Matters Syd

A Whisper And A Sigh

Matters Syd

Se gli stereotipi sulle nazionalità possono avere un senso, allora davvero “A Whisper and a Sigh” suona fortissimamente francese, ricco di squisiti dettagli aggraziati ed eleganti, di partiture fragili che inanellano la voce del parigino Jonathan Morali in arte Syd Matters.
Questo è il suo album d’esordio. L’intero lavoro di composizione è stato affrontato da lui solo, tutto il disco sostanzialmente autoprodotto con l’ausilio della tecnologia di home-recording, ossia registrando con il PC e componendo i singoli brani in ogni loro parte. Per un certo verso “A Whisper and a Sigh” è anche l’emblema della nuova frontiera musicale che invece di accomodarsi su grandi spese di produzione e scelte dall’aspro sapore commerciale (iPod, ad esempio Anche Tu ci stai rubando i nostri sogni), si sviluppa direttamente dalla creatività degli artisti, tra caffè cavi e strumenti.

È gradevole infatti intuire il gioco della creazione “home-made” di un intero album; si percepisce come una sorta di aria scanzonata, che sa anche di “chiuso” ma che ti si pianta in mezzo agli occhi come il fumo di un vago ricordo annebbiato.

La struttura fisica dello stralunato mondo musicale di “A Whisper and a Sigh” sono tastiere e chitarre effettate come anche loop campionati di suoni; insomma, dell’ottimo pop elettro-acustico che trova subito il suo posto tra le ultime sonorità dei Wilco come anche in parti della produzione Radiohead ultimo periodo, ed ancora Grandaddy e Badly Drawn Boy.

È una musica sempre distante e melanconica sulla quale la voce flebile di Syd Matters – ed il suo accento francese che a tratti affiora – dirige la tensione di ogni pezzo; nell’insieme il disco è così equilibrato che ad un primo ascolto può lasciare interdetti. Quello che poi si intuisce essere lo stile leggero dell’autore, inizialmente infatti appare come assenza di nerbo; se una critica si deve muovere a questo disco è certo che proprio lo stile di Syd Matters talvolta pare troppo pallido.

Eppure la qualità musicale di “A Whisper and A Sigh” è di un ottimo livello, soprattutto perché in qualche modo è un disco originale. Il voluto minimalismo sonoro di Matters non coincide con l’ottica “Lo-Fi” ma anzi arricchisce con tanti dettagli il fronte sonoro di ogni canzone, così come  la stessa “debolezza” del suo cantato funziona creando una sorta di narrato infantile.

Il punto forte quindi della musica di Syd Matter è proprio una atmosfera sognante e allo stesso tempo metropolitana – l’artwork di J M Tixier coincide alla perfezione  con le vibrazioni delle canzoni e sviluppa anche la dimensione visiva dell’intera opera (questo a riprova che per quanto scaricare file mp3 sia un sacrosanto atto di conoscenza musicale, comunque un disco ed il suo booklet originale sono l’estensione di una parte delle canzoni stesse). Difatti l’autore parigino è stato premiato da un esordio acclamato sia in Francia che all’estero, in particolare nella Gran Bretagna che ha accolto favorevolmente la sua musica sia su record che live nell’estate 2004.
Ora quindi non resta che attendere lo sviluppo del suo lavoro e magari un secondo album mentre il suo tour prosegue con altre date principalmente in Francia ma anche in Svizzera.

Nel frattempo speriamo che anche l’Italia possa conoscerlo.

DISCOGRAFIA ESSENZIALE e BREVI NOTE 

A Whisper and a Sigh, Third Side Records, 2003.

Approfondimento in rete: http://www.sydmatters.com/

Foutraque.com (Intervista Marzo 2004)

ISBN/EAN: 
00

Commenti

Prima pubblicazione: Lankelot.com

"Questo è il suo album d?esordio. L?intero lavoro di composizione è stato affrontato da lui solo, tutto il disco sostanzialmente autoprodotto con l?ausilio della tecnologia di home-recording, ossia registrando con il PC e componendo i singoli brani in ogni loro parte."

> one man band!
Ti sembra comparabile a Ed Harcourt e Patrick Wolf? Da come ne scrivi direi più sulla falsariga di Harcourt...

" Eppure la qualità musicale di ?A Whisper and A Sigh? è di un ottimo livello, soprattutto perché in qualche modo è un disco originale. Il voluto minimalismo sonoro di Matters non coincide con l?ottica ?Lo-Fi? ma anzi arricchisce con tanti dettagli il fronte sonoro di ogni canzone, così come la stessa ?debolezza? del suo cantato funziona creando una sorta di narrato infantile."

> hai saputo la parola più pericolosa del mondo, "originale". A suo tempo non avevo trovato coraggio per acquistare il disco proprio perché m'aveva spaventato l'adozione di quella categoria. Cautela e scaramanzia fino al primo ascolto.

e grazie Verga.

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