Mauve

Kitchen Love

Mauve

"Vorrei poter soffocare
nella stretta delle tue braccia
nell'amore ardente del tuo corpo
sul tuo volto, sulle tue membra struggenti
nel deliquio dei tuoi occhi profondi
perduti nel mio amore,
quest'acredine arida
che mi tormenta. " (Cesare Pavese)

(Cesare Pavese)

Ascoltando "Kitchen Love" (Canebagnato Records), primo album sulla lunga distanza dei Mauve della band piemontese (Alberto Corsi, Carlo Tosi, Elda Belfanti ai quali si è poi aggiunto in forma stabile Massimiliano Bresa) dopo l'ep d'esordio "Sweet Noise on the Sofa" (sempre per Canebagnato Records) sono tornato con la mente al titolo di un libro di Raymond Carver "Di cosa parliamo quando parliamo d'amore" letto tanti anni fa.

Un titolo che è un'affermazione, una dichiarazione programmatica ma che potrebbe tranquillamente essere anche una domanda. Di cosa parliamo quando parliamo d'amore? Le risposte sono le più varie e contrastanti possibili, anche il silenzio parla d'amore. Non ci sono risposte certe, nemmeno quelle degli scrittori, dei musicisti, dei poeti, dei registi, degli amici, offrono soluzioni e risposte certe al dramma e alla bellezza dell'amore. L'amore lo si deve vivere, perdere, soffrire per poterlo raccontare

Il titolo ricorda anche il romanzo d'esordio di BananaYoshimoto, "Kitchen", pubblicato in Giappone nel 1988, e che ha per protagonista una donna ossessionata dalla cucina e dall'amore e il film francese di Sandra Nettelbeck "Ricette d'amore" (il titolo originale era comunque "Bella Martha"), tutto questo per dire come l'Amore sia, come un piatto di cucina, una tazzina di tè dove riposa una ragazza pensierosa (l'immagine di copertina), una questione di alchimie, di profumi, gesti, delicatezze, attesa, trepidazione,dolore, assaggi, rituali, coronamenti ma anche di fallimenti.

A vegliare sulle sorti e l'umore del disco l'anima di Cesare Pavese, omaggiato nella delicata traccia conclusiva "Last B" "Don't cry, it's too late // Time has gone by // With brightness and grace".

Nel recensire questo disco altri siti in apertura hanno scomodato parecchie volte, a mio parere fuoriluogo, gruppi post rock come Mogwai, A Silver Mt Zion, Explosions in the Sky, forse per una semplicità di comprensione o forse più semplicità per una consuetudine maturata sull'onda di un certo tipo di sonorità e di pezzi strumentali, due in questo caso, rintracciabili in Kitchen Love. Se proprio dovessi tracciare possibili paragoni mi piacerebbe pensare all'evoluzione dei Giardini di Mirò che da un passato più smaccatamente post-rock (qualcuno li definiva i Mogwai italiani) sono approdati a lidi dove la forma canzone ha ripreso vigore (anche se l'ultimo disco, Il fuoco, sonorizzazione di un film muto, sembrano contraddire queste affermazioni), allo shoegaze dei My Bloody Valentine, all'impasto elettrico-elettronico-agreste degli Hood (e perchè no, anche l'ultima creazione Bracken), agli eterei Lali Puna (una nota: tempo fa ascoltai i Mauve esibirsi in una cover di 40 Days degli Slowdive, ripresa anche dai Lali Puna) e all'indie-pop delicato di stampo sempre inglese.

Ma comunque sempre e solo accostamenti, niente più.

E così in Kitchen Love troviamo la scarica iniziale di "88", elettrica ed incalzante, "I need your mouth // to fill my doubts"; le atmosfere sognanti e ondivaghe di "Jaguar, We have to go" con l'accellerazione finale molto grintosa che lascia lo spazio all'addio "So far away // so far away // so far away"; il possibile singolo "Santiago", trascinante, che s'interroga apertamente sull'amore "I don't know what love is now"; la spiazzante ninna-nanna dolcissima ma in realtà cupissima, "Electronic Scales", il primo dei due pezzi, l'altro è "Butter", dove la batterista Elda Belfanti sostituisce alla voce Carlo Tosi e il cui testo esprime la sofferenza, quella sofferenza, "I can't see myself, I see numbers // Lost twenty pounds, fifty are not enough" e ancora "I'm not fair, oh shit" che ti strappa le lacrime; i due pezzi strumentali dove l'influenza post-rock si fa sentire maggiormente come "Edimburgo Mega-Panda" e "Sean Connery"; il pop rarefatto di "Fake Youth (only silence)" in cui la chitarra sembra voler toccare la confessione "I have no words // To describe her // Only silence // Magic Silence//; la debole e prevedibile "Never regret" che insieme alla successiva "Canterbury" sono forse i brani irrisolti dell'album; la psichedelia che abbraccia il kraut rock tedesco e il noise di "Butter" dove la voce di Elda Belfanti ti fa precipitare nella famosa scena del panetto di burro di "Ultimo tango a Parigi", "Here I whisper my only wish: // Spread butter on me".

Un disco imperfetto certo questo dei Mauve, con un cantato forse troppo monocorde e una pronuncia anglofona con qualche pecca, che qua e là sembra perdere in compattezza, preso com'è da mille sollecitazioni, amori, tensioni e possibili strade da percorrere, ma comunque un disco che fa chiaramente presagire ampi spazi di miglioramento, come se i Mauve fossero ancora una crisalide che sta aspettando di diventare farfalla.

Note conclusive: Da poco è uscito un ep, "Blender", scaricabile qui:

http://www.vitaminic.it/2009/04/mauve-blender-ep-canebagnato/

con quattro remix di "Electronic Scales" e "Butter" ad opera di Rob Glover / The Toy Library, Arnoux, Magpie e Con_cetta, fra i quali spicca il remix sognante di "Electronic Scales" di Rob Glover, diventato per il sottoscritto uno dei pezzi migliori dell'anno.

Inoltre, nella compilation estiva 2009 della Canebagnato Records, "Even Dogs Like to Dance" è presente un nuovo brano dei Mauve, "Song for..", totalmente acustica e giocata su chitarra e le voci di Tosi e Belfanti.

"Just read the gift like this
do you know what will be?
I'm working to carry on my life

your hands closed like my smiles
working on a better life
a robin, a memory of sun

it seems like heaven to me
a gift like this

Just read the gift like this
do you know what will be?
painting a tree and then destroy

Your eyes go where the water flows
working on a better life
a blue sea, a safer place to stay" (Song for...)

 Discografia e brevi note:

"Sweet noise on the sofa" (Canebagnato Records, 2006)

"Kitchen Love" (Canebagnato Records, 2008)

"Blender Ep" (Canebagnato Records, 2009)

 Contatti:

www.myspace.com/feelmauve

www.mauvemusic.blogspot.com  

www.myspace.com/canebagnato

ISBN/EAN: 
000

Commenti

Un album delizioso.

(passo per aggiungere il tag "musica" ;) )
a dopo!

"Se proprio dovessi tracciare possibili paragoni mi piacerebbe pensare all?evoluzione dei Giardini di Mirò che da un passato più smaccatamente post-rock (qualcuno li definiva i Mogwai italiani) sono approdati a lidi dove la forma canzone ha ripreso vigore"

> In effetti:) Sembravano decisamente i Mogwai, e averli visti dal vivo al loro fianco, a Ostia, qualche anno fa, ha confermato l'impressione. Fatte le debite proporzioni...

" all?impasto elettrico-elettronico-agreste degli Hood (e perchè no, anche l?ultima creazione Bracken)"

> I Bracken mi mancano...

"Da poco è uscito un ep, "Blender", scaricabile qui:

http://www.vitaminic.it/2009/04/mauve-blender-ep-canebagnato/

con quattro remix di "Electronic Scales" e "Butter" ad opera di Rob Glover / The Toy Library, Arnoux, Magpie e Con_cetta, fra i quali spicca il remix sognante di "Electronic Scales" di Rob Glover, diventato per il sottoscritto uno dei pezzi migliori dell?anno."

> Vo a scaricare:)

Acerbi, derivativi, alla Mogwai. Manca personalità. Per ora.

(ma piacevoli.)

sì, hanno ancora grandi margini...e tanto lavoro da fare...

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