Piccola Bottega Baltazar

Canzoni in forma di fiore

Piccola Bottega Baltazar
Nell'anno 2004 la Piccola Bottega Baltazar, insieme di sopraffini artigiani della musica regionale veneta, dà alle stampe questo: “Canzoni in forma di fiore”, il primo lavoro composto di materiale esclusivamente inedito, dopo una lunga stagione passata a portare per l’Europa le canzoni di Fabrizio De André.
Lentezza e armonia delle vite vegetali
«I giorni del fiore sono quelli in cui la vita mette nuove foglie e si allarga a riempire le intercapedini tra le pietre inconsapevole ed estranea a qualsiasi giudizio di valore guidata dalla necessità dell’esistenza»
Si presenta così l’avventura di questo disco, si presenta con una metafora semplificante, un vessillo, una dichiarazioni d’intenti. Mai immagine così pregnante: come la vita vegetale, la musica dei piccoli bottegai, si sviluppa ad un ritmo lento, germina e fiorisce, non dimenticando di armonizzare il tempo delle vite con il tempo delle suggestioni, conservando una vitale, quanto imbarazzante, semplicità. Germogliano le canzoni di questo disco, opera che è un erbario, un giardino pensile, una raccolta di essenze che nella pace del mondo vegetale attendono di esplodere, liberarsi, sino a inebriare coi loro effluvi (come la foglia dell’egregio romanzetto di Vasilis Vasilikos) tutta la stanza, le case, il paese.
Frescura dell’ombra vegetale in un meriggio d’estate, poesia in forma di fiore che, come recita la frase-manifesto, si allarga a riempire le crepe sempre più fonde, i piccoli grandi vuoti di questo esistere moderno, a colorare le diverse stagioni in un continuo di nascite e morti, d’inverni e primavere.
 
Geografia di uno spazio rurale
 
Piccole canzoni in forma di fiore”, tradisce le origini territoriali ed artistiche dei bottegai. La musica di questo levigato lavoro ha radici nel - e sembianze del - retroterra geografico e intellettuale in cui è stata concepita: suoni e parole nascono nel sacro vapore del veneto rurale, in una geografia fatta di corti e cascinali, di campi avvoltolati nelle umide nebbie mattutine, colori e profumi che ri-evocano e re-interpretano la provincia veneta-rurale, in maniera sempre nuova, cogliendo di volta in volta una segreta (idealizzata) visuale. Ce lo dicono le parole e i suoni di canzoni come “Il mercante”, “Nebbie di carnevale” o l’intensa “A foghi spenti”. Affreschi rarefatti e immaginifici, filastrocche dialettali, ricchi di suggestioni campestri, di atmosfere legate all’uva, alla ghiaia, al granturco, ma anche al vecchio Hemingway e alle derive lagunari superbamente narrate nel suo “Al di là del fiume e tra gli alberi”. Impressioni e visuali che avviluppano l’ascoltatore portandolo in una dimensione eterea, voluttuosa e nostalgica: sì, proprio così, nostalgica, ma senza vergogna né patetismi. Una grande parabola sonora che conduce alla sublimazione, all’Arte, alle nuvole, per poi tornare, come pioggia, ad innaffiare le radici, l’essenza che rende senso all’esistere.
Allo stesso modo – e proprio per ciò – quest’opera rimanda ad una precisa paternità intellettuale: lo stile, il chitarrismo, la parola solenne di Fabrizio De André, riecheggiano in ogni carrugio, in ogni aia di questo disco e delle sue storie: lo si sente nell’attenzione ai testi e alla recitazione, lo si avverte nei temi, lirici e sonori che siano. Ma è un De André d’entroterra, il cantastorie di paese, quello che si richiama, distante da certe seducenti ambientazioni marittime.
Divisi a metà tra fonti d’ispirazione e maestria autodidatta, gli artigiani della bottega, ammiccano all’Arte come liberatorio e magico incantesimo purificante, ma senza smettere, anche dal loro angolo ricreato, dalla loro ruralità imperfettibile, di guardare con lucida attenzione alla realtà (Pic-nic al cavalcavia).
 
Sulla Graziella per un’Italia perduta..
 
Citano De André e Conte (Paolo, ma anche Giorgio), Capossela, Piazzolla e le Zampogne di Triacastela. Curano, da anni, uno stile a metà tra la canzone popolare veneta, il Sud America e il Jazz, senza cingersi mai in definizioni troppo stringenti. Lasciate perdere chi, solo per le loro nobili origini di formazione da cover, li dileggia, legandoli indissolubilmente alla figura del grande padre del cantautorato italiano; lasciateli stare, perché non sanno cogliere i positivi esiti di una rielaborazione personale.
Girando su una vecchia “Graziella”, per le andane della campagna veneta, si incontrano, valzerini, habanere, tanghi, sirtaki, in diversi, molteplici, intrecci. Vagabondiamo su due ruote, lontani da inutili domeniche a piedi, con la bucolica brezza fra i capelli, accompagnati da strumentisti ben torniti e da una voce (Giorgio Gobbo) profonda, emozionale, tradita solo talvolta dall’incertezza; ed ogni piccola imperfezione, va pur detto, rende quel qualcosa alla vita che, nei dischi cibernetici e virtualizzati del momento, è difficile rintracciare; regala emozioni che abbiamo avuto modo di abbandonare all’oblio, di dimenticare, bombardati in maniera funesta da questo moderno far musica, che aliena le note al suonatore, l’espressione alle parole e l’emozione al pubblico lautamente pagante.
Qui, al contrario, con un modico pugno di scellini, potrete aprire un piccolo scrigno, dove – pensate bene – suonano strumenti veri, dove si possono avvertire le dita del fisarmonicista passare da un tasto all’altro, le vibrazioni del legno e l’emozioni della voce. Un’opera composta da alcuni brani già inscritti nella migliore tradizione cantautoriale italiana (Il mercante, Delitti di paese), alcuni curatissimi pezzi strumentali (Il colombre, L’ultimo dei ranaroli), testi dialettali che hanno la dignità della poesia (“A foghi spenti” e  “Il grammofono della banda carità”) e due fisarmoniche pronte a riportarvi, in ogni momento, alle accese feste popolari, ai sospesi giardini della vostra infanzia.
C’è solo da sperare che la storia continui.
 
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
 
La Piccola Bottega Baltazar è una formazione veneta nata nel 2000. La loro musica e le loro parole vivono in un piacevole stato di anacronismo, dove all'interesse per la canzone d'autore si intrecciano venature di musica popolare, classica e jazz. Nel corso degli anni ha ricevuto diversi riconoscimenti (Premio Valmarana 2000, Premio Risonanze 2002, Premio RockitEyes 2004, Premio Monferr'autore 2005) e lusinghiere recensioni dalla stampa nazionale.
Ad oggi, ha pubblicato tre cd prodotti e distribuiti dalla collana “D'autore” di Azzurra music: 'Poco tempo, troppa fame - omaggio a Fabrizio De Andre'' nel 2002, 'Canzoni in forma di fiore' nel 2004 e 'Il disco dei miracoli'  di recente pubblicazione.
Ha composto musiche per vari spettacoli teatrali, ha musicato diversi reading e, da alcuni anni, tiene concerti in tutta Italia e ha avuto modo di esibirsi anche in Spagna, Svizzera, Grecia e Messico.
 
Gli animatori di questa Bottega sono:
Giorgio Gobbo alla voce;
Sergio Marchesini al pianoforte e alla fisarmonica;
Antonio de Zanche al contrabbasso;
Marco Toffanin alla fisarmonica;
Massimo Aiello alla batteria.
 
Piccola Bottega Baltazar, Canzoni in forma di fiore, Azzurra Music, Verona, 2004
 
Per maggiori informazioni: Piccola Bottega Baltazar / Azzurra Music /
ISBN/EAN: 
000

Commenti

Chiedo ancora aiuto per giustificare il testo...
Oh, me tapino!

alè!

Notevole segnalazione - l'ennesima. Grazie Alfio. Domanda ormai d'obbligo: come li hai scoperti? Raccontaci.

"ammiccano all?Arte come liberatorio e magico incantesimo purificante, ma senza smettere, anche dal loro angolo ricreato, dalla loro ruralità imperfettibile, di guardare con lucida attenzione alla realtà". Davvero belle queste righe, che da profana assimilerei anche agli altri artisti da te citati.

Innanzitutto grazie per l'aiuto...
Sii paziente Gianfranco, capirò.. un giorno capirò..
La scoperta di questi 5 giovanotti è stata molto semplice:
una tappa del loro tour "Poco tempo, troppa fame" passata, praticamente, di fianco a casa.
Saputo che la serata sarebbe stata un tributo a Fabrizio De André, non ho potuto che fiondarmi a comprare i biglietti..
Se cliccate sul link del loro sito (qui sopra), è possibile sentire alcune delle canzoni del nuovo disco.. fatevi un'idea e ditemi che ne pensate...
Io ribadisco le ottime parole spese per loro!

5. Pazienza totale, vai già molto bene, non devo fare niente di particolare. Ho sistemato i link, il primo non funzionava. Pizzico qualche mp3 e ne riparliamo dai.

Peraltro, sul sito si possono già ascoltare le canzoni dell'ultimo "Il disco dei miracoli" che, ad un primo ascolto, pare avere innovative ed interessanti sfumature..
Me lo procurerò al più presto e condividerò le nuove impressioni;)

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