Bristol, a cavallo tra la fine e il principio del millennio.
La scena madre del sound di Portishead e di Tricky ha un gruppo-sorgente: la fonte della nuova sperimentazione è naturalmente riconoscibile nel collettivo Massive Attack. Incontriamo adesso, a quindici anni di distanza dal loro esordio, i pionieri del trip-hop al loro crepuscolo: tra 100th Window (2003) e Danny The Dog (2004), la formazione ha perduto due dei tre fondatori, per ragioni artistiche o esistenziali: Andrew “Mushroom” Vowles e Grant “Daddy G” Marshall (provvisoriamente, sembra). A mantenere vivo il sound e lo spirito della band di Bristol è l’anglo-partenopeo Robert Del Naja.
100th Window è un disco direttamente discendente dalle sonorità di Mezzanine (1998): cupo e postindustriale, viene inaugurato dalla malinconia del canto di Del Naja, nella notturna e ossessiva Future Proof.
Per la prima volta, un album dei Massive Attack non sembra nascere da una nuova vena sperimentale: sembra la registrazione d’un punto d’arrivo, nato per rappresentare coesione e coerenza col passato prossimo, senza concedere più eccessivo spazio alla ricerca d’un sound nuovo. Questo non significa che non sia un lp degno del passato del collettivo di Bristol: 100th Window è intelligente e ispirato, e si lascia ascoltare, a distanza di un paio d’anni, mantenendo discreto fascino. Soprattutto quando è Del Naja, 3D, a prendere il microfono: come nella spettrale e tenebrosa Buttefly Caught, reminiscenza dell’indimenticabile Blue Lines, nella gotica e depressiva Small Time Shot Away, carillon che t’infesta e rimane marchiato a fuoco nello spirito (relitto fonico d’un’allucinazione: ecco), e nell’orientaleggiante brano finale, Antistar, che scandisce il termine del disco con la grazia e l’armonia d’una pioggia che batte sul deserto.
Sinead O’Connor canta in tre brani: nell’intensa e teardroppiana What Your Soul Sings, raffinata da seducenti archi, nell’aggressiva e inquietante Special Cases, dal battito allucinato, e nell’impegnata e liturgica A Prayer for England – che, nonostante la non impeccabile e asciutta interpretazione dell’angelo di “Nothing Compares to You”, incide: “In the name of / And by the power of / The holy spirit / May we invoke your / Intercession for / The children of England / Some of whom have seen / Murder so obscene / Some of whom have been taken / Let not another child be slain / Let not another search be made in vain / Jah forgive us / For forgetting”. Infine, il mostro sacro del reggae Horace Andy è la voce dell’ipnotica Everywhen e della fiacca e soporifera Name Taken.
A questo punto, prima di cominciare la lettura del successivo album, Danny The Dog, è opportuno segnalare che il disco è uscito quasi in concomitanza con le prime voci d’un ritorno di Grant “Daddy G” Marshall nel collettivo Massive Attack: conoscendo i tempi biblici di creazione della band, non fatichiamo a immaginare che non ascolteremo niente di nuovo almeno fino alla fine del 2006: ragione sufficiente per dedicare a questa prima colonna sonora del progetto MA un ascolto non certo distaccato, a dispetto della formazione – ancora una volta – rimaneggiata fino all’osso: Del Naja, e vecchi compagni di viaggio come Neil Davidge. Non meraviglia che i Massive Attack siano approdati definitivamente alla Settima Arte: la suggestione primitiva e immediata, negli anni dei primi ascolti delle loro folgoranti sperimentazioni trip-hop, era proprio questa – sentivi più d’un loro ascoltatore commentare con frasi come “è un pezzo perfetto per un film” oppure “è un disco davvero cinematografico”, e via dicendo – questo perché, nel magnetico e sofisticato stile della band-matrice del Bristol Sound, non è mai mancata una vena d’un minimalismo paradossalmente “neoepico” – e tuttavia senza precipizi barocchi, tendenzialmente. Il cinema è l’approdo naturale di queste sonorità: mi riesce difficile immaginare che nei film che racconteranno gli anni Novanta, tra una ventina d’anni, potrà mancare qualche traccia dei Massive Attack. In un certo senso, questa loro geniale commistione di hip-hop e jazz freddo ha rappresentato il malessere d’una generazione – il freddo, la depressione, l’amarezza e l’inquietudine della decadenza dei valori delle nazioni occidentali, negli anni Novanta. In altre parole: la dimostrazione che quelle basi sonore che servivano per ballare nei locali e nei club finivano adesso, distrofiche e singultiche, a caratterizzare diversi momenti – stordimento, per intenderci, o estraniazione – significava che s’andava ripiegando altrove – non so, e non possiamo sapere ancora, se si andava soltanto a maledire la fine dei sogni o se stavamo ad immaginare e scolpire un tempo nuovo. Sta di fatto che questo sound è stato sottofondo di nottate passate a leggere, a scrivere o a fare l’amore; ad ubriacarsi da soli, o a fissare un foglio bianco. I Massive Attack non hanno mai smesso di ispirarci.
Questa premessa serve a dire che, a dispetto di qualche pezzo notevole, “Danny The Dog” non è un capolavoro: ma non è onesto stroncarlo o parlarne con leggerezza. A tratti torna qualche eco del vecchio stile del collettivo, almeno tre o quattro pezzi giustificano acquisto e ascolto, e i vecchi fan non saranno delusi – purché s’attendano quel che, in un certo senso, era 100th Window: la conferma d’un equilibrio raggiunto nello stile e nello spirito dei MA, dopo anni di sperimentazioni. Ventuno tracce – la metà abbondante, ovviamente, puramente diegetiche o transitorie. Si tratta di pezzi strumentali. Aggressive e frenetiche I Am Home, Atta Boy, Collar Stays On, Simple Rules; lunare P is for Piano; tutta la classe di Craig Armstrong omaggiata in Everything About You Is New.
Segnalo volentieri il respiro malinconico e introspettivo di Right Way to Hold a Spoon e Polaroid Girl, la dolcezza di Sam – ancora una volta, sorta di depressivo carillon – e infine il pezzo eponimo, quella sinistra processione che sembra essere Danny The Dog.
Disco destinato preferibilmente a chi vuole dimostrare fedeltà a un collettivo storico, e ritrovare vecchi ricordi – difficile che possa guadagnare neofiti alla causa. La vecchia guardia rimane al suo posto.
DISCOGRAFIA ESSENZIALE e BREVI NOTE
Danny The Dog, Emi, colonna sonora, 2004.
100th Window, Virgin, 2003.
Mezzanine, Virgin, 1998.
No Protection, Gyroscope, 1995.
Protection, Virgin, 1994.
Bluelines,Virgin, 1991.
Bristol, Inghilterra, 1987. Nascono i Massive Attack, formati da Andrew “Mushroom” Vowles, Grant “Daddy G” Marshall, Robert Del Naja.
Primi vagiti della band: progetto “The Wild Bunch”, 1983.
Approfondimento in rete: AllMusic / sito ufficiale della band / Unofficial italian site / Danny The Dog / AlwaysOnTheRun / Ondarock / Blackmailmag / Scaruffi / SentireAscoltare.
Gianfranco Franchi, “Lankelot”. Marzo 2005. Prima pubblicazione: Supertrigger, Lankelot.com
Commenti
Perugia, Red Zone, 1996. Parecchie cose sono iniziate lì, a un passo dalla fine del Liceo. A partire dai Massive:).
Ho adorato la centesima finestra. E la voce di Sinead O' Connor.
"a prayer for england"
i(i)n The name oF.
and by the Power oF.
the(ee) ho(oo)ly spi(i)riT...
may we invo(o)ke your,
intercession fo(o)r
th(ee)e chi(i)ldren of e(E)ngla(a)nd
some of whom have seen
murder so(ooo) obscene
so(oo)me of whom have bee(eee)n ta(aaaaaaaaa)ke(ee)N
le(eee)t no(O)t another child be sla(aaaaaaaa)i(ii)nnnnn .
le(e)t no(oo)t another search be ma(aaaaaaaaaa)de in va(aaaaaa)i(i)nnnn...
(...)
Jah, forgi(ii)ve us
for forge(ee)tting
Ja(aaaa)hh he(ee)lp us!
we need more lo(oo)ving
see the teachers(s)
are representing you
so ba(aaa)dly
that not many can see you.
le(e)t not another child... be sla(aaaaa)i(ii)n .
le(ee)t not another search be ma(aaaaaaa)de in va(aaaa)i(ii)n.
(...)
Jah, calls the ones who's(S) beliefs, kill children to
feel the love of you and; be he(eee)aled...
and may we all cry too
for representing you...
so(O) ba(aaa)dly so(o), ba(aaaaa)dly
Jah, forgi(i)ve us
for forge(ee)tt(i)ng
O(oooo)h, Ja(aha, h(eeee)elp u(uuu)s
to be forgi(ii)ving
the teache(ee)rs(s) are representing you.
so ba(aa)dly that not many can see you...
le(e)t not another search be ma(aaaaaaa)de in va(aaaa)i(ii)n...
le(eee)t not another child be sla(aaaaa)i(ii)n ....
(per Sinead, ho seriamente pensato, e penso, di poter cambiare i miei gusti sessuali. ; ) )
Almeno per "nothing compares to u"
MASSIVE ATTACK.
"Protection".
This girl I know needs some shelter
She don't believe anyone can help her
She's doing so much harm, doing so much damage
But you don't want to get involved
You tell her she can manage
And you can't change the way she feels
But you could put your arms around her
I know you want to live yourself
But could you forgive yourself
If you left her just the way
You found her
I stand in front of you
I'll take the force of the blow
Protection
I stand in front of you
I'll take the force of the blow
Protection
You're a boy and i'm a girl
But you know you can lean on me
And I don't have no fear
I'll take on any man here
Who says that's not the way it should be
I stand in front of you
I'll take the force of the blow
Protection
I stand in front of you
I'll take the force of the blow
Protection
She's a girl and you're a boy
Sometimes you look so small, look so small
You've got a baby of your own
When your baby's grown, she'll be the one
To catch you when you fall
I stand in front of you
I'll take the force of the blow
Protection
I stand in front of you
I'll take the force of the blow
Protection
You're a girl and i'm a boy (x4)
Sometimes you look so small, need some shelter
Just runnin' round and round, helter skelter
And I've leaned on you for years
Now you can lean on me
And that's more than love, that's the way
It should be
Now I can't change the way you think
But I can put my arms around you
That's just part of the deal
That's the way I feel
I put my arms around you
I stand in front of you
I'll take the force of the blow
Protection
I stand in front of you
I'll take the force of the blow
Protection
You're a boy and i'm a girl
http://it.youtube.com/watch?v=UIp--5E3AbY