Kate Bush), ma io non aspettavo altro che "Every Me Every You", "I Know", "Without You I'm Nothing", magari "Special K" da Black Market Music.
Non hanno fatto Pure Morning.
Circa un'ora e quaranta, con molto compiacimento e poca, nulla fantasia. Ci sono piaciuti... una decina d'anni fa:)

In the shape of things to come
Too much poison come undone
Cuz there?s nothing else to do
Every me and every you
Every me and every you
Every Me?

http://it.youtube.com/watch?v=iZ2X3bSxiF0

Certo mi sto rileggendo queste recensioni che ho scritto sui Placebo, qualche tempo fa. Mi darei una martellata sui maroni.
Non riesco più a sentirli. Suoni finti, plastificati. Salverei davvero poco oggi. Vabè.. :)

PLACEBO: copertine+tags x 3

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