Parente Marco

Trasparente

Parente Marco

La musica rock parla e pensa inglese, o quantomeno anglo-americane sono le proposizioni della sua sintassi. Dunque la più grande difficoltà per gli “oltremare” lontani dal mondo anglosassone, sta nell’adozione - o semplice ascolto - di una forma d’espressione che non si lega alle proprie cadenze. Eppure il rock è ora l’espressione minima della musica leggera e pop; in questo esso è assolutamente comune e, che dir se ne voglia, è destinato a coniugarsi con le singole voci musicali con cui può entrare in contatto dove si diffonde.
Perciò il rock cantato in italiano. A questa formula Marco Parente ha dato una sua interpretazione del tutto Trasparente - perdonatemi il gioco di parole.

Album pubblicato per la Mescal, l’importante casa italiana che coltiva artisti come gli Afterhours, Cristina Donà, Subsonica e Bluvertigo, si insinua in una corrente di produzioni alla ricerca di sonorità moderne sulle quali inserire testi italiani.
Marco Parente propone la sua particolarissima via, che certo indugia nel calcare in parte timbri britannici, ma ciononostante brilla per completezza. A volerlo inserire in un contesto che lo possa esemplificare i nomi da richiamare sono i grandi dell’attuale musica rock; Radiohead e Jeff Buckley i citatissimi che sembrano sempre poter riassumere la musica rock-pop moderna.

La registrazione dell’album è curata, e ogni traccia gode di pezzi strumentalmente articolati sui quali si innesta il particolare cantato di Marco Parente; già nella prima traccia “La Mia Rivoluzione”, la sua voce colpisce per la chiarezza ma soprattutto per quello stralunato tremolio che la caratterizza.
Le tracce di “Trasparente” al primo ascolto impressionano davvero, tutto l’album è carico di suoni che si potrebbero trovare nelle produzioni di artisti stranieri, e lo stesso uso della lingua italiana ha proposto testi che se tradotti sembrerebbero proprio quelli che si leggono in booklet di dischi britannici o anglosassoni.
Allo stesso tempo però questo aspetto decisamente notevole rappresenta il punto debole del disco, che ha troppo marcate affinità con sonorità “classiche”, sostanzialmente alla Radiohead. L’evidenza di una traccia che a momenti racchiude esageratamente il riff di “My Iron Lung” dei Radiohead, sapendosi però riprendersi con un ritornello magnifico; la colpevole è “Farfalla Pensante”.

La meccanica “Fuck [he]art & Let’s Dance”, martellante e ossessiva alla Kid A – chissà, ancora una volta forse troppo? Questi casi alla lunga lasciano sospeso il primo giudizio positivo sul disco; in ogni caso quello finale media questa piccola stonatura.
La verità infatti è che al di là di tutto ciò la musica di Parente “funziona”, e colpisce per come fluisca dalle casse dello stereo. Dietro ogni canzone si percepisce una conoscenza musicale importante, grazie alla quale l’arte di Marco Parente ha potuto scrivere musica di livello.

La prima traccia “La Mia Rivoluzione” è aperta e intrigante, così come la quinta “W Il Mondo [radiourlo]” spinge i suoi suoni con vigore entrando presto in mente. Al limite dello sperimentalismo, invece, l’ottava traccia che attira nella sua ossessività, “Anima Gemella”, un pezzo che brucia sulla costante pennata della chitarra acustica di Marco Parente.

L’originalità delle parole cantate si lascia studiare suggerendo un modo di scrittura creativo, lontano da forme classiche e per questo talvolta stridente, ma sempre all’avanguardia. Ogni testo è la voce sussurrata del mondo poetico di Marco Parente, al quale non mancano forza e innovatività, le dieci tracce di quest’album parlano con l’accento dei tempi d’oggi.

“Trasparente” dunque è un disco interessante, seppur inficiato a tratti da un lieve “modo” musicale che richiama troppo le radici che stanno ai piedi del suo autore; a tante critiche, si muovono altrettanti elogi a questa opera nuova della musica italiana. Perciò se si è in cerca di nuova musica italiana, la risposta è davvero Trasparente.

“Apro la porta e mi succede il mondo/ Come ogni giorno davanti a me/ In ogni direzione la possibilità/ Mi confondo/ Trasparente/ …/ E’ il bluff di non esistere/ scoprire l’assenza di te che passi/ senza macchia ma senza vita/ e cosa sto aspettando/ a vivere così come siamo/ davvero/ senza che sia per forza speciale/ perché è già speciale/ davanti a me dietro di me/ sotto di me sopra di me/ ma non torno indietro no/ per niente al mondo/ io voglio solo perdermi/ in un bicchiere d’acqua/ trasparente”

(Davvero Trasparente)

BIODISCOGRAFIA

Trasparente, Mescal 2002
Testa, dì cuore
, Sonica 2000
Eppur non basta, CPI – Sonica 1998

Marco Parente nacque a Napoli per poi trasferirsi a Firenze dai primi anni ’90.
Sebbene la sua carriera solistica sia iniziata nel 1998 con il primo album “Eppur non basta”, già prima suonava con gruppi locali ed anche con i CSI come turnista e percussionista nei loro album “Ko de mondo” del ’94 e “Linea gotica” del 1996.
La sua attività proseguì poi con molti altri concerti e collaborazioni con gruppi come i La Crus, Cristina Donà, Bandabardò. Il 2000 è l’anno del secondo album “Testa, dì cuore”; il suo curriculum si amplierà poi con molte altre attività, come la partecipazione musicale ai reading del poeta Ferlinghetti, a Firenze e Genova, o la pubblicazione di alcuni suoi testi nel libro “Work in progress, work in regress” edito dalla City Lights Italia.

Il periodo antecedente alla pubblicazione del suo ultimo album “Trasparente” del 2002, lo vede sulle scene assieme a Manuel Agnelli e Cristina Donà; il 2001 l’anno della sua partecipazione al Premio Ciampi in una esibizione acustica con il primo, e nel settembre 2002 assieme al cantante degli Afterhours e Cristina Donà in una esibizione acustica, in occasione del conferimento del Premio Grinzane Cavour per la poesia e i testi musicali.

Fonti in Rete: www.marcoparente.it; www.falsomovimento.it

Andrea Vergani

ISBN/EAN: 
0094638356325

Commenti

Prima pubblicazione: lankelot.com

"La musica rock parla e pensa inglese, o quantomeno anglo-americane sono le proposizioni della sua sintassi. Dunque la più grande difficoltà per gli ?oltremare? lontani dal mondo anglosassone, sta nell?adozione - o semplice ascolto - di una forma d?espressione che non si lega alle proprie cadenze."

> questo è un passo da mandare a memoria. Enciclopedico.

"A volerlo inserire in un contesto che lo possa esemplificare i nomi da richiamare sono i grandi dell?attuale musica rock; Radiohead e Jeff Buckley i citatissimi che sembrano sempre poter riassumere la musica rock-pop moderna."

> Radiohead ma fino a "The Bends", a ben guardare;).
Sottoscrivo soprattutto J. Buckley, confidando nel ricordo degli ormai polverosi ascolti...

"L?evidenza di una traccia che a momenti racchiude esageratamente il riff di ?My Iron Lung? dei Radiohead, sapendosi però riprendersi con un ritornello magnifico; la colpevole è ?Farfalla Pensante?."

> appunto;)

Io sono ancora innamorato del suo Testa, dì cuore. uno dei miei album italiani preferiti. un disco "Marco Parente", ovvero, pieno di ascolti ma con una sua strada propria. questo invece è invece un disco di due, tre canzoni buone, il resto rimane davvero troppo derivativo. (critica tra l'altro che gli fu rivolta da parecchi giornali di musica). è un autore molto attento alle parole, forse un po' troppo. dovrebbe trovare un giusto equilibrio fra parole e musica.

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