Come bambino credo la verità del cuore / come bambino godo soffro l’amore / tendo la fionda ai lampioni che s’oppongono alla luna / miro i prepotenti e i coglioni / tiro alle ombre che intralciano la fortuna.
Due dei più talentuosi musicisti del panorama italiano degli ultimi 30 anni, due grandi sperimentatori abituati alla contaminazione, due artisti a tutto tondo, capaci di spaziare tra i generi e tra le discipline artistiche. Franco Battiato e Giovanni Lindo Ferretti si incontrano nuovamente, dopo essersi fuggevolmente avvicinati nel 1996, allorché i CSI (Consorzio Suonatori Indipendenti), al tempo gruppo di cui faceva parte il cantante emiliano, avevano inserito nell’album Linea gotica una cupa e tenebrosa versione di E ti vengo a cercare, uno dei pezzi simbolo di Battiato. L’artista catanese, che apprezzava la musica di Ferretti fin dalla prima notorietà con i CCCP, e che ha seguito con interesse tutte le sue evoluzioni fino alla formazione dei PGR (Per Grazia Ricevuta), ha proposto all’artista emiliano di ridare nuova linfa ad alcuni pezzi contenuti negli ultimi album realizzati con questa band, oramai sciolta. Da un lavoro di selezione, compiuto dallo stesso Battiato, è nato ConFusione, album che contiene nove tracce riscritte, remixate e riarrangiate – o per meglio dire “disidratate”, come scritto sulla copertina – dal musicista siciliano e riproposte in una chiave più orecchiabile e affascinante.
Nove brani emblematici del percorso quasi decennale della band, edificati su testi complessi e ricercati, a tratti lirici e ricchi di allegorie ed evocative metafore sulle contraddizioni della modernità. “Mi hanno dato trenta-quaranta canzoni – spiega Battiato –, l’immersione nel loro mondo è stata straordinaria, la potenza dei testi di Giovanni è impressionante, anche solo quando scrive una lettera”. Una sorpresa per tutto il gruppo, composto anche da Giorgio Maroccolo e Gianni Canali, oltre ché da Giovanni Lindo Ferretti, il quale afferma: “Pensavo che il progetto PGR fosse finito. Poi ho saputo che Franco voleva remixare dei nostri pezzi: per me è stato un onore. Gli ho detto di sentirsi molto libero. Di tagliare, di buttare via.” E difatti così è stato, tanto che alcuni dei nove pezzi, manipolati e stravolti da Battiato, hanno ottenuto risultati strabilianti che hanno sorpreso gli stessi PGR. È il caso della bellissima canzone introduttiva, Cronaca montana, dove la ricerca linguistica e le assonanze ritmiche sono sviluppate al massimo dell’ispirazione ( Risuona la parola / detona / rimbomba in me / cassa armonica / far fronte e in marcia / tra timori sgomenti / e baldanza festante) o della nostalgica sesta traccia, I miei nonni (Rendo onore a chi mi ha preceduto / tra mille errori e abominevoli credenze / mi ha fatto vivo / sopravvivere / crescere / il mondo è complesso / incantevole / difficile). Notevole anche il pre epilogo, rappresentato dalla ballata Cronaca di guerra II, il cui refrain è un suggestivo gioco di parole ricco di inequivocabili significati (Novantanove guerre / di spazi viscerali / cosmogonie tribali / novantanove guerre e una / quella che come te / come te non c’è nessuna). Musicalmente rivoltate, queste potenti ballate si aprono alla possibilità di ascolto di un pubblico decisamente più vasto di quello canonico dei PGR, tanto da attrarre gli stessi appassionati di Battiato, la cui influenza nei pezzi è assolutamente riconoscibile per un orecchio abituato ad apprezzare la musica dell’artista catanese. Di là dall’aspetto prettamente musicale e dalla resa complessiva del disco, c’è da rimarcare la magnetica e in alcuni frangenti poetica scrittura di Ferretti, che all’apice dell’ispirazione, nel pezzo Come bambino, ci regala questi splendidi versi d’ingresso, che sarebbe un delitto non segnalare: “Come bambino credo la verità del cuore / come bambino godo soffro l’amore / tendo la fionda ai lampioni che s’oppongono alla luna / miro i prepotenti e i coglioni / tiro alle ombre che intralciano la fortuna.”.
Per ciò che riguarda i programmi futuri dei due artisti, Battiato afferma di essere in “pausa sindacale”, dopo tanto lavoro, ma ha appena finito di scrivere una sceneggiatura su Händel e aspetta che qualche produttore si faccia avanti. Giovanni Lindo Ferretti, invece, dopo l’avvicinamento alla fede e alla dottrina di Benedetto XVI, accogliendo le sue esperienze passate come tappe naturali della complessità della vita (extraparlamentare di sinistra, ex Lotta Continua), ha scelto di ritornare nelle natia Cerreto Alpi, in provincia di Reggio Emilia, per assistere l’anziana madre: “Io ho compiuto 50 anni da poco – afferma Ferretti - e ora devo decidere cosa fare da grande. Mi sono preso un impegno gravoso, con mia madre che seguo ma che considero una benedizione di Dio. E ho cominciato la doma di uno stallone che era stato destinato al macello perché cattivo, per dimostrare che tutti meritano una seconda chance”. Non una nemesi, dunque, come qualcuno potrebbe erroneamente pensare, ma un percorso che nella vita come nell’arte è sempre stato ricco di contaminazioni, distorsioni e salutari metamorfosi. E la musica, in questo caso, ne guadagna, perché ConFusione è un disco musicalmente e linguisticamente ricercato come ce ne sono pochi, nell’italico panorama attuale. Non solo affascinante, ma davvero bello.
Federico Magi, luglio 2010.
Prima pubblicazione cartacea dell'articolo: Il Secolo d'Italia, 4 giugno 2010. © Il Secolo d'Italia. L'articolo appare su Lankelot in versione lievemente ampliata.
Commenti
(PGR - Confusione) Chi può
(PGR - Confusione) Chi può cortesemente mi rimetta apposto il pezzo, sotto sono venuti spazi e scritte strane. se è complicato, cancellate il pezzo che lo ripubblico, io non ho trovato il tasto per cancellare il pezzo. Ultima cortesia, appena fatto, cancellate anche questo commento di servizio.
[pgr] fatta:) sei in prima
[pgr] fatta:) sei in prima
(pgr) Grazie Franco!
(pgr) Grazie Franco!
(Ferretti) Sì, davvero,
(Ferretti) Sì, davvero, l'operazione di Battiato ha reso più belle e ascoltabili queste canzoni. L'ultimo Ferretti è molto distante da me in alcune sue esternazioni ma dal vivo, nella sua nuova veste, rimane sempre magnetico.
(Ferretti - OT) Mi stavo
(Ferretti - OT) Mi stavo quasi chiedendo che fine avessi fatto Fede. L'assenza della tua verve polemico/poetico leva un po' di brio a Lankelot.
[battiato-ferretti] scrivi,
[battiato-ferretti] scrivi, "Franco Battiato e Giovanni Lindo Ferretti si incontrano nuovamente, dopo essersi fuggevolmente avvicinati nel 1996, allorché i CSI (Consorzio Suonatori Indipendenti), al tempo gruppo di cui faceva parte il cantante emiliano, avevano inserito nell’album Linea gotica una cupa e tenebrosa versione di E ti vengo a cercare, uno dei pezzi simbolo di Battiato."
> gran disco, Linea Gotica, e piena di personalità la cover di "e ti vengo a cercare". Bei ricordi...
[ferretti] preziosa
[ferretti] preziosa segnalazione, fede:): "E la musica, in questo caso, ne guadagna, perché ConFusione è un disco musicalmente e linguisticamente ricercato come ce ne sono pochi, nell’italico panorama attuale. Non solo affascinante, ma davvero bello."
> Prendo nota (è il caso di dirlo). Ne parliamo tra qualche settimana;)
(PGR) Eh, caro Andrea (è
(PGR) Eh, caro Andrea (è vero, devo portare qualche polemicuccia per ravvivare un po' il periodo estivo ah ah ah), sono sempre qui, ancorché ho avuto meno tempo per i commenti nell'ultimo mese. E chi si muove da Lankelot! Oramai è una seconda casa;) Su Ferretti: lui è un grande, con tutte le sue contraddizioni, che forse lo rendono ancora più artista (da Ex lotta continua a cattolico praticante e leghista: resta sempre un artista anarchico e estraneo alle mode). E poi, scrive come pochi.
(PGR) Ti dico, Franco,
(PGR) Ti dico, Franco, davvero un bel disco. La musica di Battiato e queste 9 ballate si sposano a meraviglia. "Linea gotica", si, un gran disco, il migliore dei CSI (a me piacque anche "Tabula rasa elettrificata").
[PGR] In effetti i suoi
[PGR] In effetti i suoi ultimi libri, pur non condivisibili in alcuni passaggi, sono trascinanti, sì, è vero. Anche l'ultimo. Continua a non convincermi il suo sentirsi vicino a Ratzinger ma ognuno è libero di pensarla come crede. Poi certo, in Ferretti lo spirito provocatore non è mai sopito.